Apocalittici e integrati

Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa

Di

Editore: Bompiani (Saggi tascabili, 26)

4.1
(479)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8845220265 | Isbn-13: 9788845220265 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Quando questo libro è apparso in prima edizione nel 1964 “Apocalittici e integrati” era solo un titolo. Da allora è diventata una espressione di uso corrente, una opposizione quasi proverbiale. Quando il libro è apparso, applicare strumenti di indagine rigorosa ad argomenti come il fumetto, la canzone di consumo, la narrativa popolare, suonava, alle orecchie di molti, quasi oltraggioso: oggi nessuno potrebbe avanzare alcun dubbio sul fatto che l’enorme diffusione dei mezzi di comunicazione di massa abbia trasformato il cuore della nostra società, ne abbia permeato l’ideologia, e fornisca a tutti strumenti che fanno ormai parte del modo di parlare e di pensare quotidiano. Molti di questi saggi sono entrati nelle bibliografie internazionali sull’argomento, anche se alcuni risentono del clima e della problematica di quegli anni.
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  • 4

    Gradevole divertissement intellectuel, analisi attente e anche se talvolta troppo cervellotiche. La voglia di far emergere il proprio sterminato ego con patrimonio culturale annesso andrebbe tenuta pi ...continua

    Gradevole divertissement intellectuel, analisi attente e anche se talvolta troppo cervellotiche. La voglia di far emergere il proprio sterminato ego con patrimonio culturale annesso andrebbe tenuta più a bada....ma al Prof. si perdona questo ed altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Se Rita Pavone è Miley Cyrus

    Non inganni la lucida autocritica con cui l'Autore, nella prefazione all'edizione più recente (e ripetuta nella quarta di copertina!), ammette candidamente di ritenere oramai piuttosto "datati" alcun ...continua

    Non inganni la lucida autocritica con cui l'Autore, nella prefazione all'edizione più recente (e ripetuta nella quarta di copertina!), ammette candidamente di ritenere oramai piuttosto "datati" alcuni dei saggi contenuti in quest'opera: se non è una provocazione, è l'ironica consapevolezza di un'analisi che, spogliatasi di qualsivoglia filtro snobistico, e al netto dell'obsolescenza degli esempi addotti, risulta ancora oggi attuale, o al più solo aggiornabile.
    In un'epoca - la nostra - connotata dall'iper-riproducibilità tecnica dei fenomeni artistici (siano o meno colti, midcult o prettamente di massa), basta solo sforzarsi un po' per sostituire Miley Cyrus a Rita Pavone, considerare le serie televisive come un'evoluzione del feuilleton, parlare di webtv e non di radio.
    Se la radice comune di tali fenomeni non ne implica automaticamente la loro assimilazione, l'osservazione del loro moderno sviluppo pone nuovi spunti di riflessione, il cui metodo (ma sarebbe più corretto dire: il cui approccio) è seminalmente tracciato da questo libro.

    ha scritto il 

  • 0

    La macchina del tempo 2 - La Vendetta.

    Su di noi l'esperimento è cosa ardua. Non solo non siamo né degli oggetti né dei fenomeni, ma l'osservatore coincide con l'osservato. C'è un non trascurabile conflitto d'interessi.
    Nel caso della ried ...continua

    Su di noi l'esperimento è cosa ardua. Non solo non siamo né degli oggetti né dei fenomeni, ma l'osservatore coincide con l'osservato. C'è un non trascurabile conflitto d'interessi.
    Nel caso della riedizione in edicola, a prezzo scontato, di un libro prestatomi dalla prof di italiano nel 1976, almeno il macchinario col quale facciamo l'esperimento è sempre quello.

    40 anni fa ne capii dal 10 al 30% forse.
    La forchetta è necessaria perché il compreso non fu oggetto d'esame terzo, il prestito era scevro d'oneri, o così almeno erroneamente credevo.

    Innanzitutto lo stupore. All'epoca mi occupavo di cultura di massa, molto del mio tempo vi dedicavo e notevoli risorse psichiche e fisiche e finanziarie. Solo che non lo sapevo. Che fumetti (divertenti) , film (divertenti) , fantascienza, musica pop, disco, rock insomma quella divertente e tutto il resto potessero essere oggetto di qualcos'altro che non fosse la "fruizione" (fruizione ovviamente non era la parola che usavo) era tra l'incredibile e il quasi inatteso.

    Quasi perché i ggiovani erano da tempo un oggetto di studio, millemila erano gli articoli le trasmissioni televisive con politici sociologi professori psicologi giornalisti politologi scrittori pedagoghi pedofili opinionisti preti e sindacalisti che - ancora abili a inspirare onde catturare ossigeno dell'aria per il metabolismo aerobico del prodotto lipoglucoproteico della digestione, non essendo io (ancora) riuscito a ricreare nel mio laboratorio il Napalmato di Nitrometano o il TurboLaser Plutonico da sterminarli tutti o almeno un Motivatore di Distorsione Spaziotemporale onde andarmene a velocità fotonica... - discettavano analizzavano ponderavano e bofonchiavano mentre cercavano di tirarci per la giacca o convincerci a ridiventare - per la quarta volta dall'Unità della Patria - la loro personale carne da cannone.

