Avevano spento anche la luna

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(1428)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Slovacco , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Scarabelli

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Dal punto di vista letterario non è interessante, scrittura assolutamente piatta, ma la vicenda, attraverso un racconto di tipo autobiografico, richiama invece alla storia della Lituania durante la se ...continua

    Dal punto di vista letterario non è interessante, scrittura assolutamente piatta, ma la vicenda, attraverso un racconto di tipo autobiografico, richiama invece alla storia della Lituania durante la seconda guerra mondiale quando venne occupata dai sovietici che la cedettero all'URSS in cambio di un maggior territorio polacco (la Polonia era stata occupata dai nazisti e circa 20 giorni dopo dai sovietici e così spartita) di assegnazione.
    Terra tormentata nell'ultimo secolo, viene qui raccontato il prelevamento di molto lituani da parte dei sovietici che li trasportarono nelle sconfinate terra di Siberia.
    Le durissime condizioni a cui furono sottoposti, le vessazioni, il ritorno a casa di alcuni, che avevano passato parte della gioventù nei campi siberiani con successivi grossi problemi quindi di ri-adattamento in un Paese che era cambiato senza di loro, viene qui descritto dall'autrice.
    Ruta Sepetys non ha vissuto tutto questo, è figlia di rifugiati lituani e si fa interprete di queste vicende attraverso un lavoro preparatorio di interviste in loco e di documentazione acquisita.
    Queste belle parole sono la conclusione di questo romanzo:
    ...“Nel 1991, dopo cinquant'anni di brutale occupazione, i tre paesi baltici hanno riconquistato l'indipendenza, in maniera pacifica e con dignità.
    Hanno scelto la speranza e non l'odio e hanno dimostrato al mondo che anche alla fine della notte più buia c'è la luce.: Per favore, fate ricerche sull'argomento. Parlatene. Queste tre piccole nazioni ci hanno insegnato che l'amore è l'esercizio più potente.”..
    Così, anche Anobii, nel suo piccolo, può assolvere a questo invito.

    ha scritto il 

  • 4

    toccante e necessario

    Abbiamo letto di tutto sulle deportazioni degli ebrei. Anche sul genocidio degli armeni c'è ormai una letteratura che porta conoscenza. Sulle deportazioni di Stalin, a parer mio c'è poco. La mia ignor ...continua

    Abbiamo letto di tutto sulle deportazioni degli ebrei. Anche sul genocidio degli armeni c'è ormai una letteratura che porta conoscenza. Sulle deportazioni di Stalin, a parer mio c'è poco. La mia ignoranza era tale che questo romanzo mi ha colto di sorpresa. Che nel 1941 le tre repubbliche baltiche fossero scomparse, invase dall'impero sovietico, lo sapevo. Il patto di non aggressione aveva lasciato mano libera a Stalin. Ma che le popolazioni avessero subito la sorte della deportazione, questo lo ignoravo. La storia su questo glissa, si limita a dire che l'era staliniana fece tot milioni di morti, ma sono quelle frasi che di per sé non ti danno la misura del dolore, della sofferenza, dell'ingiustizia.
    Questo è un romanzo, scritto dalla figlia di un rifugiato lituano. E' solo un romanzo, ma è attraverso i romanzo che a volte si squarciano i veli. Lina, diciassette anni, è la voce narrante della storia, ma attraverso i suoi occhi - occhi d'artista, perché Lina è una promettente disegnatrice - vediamo tutta la dolente umanità costretta a partire, a viaggiare su un treno uguale a tutti i treni dei deportati, dove quotidianamente le persone muoiono. Attraverso i suoi sensi soffriamo per la fame, la sete, gli odori, la paura fino a una remota landa nel mare Artico, dove non tutti sopravviveranno.
    La scrittura è molto semplice e scorrevole, di certo ha ragione chi dice che una storia così avrebbe necessitato di una penna più potente e profonda. Ma ha il merito di arrivare a tutti, e a tutti far conoscere ciò che accadde allora.
    La memoria passa anche da qui, dal riconosce finalmente la sofferenza dei dimenticati.

