Atti innaturali, pratiche innominabili

Di

Editore: Bompiani (Letteratura moderna)

3.5
(200)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ranieri Carano

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

Ti piace Atti innaturali, pratiche innominabili?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Dopo "Ritorna, dottor Caligari", un'altra raccolta di short stories di Donald Barthelme. Lo stile di Barthelme è quello sperimentale e pirotecnico che i lettori già conoscono; nei suoi racconti è facile trovare una metropoli contemporanea invasa dai pellerossa, un pallone aerostatico che si espande fino a coprire il cielo di Manhattan, un Esame Nazionale per gli Scrittori con tanto di diploma finale, e Bob Kennedy in mantellina nera, maschera e spada: Barthelme riesce come nessun altro a mescolare i materiali pop della cultura americana, a ridisegnare l'universo in maniera esilarante, inquietante o commovente.
Ordina per
  • 1

    Come un taglio nella tela

    Allora, da dove iniziare...
    Una stella guadagnata dal racconto Il pallone che è l'unico racconto che pur nella sua completa assurdità ha uno sviluppo lineare, insomma è l'unico che sono riuscito a leg ...continua

    Allora, da dove iniziare...
    Una stella guadagnata dal racconto Il pallone che è l'unico racconto che pur nella sua completa assurdità ha uno sviluppo lineare, insomma è l'unico che sono riuscito a leggere senza alzare gli occhi al cielo e gridare un maròooooooooooooo!
    Per il resto è stato una tortura. Altro che vergine di Norimberga o supplizio della ruota, poche cose mi hanno sfranto gli zebedei come questo libretto piccolissimo.
    Il taglio nella tela dicevo...non c'entra niente col libro ma richiamavo alla mente i quadri di Fontana per rendere l'idea ..avete presenti quelli che " l'artista buca la tela soprattutto per azzerare la finzione della prospettiva" (ed io: E' UNO SQUARCIO IN UNA TELA!) oppure "Fontana cerca un modo per risvegliare la consapevolezza dell’osservatore" (POR@* ç=$TANA L'ARTISTA SARA' INCIAMPIATO E AVRA' DATO UNA CRANIATA NELLA TELA!) o ancora " l'artista vuole creare una sensazione di infinito per dare valore allo spazio e rendergli la tridimensionalità che merita" (MA CHECAZZ...!?!?!?!?!)
    OK...è assodato che non capisco una mazzafionda di arte contemporanea; Fontana (che, senz'altro ovunque ti trovi, leggerai questo commento) ti prego di perdonare questo stupido sfogo, purtroppo sei la vittima innocente del mio fuoco incrociato verso il Barthelme.
    Ebbene questo libro mi fa lo stesso effetto. Taglio nella tela = Atti innaturali pratiche innominabili. E badate bene ho detto taglio nella tela non dito medio gigantesco di Cattelan o la BBIIIIIP d'artista in scatola di P.Manzoni. (questo vuol dire che un valore glielo riconosco)
    Ma non ho apprezzato per niente le digressioni casuali,il surrealismo, il saltare di palo in frasca, i giochi linguistici, il passare dalla prima alla terza persona in modo subitaneo, il simbolismo a manetta, il flusso di coscienza alla Joyce, ecc ecc ecc
    Tutto questo non fa per me. Lo lascio apprezzare a quelli che ne capiscono.

    Perchè l'ho letto? Chi o cosa mi ha spinto a terminarlo?
    1)L'introduzione di Aimee Bender è molto bella ed invitante (Aimee, questa me la paghi)
    2)Un fondo di sadomasochismo presente inconsciamente nel mio animo.
    3)Una maledetta mania ossessiva compulsiva di terminare tutti i libri che inizio.