    Eco poi, il professor Eco, non era altro che l'autore di questo libro qua. Quindi l'invasione di campo, l'osceno tentativo di colonizzare anche l'ultimo baluardo - Die letzte Festung - senza rompicoglioni, non la vidi come l'ultima minaccia.

    Vediamo come va a finire.

    ha scritto il 

  • 5

    TRIBUTE

    Solitudine Gravitazionale.

    http://www.youtube.com/watch?v=0ollC8L9P0Q

    Ecco... allestite e ben disposte, vasche galleggianti di rosso nebbioso d'Alba... e vibranti correnti di Sgnappa da tarda sera (ad ...continua

    Solitudine Gravitazionale.

    http://www.youtube.com/watch?v=0ollC8L9P0Q

    Ecco... allestite e ben disposte, vasche galleggianti di rosso nebbioso d'Alba... e vibranti correnti di Sgnappa da tarda sera (ad ogni buon fine)...

    Confidando in Sue future tropicali soste nei vivaci punti di ristoro, oceanici, per leviatani.

    http://www.youtube.com/watch?v=NH497GSsHN0

    ha scritto il 

  • 4

    La delusione dell'ultimo fumetto che ho letto

    E che fine farà adesso la sua bellissima e strepitosa libreria? mi sono chiesto appena ho saputo che Umberto Eco non c'era più.
    E a come non mi era piaciuto il suo ultimo romanzetto Numero zero, una s ...continua

    E che fine farà adesso la sua bellissima e strepitosa libreria? mi sono chiesto appena ho saputo che Umberto Eco non c'era più.
    E a come non mi era piaciuto il suo ultimo romanzetto Numero zero, una sorta di Pendolo di Focault per chi il Pendolo non l'aveva capito o per chi non aveva oggi voglia di mettersi a leggerlo.
    E a come non ho quasi mai smesso di leggere io, dai tempi delle favole e dei fumetti e all'ultimo speciale di Dylan Dog che ho acquistato l'altro ieri e non compravo e leggevo dal 1993 e che ho comprato solamente perché era il seguito o il reboot di un vecchio episodio del 1992.
    Ho pensato a come mi sembrava gigante Eco quando occupavo con la "pantera" e a come è diventato piu' piccolo negli anni a seguire, perché tendiamo sempre ad ammazzare i giganti delle generazioni passate, soprattutto se sono stati molto amati, e anche perché i giganti a volte diventano piccoli, normali, gli si spegne il fuoco, o non so.
    Ho pensato che leggo e scrivo, da sempre, e soprattutto leggo, perché leggere è sempre stato più importante che scrivere, ci hanno insegnato, e perché dopo ogni lettura ci avviciniamo all'anello perduto.
    E perché se le scrivi alcune cose perdono l'effetto, la forza, la bellezza e la magia, e allora forse è meglio leggere e raccontare solo storie vere, che sono accadute veramente, e perché quasi tutte le storie hanno poi un finale prevedibile come la messa di Natale e allora si rovina tutto.
    E io scrivo, scrivo e leggo.
    Ma quando scrivo mi sento in una gabbia, e fuori sono tutti matti e le cose passate ormai non sono più. Pero' mi tiene occupato e a volte mi diverto, anche se le cose piu' belle come faceva Eco, le tengo per me.
    Perché l'immaginazione è l'oro dei poveri e dei bambini che fantasticano e non bisogna guastare una cosa sacra oppure pericolosa.
    Perché quando leggi ti liberi ma quando scrivi ti ingabbi nella menzogna,
    perché Enea non fu mai tanto pio come lo dipingeva Virgilio, nè Ulisse tanto avveduto quanto lo descriveva Omero, scriveva saggiamente Cervantes.
    E allora le mie fantasticherie non le faccio leggere, anche perché qui non leggono più, qui non legge nessuno. Guardano solo la televisione o stanno al pc o tengono uno smartphone in mano. Danno e ricevono ordini, obbediscono, stanno attenti che nessuno vada fuori dalle righe e portano sempre la stessa minestra del cazzo.
    Per questo leggo e scrivo, Per rabbia, credo.
    Cerco di arrivare all'anello perduto.
    Scrivendo, leggendo e scrivendo,
    per rabbia.

    ha scritto il 

  • 4

    Uau. (Gulp! Crash!)