    ha scritto il 

  • 0

    Imperdibile

    Nonostante appartenga al filone trito e ritrito dei genocidi, rappresenta un'interessante viaggio all'interno di quella che probabilmente è stata una delle deportazioni meglio occultate della storia d ...continua

    Nonostante appartenga al filone trito e ritrito dei genocidi, rappresenta un'interessante viaggio all'interno di quella che probabilmente è stata una delle deportazioni meglio occultate della storia dell'umanità. Ricorda a tratti il Levi de "La tregua".

    ha scritto il 

  • 3

    Credevo fosse una biografia

    Invece è un romanzo. Comunque molto interessante. Da una idea di cosa hanno dovuto passare sotto Stalin le popolazioni deportate, in questo caso lutuani.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon libro, interessante sia per quanto riguarda la trama che per quanto riguarda l'ambientazione storica, come Salt to the Sea.
    Peccato solo per il finale: affrettato, tronco, un momento è un gior ...continua

    Un buon libro, interessante sia per quanto riguarda la trama che per quanto riguarda l'ambientazione storica, come Salt to the Sea.
    Peccato solo per il finale: affrettato, tronco, un momento è un giorno qualsiasi in quell'inferno che è stato il "sistema" dei gulag, il momento dopo esce scritto "The end". Non una parola sui dodici anni successivi, sul ritorno, sul ritrovarsi dei personaggi.
    Giusto se uno ha letto per caso Salt to the Sea prima sa cosa è successo a Joana.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro ben scritto e una storia importante, a lungo passata sotto silenzio: quella dell’invasione sovietica della Lituania, nel 1941, e la conseguente deportazione degli esponenti della cultura litu ...continua

    Un libro ben scritto e una storia importante, a lungo passata sotto silenzio: quella dell’invasione sovietica della Lituania, nel 1941, e la conseguente deportazione degli esponenti della cultura lituana nei gulag. Questo è “Avevano spento anche la luna”, un memento a ricordare questa drammatica vicenda, ricostruita attraverso il personaggio di Lina, una ragazza con una spiccata passione per il disegno, che viene portata via all'improvviso dalla sua casa e costretta ad un lunghissimo viaggio in territorio comunista fino ad un campo di lavoro nella remota Siberia. Lina non riesce a sopportare questi soprusi a testa bassa e così, rischiando la sua stessa vita, decide di raccontare quanto accade a lei e alla sua famiglia tramite i propri disegni: una testimonianza unica e preziosa, la voce di un grande coraggio.
    Un libro da leggere per scoprire una pagina di storia che gran parte del mondo non conosce, rimasta nascosta nella memoria di quelli che sono riusciti a resistere al rigore, alle malattie e all'orrore dei gulag staliniani e a rifarsi una vita lontano dalla propria patria, pagando, comunque, un prezzo altissimo: la perdita dei propri cari e delle proprie radici.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho letto in un giorno sotto l'ombrellone..Non mi è dispiaciuto ma ho trovato i capitoli troppo brevi e poco dettagliati..non mi ha coinvolto più di tanto e mi spiace perché la storia mi piaceva.. ...continua

    L'ho letto in un giorno sotto l'ombrellone..Non mi è dispiaciuto ma ho trovato i capitoli troppo brevi e poco dettagliati..non mi ha coinvolto più di tanto e mi spiace perché la storia mi piaceva..

    ha scritto il 

  • 5

    Molto molto bello

    sarà he le storie vere le preferisco a quelle di fantasia, si parla sempre della deportazione degli ebrei e non conoscevo quella del popolo Lituano. Molto molto bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Delle deportazioni dei paesi baltici nei gulag staliniani non si parla molto, almeno non quanto si parla delle deportazioni degli ebrei; eppure queste popolazioni hanno attraversato lo stesso inferno. ...continua

    Delle deportazioni dei paesi baltici nei gulag staliniani non si parla molto, almeno non quanto si parla delle deportazioni degli ebrei; eppure queste popolazioni hanno attraversato lo stesso inferno. Il libro scorre veloce guidati dalla voce di questa ragazzina forte e schietta; dal viaggio alla vita nei gulag; gli stenti, la paura e la sofferenza alternate a brevi frammenti del passato. Sicuramente da leggere, per non dimenticare.

    ha scritto il 

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