Aria sottile

Di

Editore: TEA

4.3
(1182)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Giapponese , Ceco , Olandese , Catalano

Isbn-10: 885021460X | Isbn-13: 9788850214600 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lidia Perria

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura , Viaggi

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Descrizione del libro
Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere "la Montagna", scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all'Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.
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  • 4

    Avendo visto il film al cinema l'anno scorso non potevo non leggere anche il libro di Krakauer da cui è stato tratto. E devo dire che non mi ha deluso per niente. Si tratta di una storia vera, la stor ...continua

    Avendo visto il film al cinema l'anno scorso non potevo non leggere anche il libro di Krakauer da cui è stato tratto. E devo dire che non mi ha deluso per niente. Si tratta di una storia vera, la storia della tragedia degli scalatori morti sull'Everest durante la spedizione del 10 maggio 1996, a cui aveva partecipato lo stesso Krakauer in veste di giornalista, era stato infatti incaricato dalla rivista per la quale lavorava all'epoca di scrivere un articolo sulle spedizioni commerciali sull'Everest. Krakauer è uno dei pochi membri sopravvissuti del gruppo del noto alpinista e guida Rob Hall, che nella primavera del 1996 avevano tentato la scalata dell'Everest, e anche se la maggior parte di loro ci riuscì, a causa di gravi errori organizzativi e delle condizioni atmosferiche non tutti riuscirono a scendere dalla montagna ma morirono nel tentativo di tornare a valle. Tra essi anche Rob Hall e altre 2 guide esperte.
    Krakauer descrive molto bene gli avvenimenti, avendoli vissuti in prima persona, partendo dai preparativi che la spedizione dovette affrontare nelle settimane precedenti il 10 maggio per potersi acclimatare in attesa di tentare la scalata. Man mano che la narrazione procede diviene sempre più avvincente, il lettore si immedesima totalmente in Krakauer stesso, vive con lui le ore di angoscia che seguono la scalata alla cima dell'Everest e prova compassione per lui, che in diversi passaggi esprime il proprio rimorso e senzo di colpa per non aver saputo aiutare i compagni e tentato di salvarli, sebbene è cosciente del fatto che a 8000 metri e più di altitudine non si è assolutamente in grado di ragionare con lucidità, ed egli stesso fosse talmente esausto e debole da essere riuscito a salvarsi per miracolo. La storia è coinvolgente, a volte fa dimenticare che purtroppo non si tratta della trama di un romanzo di fantasia, ma di una storia vera finita tragicamente. I personaggi sono ben descritti, anche se nel libro alcuni si differenziano un po' da quelli del film: Rob Hall, ad esempio, nel film sembra un uomo altruista e prudente, nel libro anche se mantiene abbastanza queste caratteristiche viene descritto come anche un po' materialista, amante dell'Everest e delle scalate, ma anche desideroso di guadagnarci su in qualche modo, trascurando alcuni particolari molto importanti che alla fine hanno portato alla tragedia.
    Sia film che libro sono comunque molto validi, fanno riflettere sulle motivazioni che portano gli scalatori a rischiare la vita pur di salire sul tetto del mondo, che possono essere condivisibili o meno, ma che certamente hanno un senso per chi pratica la scalata e l'alpinismo con passione. Libro consigliatissimo, anche per chi non ama la montagna!

    ha scritto il 

  • 4

    Il reportage di Krakauer, scrittore-alpinista effettivamente presente nella drammatica spedizione sull'Everest del 1996, parte piano per presentare il contesto, poi d'improvviso getta il lettore nel b ...continua

    Il reportage di Krakauer, scrittore-alpinista effettivamente presente nella drammatica spedizione sull'Everest del 1996, parte piano per presentare il contesto, poi d'improvviso getta il lettore nel bel mezzo della tragedia e non lo lascia più, togliendogli il fiato come se fosse anche lui esposto all'aria senza ossigeno degli ottomila metri. Perché scalare l'Everest, racconta Krakauer, è il sogno di una vita, ma quando sei in vetta c'è così poco ossigeno che non si riesce nemmeno bene a capire cosa stia succedendo.

    ha scritto il 

  • 4

    E' la cronaca, scritta in soggettiva da un partecipante, della disastrosa scalata all'Everest, tentata in contemporanea da diverse spedizioni nel 1996. Al di là delle numerose polemiche sulla responsa ...continua

    E' la cronaca, scritta in soggettiva da un partecipante, della disastrosa scalata all'Everest, tentata in contemporanea da diverse spedizioni nel 1996. Al di là delle numerose polemiche sulla responsabilità del disastro, Krakauer scrive bene ed in maniera avvincente e ci invita a riflettere sull'esagerato sfruttamento turistico di queste montagne una volta inviolabili ed ora accessibili in maniera relativamente facile a (quasi) chiunque possa permettersi di pagare cifre considerevoli per togliersi lo sfizio. E' un libro per la montagna e a chiunque ami l'avventura, magari anche solo per meditare sulla fragilità umana di fronte alla forza improvvisa della natura. Lo trovo molto vero e al tempo stesso assurdo: il fascino dell'estremo vale il prezzo della vita? Credo che sia proprio questo che l'autore ancora oggi non si spiega. Un ottimo esempio di giornalismo, uno dei libri di montagna meglio scritti e una storia che ti tiene incollata al libro come una calamita. Krakauer avrà i suoi difetti, ma ha scritto un reportage tecnicamente impeccabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Siete nel mezzo della vostra esistenza. Benestanti, con una famiglia, un lavoro interessante, amici, una vita di relazioni intense.
    E un tarlo che vi rode.
    Quel tarlo non ha, come la maggior parte dei ...continua

    Siete nel mezzo della vostra esistenza. Benestanti, con una famiglia, un lavoro interessante, amici, una vita di relazioni intense.
    E un tarlo che vi rode.
    Quel tarlo non ha, come la maggior parte dei tarli, un nome.
    Poi, un giorno, leggendo un articolo di giornale il vostro tarlo prende un nome e si chiama: Everest. Volete a tutti i costi scalare l'Everest.

