Apologia di Socrate - Critone

Di

Editore: Laterza (Economica Laterza 88)

4.1
(2104)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Catalano , Inglese

Isbn-10: 8842050733 | Isbn-13: 9788842050735 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Manara Valgimigli

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Storia , Filosofia , Politica

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Descrizione del libro
Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizioneeconomica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni chehanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testooriginale nell'edizione di John Burnet, traduzione e note di ManaraValgimigli, introduzione di Anna Maria Ioppolo, note aggiornate di Anna MariaIoppolo.
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  • 5

    Socrate è uno di quei personaggi mitici che appartiene alla memoria collettiva di noi occidentali. I paragoni con la figura di Gesù si sprecano, fino a sembrare banali o, apparentemente, superficiali, ...continua

    Socrate è uno di quei personaggi mitici che appartiene alla memoria collettiva di noi occidentali. I paragoni con la figura di Gesù si sprecano, fino a sembrare banali o, apparentemente, superficiali, soprattutto se prendiamo in considerazione le profonde diversità filosofiche, religiose e culturali che li riguardano. Eppure, entrambi si presentano come portatori di salvezza, rivendicando un rapporto privilegiato con il divino: mentre Gesù afferma di essere il “figlio di Dio”, Socrate, durante la difesa nel processo che lo vede accusato (anche) di ateismo, sostiene di avere il compito di esortare gli ateniesi a ritrovare la virtù perduta, e che questa missione gli è stata affidata “dal dio”. Se Gesù, però, è portatore di una verità e di dogmi ben precisi, Socrate è riconosciuto dall’oracolo di Delfi come il più sapiente perché è consapevole di non conoscere la verità. Tuttavia, egli sente che essa è connaturata ad un’idea di bene che è possibile ricercare all’interno di noi stessi, prendendoci cura della nostra anima.
    Come spiega Giovanni Reale nella splendida introduzione al testo (edizione Bompiani), Apologia di Socrate resta l’opera migliore per comprendere chi è stato realmente il filosofo greco e quale è stato il messaggio che ha lasciato. Nelle altre opere di Platone, infatti, Socrate compare come “dramatis persona”, ossia come una semplice maschera di cui Platone si serve al fine di divulgare la sua personale dottrina.
    L‘ Apologia è il racconto di un processo dove l’accusato si confessa, svelando se stesso. Scopriamo, così, che il filosofo avverte, fin da quando era bambino, la presenza di un demone interno che gli impedisce di fare del male, non rivelandogli mai, però, cosa sia oggettivamente giusto: è la voce della coscienza, che lo spinge continuamente a ricercare la via che porta al bene. Attraverso un memorabile discorso volto a dimostrare l’inconsistenza delle accuse nei suoi confronti ( quella di non credere negli dei della città e quella di aver corrotto i giovani con le sue idee), Socrate afferma di non aver insegnato mai alcuna dottrina, ma solo di aver interrogato coloro che erano ritenuti sapienti (politici, artigiani e poeti) al fine di dimostrare i loro limiti. Egli interrogava anche i giovani discepoli che lo seguivano nelle sue ricerche, ma aiutandoli semplicemente a conoscere la loro anima e a prendersene cura allo scopo di renderla buona il più possibile.
    Con Socrate la filosofia greca compie un vero e proprio salto, ponendo al centro del discorso l’uomo e la sua etica. L’Apologia ci mostra anche una democrazia ateniese in piena crisi, nella quale la figura anticonformista di Socrate appare come una novità politica destabilizzante, rappresentando il punto di riferimento per una svolta morale.
    Per quanto sia da sempre considerato emblema di ragione e di saggezza, il personaggio di Socrate esprime, certamente, anche una determinata forma di follia. Una follia che gli attribuisce (in senso negativo) anche Nietzsche, storico nemico di Socrate, e che consiste nel ripudiare una vita in cui sia assente la ricerca della giustizia e del bene. Il suo filosofare lo conduce, infatti, alla condanna a morte, ma nonostante ciò egli dichiara di non voler smettere mai di cercare il bene, poiché esso è l’essenza dell’uomo. Per Socrate a una vita senza giustizia è preferibile la morte, perché, in fondo, non si sa cosa essa sia; con la morte o si cade in un sonno eterno, un vero e proprio nulla privo sia di sofferenze che di gioie, oppure l’anima lasciando il corpo diventa immortale e viaggia verso l‘Ade, il regno dei morti dove è possibile incontrare i migliori protagonisti della storia e della cultura greca. Le due soluzioni appaiono al filosofo migliori di una vita in cui si è costretti scegliere il male e l’ingiustizia. Il sacrificio di Socrate allora è una nobile follia. Esso conserva tutt’oggi il suo fascino e ci ricorda che essere uomini significa anche cercare qualcosa di straordinario che vada al di là della mera sopravvivenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Manifesto dell'oratoria

    Non ci sono pervenuti scritti di Socrate, pertanto siamo costretti a basarci su quanto riportato da altri, riguardo alle sue idee.
    Qui, siamo nelle medesime condizioni: non abbiamo riscontro di cosa d ...continua

    Non ci sono pervenuti scritti di Socrate, pertanto siamo costretti a basarci su quanto riportato da altri, riguardo alle sue idee.
    Qui, siamo nelle medesime condizioni: non abbiamo riscontro di cosa disse esattamente Socrate al suo processo, ma abbiamo quanto riportato da Platone, in una primissima edizione di giornalismo giudiziario.
    Eppure, anche in un contesto così particolare, si evince parte delle idee del filosofo ateniese, guardando al modo in cui presenta le proprie argomentazioni, in sua difesa.
    Il concetto del "non conoscere", prima che arrivasse John Snow ad incarnarlo, è fortissimo, insieme alla forte tendenza al conoscere, proprio in quanto ignoranti.
    È la rivendicazione al diritto di pensare e di vivere secondo le proprie inclinazioni. Un'opera epocale.

