Anna Karenina

Di

Editore: Garzanti Libri

4.4
(9092)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 832 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Svedese , Sloveno , Portoghese , Ceco , Greco

Isbn-10: 8811370132 | Isbn-13: 9788811370130 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Tascabile economico , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. "In Anna Karenina è rappresentata - scrive Natalia Ginzburg - la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità." Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: "Anna Karenina è un'opera d'arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa... e che pure sarebbe necessaria ai popoli d'Occidente."
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  • 5

    Non è detto che sia facile leggere un classico così, ma ne vale la pena

    L'amore, l'amore declinato in tutte le sue possibili manifestazioni, attraverso l'obiettivo puntato su tre coppie dell'aristocrazia russa del secondo Ottocento. Troviamo l'insensibilità del marito lic ...continua

    L'amore, l'amore declinato in tutte le sue possibili manifestazioni, attraverso l'obiettivo puntato su tre coppie dell'aristocrazia russa del secondo Ottocento. Troviamo l'insensibilità del marito licenzioso e la passiva abnegazione della moglie chioccia nella coppia Darja-Stiva; la combattuta e meritata pace coniugale nell'idillio Kitty-Levin; infine la tormentata passione di Vronsky e Anna che, travolta dal desiderio di una felicità possibile, abbandonerà il marito anaffettivo e il figlio per poi rimanere vittima della sua stessa morbosa ossessione. Assistiamo allo scavo psicologico di questi e di molti altri personaggi sullo sfondo affrescato di una Russia controversa, con le questioni sociali, etiche, civili che ne animano lo spirito l'indomani dell'abolizione della servitù della gleba. Diversi i passaggi lenti, zoppicanti in cui la prolissità delle descrizioni fa annaspare il lettore. Ma poi, ad un certo punto, l'ossigeno ritorna con un dialogo perfettamente congegnato o con una scena di forte coinvolgimento emotivo e il cerchio si chiude. Quindi sì, vale la pena spingere un po' su quelle pagine faticose perché l'unica cosa che si desidera una volta finito sarà ricominciare da capo.

    ha scritto il 

  • 5

    Anna Karenina è un libro lungo, che va letto lentamente, senza frenesie di sapere cosa succede, ma con la consapevolezza di avere tutto il tempo che ci vuole per entrare in un contesto storico, etico ...continua

    Anna Karenina è un libro lungo, che va letto lentamente, senza frenesie di sapere cosa succede, ma con la consapevolezza di avere tutto il tempo che ci vuole per entrare in un contesto storico, etico e familiare che non ci appartiene. E' come una lunga compagnia di cui senti la mancanza quando non c'è più: chiudi l'ultima pagina del libro e ti dispiace non ritrovare quei personaggi. Inutile soffermarmi sulla forza di questa donna, sulla rottura di tutti gli schemi da parte sua, sulla purezza della storia d'amore parallela tra Levin e Ketty, quasi sovrapposta alla sfrontatezza dell'abbandono del proprio figlio da parte di Anna. E' un Romanzo con la R maiuscola. Darei quattro stelle e mezza, solo per alcune lungaggini descrittive che secondo me non davano valore aggiunto all'essenza del testo. Per il resto, chapeau!!

    ha scritto il 

  • 0

    Mi sembrerebbe quasi una profanazione attribuire un giudizio, per di più espresso in stelle, a questo romanzo. Intenso, profondo, scomodo (ed infatti il tema di una mamma che abbandona un figlio per s ...continua

    Mi sembrerebbe quasi una profanazione attribuire un giudizio, per di più espresso in stelle, a questo romanzo. Intenso, profondo, scomodo (ed infatti il tema di una mamma che abbandona un figlio per seguire l'amante e non ama l'altra figlia non si può definire propriamente un clichè) sono solo i primi tre aggettivi che mi vengono in mente per descriverlo.
    E' una lettura certamente impegnativa, a tratti noiosa forse, ma ripaga ampiamente l'impegno.

    ha scritto il 

  • 3

    Non l'ho capito

    Parte ottava inutile, visto che il libro si chiama Anna Karenina.
    Avrebbe invece un senso se il protagonista fosse Levin, come sembra a me.
    La narrazione ti prende in certi punti per poi impantanarsi ...continua

