Beli šum

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3.9
(2752)

Language: Slovenščina | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Italian , German , French , Swedish , Spanish , Chi traditional

Isbn-10: 9612313806 | Isbn-13: 9789612313807 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Book Description
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  • 4

    Autore: statunitense (1936). Romanzo del 1985.

    Funambolico e denso.
    Dico la verità ho anche sorriso parecchio.

    Un professore che si è inventato una cattedra di “hitlerismo” (e il tedesco deve impararl ...continue

    Autore: statunitense (1936). Romanzo del 1985.

    Funambolico e denso.
    Dico la verità ho anche sorriso parecchio.

    Un professore che si è inventato una cattedra di “hitlerismo” (e il tedesco deve impararlo in fretta e in età matura, tanto per non fare grama figura), in grado di trovare notevoli somiglianze nel rapporto madre/figlio con Elvis, quattro matrimoni (due con la stessa moglie, che però non è la quarta), una serie di figli che per scoprire di chi sono (geneticamente parlando) occorre prendere appunti.
    Ci mettiamo una casa equivalente ad una stazione di transito, salvo che per le camere e la cucina, solo luogo di affettiva aggregazione anche se si mangia in ogni posizione, cosa e come capita.

    Soli punti fermi
    lavatrice a asciugatrice sempre in funzione, mai una volta che si veda qualcuno caricarle o scaricarle;
    le visite al supermercato con carrelli carichi dell’ultimo infante e di quantità corpose di generi vari;
    gli yoghurt ai cereali di Babette destinati al compattatore;.
    il felice rapporto tra il professore e Babette;
    i figli, ognuno dei quali ha la sua peculiarità (il più piccolo che ha un effetto rassicurante per entrambi, il maschio adolescente dalla dialettica spiazzante, la figlia salutista e apprensiva, quella che viaggia in aereo da sola dall’età di nove anni, smagata come una turista abituale. E sicuramente me ne sono dimenticata una o due).

    In questo mondo (se lo avesse letto mia nonna l’avrebbe definito un’americanata) irrompono due fatti: una cisterna da cui fuoriesce una nube tossica con relativa evacuazione della piccola città e un misterioso flacone di medicine sconosciute che usa Babette.

    Il risultato è che i fatti di cui sopra fanno emergere, sotto al frastuono di quella vita caotica, un’antica paura, paura quasi universale, sicuramente molto postmoderna e u.s.a. che è la paura della morte.

    Anche se il supermercato cambiasse disposizione alle corsie, agli scaffali e ai prodotti rendendoci vagolanti e perduti, le casse fotoelettroniche riconoscerebbero tutto e soprattutto i tabloid in vendita ci rassicurerebbero con fatti soprannaturali, vitamine e integratori miracolosi, cure per il cancro, rimedi per l’obesità. Il culto delle star e dei morti.

    Mi è venuto in mente…tutti i rapporti interpersonali raccontati così brillantemente esisterebbero oggi? In fondo il romanzo si svolge in un’epoca senza smartphone, tablet, notebook, p.c. In pochi anni un mondo di ieri postmoderno?

    15.11.2016

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  • 0

    "muori" e "ridi"

    … una pillola per affrontare la paura della morte
    Ossessivo e doloroso… la paura della morte ti attanaglia al punto che anche le pagine dell’ebook diventano pesanti.
    Ottimo scrittore, sicuramente, ma ...continue

    … una pillola per affrontare la paura della morte
    Ossessivo e doloroso… la paura della morte ti attanaglia al punto che anche le pagine dell’ebook diventano pesanti.
    Ottimo scrittore, sicuramente, ma ho faticato davvero tantissimo a terminare questo romanzo inquietante.
    Non riesco a scrivere altro, non riesco ad assegnare stelline…

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  • 5

    Pagine fatte di dolore puro, di depressione e paura.
    Letteratura distillata.
    Una scrittura sospesa
    Letto diversi anni fa, quando De Lillo era una novità recensito su tutti i periodici.
    La prima metà n ...continue

    Pagine fatte di dolore puro, di depressione e paura.
    Letteratura distillata.
    Una scrittura sospesa
    Letto diversi anni fa, quando De Lillo era una novità recensito su tutti i periodici.
    La prima metà non ho problemi a definirla divertente. L'ambiente universitario si presta al sorriso. La seconda è terribile: cupa e deprimente.
    Finale stratosferico nella sua semplicità.

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  • 4

    Secondo libro di de Lillo che leggo. Meglio di "Americana" opera più matura più complessa e meglio strutturata. Ma anche qui, una volta arrivati alle ultime pagine ci rimane un senso di incompiutezza. ...continue

    Secondo libro di de Lillo che leggo. Meglio di "Americana" opera più matura più complessa e meglio strutturata. Ma anche qui, una volta arrivati alle ultime pagine ci rimane un senso di incompiutezza. Gli ingredienti ci sono tutti, forse mancano le spezie.

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  • 4

    Un libro forte. Ha infatti in sé, come premessa, una ottima e soprattutto precisissima idea di base, e come un albero, con varie diramazioni, si sviluppa in forte coerenza con queste basi. Ne deriva u ...continue

    Un libro forte. Ha infatti in sé, come premessa, una ottima e soprattutto precisissima idea di base, e come un albero, con varie diramazioni, si sviluppa in forte coerenza con queste basi. Ne deriva un libro dall'impianto molto solido e dal messaggio chiaro. La storia è molto ben scritta e logicamente sviluppata, in piena coerenza con il carattere dei personaggi, i quali come nei migliori esempi narrativi danno la sensazione di non poter agire diversamente da come fanno. L'unico dispiacere nella lettura mi è stato dato dal ritmo forse eccessivamente compassato, difetto causato in maniera non irrilevante dal ripetersi di alcune situazioni narrate per più volte. Da ciò, la sgradevole aura di ridondanza che a tratti pervade la lettura, e una narrazione forse eccessivamente specchiata su sé stessa, con più elementi pleonastici: una particolarità non nuova, per me, quando affronto letture partorite da menti di autori nordamericani, quindi che mi sento di attribuire più all'ambiente letterario che alla penna, sotto tutti gli altri aspetti assolutamente ottima, di Delillo.

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  • 3

    DELILLO E GLI STILEMI DEL POSTMODERNISMO

    [...] Rumore Bianco (1985, premiato con il National Book Award) è un'opera ambiziosa incentrata sulla pericolosità dei tempi moderni: la minaccia invisibile della guerra atomica, del consumismo e del ...continue

    [...] Rumore Bianco (1985, premiato con il National Book Award) è un'opera ambiziosa incentrata sulla pericolosità dei tempi moderni: la minaccia invisibile della guerra atomica, del consumismo e del lavaggio del cervello causato dai media, le ossessioni e le vere e proprie patologie attorno alle quali ruota la vita degli effimeri "protagonisti" del romanzo. [...]
    Leggi tutta la rece: beatblog2.blogspot.it/2016/04/delillo-e-gli-stilemi-del-postmodernismo.html

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  • 4

    La prima metà del romanzo scorre decisamente liscia, grazie al tono ironico e all'ambientazione da cittadina americana contemporanea. Nella seconda metà, invece, il tema della paura e della morte si i ...continue

    La prima metà del romanzo scorre decisamente liscia, grazie al tono ironico e all'ambientazione da cittadina americana contemporanea. Nella seconda metà, invece, il tema della paura e della morte si insinua piano, quasi di soppiatto, fino a prendere il sopravvento. Di conseguenza, anche la lettura si fa meno scorrevole, più ostica. Nel complesso penso che si tratti di un romanzo notevole, anche se forse non di un capolavoro indimenticabile.

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