Batman

The Long Halloween

By ,

Publisher: DC Comics

4.5
(239)

Language: English | Number of Pages: 369 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1563894696 | Isbn-13: 9781563894695 | Publish date:  | Edition Graphic No

Category: Comics & Graphic Novels , Crime , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 0

    di tutte le storie di batmàn questa qua secondo me è la più massiccia proprio, esce il personaggio per come mi piace a me. quello infatti batmàn è stato l'unico supereroe che mi piace a me, mi sono ve ...continue

    di tutte le storie di batmàn questa qua secondo me è la più massiccia proprio, esce il personaggio per come mi piace a me. quello infatti batmàn è stato l'unico supereroe che mi piace a me, mi sono vestito pure a carnevale da piccolo. batmàn secondo me è un supereroe che dà più domande che risposte, per esempio: ma si crea mai il problema batmàn di dove vengono tutti questi gentimmèrda che deve combattere? si chiede mai mo come dobbiamo fare per cambiare un pochettino questa società di gotam? se non fosse stato figlio di papà coi soldi fosse diventato batmàn? si può essere uomini di giustizia senza essere uomini di legge? ci può essere giustizia se ci sta pure vendetta? eccetera eccetera. alla fine io penso che ci sta un po' di batmàn nei suoi nemici e viceversa. lui non viene da un altro pianeta, non è un emarginato, batmàn è perfettamente integrato, batmàn è "il salotto buono", "la società civile", batmàn è espressione della sua città, è l'altra faccia della forza del più forte. perciò a me mi piace batmàn, perché tiene le nevrosi e i problemi urbani, della società di oggi e di tutte le sue contraddizioni. batmàn è la solitudine, è la difficoltà di crescere a livello delle emozioni, è la paura di immergersi, è l'incapacità di lasciare andare definitivamente il passato. eh a finale come diceva il grande ghesb, così continuiamo a remare, vàrche scollate contro corrente, risospinti senza n'ora 'e pace nel passato. caro batmàn, si nu povero ddìo come me.

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  • 5

    Probabilmente quella che finora reputo la storia di Batman meglio scritta.
    Non è la storia in sé ma il modo in cui essa viene raccontata.
    Leggi, "indaghi", ti fai un'idea tutta tua...e poi scopri che ...continue

    Probabilmente quella che finora reputo la storia di Batman meglio scritta.
    Non è la storia in sé ma il modo in cui essa viene raccontata.
    Leggi, "indaghi", ti fai un'idea tutta tua...e poi scopri che sei arrivato proprio lì dove volevano condurti gli autori, visto che subito annullano la tua tesi rendendola impossibile o quantomeno assai improbabile.
    Capolavoro.

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  • 5

    Mi tappo la bocca nello strillare a pieni polmoni "capolavoro" solo perchè non oso ribadire l'ovvio.
    Questa è una grande storia noir, potente, oscura, che ha saputo piegare la serialità degli albi a f ...continue

    Mi tappo la bocca nello strillare a pieni polmoni "capolavoro" solo perchè non oso ribadire l'ovvio.
    Questa è una grande storia noir, potente, oscura, che ha saputo piegare la serialità degli albi a fumetti per segnare i suoi giorni su un calendario, appeso da qualche parte a Gotham City.
    E' anche una grande storia di mafia che cerca di rispecchiarsi in quei doppiopetti, di calzare le grandi scarpe eleganti del Padrino e di C'era una volta in America.
    E' la storia di un'alleanza, di un'amicizia, di tre uomini che cercano la giustizia da tre diverse angolazioni, e i cui mezzi prevarrano, purtroppo, sul fine.
    E' una grande storia di Batman, figlia di un'altra, bellissima (Anno Uno di Frank Miller e David Mazzucchelli) che ha un sapore però più pregiato, più corale. Racconta Gotham in cui c'è anche questo Batman, non la Gotham proprietà di Batman.
    E' la storia dell'origine di un male, di una spaccatura, uno sfregio, raccontato poi sul grande schermo da Nolan e Goyer.
    E' la storia di un giovane Cavaliere Oscuro, di amore, morte e promesse compiute ed infrante, ed ho già detto moltissimo.
    E' il Lungo Halloween.

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  • 5

    La storia in sè non sarebbe straordinaria, soprattutto perché molti dei cattivi che qui appaiono, sono presenze forzate e non utilissime, a prima vista, allo sviluppo della trama (in realtà sono impor ...continue

    La storia in sè non sarebbe straordinaria, soprattutto perché molti dei cattivi che qui appaiono, sono presenze forzate e non utilissime, a prima vista, allo sviluppo della trama (in realtà sono importantissimi)

    Se non fosse che invece il meccanismo narrativo è perfetto (staccarsi dalla lettura non è semplice), Gotham è più folle e malinconica che mai, e i personaggi sono memorabili (soprattutto Harvey Dent). Tutti, "buoni" e "cattivi" perdono, e se la prima frase di Bruce Wayne è "Io credo in Gotham", la sua ultima sarà "Io credo in Batman".

