Aunt Julia and the Scriptwriter

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Publisher: Penguin Books

4.0
(1685)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , French , Portuguese , Hungarian , Polish

Isbn-10: 0140248927 | Isbn-13: 9780140248920 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Romance

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Book Description
Mario Vargas Llosa's masterful, multilayered novel is set in the Lima, Peru, of the author's youth, where a young student named Marito is toiling away in the news department of a local radio station. His young life is disrupted by two arrivals.

The first is his aunt Julia, recently divorced and thirteen years older, with whom he begins a secret affair. The second is a manic radio scriptwriter named Pedro Camacho, whose racy, vituperative soap operas are holding the city's listeners in thrall. Pedro chooses young Marito to be his confidant as he slowly goes insane.

Interweaving the story of Marito's life with the ever-more-fevered tales of Pedro Camacho, Vargas Llosa's novel is hilarious, mischievous, and masterful, a classic named one of the best books of the year by the New York Times Book Review.

Sorting by
  • 5

    Cosa dire? Stupendo, Vargas Llosa è un narratore micidiale e le sue storie sono divertenti, tristi, commuoventi. Usando come base cose che ha vissuto in prima persona modifica la realtà per raccontarc ...continue

    Cosa dire? Stupendo, Vargas Llosa è un narratore micidiale e le sue storie sono divertenti, tristi, commuoventi. Usando come base cose che ha vissuto in prima persona modifica la realtà per raccontarci un'altra storia, per scrivere un'altra narrazione.

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  • 3

    Romanzo davvero piacevole anche se reso un po' dispersivo dall'alternanza di capitoli dedicati alla storia principali e capitoli con i radiodrammi di Pedro Camacho (a mio parere non tutti ugualmente b ...continue

    Romanzo davvero piacevole anche se reso un po' dispersivo dall'alternanza di capitoli dedicati alla storia principali e capitoli con i radiodrammi di Pedro Camacho (a mio parere non tutti ugualmente belli). Quest'ultimo è un personaggio davvero imperdibile!

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  • 4

    Questo è un Vargas che mi piace!!! :) La scrittura è molto fluida e coinvolgente, e l'espediente di alternare i capitoli della storia di Mario ai romanzi radiofonici del misterioso Pedro Camacho si ri ...continue

    Questo è un Vargas che mi piace!!! :) La scrittura è molto fluida e coinvolgente, e l'espediente di alternare i capitoli della storia di Mario ai romanzi radiofonici del misterioso Pedro Camacho si rivela accattivante anziché dispersivo. Applausi!

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  • 4

    "Dove vita e opera di un autore si coniugano in un solo, totalizzante volersi scrivere"

    Colorato. Frizzante. Una samba. Il romanzo si sviluppa attraverso un bizzarro e insolito triangolo:

                      Zia Giulia --Mario/Varguitas --Lo scribacchino

    Mario aspirante scrittore, si inv ...continue

    Colorato. Frizzante. Una samba. Il romanzo si sviluppa attraverso un bizzarro e insolito triangolo:

                      Zia Giulia --Mario/Varguitas --Lo scribacchino

    Mario aspirante scrittore, si invaghisce di una donna più vecchia di lui che risulta pure essere sua zia. La zia Giulia, appunto. E questa storia la leggiamo nei capitoli dispari.

    Pedro Camacho (lo scribacchino) scrive telenovelas per l'emittente radiofonica in cui è impiegato lo stesso Varguitas. Pure Pedro lo incontriamo nei capitoli dispari, mentre nei capitoli pari troviamo le telenovelas.

    Le TeLeNoVeLaS... direi piuttosto. Lussureggianti. Ingarbugliate. Iperboliche. Eccessive. Folli. Ma talmente permeate della passione di chi le ha scritte, che non possono che trovare un consenso collegiale di pubblico.

    Perché per Pedro "vivere significava scrivere."

    E nel contempo Mario. Che vorrebbe scrivere ma che in realtà vive una storia d'amore che "sembra proprio un romanzo radiofonico di Pedro Camacho”

    Le opere che lo scribacchino produce son letteratura? Cosa è la letteratura? Chi stabilisce chi è veramente uno scrittore? Pedro è uno scrittore?

    "Come si poteva essere, per un verso, la parodia di uno scrittore e, nello stesso tempo, l'unico che, per il tempo consacrato alla sua professione e per l'opera realizzata, meritasse quel nome in Perù?"

    "Perché quei personaggi che si servivano della letteratura come di un ornamento o di un pretesto avrebbero dovuto essere più scrittori di Pedro Camacho, che viveva "solo" per scrivere?"

    Mario cosa ambisce diventare? Uno scrittore di facciata? O un uomo che vive per scrivere? O semplicemente Pedro Camacho rappresenta uno dei demoni di Mario? Un alter ego, un monito, uno specchio cui aspirare ma nel contempo da rifuggire. Perché la passione senza briglie è un motore che lanciato al massimo, senza la ragione a controllare e a mettere qualche frenata a correttivo, non può che condurre a risultati impredicibili.

