Baffi

Di

Editore: Bompiani (Tascabili, 527)

3.8
(170)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Portoghese , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8845216616 | Isbn-13: 9788845216619 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Graziella Civiletti

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    Letto quasi trent'anni fa ( edito da Theoria) grazie ad un "passa parola" fra amici. Ricordo che una sera ci si trovò per mettere a confronto le nostre ipotesi sull'accaduto. Inquietante, ansiogeno. ...continua

    Letto quasi trent'anni fa ( edito da Theoria) grazie ad un "passa parola" fra amici. Ricordo che una sera ci si trovò per mettere a confronto le nostre ipotesi sull'accaduto. Inquietante, ansiogeno.

    ha scritto il 

  • 3

    Il protagonista senza nome di questo romanzo si taglia i baffi, e nessuno, a cominciare dalla moglie, se ne accorge. Peggio: la moglie, gli amici, i colleghi di lavoro, tutti sono compatti nel sostene ...continua

    Il protagonista senza nome di questo romanzo si taglia i baffi, e nessuno, a cominciare dalla moglie, se ne accorge. Peggio: la moglie, gli amici, i colleghi di lavoro, tutti sono compatti nel sostenere che i baffi lui non li ha mai portati. Da quel momento, qualcosa comincia a screpolarsi nel suo sereno tran tran. È uno scherzo? E come è possibile che in tanti lo portino avanti per tanto tempo, senza curarsi delle conseguenze sempre più gravi? È impazzita la moglie? O invece simula, forse d’accordo con un amante segreto, per far impazzire lui? O addirittura, spiegazione banale ma paralizzante, è lui che è impazzito, e chissà da quanto? Carrère è bravo ad accompagnarci passo passo in questa lenta discesa verso l’insensatezza, messa in moto da una scelta banale, e bravissimo a ricostruire atmosfere parigine e di location esotiche; ma il lungo finale lascia perplessi, e l’ultima scena ancora di più. Ci ha detto qualcosa, ma ci si chiede che cosa; ci ha inquietato, ma ci sfugge perché abbia voluto inquietarci: insomma, che senso abbia una storia così, se e in che modo ci riguardi. Non l’ho capito, non saprei dirlo.

    ha scritto il 

  • 0

    Preferisco il Carrère alla prima persona, ma.
    Ma dopo un'inizio lento, un poco ripetitivo e lunghetto, che mi fece abbandonare il volume la prima volta che lo aprii, si genera un'inaspettata empatia c ...continua

    Preferisco il Carrère alla prima persona, ma.
    Ma dopo un'inizio lento, un poco ripetitivo e lunghetto, che mi fece abbandonare il volume la prima volta che lo aprii, si genera un'inaspettata empatia con il protagonista. E l'ansia cresce. E non riesci più a staccarti.
    Il finale poi. A me ha fatto star male.

    ha scritto il 

  • 4

    Notevole.

    L'ho letto, per puro caso, in parallelo al Libro nero di Pamuk. Il tema, per certi versi, è lo stesso: l'dentità personale. Chi siamo? Come siamo certi della nostra identità personale? Che cosa vuol d ...continua

    L'ho letto, per puro caso, in parallelo al Libro nero di Pamuk. Il tema, per certi versi, è lo stesso: l'dentità personale. Chi siamo? Come siamo certi della nostra identità personale? Che cosa vuol dire la nostra identità personale? Come ci vedono gli altri, come ci vediamo noi? Ma mentre Pamuk deve continuamente fare riferimento esplicito a tali temi, addirittura sollevando quegli interrogativi più o meno così come io li ho posti due righe più su (segno, secondo me, di pessima letteratura), Carrère non ne ha bisogno: emergono dal tessuto del racconto, in maniera addirittura esplosiva nelle ultime pagine, ma mai enunciata in prosa. Un'ottima lettura, inquietante e indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo romanzo, Carrère riprende (e cita esplicitamente) i temi dell'inganno, della manipolazione, dell'induzione alla pazzia e al suicidio tipici della produzione letteraria di Thomas Narcejac e P ...continua

    In questo romanzo, Carrère riprende (e cita esplicitamente) i temi dell'inganno, della manipolazione, dell'induzione alla pazzia e al suicidio tipici della produzione letteraria di Thomas Narcejac e Pierre Boileau . Una interessantissima ed efficace rielaborazione di romanzi come La donna che visse due volte o I diabolici.

    ha scritto il 

  • 3

    Emmanuel Carrère, "Baffi"

    Carrère descrive la perdita di punti di riferimento legati all'identità. Un dettaglio piccolo ma fondamentale, come i baffi di un uomo, diventano l'innesco di contraddizioni insopportabili per la ment ...continua

    Carrère descrive la perdita di punti di riferimento legati all'identità. Un dettaglio piccolo ma fondamentale, come i baffi di un uomo, diventano l'innesco di contraddizioni insopportabili per la mente umana, che si sfalda in un'altalena paranoide. Su e giù, dentro e fuori dai ragionamenti, nella sofferenza di chi sta perdendo l'orientamento. È un'idea conturbante (polanskiana, secondo alcuni) che si fa leggere in fretta, ma avrebbe forse respirato meglio in un formato più breve.

    ha scritto il