    Semplicemente superlativo è il lavoro di Tim Sale: gran parte del fascino di questa storia è merito suo, i suoi disegni sono l'ideale per l'atmosfera noir e per la drammaticità e follia latente (e non) dei personaggi.

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  • 4

    Quello che resta...

    Cos'ha di così bello questa graphic novel con una trama così semplice e banale, con questi colpi di scena un po' meccanici stile Agatha Christie?
    Eppure i disegni così oscuri, lineari, dissonanti crea ...continue

    Cos'ha di così bello questa graphic novel con una trama così semplice e banale, con questi colpi di scena un po' meccanici stile Agatha Christie?
    Eppure i disegni così oscuri, lineari, dissonanti creano un clima che ci immerge pienamente nella trama. Una trama più ricca di trovate grafiche e di nemici che di originalità, certo, ma una trama che salda nel cemento la vera essenza di Batman, di Gordon e di Harvey Dent. Uomini diversi, che emergono come tali in mille situazioni che la lunghezza della storia può permettersi di affrontare, scavando scena dopo scena l'animo dei protagonisti... più mostrando che scrivendo...
    Lasciate perdere le famiglie mafiose, concentratevi sui dettagli... sui vetri che vanno in mille pezzi, sulle mille foglioline di Poison Ivy, sull'entrata teatrale del Joker e in quei disegni troverete uno stile che vi avvilupperà di stranezza, oscurità e fascino.

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  • 3

    Lettura abbastanza fredda, che in un certo senso vuole fornire il collegamento tra il noir del "Batman: Anno uno" e l'universo di Batman, abituato solo da freak e pazzi in costumi.
    Eccessivamente lung ...continue

    Lettura abbastanza fredda, che in un certo senso vuole fornire il collegamento tra il noir del "Batman: Anno uno" e l'universo di Batman, abituato solo da freak e pazzi in costumi.
    Eccessivamente lungo, eccessivamente costruito, ha un paio di cose non spiegate PROPRIO nella spiegazione finale di chi sia il serial killer Holyday.

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  • 4

    Loeb indubbiamente sa come costruire una trama infarcendola di citazioni cinematografiche ormai entrate nell'immaginario collettivo. Quasi spudorato quel "Io credo in Gotham City" iniziale a ricalcare ...continue

    Loeb indubbiamente sa come costruire una trama infarcendola di citazioni cinematografiche ormai entrate nell'immaginario collettivo. Quasi spudorato quel "Io credo in Gotham City" iniziale a ricalcare Bonasera nel Padrino di Coppola. Non mi fa impazzire l'accostamento cosi spiattellato ma devo ammetterlo, ricalcando l'atmosfera hard-boiled di Frank Miller in Year One, Loeb fa un ottimo lavoro di cui vediamo le ripercussioni positive al cinema visto che la trilogia di Nolan, specie i primi due capitoli, devono tantissimo al Lungo Halloween. Ripescare Harvey Dent e renderlo il fulcro della vicenda è un altro colpo da maestro. Insomma, gli elementi ci sono tutti e funziona alla grande, non si può negare. Cosa non mi è piaciuto? Non mi sono piaciuti tutti i nemici di Batman, troppi, quasi un inserimento forzato. E a voler ben guardare le famiglie mafiose sono proprio il massimo dello stereotipo. L'approfondimento psicologico di Batman è lontano, ma su questo si può sorvolare perché pare proprio che il trio protagonista della vicenda sia ben assortito e affascinante in questo sorta di prequel in cui tutti sanno cosa accadrà a Dent, ma non si sa ancora come. Ed è proprio Dent la figura più interessante.
    Molto interessante il tratto di Sale ai disegni, pulito, quasi stilizzato e molto elegante. La coppia poi è andata via via peggiorando con il modesto Dark Victory e il mediocre When in Rome. Potevano tranquillamente fermarsi qui e avrebbero fatto bene, è una pietra miliare nella storia di Batman.

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  • 5

    "Io credo in Gotham City" (Bruce Wayne)

    Tutti abbimo l' istinto eroico. A volte ci prende quella voglia di far del bene, di aiutare chi abbiamo vicino. Ma un supereroe è diverso.
    La prima cosa che un supereroe deve fare è scegliersi una cit ...continue

    Tutti abbimo l' istinto eroico. A volte ci prende quella voglia di far del bene, di aiutare chi abbiamo vicino. Ma un supereroe è diverso.
    La prima cosa che un supereroe deve fare è scegliersi una città. Capite una città.
    Ritrovare in questo volume, esattamente nella prima pagina di questo volume, un immagine di Bruce Wayne con le parole : "Io credo in Gotham City." è qualcosa che colpisce nel profondo che va a segno.
    Non è Batman a credere in Gotham City, ma è il semplice uomo Bruce a credere nella sua città.
    Ripeto: questa cosa va a segno, colpisce in pieno.
    Batman, è sempre Batman. E' il supereroe che ho scelto. Gordon, Due Facce, Joker, Catwoman. E' una realtà che cammina parallelamente alla nostra.
    Scegliete bene i vosti supereroi.

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