Bastogne

Di

Editore: MondadoriEditore S.p.A.

3.2
(2536)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000181341 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 4

    A Bulåña queste cose non succedono, che noi sciamo diversci.

    Nel 1995 esordì con un successo esagerato. Siccome c'era un bisogno spasmodico di bravi ragazzi, non goodfellas: di quelli in Itaglia ce n'è a iosa, Brizzi bolognese cattosbarbo (!) ciclista (!!) lice ...continua

    Nel 1995 esordì con un successo esagerato. Siccome c'era un bisogno spasmodico di bravi ragazzi, non goodfellas: di quelli in Itaglia ce n'è a iosa, Brizzi bolognese cattosbarbo (!) ciclista (!!) licealeclassico (!!!) che parla d'amori adolescenziali in rock parrocchiale (!!!!) era perfetto e viene sottoposto a una procedura che pure i Francesi conoscono benissimo. I Soloni lo adottano, lo cooptano, gli fanno vedere dinderi, pupe e cospicue partecipazioni ai costanzisciò che i fazisti non c'erano ancora, e naturalmente incominciano immediatamente a tirarlo per la giacca.

    Il Brizzi neonato risponde pisciando sulla bandiera dello zìo, stranissimamente rossa nonostante sia intessuta di affitti in nero agli studenti, scontrini mai emessi, nefande speculazioni immobiliari benedette dalle coop, pensioni da professore universitario maturate con un giorno di lezioni all'anno eccetera e cacando sulle trine della nonna strutturate di belante ipocrisia stefanobenniana e sferrando un calcio nei denti (che era nato già cogli anfibi) agli altri parenti.

    Bastogne, l'ultimo colpo di coda dei cattivi. Una dichiarata fanfiction di Zanardi (il principale personaggio di Pazienza) con un più digrignante sociale intorno.

    "Una volta, quand’era solo uno sbarbofiordilatte credeva che la massima libertà fosse poter scegliere in ogni circostanza. Poi ha capito che il vero benessere è appaltare la propria vita a registi capaci di emozionarti. Registi per il sesso, registi per lo sconvolgimento, registi per cene lievi e dopocena indimenticabili. E da quando il lampeggiante Cousin Jerry è tornato in città a fine settembre, ha trovato un regista globale di cui si fida ciecamente."

    Nell'impossibilità di tirarlo ulteriormente per la giacca fu depotenziato rubricandolo come fumettone in una Bulåña così finta da dover operare sotto pseudonimo. Ovvio. Che i personaggi fossero abbastanza riconoscibili come alcuni pargoli di rotariani, massoni e plastoborghesi rossissimi della intoccabile Bulåña era proprio troppo. Bulåña extrabeat.

    Era il 1996. Ma questi mica leggono, compitano, neanche si chiesero che cazzo voleva dire il titolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Arancia alla bolognese

    Interessante storia nella Nizza bolognese di Brizzi... un pizzico di Arancia meccanica, un po' di Lunapop e tanta nostalgia degli anni '80. Da provare!

    ha scritto il 

  • 2

    All'inizio degli anni '90 la letteratura italiana si scroprì cannibale.

    Prendi una banda di giovani di buona famiglia cresciuti davanti alla TV nell'agiatezza e senza problemi, ottime scuole e relazi ...continua

    All'inizio degli anni '90 la letteratura italiana si scroprì cannibale.

    Prendi una banda di giovani di buona famiglia cresciuti davanti alla TV nell'agiatezza e senza problemi, ottime scuole e relazioni sociali, annoiati, confinati nella parte buona della società, che per reazione cominciano ad idolatrare i cattivi che vedono nei film e di cui leggono nei libri e nei fumetti. Ipnotizzati dalla violenza insensata e senza limiti degli horror più estremi, trovano una valvola di sfogo in cui riversare le loro frustrazioni nella letteratura.

    I cattivi divengono i nuovi protagonisti e sono sempre spietati e davvero cattivi. Ma cattivi da film, quelli che fanno lo spiegone prima di uccidere. E questo è Bastogne di Brizzi: copiando a piene mani lo stile del Burgess di Arancia Meccanica, Tondelli, Pazienza, Miller, Easton Ellis, Welsh, ci viene raccontato il sodalizio criminale di quattro giovani nizzardi, i cugini Ermanno e Jerry Claypool, Dietrich e Raimundo, che passano dallo spaccio alle rapine fino all'omicidio, in un crescendo di insesata violenza che si risolverà nel peggiore dei modi, con un sottofondo musicale di matrice punk.

