As Intermitências da Morte

Por

Editor: Companhia das Letras

4.0
(3453)

Language: Português | Number of Páginas: 208 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Spanish , Italian , English , Catalan , French , German

Isbn-10: 8535907254 | Isbn-13: 9788535907254 | Data de publicação: 

Também disponível como: Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
'Não há nada no mundo mais nu que um esqueleto', escreve José Saramago diante da representação tradicional da morte. Só mesmo um grande romancista para desnudar ainda mais a terrível figura. Apesar da fatalidade, a morte também tem seus caprichos. E foi nela que o autor buscou o material para seu novo romance, 'As intermitências da morte'. Cansada de ser detestada pela humanidade, a ossuda resolve suspender suas atividades. De repente, num certo país fabuloso, as pessoas simplesmente param de morrer. E o que no início provoca um verdadeiro clamor patriótico logo se revela um grave problema. Idosos e doentes agonizam em seus leitos sem poder 'passar desta para uma melhor'. Os empresários do serviço funerário se vêem 'brutalmente desprovidos da sua matéria-prima'. Hospitais e asilos geriátricos enfrentam uma superlotação crônica, que não pára de aumentar. Um por um, ficam expostos os vínculos que ligam o Estado, as religiões e o cotidiano à mortalidade comum de todos os cidadãos. Mas, na sua intermitência, a morte pode a qualquer momento retomar os afazeres de sempre. Então, o que vai ser da nação já habituada ao caos da vida eterna?
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  • 4

    La scrittura di Saramago è sempre incredibile e la apprezzo dopo le prime pagine quando ormai mi sono immersa al suo uso alternativo - ma estremamente chiaro - della punteggiatura.
    La storia in sé è q ...continuar

    La scrittura di Saramago è sempre incredibile e la apprezzo dopo le prime pagine quando ormai mi sono immersa al suo uso alternativo - ma estremamente chiaro - della punteggiatura.
    La storia in sé è quasi una favola, che prende spunto dalla realtà, in cui non ci sono cavalieri senza macchia e uomini coraggiosi ma personaggi con paure, meschinità e confusione, tanta confusione sulla vita e qualche certezza in più sui sentimenti.
    Il libro merita le quattro stelle per la capacità dell'autore di entrare in ogni singolo dettaglio della narrazione, di esploderlo e perdersi in tutte le possibilità che la vita (e la morte) offrono. Si parla di Chiesa, di Maphia, della Monarchia, di Governi impotenti, di Comunicazione pavida tutto in una girandola continua di vita e di morte, di fragilità, paura, debolezza.
    Non ci sono machismi, non ci sono certezze per nessuno, neanche per la Morte, anzi per la morte.

    dito em 

  • 3

    Il libro inizia con la scomparsa della morte, ovvero le persone non muoiano più, dopo questa scoperta la popolazione festeggia questo evento, accarezzando l'idea di essere diventati immortali. Ma il f ...continuar

    Il libro inizia con la scomparsa della morte, ovvero le persone non muoiano più, dopo questa scoperta la popolazione festeggia questo evento, accarezzando l'idea di essere diventati immortali. Ma il futuro è pieno di insidie per la nazione che non sa più cosa sia la morte.

    dito em 

  • 2

    Avrei accettato la mancanza di punteggiatura, se dietro alla storia ci fosse stata una struttura meno pericolante. L'idea alla base (che facciamo se la morte si stufa?) è mica poca cosa, ma il luogo è ...continuar

    Avrei accettato la mancanza di punteggiatura, se dietro alla storia ci fosse stata una struttura meno pericolante. L'idea alla base (che facciamo se la morte si stufa?) è mica poca cosa, ma il luogo è indefinito, il tempo è indefinito, le situazioni sono indefinite.
    Inizialmente mi ha fatto pensare a G.G. Marquez (non so perchè, ma mi ha ricordato I funerali della Mamà Grande) e alle sue atmosfere di sogno e delirio; alla lunga, ha iniziato a sembrarmi ripetitivo e privo di tensione.

    dito em 

  • 4

    Non avevo mai letto nulla di Saramago e non conoscevo il suo stile che ho trovato molto fastidioso, essendo una maniaca della punteggiatura. La storia mi è piaciuta, però. Soprattutto la fine.

    dito em 

  • 5

    Una fiaba moderna che commuove e insegna il valore della vita.

