Blackout

Di

Editore: Guanda

3.7
(1424)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 888246718X | Isbn-13: 9788882467180 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un torrido ferragosto a Bologna. Per un blackout tre persone si trovano chiusein un ascensore: Claudia, studentessa omosessuale che per finanziarsi glistudi fa la cameriera in una tavola calda; Tomas, residente in quelcondominio; Ferro, proprietario di una discoteca, efferato serial killer.Ferro non abita in quel condominio, ma vi ha un pied-à-terre che usa perseviziare e torturare le sue vittime. E in quella afosa giornata, Ferro stavaproprio raggiungendo una sua vittima, precedentemente incatenata a una sedia.Nessuno dei tre riesce a comunicare con l'esterno, il condominio è deserto peril ferragosto e le loro grida rimbombano nel vuoto. I pochi metri che i tredevono dividersi diventano sempre più angusti, l'aria irrespirabile...
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  • 4

    Suspence, incisi, imprevedibilità. C’è tutto nel romanzo “claustrofobico” di Gianluca Morozzi, capace e originale autore bolognese, dal titolo secco, “Blackout”. La storia di Ferro, Tomas e Claudia, t ...continua

    Suspence, incisi, imprevedibilità. C’è tutto nel romanzo “claustrofobico” di Gianluca Morozzi, capace e originale autore bolognese, dal titolo secco, “Blackout”. La storia di Ferro, Tomas e Claudia, tre personaggi profondamente diversi ma altrettanto profondamente immersi nel medesimo destino: chiusi in un’ascensore, in un pomeriggio di ferragosto, di domenica, all’interno di un palazzo di 20 piani nell’estate rovente di Bologna. Non è certo semplice tessere una trama così vibrante in un solo luogo peraltro grande circa un metro per un metro. Morozzi descrive non solo la lenta agonia psicologica e fisica di tre persone costrette a fare della pazienza e dell’adattamento dei capi saldi per molte ore, ma anche le storie presenti e passate di ognuno dei tre, con particolari che emergono cammin facendo e che si alternano alla estenuante e utopica attesa che qualcuno liberi i malcapitati da quel loculo. Un romanzo che scorre via, che condensa in non molte pagine un insieme di sensazioni e sconvolgimenti emotivi meritevoli di essere affrontati. La lunga rincorsa al finale non può che appassionare il lettore e insinuare in lui il pensiero fisso che quando prenderà l’ascensore, dovrà stare attento al… blackout!

    ha scritto il 

  • 4

    Che Gianluca Morozzi sia un'autore assolutamente geniale l'avevo già intuito. Blackout è disturbante, claustrofobico, inquietante e il finale ti spiazza. Uniamoci una grande capacità di scrittura e tr ...continua

    Che Gianluca Morozzi sia un'autore assolutamente geniale l'avevo già intuito. Blackout è disturbante, claustrofobico, inquietante e il finale ti spiazza. Uniamoci una grande capacità di scrittura e trascorreremo qualche piacevole ora.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è un po' di Faletti. Quelle città un po' addormentate, un po' troppo italiane per i miei gusti, con i bar di paese, i personaggi strani, la notte.
    C'è un po' di Hornby. Citazioni a film, citazioni a ...continua

    C'è un po' di Faletti. Quelle città un po' addormentate, un po' troppo italiane per i miei gusti, con i bar di paese, i personaggi strani, la notte.
    C'è un po' di Hornby. Citazioni a film, citazioni a canzoni, citazioni sparse. Persone in un palazzo, a volte un senso di deja-vu.
    C'è un po' di Nothomb. Una sensazione di malessere, quella che amo trovare quando leggo i suoi libri.
    E poi c'è una storia scritta davvero bene, che cattura e, alla fine, un po' sorprende.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Geniale!! Non avevo grandi aspettative quando ho iniziato a leggerlo, mi sbagliavo! Si svolge quasi interametne in un ascensore ma in nessun momento appare noioso o pesante.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro tascabile estremamente piacevole e sorprendente. Acquistato per la trama curiosa letta sul retro in libreria, si è rivelato migliore di quanto mi aspettassi. La capacità descrittiva di Morozz ...continua

    Un libro tascabile estremamente piacevole e sorprendente. Acquistato per la trama curiosa letta sul retro in libreria, si è rivelato migliore di quanto mi aspettassi. La capacità descrittiva di Morozzi è invidiabile, soprattutto nella descrizione degli stati d'animo e dei pensieri più profondi dei diversi personaggi, siano essi i tre protagonisti o i comprimari che, per qualche motivo, gli girano intorno. Il libro è tanto piacevole che, se potessi, lo ricomprerei, anche se non è adatto agli ansiosi e ai claustrofobici.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconta la storia di tre persone che, il giorno di ferragosto, si ritrovano chiuse nello stesso ascensore. Uno dei tre è un serial killer. La prima parte del libro mi è piaciuta moltissimo, un cresce ...continua

    Racconta la storia di tre persone che, il giorno di ferragosto, si ritrovano chiuse nello stesso ascensore. Uno dei tre è un serial killer. La prima parte del libro mi è piaciuta moltissimo, un crescendo di tensione e un'ottima resa del senso di claustrofobia suscitato dalla situazione. A poco a poco che si sviluppa la storia veniamo a conoscenza dei tre personaggi, leggiamo i loro pensieri e li osserviamo reagire all'anomala circostanza. La piega che l'autore ha scelto di far prendere alla storia non mi è piaciuta molto, l'ho trovata un po' forzata ma ha portato a un finale che invita a molte riflessioni. Nel complesso mi è piaciuto ma avrebbe potuto piacermi molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Oh che bel romanzo pulp!
    Che poi, a me il pulp non piace nemmeno... Ma ho scoperto di avere feeling con Morozzi, il quale mi fa apprezzare certe sfumature.
    Quando avevo quattro anni, era luglio e non ...continua

    Oh che bel romanzo pulp!
    Che poi, a me il pulp non piace nemmeno... Ma ho scoperto di avere feeling con Morozzi, il quale mi fa apprezzare certe sfumature.
    Quando avevo quattro anni, era luglio e non agosto, sono rimasta chiusa in ascensore per quattro ore e e mezza. Era l'ascensore della casa al mare, ero con mia nonna, in giro non c'era nessuno. Ci hanno tirato fuori i pompieri. L'unico ricordo che ho, a distanza di venticinque anni, è il vigile del fuoco che apre le porte chiedendomi se avessi avuto paura. Paura non ne ho avuta, e nemmeno adesso avverto gli strascichi di quel pomeriggio, tant'è che continuo a prendere l'ascensore e sarò rimasta chiusa dentro altre cinque volte, l'ultima solo qualche mese fa, quando ero attesa per cena, e mi ero preparata tutta bellina e profumata e splendente come una padella, e sono arrivata all'appuntamento che sembravo appena tornata da un safari (quello in cui vieni rincorsa da un rinoceronte).
    Però questo romanzo mi ha messo l'ansia!
    Scorrevolissimo, volgare un pochetto, è vero, ma state chiusi voi in ascensore con trenta gradi, un pacchetto di biscotti e un serial killer, dai.

    ha scritto il 

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