    Ne ho letto per ora solo un assaggio, ma è notevole considerare che è stato scritto negli anni '60: per come me li immagino io, gli anni '60, erano davvero avanti, questi studiosi dei mass media ed os ...continua

    Ne ho letto per ora solo un assaggio, ma è notevole considerare che è stato scritto negli anni '60: per come me li immagino io, gli anni '60, erano davvero avanti, questi studiosi dei mass media ed osservatori dei cambiamenti sociologici. Per altre cose invece appare estremamente datato (riferimenti, per quanto tangenziali, al marxismo, suonano preistorici al giorno d'oggi), ma comunque la scrittura di Eco è veramente un'altra cosa. Ed è bello, di tanto in tanto, cimentarsi con qualcosa di più complesso, e anche più significativo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il bambino pensa di aver inventato un qualche nuovo meccanismo salvo poi, un giorno, rendersi conto che da sempre invece l'uomo lo conosce e lo impiega. Lo stesso stupore miscugliato di delusione di n ...continua

    Il bambino pensa di aver inventato un qualche nuovo meccanismo salvo poi, un giorno, rendersi conto che da sempre invece l'uomo lo conosce e lo impiega. Lo stesso stupore miscugliato di delusione di non aver scoperto nulla di nuovo, e serenità di avere la condivisione altrui e il non essere autonomo pensatore, che ho provato a leggere alcuni passi di questa bella raccolta di echi di Eco.
    In assoluto i passaggi più condivisi sono sull'appiattimento culturale alla "gastronomia" dei desiderata più bassi (e quindi più ampi) della massa (e quindi della fetta più numerosa del pubblico), col compiacimento autorafforzante di dimostrare poi che quel che si propina "piace di più" [in termini di share] e "rende di più" [in termini di punto.contatto per gli investitori], ed essenzialmente obbligare poi tutta l'altra offerta a livellarsi all'ingiù per rendersi, quantitativamente, competitiva.
    Interessantissimi gli spunti sulla non-sostituzione di mezzo televisivo a radio e stampa, e le considerazioni sul medium relativamente nuovo [nel 1964]: varranno anche, mutatis mutandis, per Internet &co?

    ha scritto il 

  • 5

    Cultura di Massa. Libro di Esercizi.

    Li dove Morin scrive un libro breve denso e ricco di definizioni, che ci da l'idea di cosa sia la cultura di massa, da un punto di vista squisitamente sociologico, e solo accidentalmente estetico, Eco ...continua

    Li dove Morin scrive un libro breve denso e ricco di definizioni, che ci da l'idea di cosa sia la cultura di massa, da un punto di vista squisitamente sociologico, e solo accidentalmente estetico, Eco ci pone il problema da tutte le prospettive possibili, riassume e coglie l'essenza di ogni posizione del problema, e con buon senso e gusto della polemica e una certa dose di ironia (non rido mai per un saggio ma con Eco mi capita spesso), propone delle analisi plausibili, delle interpretazioni possibili, delle suluzioni pratiche.

    Li dove Morin era organico e categorico Eco è possibilista, ammette che tutto quello che scrive è scritto al "condizionale" e che magari certe volte gli capita di contraddire se stesso, e ci mostra il ragionamento critico "in progress", e in definitiva ci insegna a ragionare.

    Da Morin ne esci sapendo più cose, e sai interpretare un sacco di fatti secondo un dato schema valido e utile. Da Eco ne esci che sai come smontare una questione, coglierne l'essenziale, e magari pure immaginare dove e come è il caso di operare.

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di saggi di Eco sulla società dei media.
    Si parla di tutto, dalla letteratura alla televisione, ai fumetti.
    Nell'ultima parte, quella appunto intitolata Apocalittici e integrati, si parla del ...continua

    Raccolta di saggi di Eco sulla società dei media.
    Si parla di tutto, dalla letteratura alla televisione, ai fumetti.
    Nell'ultima parte, quella appunto intitolata Apocalittici e integrati, si parla della figura del venditore di apocalisse. Egli è quell'intellettuale che vive in un epoca di cambiamenti (oggi come oggi non ha quasi più senso parlare in questi termini, ogni momento è forte cambiamento) e non riesce ad adattarsi, per cui, mentre prima era esperto di una cosa e lavorava grazie alla sua conoscenza di questa, ora che la cosa è cambiata e lui non è riuscito a seguire il cambiamento, ad evolversi insieme alla sua materia, ora egli diviene detrattore della "cosa nuova" e rientra nella società in questa nuova veste, cioé egli parla del tempo passato, di quanto fosse migliore e predice tempi nefasti: è diventato un venditore di apocalisse, questo è il suo nuovo mestiere.

    ha scritto il 

  • 4

    sembra scritto oggi...e invece sono passati 50 anni o quasi!!!
    la cosa incredibile è il buco che i mass media sono riusciti a creare si è allargato a dismisura sfociando in un conflitto d'interessi ch ...continua

    sembra scritto oggi...e invece sono passati 50 anni o quasi!!!
    la cosa incredibile è il buco che i mass media sono riusciti a creare si è allargato a dismisura sfociando in un conflitto d'interessi che ancora paralizza l'italia e contro il quale eco ancora lotta!!!!!!1

    ha scritto il