    Autobiografico in modo inconsueto.
    Divertente. In quanto, pur essendo un romanzo sulla scrittura, lo è in un modo anti-cervellotico.
    E riesce ad essere "pacchianamente"* raffinato.

    *Pacchianamente: necessario leggere per cogliere :)))

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  • 4

    L'arte rivoluzionaria sulla "verità delle menzogne"; "elogio della finzione", come Vargas Llosa ha dichiarato negli scritti che portano i titoli sopracitati: scrivere (e leggere) è una sorta di protes ...continue

    L'arte rivoluzionaria sulla "verità delle menzogne"; "elogio della finzione", come Vargas Llosa ha dichiarato negli scritti che portano i titoli sopracitati: scrivere (e leggere) è una sorta di protesta verso il mondo, una ricostruzione della realtà a partire dall'insoddisfazione su come la realtà si manifesta.

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  • 5

    This is not a love review. (Delirio in atto unico)

    ANTEFATTO (evitabile) - La visionarietà
    Al cinema o al teatro, sola o in compagnia la differenza per me è poca: mi piacciono la paura del ritardo fra le risate, la cena frettolosa che precede, la pass ...continue

    ANTEFATTO (evitabile) - La visionarietà
    Al cinema o al teatro, sola o in compagnia la differenza per me è poca: mi piacciono la paura del ritardo fra le risate, la cena frettolosa che precede, la passeggiata con gelato che segue, il raccontarsi le impressioni a caldo. Ma sul momento, che con me ci sia qualcuno oppure no, non cambia molto.
    Sono passiva: subiscono i miei sensi quello che lo spettacolo o la pellicola hanno da offrire e sicuramente la mia essenza e la predisposizione decretano il successo e il piacere oppure no, ma ciò che guardo e ascolto è un coinvolgimento di sensi in tempo limitato e prestabilito che segue "regole" che qualcuno ha imposto.
    Quando leggo non è così.
    Divento parte attiva di un metamondo, la storia segue i miei tempi e il pensiero scritto si intreccia con quello del mio vissuto e del mio sentire, può essere un lampo o posso perdermici e lo decido io. Anzi, lo decidiamo insieme, il libro ed io.
    A questo si aggiunge il piacere dell'oggetto libresco, le circostanze che l'hanno portato nelle mie mani e il periodo che sto vivendo mentre sto leggendo.
    Scelgo un libro allegro perché sono triste.
    Scelgo un libro più triste di quanto lo sia io, sperando che la cosa mi tiri su.
    Scelgo un libro che parli di questa cosa che è bene che io sappia.
    E così via.
    Una volta ho trovato un libro: era una raccolta di poesie in "lingua veneta" autoprodotte. Non riuscii ad arrivare in fondo, ma pensai -sfogliandolo- allo scrittore che probabilmente le aveva lasciate lì (non esisteva facebook e non mi passò per l'anticamera del cervello di cercarlo sulla rete).
    L'idea però mi piacque e così ho lasciato anche io tre libri a tre sconosciuti, in uno di sicuro invitando ad abbandonarlo nuovamente.
    In un parco di Portogruaro (VE) - La collina dei conigli - .
    Su una panchina Torinese in una macchia di verde vicino al Teatro Regio (e scrissi sul frontespizio, lo ricordo bene, "Questo libro è mio. Non è tuo.") - Mattatoio n5 - .
    Sul treno delle ore nonricordo Firenze-Viareggio - Galapagos - .

    Ci sono poi i libri consigliati e regalati.
    E non è anche questa, quando il consiglio/regalo è sentito, una lettura a più voci?
    Non ha questo un peso nella lettura che ci si accinge a intraprendere?
    La zia Julia è un regalo (o un prestito a lunga scadenza) da parte di una persona conosciuta per caso, che mi ha colpito davvero, che ho sentito vicina e poi lontana, che ha occupato selvaggiamente i miei pensieri, che ho cercato di rimuovere.
    E quando la vita ha preso il sopravvento con fatti persone e quant'altro e il suo ricordo mi è sembrato sbiadito (missione compiuta?), ho avuto nostalgia di quel pensiero disciolto e ho cercato un modo per riportarlo in vita.