    Cosa accadrebbe se, in un Paese non meglio identificato, al rintocco della mezzanotte di un giorno qualsiasi, la morte smettesse di fare il proprio mestiere? Lo scopriamo in una splendida fiaba contem ...continuar

    Cosa accadrebbe se, in un Paese non meglio identificato, al rintocco della mezzanotte di un giorno qualsiasi, la morte smettesse di fare il proprio mestiere? Lo scopriamo in una splendida fiaba contemporanea.
    La recensione di Paper Street: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/le-intermittenze-della-morte-jos-saramago.html#sthash.Lx1dirrs.dpuf

    dito em 

  • 4

    Libro decisamente bello. Anche se non amo questo aggettivo per i libri.
    Questa è una storia che si legge con il groppo in gola, ma che quando ti lascia respirare, non ce n'è per nessuno.
    Non è stato f ...continuar

    Libro decisamente bello. Anche se non amo questo aggettivo per i libri.
    Questa è una storia che si legge con il groppo in gola, ma che quando ti lascia respirare, non ce n'è per nessuno.
    Non è stato facile leggerlo in Inglese, ma la fatica è stata ampiamente ripagata.

    dito em 

  • 0

    Però io mi voglio male.

    Altrimenti non c'è altra spiegazione alla seconda possibilità che sto dando a Saramago. Sto per inserirlo nella lista de "Gli autori che sembrano piacere al mondo intero senza che io ne capirò mai il ...continuar

    Altrimenti non c'è altra spiegazione alla seconda possibilità che sto dando a Saramago. Sto per inserirlo nella lista de "Gli autori che sembrano piacere al mondo intero senza che io ne capirò mai il perchè".

    dito em 

  • 4

    La vita è un'orchestra che suona sempre, intonata, stonata.

    Cos’è la morte? Come si presenta al nostro cospetto? E se decidesse di smettere la sua professione, cosa accadrebbe?

    L’opera di Saramago ci mette di fronte ad una situazione assurda, paradossale ma ch ...continuar

    Cos’è la morte? Come si presenta al nostro cospetto? E se decidesse di smettere la sua professione, cosa accadrebbe?

    L’opera di Saramago ci mette di fronte ad una situazione assurda, paradossale ma che in pochi hanno preso in esame in quanto “sempre andata così”. Cosa significherebbe smettere di morire? Sarebbe tutto rose e fiori? Attenzione, non si parla di smettere di invecchiare… solo di morire. Saramago ci dà il suo punto di vista. Anzi fa di più, quando da narratore ci porta a focalizzare l’attenzione su certi particolari che molti non avrebbero considerato. Sembra voglia canzonarci in quanto pensiamo di leggere una semplice storiella ma in realtà essa ci porta a domande essenziali. Questo tipo di atteggiamento è supponente ma rientra nella narrativa dello scrittore portoghese. Nella prima parte si vede la reazione del paese senza nome alle prese con le intermittenze della morte che per alcuni mesi si dà alla macchia per poi tornare, ma con una modalità diversa (che non spoilero). La seconda parte del libro ci mostra chi è la morte (con la emme minuscola, si badi bene*). Uno scheletro freddo e impietoso, una donna grassa - come vide Proust - oppure una donna attraente, come la protagonista del nostro romanzo? La morte deve consegnare una missiva e per avvicinare la sua vittima deve recuperare l’aspetto umano. Ma anche per lei non è tutto scontato…

    *Conoscete solo questa piccola morte quotidiana che sono io, questa che persino nei peggiori disastri è incapace di impedire che la vita continui, un giorno verrete a sapere che cos’è la Morte con la lettera maiuscola, e in quel momento, se lei, improbabilmente, ve ne desse il tempo, capireste la differenza reale che c’è fra il relativo e l’assoluto, fra il pieno e il vuoto, fra l’essere ancora e il non essere più, e quando parlo di differenza reale mi riferisco a qualcosa che le parole non potranno mai esprimere, relativo, assoluto, pieno, vuoto, essere ancora, non essere più, che cosa sono, signor direttore, perché le parole, se non lo sa, si muovono molto, cambiano da un giorno all’altro, sono instabili come le ombre, ombre di se stesse, che tanto ci sono quanto non ci sono più, bolle di sapone, conchiglie di cui a stento si sente il respiro, tronchi tagliati...

    Lo considero un libro interessante, a tratti ironico, molto critico verso la società, cinico. Stimola riflessioni profonde. Come in Cecità, i dialoghi sono un po’ difficili da seguire e le maiuscole, secondo l’autore, non sono poi così necessarie. Ma si fa perdonare.

    dito em 

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