Antologia di Spoon River

Di

Editore: Giunti Demetra

4.4
(8263)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 884402215X | Isbn-13: 9788844022150 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Quattrone

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Meraviglioso

    Non ero mai stato davvero attratto dalla poesia fino a che non ho dovuto cominciare a studiare il Canzoniere all'università. Ho scelto di partire da questa antologia perché i continui rimandi cultural ...continua

    Non ero mai stato davvero attratto dalla poesia fino a che non ho dovuto cominciare a studiare il Canzoniere all'università. Ho scelto di partire da questa antologia perché i continui rimandi culturali ad essa mi avevano sempre affascinato (Non al deanro, non all'amore né al cielo di De André per un esempio banale). Una grandissima opera dove si tesse una tela di contatti tra ogni persona, un piccolo universo fatto di carne mortale, sogni e dolore. L'opera, a mio avviso, contiene troppi riferimenti alla politica tipici della cultura americana, come il continuo rimando alla libertà o alla repubblica, cosa che mi ha spiazzato rispetto a tante poesie molto più "morali" e spirituali. Un 4 e mezzo che si arrotonda a cinque.

    ha scritto il 

  • 5

    Poesia allo stato puro

    Di fronte a un capolavoro poetico come questo non ci si può che inchinare. Geniale nella sua "polifonia", "L’antologia di Spoon River" è il sunto di molte vite, tutte accomunate da un luogo: Spoon Riv ...continua

    Di fronte a un capolavoro poetico come questo non ci si può che inchinare. Geniale nella sua "polifonia", "L’antologia di Spoon River" è il sunto di molte vite, tutte accomunate da un luogo: Spoon River. Masters compila il suo capolavoro come una raccolta di epitaffi autobiografici dei vari personaggi che, nelle poche ultime righe racchiuse sulle loro lapidi, riassumono il senso di un’esistenza. Gli epitaffi recitati dai defunti dell’Illinois non fanno altro che offrire con estrema lucidità un perfetto ritratto sociale e umano, una galleria di vizi e turbamenti soffocati dalle leggi dell’apparenza. Il poeta dell’universalità mette a nudo, in un primo novecento fortemente puritano, una galleria di intimità segrete e imbarazzanti, un susseguirsi di rivelazioni scisse l’una dall’altra ma unite dal senso di fallimento senza spazio né tempo che contraddistingue ogni individuo. Tra il banchiere corrotto, le prostitute, il giornalista ladro, i mariti cornuti, le mogli vogliose, i poeti frustrati , gli assassini e i bambini mai nati, il filo conduttore è proprio lo squallore del fallimento, frutto di ambizioni deluse; ne consegue come i soli a salvarsi da questo inevitabile destino sono proprio gli umili, coloro che vivono nella semplicità, senza grosse pretese.
    "L’antologia di Spoon River" è un’opera difficile da catalogare e sicuramente apprezzabile su più livelli: se da un lato invita al pensiero sulla caducità e l’insignificanza della vita umana, dall’altro lo svelare esplicitamente i misteri racchiusi nell’animo di quelli che altro non sono che stereotipi umani della società occidentale possiede quel sapore di frivolo voyerismo che sta alla base delle odierne serie televisive.
    Per i 244 personaggi descritti Lee Masters trae inspirazione dai villaggi di Petersbourg (specie dal punto di vista contenutistico) e Lewinston (per i paesaggi), mentre la scintilla che lo spinge a comporre questa pungente commedia umana pare sia stato un incontro-pettegolezzo, nel maggio 1914, con la madre che gli svelò alcuni altarini legati a diversi compaesani.

    Leggetelo.

    ha scritto il 

  • 5

    unico e splendido. Essere così meravigliosamente avanti nei primi del 900 è davvero notevole. Gli epitaffi degli abitanti di Spoon River sono una raccolta di pensieri, dolori, rancori, scelte, amori e ...continua

    unico e splendido. Essere così meravigliosamente avanti nei primi del 900 è davvero notevole. Gli epitaffi degli abitanti di Spoon River sono una raccolta di pensieri, dolori, rancori, scelte, amori e tradimenti tipici della gente comune che si tramutano in storie di gente comune. Da leggere e rileggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Spoon River è un luogo immaginario, perso nell’America del Nord.
    Dal suo cimitero adagiato sulla collina gli abitanti, ormai sepolti sotto una lapide, tratteggiano in poche righe le loro esistenze là ...continua