    É un'opera scapestrata di un (all'epoca) giovane scrittore dotato di un talento cristallino: alla fine si salva il ritmo della scrittura, nervoso e scattante, alcune volte languidamente riflessivo, mentre la vicenda non è nulla di che, diventando dopo poche pagine scontata e poco originale, se avete letto gli autori citati o guardato qualche film di genere. Resta un romanzo invecchiato bene, una lettura prescindibile, ma che può risultare comunque piacevole, se non avete nient'altro di meglio da leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    Una noia. Se vi piace lo stile, leggetevi "Gardo Mongardo"

    Sorprendente per qualità di scrittura - alla pubblicazione Brizzi aveva solo 22 anni! - ma assai deludente per i contenuti. Un libro del genere non può permettersi di non far ridere.

    Può piacere solo ...continua

    Sorprendente per qualità di scrittura - alla pubblicazione Brizzi aveva solo 22 anni! - ma assai deludente per i contenuti. Un libro del genere non può permettersi di non far ridere.

    Può piacere solo ai tossici under 25.

    ha scritto il 

  • 1

    Due recensioni al prezzo di una

    Cominciamo con il dire che "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" mi era piaciuto. Certo, non è uno di quei libri che cambiano il panorama letterario, però si fa leggere bene. E' una storia fresca che ...continua

    Cominciamo con il dire che "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" mi era piaciuto. Certo, non è uno di quei libri che cambiano il panorama letterario, però si fa leggere bene. E' una storia fresca che sa di motorino, canzoni dei LunaPop e primi baci; una storia che ti piace se sei ragazzino e che ti ricorda l'adolescenza se la leggi da adulto. Un onesto lavoro senza troppe pretese ma proprio per questo mi era piaciuto.
    In "Bastogne" il nostro autore gioca a fare l'Irvine Welsh dei poveri e il risultato è davvero patetico. Il racconto di queste quattro vite spericolate è abbastanza inutile; mi sembra che più che dare un senso alla storia che scrive, Brizzi sia impegnato a voler dimostrare di essere bravo, soprattutto bravo a fare il cattivo. Insomma, dopo questo non ho più letto altri suoi libri.

    ha scritto il 

  • 2

    Arancia meccanica ammuffita

    È la storia di alcuni ventenni (non so perché l'editore parla di liceali, visto che guidano già e nessuno va a scuola) sbandati, che consumano le giornate tra superalcolici, cocaina e canne. Per viver ...continua

    È la storia di alcuni ventenni (non so perché l'editore parla di liceali, visto che guidano già e nessuno va a scuola) sbandati, che consumano le giornate tra superalcolici, cocaina e canne. Per vivere spacciano. Il punto di vista è quello di Ermanno, immorale ragazzo che caccia la madre di casa per poterla usare per sé e per i suoi amici, tra cui il cugino, un criminale consumato.
    Nel proseguio del romanzo, c'è un progressivo aumento della criminosità della banda.
    L'intero romanzo è un'apologia dello stile di vita sbandato e criminale di questi quattro, che non patiscono mai limitazioni da parte della legge e anche dalla propria famiglia, e sembrano non accusare nemmeno un problema di salute nonostante consumino più droga che cibo. Le donne vengono viste come puro strumento sessuale, sulle quali scaricare anche la propria violenza se è il caso. La voce narrante dall'inizio alla fine asseconda il loro punto di vista.
    Seppur lodevole dal punto di vista della capacità di mantenere il registro linguistico della banda e di non annoiare, risulta discutibile nei toni e piuttosto inverosimile nel fatto della totale impunità dei quattro.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah, pensavo peggio

    Non ho mai letto Brizzi e sono partito da questo libro.
    Forse è difficile appassionarsi a 43 anni a questi personaggi, un po' Zanardi, un po' Ranxerox, troppo Arancia Meccanica, troppo sfacciatamente ...continua

    Non ho mai letto Brizzi e sono partito da questo libro.
    Forse è difficile appassionarsi a 43 anni a questi personaggi, un po' Zanardi, un po' Ranxerox, troppo Arancia Meccanica, troppo sfacciatamente citazionista nei confronti di Jim Carrol, insomma troppo anni '80!
    Devo dire che però superato la parte iniziale del libro sono riuscito a leggerlo con un certo piacere...
    Non manca ovviamente l'happy end, altimenti che anni '80 sarebbero!?

    ha scritto il 

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