    ha scritto il 

  • 5

    Sentite il Maestro parlare dei vecchi accusatori che l’hanno trascinato a giudizio:
    […] E il fatto più sconcertante è che di costoro, con l’eccezione di qualche commediografo, non si riesce neanche a ...continua

    Sentite il Maestro parlare dei vecchi accusatori che l’hanno trascinato a giudizio:
    […] E il fatto più sconcertante è che di costoro, con l’eccezione di qualche commediografo, non si riesce neanche a sapere e dire i nomi. Dopo avervi messo su con l’invidia e la calunnia (alcuni persuadendo altri dopo essere stati essi stessi persuasi), si sono resi tutti irreperibili: di fatto non riesco a farne venire nessuno in tribunale per confutarlo, costretto a difendermi proprio come se combattessi con delle ombre, e a confutare senza che alcuno risponda.[…]

    Ombre che poi si allungano sulla città di Atene offuscandone la gloria e la sapienza. E lì solo, seduto, lo possiamo quasi vedere, resta Socrate come un tafano fedele alla propria bestia (patria, leggi) il quale cerca di spronarla e farla ragionare quotidianamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Socrate è ormai in età avanzata, ma deve difendersi davanti ai giudici dalle accuse che gli sono state mosse da Meleto e da altre persone Ateniesi.

    Egli è accusato di non credere negli dèi e di insegn ...continua

    Socrate è ormai in età avanzata, ma deve difendersi davanti ai giudici dalle accuse che gli sono state mosse da Meleto e da altre persone Ateniesi.

    Egli è accusato di non credere negli dèi e di insegnare ai giovani il Male.

    Davanti ai giudici Socrate farà ricorso alla sua arte oratoria per dimostrare la falsità delle accuse che gli sono state mosse perchè egli, attraverso la ricerca, di un uomo più sapiente di sé, ha suscitato nei suoi confronti invidie e inimicizie.
    Un’ottima lettura, anche se risulta un po’ complessa l’esposizione e, ogni tanto, si deve tornare indietro per rileggere un passaggio. Ma d’altro canto è un testo antico e bisogna pur aspettarselo.

    La parte che mi ha colpita di più è quella che riguarda il pensiero sulla morte come benedizione per tutti gli uomini e non è trascurabile nemmeno l’affermazione che ad un uomo retto è impossibile accada qualcosa di male, poichè gli dèi non potrebbero permetterlo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Lettura interessante

    Come da titolo, reputo la "Apologia di Socrate" un testo molto interessante. Fa riflettere quanto un singolo uomo fosse disprezzato (lecitamente) dai suoi avversari politici tanto da ricorrere, pur di ...continua

    Come da titolo, reputo la "Apologia di Socrate" un testo molto interessante. Fa riflettere quanto un singolo uomo fosse disprezzato (lecitamente) dai suoi avversari politici tanto da ricorrere, pur di eliminarlo, ad ogni mezzo, anche all'illecita corruzione. Nonostante, com'è risaputo, Socrate perse la causa e di conseguenza la vita, il suo monologo per liberarsi dalle accuse rivoltegli risulta magistrale, impeccabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ero ripromesso di dare 5 stelle soltanto ad Oscar Wilde, l'autore più importante della mia vita, ma limitarmi ad un "Bello" per la dilogia "Apologia - Critone" mi sembrava quanto meno riduttivo, se ...continua

    Mi ero ripromesso di dare 5 stelle soltanto ad Oscar Wilde, l'autore più importante della mia vita, ma limitarmi ad un "Bello" per la dilogia "Apologia - Critone" mi sembrava quanto meno riduttivo, se non offensivo nei confronti tanto del maestro della filosofia delle idee quanto del suo mentore e figura di riferimento, il protagonista nonché autore per mano di Platone delle due opere, tale Socrate.

    ha scritto il 

  • 5

    chiarisce il pensiero di Socrate ...

    Socrate applica il suo pensiero ai molti aspetti che caratterizzano la società del suo tempo; l'aspetto religioso in particolare mi ha interessato e aperto gli occhi perché Socrate nel suo dialogo met ...continua

    Socrate applica il suo pensiero ai molti aspetti che caratterizzano la società del suo tempo; l'aspetto religioso in particolare mi ha interessato e aperto gli occhi perché Socrate nel suo dialogo mette il luce l'illogicità di attribuire alle divinità degli attributi umani e poi porsi tali divinità come guida . Per lui l'uomo non deve cercare sé stesso ma deve cercare il bene, che in parte gli è connaturato ma in parte no. L'uomo può sbagliare ma non può continuare, giustificandosi con il fatto che gli dei fanno lo stesso. Divinità così non hanno ragione di esistere. Ma gli dei giustificavano l'esistenza della civiltà greca la quale, minacciata, si è sbarazzata del corpo di Socrate; se le azioni si giudicassero dalle conseguenze, direi che hanno fatto bene, perché così hanno reso immortali le sue idee. ma questo mi fa capire che anche ammettendo che esista un giudizio su un'azione umana così da definirla assolutamente buona o assolutamente cattiva, per l'uomo tale giudizio sarà sempre una questione di punti di vista, perché bene e male assoluti sono atemporali e quindi incomprensibili a noi esseri terreni. Socrate e i suoi giudici compresi.

    ha scritto il 

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