Bella e perduta

L'Italia del Risorgimento

Di

Editore: Laterza

3.9
(87)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 345 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842091022 | Isbn-13: 9788842091028 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Dal 1796 al 1870 vi è stato un tempo della nostra storia nel quale molti italiani non hanno avuto paura della libertà, l'hanno cercata e hanno dato la vita per realizzare il sogno della nazione divenuta patria. È stato il tempo del Risorgimento quando la libertà significava verità. Anzitutto sentirsi partecipi di una Italia comune, non dell'Italia dei sette Stati, ostili tra loro e strettamente sorvegliati da potenze straniere. La conquista della libertà "italiana" è stata la rivendicazione dell'unità culturale, storica, ideale di un popolo per secoli interdetto e separato, l'affermazione della sua indipendenza politica, la line delle molte subalternità alla Chiesa del potere temporale, l'ingresso nell'Europa moderna delle Costituzioni, dei diritti dell'uomo e del cittadino, del senso della giustizia e del valore dell'eguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese.
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  • 4

    Vincitore della V edizione del Premio nazionale di cultura "Benedetto Croce", sezione saggistica.

    Villari ha la capacità di prendere per mano il lettore e accompagnarlo alla scoperta della Storia, Sto ...continua

    Vincitore della V edizione del Premio nazionale di cultura "Benedetto Croce", sezione saggistica.

    Villari ha la capacità di prendere per mano il lettore e accompagnarlo alla scoperta della Storia, Storia come elemento vivo e non successione cronologica di avvenimenti.
    Un viaggio in questa patria sì “bella e perduta” per vivere la “favola bella” di un passato recente e il sogno di tanti giovani che volevano unità, uguaglianza, parità di diritti. La partecipazione al risveglio d’una coscienza comune, all’impegno di una moltitudine di donne e uomini, conosciuti e ignoti, congiunti nel levare alto il vessillo degli ideali che condussero al Risorgimento italiano.
    È la storia di questa nostra Italia, un po’ svogliata e un po’ fallace, ancora oggi così incerta e sghemba.
    Quest’Italia della rivoluzione mancata, dell’occasione perduta sarà mai pronta per un nuovo Risorgimento?

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo modo per cominciare.

    Ottima iniziazione al Risorgimento: ben scritto, piacevole, scorrevole. Unica pecca quella di non approfondire abbastanza alcune questioni... ma è cosa inevitabile dato l'approccio leggero (quasi "pop ...continua

    Ottima iniziazione al Risorgimento: ben scritto, piacevole, scorrevole. Unica pecca quella di non approfondire abbastanza alcune questioni... ma è cosa inevitabile dato l'approccio leggero (quasi "popolare") di Villari.

    ha scritto il 

  • 4

    Ripercorrere animicamente la storia, da spunti incredibili per decifrare il presente, e per ridimensionare tanti eventi, che se visti da un orizzonte più ampio risultano meno importanti. Comunque non ...continua

    Ripercorrere animicamente la storia, da spunti incredibili per decifrare il presente, e per ridimensionare tanti eventi, che se visti da un orizzonte più ampio risultano meno importanti. Comunque non ho avute le forze per finirlo, preferendo altre letture, ma per quello che ho letto, è un libro che fa sognare un'Italia giovane, completamente opposta al quella contemporanea: immobile e schiacciata dalla grandezza del suo stesso passato, più immaginato che veramente conosciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Rivisitazione contemporanea del Risorgimento, l'autore scrive in linguaggio piano come un racconto, inserendo anche parecchi dettagli che per me risultano nuovi. Interessante il continuo riferimento ...continua

    Rivisitazione contemporanea del Risorgimento, l'autore scrive in linguaggio piano come un racconto, inserendo anche parecchi dettagli che per me risultano nuovi. Interessante il continuo riferimento a ciò che avviene contemporaneamente fuor d'Italia. Villari non nasconde nemmeno le sue idee riguardo ad esempio alla chiesa cattolica..strano il sorvolare la guerra del 1866. E noi triestini non ci siamo manco di striscio..

    ha scritto il 

  • 3

    Scolastico come si conviene (Lucio Villari di mestiere scrive anche libri adottati nelle scuole, e sempre per scuola questo libro l'ho dovuto leggere), "Bella e perduta" si è rivelato un viaggio inter ...continua

    Scolastico come si conviene (Lucio Villari di mestiere scrive anche libri adottati nelle scuole, e sempre per scuola questo libro l'ho dovuto leggere), "Bella e perduta" si è rivelato un viaggio interessante nella storia del Risorgimento, dai suoi primi vagiti fino a quella che può essere considerata come la sua fine (la morte dei suoi maggiori interpreti, Mazzini e Garibaldi). Competente ma non troppo tecnico, una lettura comunque agevole, resa davvero meritevole dall'imponente e precisa documentazione e, soprattutto, dal continuare rifarsi alle testimonianze degli storici, dei poeti e dei politici dell'epoca, che restituiscono da una parte l'immagine mitica che le celebrazioni del 150° dell'unità vogliono ridare al Risorgimento, dall'altra un affresco più vero e concreto di un'Italia che, anche nella sua parte più popolare, riuscì a ritagliarsi uno spazio significativo e assumendo un'importanza da non trascurare.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccolo riassunto, rigoroso e ben documentato su quello che è stato il Risorgimento italiano, nella politica, nelle arti, nella società e nella cultura del tempo.
    Preponderante (ma probabilmente a rag ...continua

    Piccolo riassunto, rigoroso e ben documentato su quello che è stato il Risorgimento italiano, nella politica, nelle arti, nella società e nella cultura del tempo.
    Preponderante (ma probabilmente a ragione) la spiegazione economica del successo della linea piemontese all'unità d'Italia. Non stupisce questa impostazione, visto che l'autore è professore di storia economica....
    Utile ripasso (senza retorica, ma anche senza partigianeria) di una parte un po' dimenticata della storia Italiana, che invece potrebbe dare molti spunti utili ai politici e ai cittadini dell'Italia odierna.

    ha scritto il 

  • 4

    "Durante il tragitto Attilio e Emilio cantarono ad alta voce un brano dell'opera, allora molto popolare, di Saverio Mercadante Donna Caritea: < ...continua

    "Durante il tragitto Attilio e Emilio cantarono ad alta voce un brano dell'opera, allora molto popolare, di Saverio Mercadante Donna Caritea: <<Chi per la Patria muor vissuto è assai/La fronda dell'allor non langue mai/Piuttosto che languir sotto i tiranni,/Il meglio è di morir/Sul fior degli anni>>. Davanti al plotone di esecuzione gridarono <<Viva L'Italia!>>, ma la scarica non li uccise subito. Fu necessaria una seconda esecuzione.
    Due anni dopo, Goffredo Mameli componeva un inno Ai fratelli Bandiera, che terminava: <<Nel nome dei Bandiera,/lo giuro, la grand'Era/promessa arriverà>>."

    Brividi.

    ha scritto il 

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