Balzac et la Petite Tailleuse chinoise

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Editeur: Gallimard

3.8
(2493)

Language: Français | Number of pages: 432 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Chi simplified , German , Italian , Spanish , Catalan , Dutch , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 2070416801 | Isbn-13: 9782070416806 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 3

    Lettura agevole ma che fa riflettere

    Si tratta di un'opera abbastanza breve, ma certamente densa di sentimenti e di emozioni.

    La storia è ambientata in Cina, alla fine degli anni '60, in piena Grande Rivoluzione Culturale voluta da Mao ...continuer

    Si tratta di un'opera abbastanza breve, ma certamente densa di sentimenti e di emozioni.

    La storia è ambientata in Cina, alla fine degli anni '60, in piena Grande Rivoluzione Culturale voluta da Mao Tse-Tung, e narra di due ragazzi di soli 17 e 18 anni che vengono confinati in uno sperduto villaggio tra le montagne per essere "rieducati" tramite le privazioni e il lavoro duro dei contadini, come tantissimi altri loro coetanei della classe borghese, istruiti, figli di professionisti.

    La realtà narrata è stata per me nuova, confesso che non ero a conoscenza di questa pagina della storia cinese e la cosa mi ha molto colpito.

    Il narratore è uno dei due ragazzi, amici d'infanzia, e attraverso i suoi occhi il lettore entra in questa difficile realtà e si ritrova immerso nel fango a trasportare ceste di riso, o ad arare i campi o a dormire in umili giacigli in una palafitta sopra un porcile.

    La loro nuova vita così dura e solitaria viene però addolcita dalla conoscenza della figlia di un sarto che si trova in un altro villaggio, creatura bellissima e acerba di cui naturalmente entrambi si innamorano ma che ricambierà esplicitamente uno solo di loro, Luo (che non è l'io narrante).

    E poi la scoperta che un altro ragazzo in rieducazione come loro possiede una valigia che tiene nascosta perchè piena di libri cosidetti proibiti, apre le loro menti verso nuovi orizzonti: le opere di Gogol, di Flaubert, di Honorè de Balzac e altri autori fanno appassionare i ragazzi e in particolare proprio Balzac diviene l'autore prediletto da Luo, che coinvolge la piccola sarta nella lettura.

    Mi è piaciuto il modo in cui questa storia mi ha accompagnato fino a quasi la fine del libro, una narrazione insieme delicata e leggera, nonostante l'ambientazione.

    Mi è piaciuto meno, invece, il finale e non perchè sia (come ha ben sottolineato anche Mamma Avvocato) amaro, cosa questa in sè per sè tutt'altro che strana o negativa. Piuttosto perchè mi ha dato come l'impressione che l'autore avesse saltato un passaggio e fosse giunto al termine un pò troppo frettolosamente. Essendo un libro piuttosto breve qualche pagina in più non avrebbe appesantito a mio avviso la lettura.

    E' un romanzo che mi sento di consigliare perchè si legge agevolmente ma al tempo stesso fa riflettere sul valore della cultura e della libertà di pensiero.

    dit le 

  • 3

    Lamentablemente es un quiero y no puedo que no da para más.
    Entremezclar la gran Revolución Cultural Proletaria de la China de Mao Zedong con la fábula, y el amor por los clásicos de la literatura fra ...continuer

    Lamentablemente es un quiero y no puedo que no da para más.
    Entremezclar la gran Revolución Cultural Proletaria de la China de Mao Zedong con la fábula, y el amor por los clásicos de la literatura francesa, es como confundir en el café el azúcar con la sal.
    El que se deje leer no significa que esté ni mucho menos bien.
    Le falta más realismo, más entereza...
    Irregular.
    Para mí sus páginas finales son ya de un despiporre demasiado artificial.

    dit le 

  • 3

    Quando eravamo stati in grado di leggere correttamente, non avevamo più nulla da leggere.

    Tre ragazzi, una ragazza e una valigia piena di libri.
    I rieducati che si ritrovano a rieducare e a subire le conseguenze del loro operato.

    dit le 

  • 2

    No se donde clasificar realmente este libro. Como novela sentimental le falta emoción, mientras que como drama le falta tensión. Quizás por ello su lectura me ha dejado más bien indiferente y pensando ...continuer

    No se donde clasificar realmente este libro. Como novela sentimental le falta emoción, mientras que como drama le falta tensión. Quizás por ello su lectura me ha dejado más bien indiferente y pensando en lo sobrevalorada que está.

    Está claro que Dai Sijie escribe de forma muy simple. Su forma de escribir es parca, con unas excelentes descripciones de paisajes, pero nefastas en cuanto pasa al espectro sentimental. Quizás se deba al hecho de que, la novela no está escrita de forma sensacionalista o excesivamente dramática, lo que contribuye a hacer la lectura mucho más amena. Por contra tanta desdramatización consigue que te resulte poco creíble. Uno de los mejores ejemplos de esta situación lo tienes en la descripción misma del proceso de "Reeducación", descrito por el autor como algo muy duro y desagradable, pero que mientras lees la novela te resulta poco menos que una simpática merienda en el campo.

    Y si la forma de escribir dice poco, la historia que cuenta dice todavía menos. El autor nos proporciona una o dos pinceladas sobre el contexto histórico y la ubicación. No nos cuenta nada sobre la gente, las costumbres o la manera de vivir, algo que echas de menos y que sería interesante conocer. Los personajes dan pena verlos de lo mal construidos que están y de los pocos datos que conoces sobre ellos. Y entre medias te cuenta una historia donde se perfila, de lejos, la importancia de la literatura occidental en las vidas de los protagonistas. Todo ello hasta un abrupto final que te deja cierta sensación de improvisación y varias preguntas sin respuestas.