    Spoon River è un luogo immaginario, perso nell’America del Nord.
    Dal suo cimitero adagiato sulla collina gli abitanti, ormai sepolti sotto una lapide, tratteggiano in poche righe le loro esistenze là lungo le sponde del fiume, poche parole dense e ficcanti che delineano con esattezza le parentele, i sogni, le aspirazioni, le attività, i successi o gli insuccessi professionali, la passione politica, le colpe, i delitti, la malattia, gli amori e i tradimenti, tutti quegli eventi che danno forma ad una esistenza, dopo aver letto ogni singolo frammento pare proprio di possedere e conoscere l’intero percorso delle loro vite.

    Sono morti, spogliati dal loro corpo che parlano come voci che provengono da un’altra vita.
    Guardano retroattivamente le loro esistenze, ora la morte li ha resi onniscienti e ha donato loro una sapienza che in vita è prerogativa soltanto di Dio o di un mago o di un bugiardo, in maniera lucida e con un impietoso senso etico si ergono a giudici accorti di colpe o meriti altrui e personali, operando post mortem quella quadratura di conti che ci è negata in vita, noi troppo occupati a cercare di vivere ma con gli occhi e il cuore sempre offuscati.

    Stupefacente constatare che su circa 373 epitaffi, solo una decina e a voler largheggiare, inneggiano ad una vita soddisfatta e piena e che si desidererebbe vivere una seconda volta, i restanti sono frammenti di vite dolenti, tormentate, malriuscite, andate come non doveva andare (è dunque così difficile vivere? Sì lo è…)

    Queste epigrafi tombali a ben vedere non sono capolavori della letteratura, leggo che sono poesie per non specialisti e credo sia vero perché si offrono pressoché senza metrica e di facile approccio (pur celando alcuni riferimenti di cronaca del tempo che a conoscerli illuminano il percorso di lettura), sono brevi ritratti in forma poetica a metà strada tra poesia e prosa, versi che ad ogni istante stanno lì per lì per diventare prosa ma rimangono indecisi sulla forma da assumere se trasformarsi in mini-racconti o rimanere epitaffi di sepoltura.

    Leggo pure che Edgard Lee Master è stato un autore abbastanza prolifico, rimasto famoso quasi esclusivamente per questa sua antologia che ebbe una larghissima diffusione fuori dai confini degli Stati Uniti, in Italia scoperto da Pavese, tradotto per noi da Fernanda Pivano ed entusiasticamente sponsorizzato da Montale, ai quali dobbiamo un doveroso ringraziamento.
    Quella che segue è una limitata scelta degli epitaffi che ho prediletto e che soprattutto mi paiono emblematici di tutta la raccolta:

    Johnnie Sayre
    Papà, non saprai mai
    l'angoscia che mi strinse il cuore
    per la mia disobbedienza, quando sentii
    la ruota spietata della locomotiva
    affondarmi nella carne urlante della gamba.
    Mentre mi portavano dalla vedova Morris
    vidi ancora nella valle la scuola
    che marinavo per saltare di nascosto sui treni.
    Pregai di vivere fino a chiederti perdono-
    e poi le tue lacrime, le tue rotte parole di conforto!
    Dalla consolazione di quell'ora ho ricavato una felicità infinita.
    Sei stato saggio a incidere per me:
    «Strappato al male a venire».

    Albert Schirding
    Jonas Keene si riteneva sfortunato
    perché i suoi figli erano tutti falliti.
    Ma io conosco una sorte peggiore:
    essere un fallito quando i tuoi figli hanno successo.
    Allevai una nidiata di aquile
    che finirono per volare via, lasciandomi
    come una cornacchia sul ramo abbandonato.
    Poi, per l'ambizione di farmi chiamare onorevole,
    e per conquistarmi così l'ammirazione dei figli,
    mi candidai sovrintendente alle scuole della contea,
    spendendo i miei risparmi per farcela-e fui sconfitto.
    Quell'autunno mia figlia ricevette a Parigi il primo premio
    per un quadro intitolato Il vecchio mulino-
    (il vecchio mulino ad acqua prima che Henry Wilkin
    ci mettesse il vapore).
    L'idea che non ero degno di lei mi uccise.