    Ecco cosa dice di se il Barthelme in un'intervista:
    “Mr. Barthelme, perché scrive nel modo in cui scrive?”
    – “Perché nel modo in cui scrive Beckett già scrive Beckett”
    al che un bel "ABbbarthelme e' grazie ar BBIIIIIPPPP" ci sarebbe stato benissimo ma con la classe che mi contraddistingue chiudo con un "Barthelme? M.A.N."

    ha scritto il 

  • 3

    Cercasi commento critico che sciolga le sigle di questa prosa così terribilmente scoppiettante e a me incomprensibile.
    E cercasi spalla su cui poggiare la testa stanca, dopo tutto il flusso di tristez ...continua

    Cercasi commento critico che sciolga le sigle di questa prosa così terribilmente scoppiettante e a me incomprensibile.
    E cercasi spalla su cui poggiare la testa stanca, dopo tutto il flusso di tristezza indicibile che ho avvertito scorrere tra le righe di "Atti innaturali, pratiche innominabili".
    Cercasi l'autore, ma è tardi ormai.

    ha scritto il 

  • 3

    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

    Helpdesk! Dovreste aggiungere l'opzione temporaneamente sm ...continua

    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

    Helpdesk! Dovreste aggiungere l'opzione temporaneamente smarrito.
    *********************************************************

    e invece no. Si era semplicemente nascosto. Anche se, con un atto di prestigio, nel nascondersi ha fatto svanire un po' della magia che aleggiava nelle sue pagine e ora questi racconti mi lasciano un retrogusto di boh?
    Un'analisi letteraria dettagliata di questa raccolta di racconti che a detta di molti scrittori (non unico DFW) è uno dei capisaldi della narrativa USA del XX secolo potrebbe così riassumersi: "c'è o ci fa?"

    Nella impossibilità di trovare una risposta a questa domanda tra pagine che oscillano tra lo scintillante preziosismo letterario e la delirante presa per il culo, pagine su cui d'altra parte frotte di scrittori dilettanti si sono esercitati producendo sterco dall'inconfondibile odore di sterco, il mio giudizio resta giudiziosamente sospeso, dubbioso, confuso.

    A volte dà proprio l'impressione di saperla lunga.
    Anche Silvan dava l'impressione di saperla lunga.

    ha scritto il 

  • 3

    meno - Avanguardia arrugginita

    Uscita nel 1969, questa raccolta lanciò Barthelme nel firmamento degli scrittori fighi. Il suo stile dissacrante, avanguardistico, pazzo, sarcastico, musicale (“Alice”, per esempio, è quasi del tutto ...continua

    Uscita nel 1969, questa raccolta lanciò Barthelme nel firmamento degli scrittori fighi. Il suo stile dissacrante, avanguardistico, pazzo, sarcastico, musicale (“Alice”, per esempio, è quasi del tutto privo di punteggiatura ma, cionondimeno, possiede un ritmo, una musicalità, appunto - che è, poi, il maggior pregio del racconto) e, mi si passi il termine (ma parlando di un libro di Barthelme tutti i termini e le trovate dovrebbero essere ammesse a prescindere), poppesco (non nel senso di abbondante, materno, ma derivante dal pop che com’è noto scaturisce a sua volta da popolare).

    Nella maggior parte dei racconti, Barthelme ci infila la guerra - per contestarla, ovviamente -, mentre in tutti rappresenta la follia del mondo moderno mettendone in evidenza angosce, dolori e una certa tendenza alla superficialità.

    Pur riconoscendo a questi racconti - o in buona parte di essi - un indubbio valore letterario (per lo più di tipo “dirompente”) e la capacità di ingarbugliare tutto per descrivere un mondo che si va sempre più ingarbugliando, devo ammettere che nell’insieme sono rimasto piuttosto deluso da “Atti innaturali, pratiche innominabili”. Cioè, insomma, li avessi letti nel ’69 o anche nel ’74, per dire, molto probabilmente li avrei trovati strepitosi e ora me ne starei qui a sbellicarmi le mani fra una parola e l’altra, però, oggi, quando l’anno domini 2015 è quasi giunto al capolinea, non so, tutte quelle trovate stilistiche hanno perso buona parte del loro mordente e, ammettiamolo, quello che allora appariva a Barthelme come un mondo uscito di senno, a noi, oggi, sembra un ingenuo bambino solo un tantino discolo (ma questa non è certo colpa dell’autore, soltanto che, a mio sindacalissimo parere, i suoi racconti risentono del trascorrere del tempo).