    IL LIBRO. La pragmaticità
    'Sta premessa per dire che a questo libro avrei dato 5 stelle pure se m'avesse fatto schifo.
    E invece è pure un libro bellissimo, scritto divinamente.
    Ha pagato appena lo scotto di esser stato letto a distanza ravvicinata da "Se una notte d'inverno.." con cui c'è una similitudine di forma.
    Come Calvino alternava la storia del Lettore e della Lettrice ai vari incipit dei romanzi, così Vargas Llosa alterna la storia di Mario e Julia -palesemente autobiografica- ai radiodrammi di Pedro Camacho, il Balzac creolo.
    Sono impianti particolari per un romanzo, per questo leggerli ravvicinati non è stata una gran trovata (capra, non lo sapevo!), la peculiarità ha subito l'effetto 'già visto'. Tuttavia non solo Llosa ha pubblicato nel '77 e Calvino nel '79, ma il risultato è così diverso a parità di 'escamotage' che dubito l'uno avesse letto l'altro.
    Il libro di Calvino sembra studiato, inscritto in un processo ragionato al dettaglio, ma col cuore.
    Quello di Llosa sembra un fiume in piena di sentimenti con argini solidi di raziocinio.

    Splendido. Comunque ho riso senza sosta per 19 capitoli e al ventesimo sono rimasta di sasso, stupita, ho pianto e mi sono incazzata.
    E chi mi ha regalato il libro mi fa lo stesso effetto.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il racconto, ambientato a Lima, è un affascinante connubio tra due narrazioni: quella della storia d'amore fra il giovanissimo Mario con la zia Julia, ed i racconti pindarici di un altro personaggio p ...continue

    Il racconto, ambientato a Lima, è un affascinante connubio tra due narrazioni: quella della storia d'amore fra il giovanissimo Mario con la zia Julia, ed i racconti pindarici di un altro personaggio pittoresco, lo scribacchino Pedro Camacho.
    Si presenta come un libro molto divertente, di quelli che fanno dire ai lettori di essere stati subito affascinati dal testo e di averlo letto rapidamente e di essere diventati da qual momento fedeli lettori dell'autore peruviano.
    La sensazione è quella di leggere non un unico romanzo, ma due, uno dei quali formato da infinite piccole storie indipendenti una dall'altra. Ne risulta una struttura narrativa complessa: nei capitoli dispari si narra di Mario, la Zia Julia e la loro rocambolesca storia d'amore, nei capitoli dispari si raccontano dei romanzi radiofonici che sono la creazione dell'altro grande protagonista, il boliviano Pedro Camacho
    All'aumentare del numero dei capitoli cresce anche il ritmo del racconto ed è incredibile come il lettore sia risucchiato da un vortice in cui si racchiude tutto.
    Tutto il racconto però dall’inizio alla fine è caratterizzato dalla passione per la letteratura che anima Mario, aspirante scrittore che trova ispirazione in Pedro Camacho suo idolo e punto di riferimento: nei romanzi radiofonici di quest’ultimo si mescolano allegramente e senza nessun principio di verosimiglianza o quantomeno sense of humor storie truci di incesti, di giovani uomini nel fiore delle forze che decidono di dedicare le loro giovani vite alla caccia ai roditori, devoti e pii religiosi che insidiano fanciulle in fiore, ecc ecc
    Con virtuosismi stilistici, cambi di ritmo repentini, rielaborazione della struttura narrativa il lettore è sballottato da una storia ad un'altra, precipita in tante piccole storie che ne raccontano altre, che si fondono in altre fino a disorientare e quasi farlo smarrire.
    E poi all’improvviso… confusione
    Devo dire che questo cambiamento repentino mi ha gettato nel panico mentre leggevo. Non mi ero preparata al testo quindi non mi aspettavo che si evolvesse in questo modo, anche se poi lo scoprire che la confusione sia stata progettata a tavolino dallo scrittore mi ha fatto apprezzare ancora di più il romanzo che già di per se considero un capolavoro tra suspense e momenti di comicità irresistibile, caratterizzato da un ritmo e eleganza esemplari.
    Mentre quindi i capitoli della prima parte, risultano esemplarmente narrativi e scorrono piacevolmente, quelli della seconda parte, apparentemente ampollosi e senza senso, sono dei veri pezzi di bravura scrittoria.
    Caratteristica principale del libro è la forte vena ironica sempre presente e che arricchisce la trama principale senza appesantirla; l’opera si presenta nel suo complesso quindi come un evidente e riuscitissimo esperimento letterario ricco d'ironia. Ma tra le righe, attraverso i personaggi secondari caratterizzati in modo eccellente senza rubare mai la scena ai protagonisti, si narra anche e soprattutto la malinconica tristezza di un popolo che arranca, che cerca di emanciparsi senza riuscirsi, che rimane ancorato ad un passato pesante e ad un presente difficile, al quale può rispondere solo con una leggerezza nel vivere e un'ironica risata che stempera la tensione
    Le connessioni tra reale ed irreale diventano via via più frequenti con lo scorrere delle pagine, nonostante il libro si differenzi nettamente dagli scritti di altri autori sudamericani di quel periodo; non vi troviamo infatti alcuna sorta di realismo magico. Differentemente dagli altri scrittori compatrioti, Vargas Llosa, affronta i suoi demoni da solo con la sola arma della scrittura.

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