Anna Karénina

Vol. 2

Di

Editore: Editrice Bietti

4.4
(644)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ugo Ricci

Disponibile anche come: Tascabile economico , Cofanetto , Altri , Paperback , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 2

    Il primo volume è stato tutto sommato interessante grazie alla caratterizzazione dei personaggi, mentre questo è stato tutto un "ma perché cavolo l'ho cominciato?".
    Libro di una pesantezza unica, noio ...continua

    Il primo volume è stato tutto sommato interessante grazie alla caratterizzazione dei personaggi, mentre questo è stato tutto un "ma perché cavolo l'ho cominciato?".
    Libro di una pesantezza unica, noioso come pochi, quasi tutto basato sull'egocentrismo della protagonista. Si è ripreso nelle ultime cinquanta pagine, grazie alle interessanti introspezioni di Levin, il mio personaggio preferito e probabilmente il vero protagonista di tutto il romanzo.
    Spero di non averci capito niente perché mi dispiacerebbe per Tolstoj e per la letteratura russa.

    ha scritto il 

  • 3

    "Quanto a Vronskij, nonostante il completo avverarsi dei suoi sogni così a lungo accarezzati, non era completamente felice. Ben presto si rese conto che la realizzazione del suo desiderio non gli dava ...continua

    "Quanto a Vronskij, nonostante il completo avverarsi dei suoi sogni così a lungo accarezzati, non era completamente felice. Ben presto si rese conto che la realizzazione del suo desiderio non gli dava che un granello di quella montagna di felicità che aveva sperato. E aveva avuto la conferma dell'eterno errore in cui cadono gli uomini, i quali pensano che la felicità consista nell'avverarsi dei loro desideri".

    "La contessa Lidija Ivanovna scriveva, di solito, due o tre volte al giorno ad Alksej Aleksandrovic. Le piaceva questo mezzo di comunicare con lui, che aveva quell'eleganza e quel mistero che, in realtà, mancavano ai loro rapporti personali"

    ha scritto il 

  • 5

    La lettura non è stata particolarmente scorrevole e di tutti i personaggi Anna Karenina è quella che mi ha meno affascinato ma questo libro è grandioso e spettacolare come solo la vita può essere . ...continua

    La lettura non è stata particolarmente scorrevole e di tutti i personaggi Anna Karenina è quella che mi ha meno affascinato ma questo libro è grandioso e spettacolare come solo la vita può essere .

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Promosso a pieni voti

    Ho appena finito di leggere Anna Karenina, libro che merita una recensione.
    Trovo sorprendente la scelta del titolo: chiunque si aspetterebbe che Anna sia la protagonista di questo romanzo, invece non ...continua

    Ho appena finito di leggere Anna Karenina, libro che merita una recensione.
    Trovo sorprendente la scelta del titolo: chiunque si aspetterebbe che Anna sia la protagonista di questo romanzo, invece non posso definirla tale. Dà il titolo all'opera e ne è il personaggio negativo, ma non la considero il perno del romanzo. Difficile dire chi lo sia: il libro si apre con Stepan e Darija e si chiude con Kitty e Levin.
    Non ho dubbi, invece, riguardo al mio personaggio preferito. Mi piacerebbe lasciartelo indovinare, ma per brevità te lo dirò in questo messaggio. Si tratta di Levin. Mi è piaciuto fin da subito, sebbene parta in sordina, e sono stata felice di scoprire che con l'evolversi della storia, il suo personaggio acquisti un'importanza sempre maggiore. Non so se l'abbia notato soltanto io, essendo tesa nei suoi riguardi, o se sia un'osservazione generale, fatto sta che mi è parso che alla fine Tolstoj gli riservi il posto d'onore.
    A mano a mano che il triangolo Vronskij-Anna-Aleksej perde di importanza, i Levin diventano il centro di un gruppo variegato e ricco, in cui trovano posto Dolly, Stepan e Sergej. Anna si getta sotto un treno, il conte Vronskij parte per la guerra per dare un senso alla propria vita e di Aleksej non si sa più niente, se non che prende con sé la figlia illegittima della moglie. Dell'altro gruppo, invece, si viene a sapere qualcosa che segna un punto di arrivo, pur lasciando spazio ad una più o meno prevedibile evoluzione.
    Un libro denso di personaggi vivi, ciascuno dei quali lascia un pezzo di sé nella mente del lettore. Un'opera magnifica a cui non esito dare il punteggio massimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Penso che chiunque abbia letto questo capolavoro, accingendosi a fare un resoconto, o nientemeno che una recensione incontri parecchie difficoltà. Innanzitutto perché questo non è solo il romanzo di ...continua