    Nella Raccolta è presente anche “Il pallone” che, se non ricordo male, piaceva da morire a David Foster Wallace; è piaciucchiato pure a me, anche se gli ho preferito “La banda della polizia”, “Partita” e “Il presidente”. Quest’ultimo, che racconta di come tutti fossero colpiti dal nuovo presidente - un tipo alquanto strano e del cui passato si sapeva pochissimo - al punto da svenirgli davanti, è, forse, il più attuale di tutti, se è vero com’è vero che anche noi siamo alla disperata ricerca di un messia/premier/condottiero - primarie o non primarie!)

    ha scritto il 

  • 3

    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

    Helpdesk! Dovreste aggiungere l'opzione temporaneamente sm ...continua

    ...ma soprattutto pagine introvabili, ormai da mesi. Appena risbuca finisco di leggere l'ultimo racconto. Perchè questa è roba buona davvero!

    Helpdesk! Dovreste aggiungere l'opzione temporaneamente smarrito.

    ha scritto il 

  • 5

    15 irresistibili racconti pop

    Donald Barthelme è stato uno dei grandi innovatori della narrativa americana del dopoguerra. Nel 1964 irrompeva per la prima volta sulla scena letteraria con fulminanti collage narrativi che miscelano ...continua

    Donald Barthelme è stato uno dei grandi innovatori della narrativa americana del dopoguerra. Nel 1964 irrompeva per la prima volta sulla scena letteraria con fulminanti collage narrativi che miscelano in maniera geniale immaginario pop e cultura alta, ambientazioni borghesi e invenzioni fantastiche. Quasi un nuovo genere di dadaismo, che dietro il caos apparente e la virtuosistica giustapposizione di immagini disegna in realtà un quadro precisissimo – e crudele – della condizione della civiltà contemporanea. (Minimum Fax)

    ha scritto il 

  • 3

    Alti e bassi come in ogni raccolta di racconti, ma con in mezzo un piccolo capolavoro, "Il Pallone", non a caso fonte di ispirazione per D. F. Wallace.
    Leggerò altro di Barthelme...

    ha scritto il 

  • 1

    mah?

    Sarò io lo stupido, probabilmente, ma non riesco a capire il senso di quello che sto leggendo.
    In parte è frustrante, in parte si ha la vaga sensazione di venire presi per i fondelli... Ma probabilmen ...continua

    Sarò io lo stupido, probabilmente, ma non riesco a capire il senso di quello che sto leggendo.
    In parte è frustrante, in parte si ha la vaga sensazione di venire presi per i fondelli... Ma probabilmente sono io che ho dei limiti..

    ha scritto il 

  • 5

    ATTI INNATURALI, PRATICHE INNOMINABILI

    Le parole di Donald sono come caramelle fasciate di carta scintillante, che si sciolgono dolcissime sulla lingua tingendola di rosso sangue. E non t’importa di sapere cosa c’è dentro, perché sono deli ...continua

    Le parole di Donald sono come caramelle fasciate di carta scintillante, che si sciolgono dolcissime sulla lingua tingendola di rosso sangue. E non t’importa di sapere cosa c’è dentro, perché sono deliziose, e questo ti basta. Dice Aimee Bender nella prefazione a questa raccolta di racconti: «Donald Barthelme è uno di quegli scrittori che, nel ridisegnare l’universo in maniera esilarante, grottesca o puramente assurda, hanno il dono di trasformare “un involucro di arguzia in un abisso di profondità”». Una sintesi perfetta. Non c’è altro da aggiungere.

    ha scritto il