    Franklin Jones
    Se avessi vissuto ancora un anno
    avrei potuto finire la mia macchina volante,
    e sarei diventato ricco e famoso.
    Per questo motivo ha agito bene l'artigiano
    che ha tentato di scolpire una colomba per me
    e l'ha fatta che assomiglia a una gallina.
    Che cos'è mai la vita
    se non uscire da un guscio d'uovo
    e correre intorno all'aia,
    fino al giorno del colpo d'accetta?
    Salvo che l'uomo
    ha il cervello di un angelo
    e vede la scure fin dal primo momento!

    Il giudice Somers
    Come mai, ditemi,
    io, il più dotto degli avvocati,
    che conoscevo Blackstone e Coke
    quasi a memoria, che feci la più bella arringa
    mai sentita in tribunale, e scrissi
    una difesa che, meritò l'elogio del giudice Breese-
    come mai, ditemi,
    mi trovo qui senza un segno dimenticato,
    mentre Chase Henry, l'ubriacone del villaggio,
    ha un blocco di marmo, sormontato da un'urna,
    su cui la Natura, in vena d'ironia
    ha seminato un'erbaccia in fiore?

    Knowlt Hoheimer
    Io fui il primo frutto della battaglia di Missionary Ridge.
    Quando sentii la pallottola entrarmi nei cuore
    mi augurai di esser rimasto a casa e finito in prigione
    per quel furto dei porci di Curl Trenary,
    invece di fuggire e arruolarmi.
    Mille volte meglio il penitenziario
    che avere addosso questa statua di marmo alata,
    e il piedistallo di granito
    con le parole "Pro Patria".
    Tanto, che vogliono dire?

    ha scritto il 

  • 3

    Poesia che non solo ti permette di addentrarti nella profonda provincia americana di fine '800, ma, con la presentazione di tanti tipi umani, alla fine conosci un po' di più l'Uomo.

    Alcuni personagg ...continua

    Poesia che non solo ti permette di addentrarti nella profonda provincia americana di fine '800, ma, con la presentazione di tanti tipi umani, alla fine conosci un po' di più l'Uomo.

    Alcuni personaggi sono memorabili.

    ha scritto il 

  • 5

    Il testo inglese per una traduzione personale

    Sono brevi poesie in versi sciolti, ambientate nel Midwest del primo ‘900, ispirate a Edgar Lee Masters dall’”Antologia Palatina”, una raccolta di epigrammi ed epitaffi greci. Pubblicate in America ne ...continua

    Sono brevi poesie in versi sciolti, ambientate nel Midwest del primo ‘900, ispirate a Edgar Lee Masters dall’”Antologia Palatina”, una raccolta di epigrammi ed epitaffi greci. Pubblicate in America nel 1915, amate da Pavese, tradotte x la prima volta in Italia nel 1943 da Fernanda Pivano, le poesie descrivono personaggi reali vissuti nei villaggi in cui l’autore trascorse l’infanzia e la giovinezza; solo i nomi sono stati cambiati. Gli abitanti di Spoon River non sono illuminati dalla verità dopo la morte, ma conservano sentimenti e risentimenti terreni, e raccontano la loro versione dei fatti, come li conobbero in vita. Così ci sono i racconti contraddittori di assassini e vittime, traditi e traditori, accuse e giustificazioni. Lee Masters lancia anche un messaggio etico e sociale: ci sono operai e contadini sfruttati fino a morire, come l’uomo che precipitò dalla torre dell’acqua mentre lavorava, quello bruciato nello scoppio di un serbatoio di benzina, il rapinatore impiccato x omicidio, contrapposti a banchieri e politici senza scrupoli. Ho acquistato questa edizione con il testo originale inglese e la traduzione a fronte di Antonio Porta, per fare una mia versione, e nella lettura più lenta in una lingua straniera apprezzare meglio il contenuto delle poesie e sentirle più vicine. Ho ripiegato gli angoli delle pagine con le poesie che ritenevo più espressive, come già avevo sottolineato i passi preferiti nella mia prima versione dell’ “Antologia”, con la traduzione di Fernanda Pivano: molti sono gli stessi, ma alcuni sono cambiati, come oggi ne evidenzierei altri ancora, perché i morti di Spoon River raccontano anche la nostra vita, che è in continua evoluzione, e cambiano interessi e sentimenti.

    ha scritto il 

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