    C'è un piccolo particolare. Una persona su dieci tra quelli che ci provano non tornano a raccontarlo. Una roulette russa con un revolver a dieci colpi. E voi, per partecipare, pagate. Pagate profumatamente.

    C'è un altro particolare. Per partecipare a quella roulette soffrirete. Fisicamente. Probabilmente più di quanto abbiate mai fatto in vita vostra, per settimane. Freddo, sonno, stanchezza, mal di stomaco, mal di testa. Immersi in un aria troppo rarefatta per un essere umano, in temperature troppo basse per un essere umano.

    Questo libro è il resoconto di una di questa missioni alla ricerca del Santo Graal sulla cima dell montagna più alta del mondo. Scalare l'Everest perchè è là, perchè in fondo è questo che fanno gli uomini, per vivere. Sfidarsi.

    Il libro è scritto molto bene, con la lucidità permessa da ricordi offuscati dall'anossia. Con l'onestà intellettuale di chi non teme di enunciare i suoi piccoli momenti di vigliaccheria ma non fa neanche sconti agli altri. I protagonisti della vicenda ne escono tutti bene, quelli vivi, perchè tanti altri ne escono morti, anzi non ne escono affatto visto che i loro cadaveri congelati sono ancora lassù, ai bordi del sentiero. Ne escono bene perchè superato il terzo Campo Base c'è una regola sola: sopravvivere. E chi sopravvive non è criticabile, ha fatto le scelte giuste, tutto qua.

    La montagna: silenziosa, fredda, indifferente, gigantesca. Troppo per chiunque di noi. Assiste. Uccide con un suo soffio. Guarda.

    Un pezzo di me sarebbe pronto a partire domani. Stanotte? D'accordo, stanotte.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi era stato consigliato e prestato dal mio capo ufficio. L'ho letteralmente divorato! Tratto da una storia vera e scritto molto bene, tiene incollato il lettore fino alla fine, facendo a ...continua

    Questo libro mi era stato consigliato e prestato dal mio capo ufficio. L'ho letteralmente divorato! Tratto da una storia vera e scritto molto bene, tiene incollato il lettore fino alla fine, facendo anche riflettere sui rischi che si corrono durante le spedizioni commerciali.
    Consigliatissimo anche ai non appassionati di montagna.
    Nel 2015 è uscito anche il film "Everest" tratto da questo libro. Bello, ma secondo me un po' sotto le aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande documento

    Pur essendo un discreto lettore, era da tempo che non mi capitava di stare sveglio la notte per leggere un libro. Nonostante la storia fosse ben nota, grazie anche al film tratto dal libro e recenteme ...continua

    Pur essendo un discreto lettore, era da tempo che non mi capitava di stare sveglio la notte per leggere un libro. Nonostante la storia fosse ben nota, grazie anche al film tratto dal libro e recentemente presentato alla mostra di Venezia. Per un appassionato di storie vere come me, siamo ai massimi livelli.

    ha scritto il 

  • 0

    Strani incroci a Seattle

    Jon Krakauer pubblica questo libro nel 1998.Eddie Vedder dei Pearl Jam scrive più o meno nello stesso periodo una canzone chiamata "Thin air" cioè aria sottile, come il titolo di questo libro, anche s ...continua

    Jon Krakauer pubblica questo libro nel 1998.Eddie Vedder dei Pearl Jam scrive più o meno nello stesso periodo una canzone chiamata "Thin air" cioè aria sottile, come il titolo di questo libro, anche se le tematiche della canzone sono totalmente diversa da quelle trattate dal libro. Nel 2000 Jon Krakauer pubblica "Nelle terre estreme" da cui poi è stato tratto il film "Into the wild" diretto da Sean Penn. Eddie Vedder si occuperà di comporre e registrare la colonna sonora di "Into the Wild".

    ha scritto il 

  • 3

    Immagino l'Everest e lo associo a degli alpinisti esperti che preparano una "conquista" di tale portata con cura maniacale e precisione. Questa lettura mostra che non è proprio così e ciò mi colpisce ...continua

    Immagino l'Everest e lo associo a degli alpinisti esperti che preparano una "conquista" di tale portata con cura maniacale e precisione. Questa lettura mostra che non è proprio così e ciò mi colpisce più delle sofferenze e delle morti che purtroppo fanno parte di avventure così estreme.
    I troppi nomi e troppi dettagli delle vite private dei protagonisti a volte fanno perdere un po' il filo rendendo la lettura pesante. A parte questo mi è sembrata una ricostruzione veritiera di quanto accaduto, senza sconti per nessuno.
    Lettura consigliata.

    ha scritto il 

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