Antologia di Spoon River

con testo inglese a fronte

Di

Editore: Euroclub

4.4
(8221)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 511 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000120352 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Spoon River è un luogo immaginario, perso nell’America del Nord.
    Dal suo cimitero adagiato sulla collina gli abitanti, ormai sepolti sotto una lapide, tratteggiano in poche righe le loro esistenze là ...continua

    Spoon River è un luogo immaginario, perso nell’America del Nord.
    Dal suo cimitero adagiato sulla collina gli abitanti, ormai sepolti sotto una lapide, tratteggiano in poche righe le loro esistenze là lungo le sponde del fiume, poche parole dense e ficcanti che delineano con esattezza le parentele, i sogni, le aspirazioni, le attività, i successi o gli insuccessi professionali, la passione politica, le colpe, i delitti, la malattia, gli amori e i tradimenti, tutti quegli eventi che danno forma ad una esistenza, dopo aver letto ogni singolo frammento pare proprio di possedere e conoscere l’intero percorso delle loro vite.

    Sono morti, spogliati dal loro corpo che parlano come voci che provengono da un’altra vita.
    Guardano retroattivamente le loro esistenze, ora la morte li ha resi onniscienti e ha donato loro una sapienza che in vita è prerogativa soltanto di Dio o di un mago o di un bugiardo, in maniera lucida e con un impietoso senso etico si ergono a giudici accorti di colpe o meriti altrui e personali, operando post mortem quella quadratura di conti che ci è negata in vita, noi troppo occupati a cercare di vivere ma con gli occhi e il cuore sempre offuscati.

    Stupefacente constatare che su circa 373 epitaffi, solo una decina e a voler largheggiare, inneggiano ad una vita soddisfatta e piena e che si desidererebbe vivere una seconda volta, i restanti sono frammenti di vite dolenti, tormentate, malriuscite, andate come non doveva andare (è dunque così difficile vivere? Sì lo è…)

    Queste epigrafi tombali a ben vedere non sono capolavori della letteratura, leggo che sono poesie per non specialisti e credo sia vero perché si offrono pressoché senza metrica e di facile approccio (pur celando alcuni riferimenti di cronaca del tempo che a conoscerli illuminano il percorso di lettura), sono brevi ritratti in forma poetica a metà strada tra poesia e prosa, versi che ad ogni istante stanno lì per lì per diventare prosa ma rimangono indecisi sulla forma da assumere se trasformarsi in mini-racconti o rimanere epitaffi di sepoltura.

    Leggo pure che Edgard Lee Master è stato un autore abbastanza prolifico, rimasto famoso quasi esclusivamente per questa sua antologia che ebbe una larghissima diffusione fuori dai confini degli Stati Uniti, in Italia scoperto da Pavese, tradotto per noi da Fernanda Pivano ed entusiasticamente sponsorizzato da Montale, ai quali dobbiamo un doveroso ringraziamento.
    Quella che segue è una limitata scelta degli epitaffi che ho prediletto e che soprattutto mi paiono emblematici di tutta la raccolta:

    Johnnie Sayre
    Papà, non saprai mai
    l'angoscia che mi strinse il cuore
    per la mia disobbedienza, quando sentii
    la ruota spietata della locomotiva
    affondarmi nella carne urlante della gamba.
    Mentre mi portavano dalla vedova Morris
    vidi ancora nella valle la scuola
    che marinavo per saltare di nascosto sui treni.
    Pregai di vivere fino a chiederti perdono-
    e poi le tue lacrime, le tue rotte parole di conforto!
    Dalla consolazione di quell'ora ho ricavato una felicità infinita.
    Sei stato saggio a incidere per me:
    «Strappato al male a venire».

    Albert Schirding
    Jonas Keene si riteneva sfortunato
    perché i suoi figli erano tutti falliti.
    Ma io conosco una sorte peggiore:
    essere un fallito quando i tuoi figli hanno successo.
    Allevai una nidiata di aquile
    che finirono per volare via, lasciandomi
    come una cornacchia sul ramo abbandonato.
    Poi, per l'ambizione di farmi chiamare onorevole,
    e per conquistarmi così l'ammirazione dei figli,
    mi candidai sovrintendente alle scuole della contea,
    spendendo i miei risparmi per farcela-e fui sconfitto.
    Quell'autunno mia figlia ricevette a Parigi il primo premio
    per un quadro intitolato Il vecchio mulino-
    (il vecchio mulino ad acqua prima che Henry Wilkin
    ci mettesse il vapore).
    L'idea che non ero degno di lei mi uccise.