    Penso che chiunque abbia letto questo capolavoro, accingendosi a fare un resoconto, o nientemeno che una recensione incontri parecchie difficoltà. Innanzitutto perché questo non è solo il romanzo di Anna karenina, una donna bellissima, una eroina forte e combattiva, un simbolo indiscusso di rivendicazione di libertà, ma è anche un affresco corposo e composito della società russa dell’epoca di fine ottocento. Qui non leggiamo solamente delle avventure o disavventure famigliari e amorose di varie coppie, ma Tolstoj non ci risparmia le sue riflessioni sui problemi sociali e politici dell’epoca, le riforme agrarie, per esempio, gli organi di rappresentanza, il potere delle burocrazie, lo status dei nobili e dei contadini, gli ex “servi della gleba”. Ma Tolstoj cerca nelle situazioni e nei personaggi innanzitutto di ricavare quel valore morale capace di placare il suo tormento esistenziale e la sua ricerca religiosa e spirituale e coniuga così nei più svariati modi il significato dell’amore; alla fine , credo, che non ci si alza dalla lettura senza aver compreso il messaggio morale che l’autore vuole trasmettere. Dunque su ogni personaggio che opera nel romanzo si potrebbero delinearne le caratteristiche, i ruoli, le funzioni. Si potrebbe analizzare l’arte tolstoiana del ritratto, della descrizione di paesaggi naturali, vetta artistica che solo pochi artisti sono riusciti a raggiungere.; gli spunti sono tantissimi!! Ma, se con la memoria torni indietro a ripercorrere i passaggi salienti di quelle vite scritte, allora non puoi dimenticare il saggio e generoso Levin, (in cui Tolstoj si identifica) la dolce Kitty e il loro felice amore coniugale, la generosa e sfortunata Dolly e quel suo fatuo marito Oblonskij , l’apparentemente impassibile Karenin e soprattutto Vronskij, bello, affascinante e vanesio!! Ma è Anna la vera eroina della storia. Anzi due “ Anna”. La prima è la dama affascinante, bellissima, madre e moglie impeccabile, abituata a scintillare nella vacua società dell’epoca. Ma la vita di questa Anna, così ricca di virtù, sentiamo che è solo apparentemente serena , percepiamo subito , all’inizio quando la incontriamo, che le manca qualcosa che forse non sa neanche lei che cosa è; ed assistiamo così all’emergere di quel piccolo e purtroppo umano piacere della vanità, che non ci saremmo aspettati, viste le premesse! E questa è la prima e leggera incrinatura all’immagine che lei vorrebbe dare di sé ( o che l’autore vuole delineare). Ma ecco allora apparire una seconda Anna: quando incontra Vronskij, ella incontra l’amore, la passione, quel groviglio di sentimenti e sensazioni che mai aveva provato nella sua vita. Avrebbe potuto tenersi l’amante, salvando le apparenze, come facevano tante amiche e come tutto sommato avrebbe anche accettato il marito. Ma Anna no, non vuole, ed appare qui la sua grandezza e anche la sua dannazione. Anna è assolutamente sincera e passionale, aliena alle finzioni, non può vivere di sotterfugi e di inganni. Crede nell’amore con la A maiuscola, e pur sapendo di dannarsi, sacrifica a questo sentimento tutto : l’amore verso il figlio , l’ onore, il decoro, la dignità. La sua natura sembra indomita, anche se irrazionale! E la punizione sarà terribile! Alla fine le sue angosce, che cerca in tutti i modi di mascherare e di nascondere, la porteranno a sprofondare sempre più nell’orrore della sua anima!!! Così questo amore, nato sotto cattivi auspici, (con quel treno, quella ferrovia, quell’incidente..che le sono rimasti così profondamente radicati nel cuore, e che non mancheranno di riaffiorare nei momenti più angosciosi…!) prosegue e divampa come un fuoco e la sapiente maestria dell’autore sa con i dovuti richiami, metafore, allegorie, sogni, incubi ricorrenti (!!) portarci ad essere sempre più coinvolti e vicini alla sua angoscia. Quel flusso di coscienza finale, che ci svela i suoi più intimi pensieri, gli incubi, , la disperazione prima del gesto estremo, rimane una delle pagine di più alto pathos della letteratura moderna!!

    ha scritto il 

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