    Definitivamente estamos ante una obra, en principio original, pero que un incompleto desarrollo, unos personajes desconocidos y una trama que acaba diluyéndose la hacen del todo insoportable. Lo mejor de ella es que solo son 189 páginas y no hay que sufrirla demasiado.

    dit le 

  • 2

    null

    mi aspettavo tutt'altro testo....sostanzialmente tutta la storia vede protagonisti i due ragazzi tesi ad appropriarsi dei libri....ma non ci sono stralci delle opere famose citate nel romanzo Né, cit ...continuer

    mi aspettavo tutt'altro testo....sostanzialmente tutta la storia vede protagonisti i due ragazzi tesi ad appropriarsi dei libri....ma non ci sono stralci delle opere famose citate nel romanzo Né, citazioni letterarie.......un testo a volte anche costellato da parolacce. la morale della storia forse può essere significativa ovvero alla fine la piccola sarta cinese, grazie al contatto se pur sporadico, con la letteratura e la scrittura del Balzac, comprende che la vita fino allora condotta da contadina e sarta...era stata sprecata e scappa verso la città. la cultura quindi come apertura mentale e strumento di ribellione. il fatto che i due alla fine brucino i libri perché la sarta se ne va....trasmette sinceramente molta tristezza. il libro mi delude in quanto non entra mai in profondità nella psiche dei protagonisti. ..nonostante i due ragazzi abbiano sopportato torture, schiavitù e dolore. Non entra nemmeno nell'io più profondo dei ragazzi nell'atto di bruciare i libri: deludente se si pensa che per tutto il testo il protagonista principale ha fatto l'impossibile per ottenerli...e se ne sbarazza quasi come nulla fosse.

    dit le 

  • 3

    Erano anni che avevo in wishlist questo titolo, che rappresenta una tappa quasi obbligata dei lettori seriali.
    Venendo da una lettura completamente opposta, una spy story tutta intreccio, ho avuto u ...continuer

    Erano anni che avevo in wishlist questo titolo, che rappresenta una tappa quasi obbligata dei lettori seriali.
    Venendo da una lettura completamente opposta, una spy story tutta intreccio, ho avuto un attimo di smarrimento.
    Perchè questo è un libro che procede per immagini, non certo per colpi di scena.
    Un lungo racconto, ambientato nella Cina di Mao.
    Due ragazzi figli di medici con fama di dissidenti (ci vuole poco, in certi regimi) vengono spediti in un campo di rieducazione.
    Si tratta di un campo sperdutissimo nelle campagne, a due giorni di cammino da un villaggio minuscolo, costretti a lavori fisici faticosi e spessi umilianti.
    Tao, grande narratore, Ma violinista.
    Il capo scopre il loro talento nel narrare storie, e gli concede di andare ogni tanto al cinema del villaggio, allo scopo di tornare e raccontare tutto il film, con gli stessi tempi, recitandolo alla perfezione.
    Nessuno può rimanere indifferente al fascino dell'arte, che sia la musica o la mimesi del reale, neanche dei contadini analfabeti.
    Tao e Ma fanno amicizia con la figlia del sarto di quelle campagne: una vera e propria autorità. Un evento eccezionale accompagna l'ingresso del sarto nei villaggi, motivo di vanto per le famiglie che possono permettersi nuovi abiti, e corredato da una vera e propria ritualità.
    Ma l'incontro che cambierà loro la vita è quello con il loro amico Quattrocchi, che nasconde in casa una valigia in cui tiene gelosamente nascosti i romanzi occidentali. Un vero tesoro.
    Tao e Ma riescono a rubare la valigia.
    Meravigliosa la scena in cui la aprono, e scoprono le copertine di Balzac, Flaubert, Dumas.

    "Rimanemmo abbagliati. Io avevo l'impressione di venir meno, ero come in preda all'ebbrezza. Tirai fuori i libri dalla valigia a uno a uno, li aprii, contemplai i ritratti degli autori, e li passai a Luo. Mi sembrava, a toccarli con la punta delle dita, che le mie mani, diventate pallide, fossero in contatto con delle vite umane."

    Inizia così il fermo proposito di Tao di ingentilire la piccola sarta di campagna, raccontandole le storie dei grandi romanzieri occidentali.
    Dunque, sembrerebbe un libro incentrato sull'amicizia. E lo è, è anche la storia di un'amizia fedele sincera, ma è soprattutto un lbro sul potere devastante della letteratura.
    La lettura cambia le persone, ci trasforma, possiede un potere che non a caso il regime non aveva sottovalutato.
    Lo fanno, nella loro ingenuità, i due giovani protagonisti, scoprendosi però diversi dalla macchina da lavoro voluta dal programma di rieducazione: scoprendo di avere un'anima, e un cuore che palpita.
    Lo scopre anche il sarto, tanto che nel villaggio comnceranno ada andare di moda dei piccoli vezzi alla marinara (richiami al marinaio di Dumas, che lo aveva tenuto sveglio ben 9 notti); e lo scopre loro malgrado anche la piccola sarta.
    La scoperta sarà una vera rivoluzione, non solo per i tre giovani amici.
    Un libro che nella sua semplicità incanta con le sue evocazioni, che pretende dei fermi immagine, e che spinge a riflettere su come la lettura ci ha cambiati.

    dit le 

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