    Franklin Jones
    Se avessi vissuto ancora un anno
    avrei potuto finire la mia macchina volante,
    e sarei diventato ricco e famoso.
    Per questo motivo ha agito bene l'artigiano
    che ha tentato di scolpire una colomba per me
    e l'ha fatta che assomiglia a una gallina.
    Che cos'è mai la vita
    se non uscire da un guscio d'uovo
    e correre intorno all'aia,
    fino al giorno del colpo d'accetta?
    Salvo che l'uomo
    ha il cervello di un angelo
    e vede la scure fin dal primo momento!

    Il giudice Somers
    Come mai, ditemi,
    io, il più dotto degli avvocati,
    che conoscevo Blackstone e Coke
    quasi a memoria, che feci la più bella arringa
    mai sentita in tribunale, e scrissi
    una difesa che, meritò l'elogio del giudice Breese-
    come mai, ditemi,
    mi trovo qui senza un segno dimenticato,
    mentre Chase Henry, l'ubriacone del villaggio,
    ha un blocco di marmo, sormontato da un'urna,
    su cui la Natura, in vena d'ironia
    ha seminato un'erbaccia in fiore?

    Knowlt Hoheimer
    Io fui il primo frutto della battaglia di Missionary Ridge.
    Quando sentii la pallottola entrarmi nei cuore
    mi augurai di esser rimasto a casa e finito in prigione
    per quel furto dei porci di Curl Trenary,
    invece di fuggire e arruolarmi.
    Mille volte meglio il penitenziario
    che avere addosso questa statua di marmo alata,
    e il piedistallo di granito
    con le parole "Pro Patria".
    Tanto, che vogliono dire?

    ha scritto il 

  • 3

    Poesia che non solo ti permette di addentrarti nella profonda provincia americana di fine '800, ma, con la presentazione di tanti tipi umani, alla fine conosci un po' di più l'Uomo.

    Alcuni personagg ...continua

    Poesia che non solo ti permette di addentrarti nella profonda provincia americana di fine '800, ma, con la presentazione di tanti tipi umani, alla fine conosci un po' di più l'Uomo.

    Alcuni personaggi sono memorabili.

    ha scritto il 

  • 5

    Il testo inglese per una traduzione personale

    Sono brevi poesie in versi sciolti, ambientate nel Midwest del primo ‘900, ispirate a Edgar Lee Masters dall’”Antologia Palatina”, una raccolta di epigrammi ed epitaffi greci. Pubblicate in America ne ...continua

    Sono brevi poesie in versi sciolti, ambientate nel Midwest del primo ‘900, ispirate a Edgar Lee Masters dall’”Antologia Palatina”, una raccolta di epigrammi ed epitaffi greci. Pubblicate in America nel 1915, amate da Pavese, tradotte x la prima volta in Italia nel 1943 da Fernanda Pivano, le poesie descrivono personaggi reali vissuti nei villaggi in cui l’autore trascorse l’infanzia e la giovinezza; solo i nomi sono stati cambiati. Gli abitanti di Spoon River non sono illuminati dalla verità dopo la morte, ma conservano sentimenti e risentimenti terreni, e raccontano la loro versione dei fatti, come li conobbero in vita. Così ci sono i racconti contraddittori di assassini e vittime, traditi e traditori, accuse e giustificazioni. Lee Masters lancia anche un messaggio etico e sociale: ci sono operai e contadini sfruttati fino a morire, come l’uomo che precipitò dalla torre dell’acqua mentre lavorava, quello bruciato nello scoppio di un serbatoio di benzina, il rapinatore impiccato x omicidio, contrapposti a banchieri e politici senza scrupoli. Ho acquistato questa edizione con il testo originale inglese e la traduzione a fronte di Antonio Porta, per fare una mia versione, e nella lettura più lenta in una lingua straniera apprezzare meglio il contenuto delle poesie e sentirle più vicine. Ho ripiegato gli angoli delle pagine con le poesie che ritenevo più espressive, come già avevo sottolineato i passi preferiti nella mia prima versione dell’ “Antologia”, con la traduzione di Fernanda Pivano: molti sono gli stessi, ma alcuni sono cambiati, come oggi ne evidenzierei altri ancora, perché i morti di Spoon River raccontano anche la nostra vita, che è in continua evoluzione, e cambiano interessi e sentimenti.