    Parte ottava inutile, visto che il libro si chiama Anna Karenina.
    Avrebbe invece un senso se il protagonista fosse Levin, come sembra a me.
    La narrazione ti prende in certi punti per poi impantanarsi diventando parecchio pesante.
    Anna personaggio fastidioso e irritante...
    Davvero non ci ho capito granché,non dei fatti in sé, ma di come venga considerata protagonista Anna Karenina, quando per la maggior parte e fino all'ultimo si racconta principalmente delle pippe mentali che si fa Levin...
    Boh. Credevo diverso, credevo meglio

    ha scritto il 

  • 5

    CAPOLAVORO

    Intere generazioni di insegnanti, cineasti, pittori e altre persone di ingengno, si sono succedute e hanno sentito la necessità che questa Opera e il suo contenuto - in primis l'umanità che esprime - ...continua

    Intere generazioni di insegnanti, cineasti, pittori e altre persone di ingengno, si sono succedute e hanno sentito la necessità che questa Opera e il suo contenuto - in primis l'umanità che esprime - andassero tramandate alle generazioni successive.
    E' questo quello che contraddistingue i classici: ci riguardano.

    Non leggere un'Opera come questa sarebbe una vera e propria perdita. Come aver la possibilità di fare un viaggio e rinunciare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Cosa manca da dire?

    Ogni giorno vengono scritte recensioni da tutto il mondo su libri come questo, i "grandi romanzi della letteratura russa", e non sarò di certo io ad aggiungere novità, dal basso della mia esperienza c ...continua

    Ogni giorno vengono scritte recensioni da tutto il mondo su libri come questo, i "grandi romanzi della letteratura russa", e non sarò di certo io ad aggiungere novità, dal basso della mia esperienza come recensore.
    Ogni romanzo di questo filone ha le sue particolarità, ma allo stesso tempo anche un tratto comune con tutti gli altri. Questo capolavoro è vario e multiforme perché spazia dalla descrizione di una serata di conversazione alle riflessioni filosofiche di alcuni dei protagonisti, dalla minuziosa osservazione dei rapporti della società mondana del tempo al rapporto dei (non più) servi della gleba con il (non più) padrone.
    Inizia con una morte orribile che non ci tocca molto e finisce con la stessa morte, riproposta, di un personaggio fondamentale. Si chiude un cerchio, ma molti altri ad esso intersecati continuano senza che il lettore sappia niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello ma ci vuole grinta

    Ho deciso di rileggere i classici della letteratura e sono partita da questo. Certo, bisogna dire che è un capolavoro, che è bellissimo, che ecc ecc... ma io l'ho trovato pesissimo e faticoso. L'ho fi ...continua

    Ho deciso di rileggere i classici della letteratura e sono partita da questo. Certo, bisogna dire che è un capolavoro, che è bellissimo, che ecc ecc... ma io l'ho trovato pesissimo e faticoso. L'ho finito ma consiglio di leggerlo solo se avete grinta, mi sembrava che non finisse mai.
    Detto questo, si fa un tuffo nella Russia di fine '800 affrontando temi come il divorzio, lo stile di vita contadino contrapposto alla vita aristocratica, la fede, l'economia, la famiglia e l'Europa.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni volta che mi avvicino alla letteratura russa lo faccio con timore reverenziale, quasi temendo di essere troppo "terraterra" per osare farlo.
    Ogni volta, invece, ne rimango conquistata.
    Questo lib ...continua

    Ogni volta che mi avvicino alla letteratura russa lo faccio con timore reverenziale, quasi temendo di essere troppo "terraterra" per osare farlo.
    Ogni volta, invece, ne rimango conquistata.
    Questo libro è un capolavoro: di realismo, per la sua capacità di descrivere ambienti, situazione e atmosfere; di critica sociale, per la sua feroce condanna della frivolezza del mondo aristocratico di cui Anna è simbolo per eccellenza; di analisi sociale e politica, per tutta la descrizione della campagna e delle sue problematiche pratiche e di classe; di tormento religioso, ed è strabiliante la semplicità con cui alla fine Levin ne esce fuori.
    Ho amato Levin, la sua saggezza, il suo essere sempre ponderato, ma anche i suoi dubbi e le sue incertezze.
    Non ho amato, le sue frivolezze, i suoi capricci, la sua incapacità di trovare, pur nella "colpa", un senso e un indirizzo alla sua vita.
    Credo di avere amato di più "Guerra e pace" (che rileggerò al più presto), ma questo romanzo è imprescindibile.

    ha scritto il 

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