    ha scritto il 

  • 5

    La morte è il fine ultimo della vita

    Nel paesino di Spoon River, Illinois, dal cimitero i morti raccontano la loro storia: chi furono, come vissero o morirono, parlano dei loro rimpianti, desideri, rimorsi, ricordi, segreti. E, ora, tutt ...continua

    Nel paesino di Spoon River, Illinois, dal cimitero i morti raccontano la loro storia: chi furono, come vissero o morirono, parlano dei loro rimpianti, desideri, rimorsi, ricordi, segreti. E, ora, tutti dormono, dormono sulla collina, i ricchi accanto ai poveri, i giusti a fianco degli ingiusti, le vittime e gli assassini. In pochi versi Edgar Lee Masters scolpisce un ritratto degli abitanti del villaggio che resta inciso nell’animo del lettore. Perché tutti possiamo riconoscerci in un personaggio: l’ateo picchiato a morte x le sue idee blasfeme, la poetessa derisa per il fisico deforme, il chimico che aborrì amore e matrimonio, il medico che sì dedicò alla cura gratuita dei poveri, l’uomo che, temendo delusioni, si ritrasse dalla vita in solitudine. E c’è l’amore, idealistico o carnale, che può dare felicità e significato alla vita, o, più spesso, condurre alla disperazione, al suicidio o all’omicidio. E tutti, bambini e anziani, giudici inflessibili, religiosi integerrimi, libertini e prostitute, banchieri e beoni, tutti dormono sulla collina. Perché la morte è la livella che ci attende, il fine ultimo della vita. A queste storie si è ispirato Fabrizio De André nell’album monotematico “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, suo capolavoro poetico e musicale, che ha segnato un’intera generazione, ribelle, anticonformista, libertaria. E’ questo l’unico volume di poesie della mia libreria, nella celebre traduzione di Fernanda Pivano, che per prima fece conoscere Lee Masters in Italia. Acquistato nei primi anni ’70, il libro mi ha accompagnato negli anni dell’università, con le sue sottolineature a matita dei passi che ritenevo più espressivi, nelle notti al whisky delle prime delusioni, di una visione cinica e pessimistica della vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Ne ho sentito parlare un gran bene di questa antologia. In realtà, per quello che ho letto, (l'ho mollata a p. 151 di 491) non sono rimasta entusiasta. Non è una lettura che mi attiri più di tanto... ...continua

    Ne ho sentito parlare un gran bene di questa antologia. In realtà, per quello che ho letto, (l'ho mollata a p. 151 di 491) non sono rimasta entusiasta. Non è una lettura che mi attiri più di tanto...

    ha scritto il 

  • 5

    Dormono sulla collina.

    C'era un popolo raccolto nella piazza vicino al fiume e che oltre la porta di pietra stabilì la sua dimora per mostrare ai viandanti ciò che in vita sua non aveva mai mostrato. Uno fu sorpreso dal suo ...continua

    C'era un popolo raccolto nella piazza vicino al fiume e che oltre la porta di pietra stabilì la sua dimora per mostrare ai viandanti ciò che in vita sua non aveva mai mostrato. Uno fu sorpreso dal suo assassino nella notte. Un altro morì di una malattia di cuore. Un chimico saltò in aria. Due litigarono per il compenso di un morto. Entrambi ricorsero al giudice per avere la sentenza. Una donna aspettò il suo uomo dalla guerra, ma lui non ritornò. Tutti dormono sulla collina.

    ha scritto il 

  • 3

    Per alcuni tratti geniale e per altri noioso. Ormai impossibile leggerlo non pensando a De Andrè che ha saputo creare un cd fantastico con alcuni degli epitaffi più belli di questo libro.

    ha scritto il 

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