Blade Runner

Unabridged Reading by Scott Brick

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Publisher: Random House Audio

4.1
(5314)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi traditional , German , Italian , Catalan , Portuguese , Slovenian , Czech , Norwegian , Polish , Greek , Chi simplified

Isbn-10: 1415936390 | Isbn-13: 9781415936399 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Capolavoro della letteratura fantascientifica e distopica sul significato della vita umana.

    La vicenda si svolge nel 1992 su un pianeta Terra che è stato quasi completamente distrutto dagli effetti di ...continue

    Capolavoro della letteratura fantascientifica e distopica sul significato della vita umana.

    La vicenda si svolge nel 1992 su un pianeta Terra che è stato quasi completamente distrutto dagli effetti di una guerra mondiale nucleare. Il pianeta è stato abbandonato dalla maggior parte della popolazione, tranne pochi testardi ed i cosiddetti “speciali”, individui che hanno subito danni significativi dagli effetti delle radiazioni e sono confinati sulla Terra perché ritenuti un pericolo per la sopravvivenza della razza umana. Tutte le altre forme di vita sono andate quasi completamente distrutte. I pochi sopravvissuti vivono in uno stato di assenza totale di rapporti sociali e cercano in tutti i modi di crearsene dei surrogati: dall’attaccamento maniacale per gli animali (possedere ed occuparsi un animale vivo è simbolo di grande elevazione sociale), che siano vivi o elettrici, alla dipendenza dalla macchina empatica che li fa sentire in sintonia con altri esseri umani.
    Tra gli ultimi epigoni della razza umana si nascondono diversi androidi, robot umanoidi che sono stati costruiti per fungere da schiavi degli uomini sui pianeti colonizzati e che si sono evoluti a tal punto da avere una propria coscienza e provare sentimenti, tra cui aspirare ad una vita analoga agli uomini. Gli androidi sono stati confinati sui pianeti colonizzati ma diversi di loro sono riusciti a fuggire ed approdare sulla Terra per inseguire il loro sogno di indipendenza. La loro perfezione gli permette di confondersi facilmente tra la gente. L’unica caratteristica che sembra non siano capaci di assimilare ed emulare è la capacità di provare empatia. Questa caratteristica è alla base del test che i cacciatori di taglie utilizzano per riconoscere gli androidi ed è anche l’elemento caratterizzante di una misteriosa religione transmoderna, il Mercenariesimo, a cui hanno aderito la maggior parte degli umani e che è basata sulla capacità di entrare in sintonia con tutti gli altri adepti e farsi carico e partecipare alle sofferenze di tutti.

    La vicenda si svolge in una San Francisco cupa e tenebrosa, in inesorabile disfacimento sotto gli effetti della polvere radioattiva che tutto ricopre. La polvere radioattiva ha coperto l’intero pianeta e sta lentamente distruggendo l’intero pianeta. Il cacciatore di taglie Rick Deckard ha il compito di riconoscere e “ritirare” androidi. Il riconoscimento si basa su un metodo infallibile per identificare le capacità empatiche dell’individuo. Le cose per Dick si complicano notevolmente quando si imbatte dei nuovissimi e sofisticatissimi androidi NEXUS-6. Dick stringe dei rapporti troppo stretti con alcuni androidi femmine e scopre di provare sentimenti anche per loro. Questo scuote alle fondamenta le sue convinzioni. Il finale è abbastanza oscuro e soggetto a varie interpretazioni. Devo ammettere che non tutto mi è chiaro e ci sono ancora domande non risposte che mi frullano per la testa ma la lettura è stata straordinaria. Un grande classico da leggere assolutamente.

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  • 4

    Anno 1992 in una San Francisco cupa e buia e in un mondo in cui gli animali sono quasi del tutto estinti...
    Gli uomini sembrano androidi e gli androidi sono troppo umani...
    Romanzo padre di uno dei mi ...continue

    Anno 1992 in una San Francisco cupa e buia e in un mondo in cui gli animali sono quasi del tutto estinti...
    Gli uomini sembrano androidi e gli androidi sono troppo umani...
    Romanzo padre di uno dei miei film preferiti.
    Da leggere. Assolutamente.

    said on 

  • 4

    null

    Bello, bello perché se lo si legge con attenzione ci si rende conto di quanto sia attuale. Nella norma del mondo di oggi si tende al completo appiattimento dei sentimenti, li si rende artificiosi, ada ...continue

    Bello, bello perché se lo si legge con attenzione ci si rende conto di quanto sia attuale. Nella norma del mondo di oggi si tende al completo appiattimento dei sentimenti, li si rende artificiosi, adatti al momento, senza che scaturiscano davvero dalla profondità dell'animo. Ci può essere dopo tutto questo sentire per forza, un sentire di nuovo? Gli androidi (che sono il passo successivo al sentire "obbligato") sognano pecore elettriche? Desiderano qualcosa? Sperano? Anelano a qualcosa di meglio, qualcosa di bello, qualcosa che li faccia sentire davvero qualcuno?

    said on 

  • 4

    "È la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalità."

    Leggevo.
    E mi chiedevo.
    - Come mai ci sarà bisogno di fare un test verbale agli androidi per comprendere se sono macchine? Non basterebbe pungerli con uno spillo per vedere se hanno sangue che scorre ...continue

    Leggevo.
    E mi chiedevo.
    - Come mai ci sarà bisogno di fare un test verbale agli androidi per comprendere se sono macchine? Non basterebbe pungerli con uno spillo per vedere se hanno sangue che scorre loro nelle vene? -
    [E qui qualcuno alzando gli occhi al cielo penserà..."Questa proprio per la Fanta non è portata..."]

    Si connettono i neuroni e il test di Voigt-Kampff mi richiama le sequenze del film "The imitation game" in cui Alan Turing descrive qualcosa di assai simile che comincia con la domanda "Facciamo un gioco: sono un uomo o una macchina?" Sarà venuto prima Turing o prima Dick? Mi documento... prima Turing...

    Basta farti queste domande, non divagare e prosegui. Mi dico. Gli androidi del futuro sicuramente avranno sangue sintetico, no? Cerca di immedesimarti. È Fantascienza perbacco!

    Quindi proseguo.
    - Ma gli androidi mangiano? Come può una macchina nutrirsi? -
    Dannata testolina razionale. Spegniti. Fatti assorbire dalla storia! Mi ripeto.

    - Sesso. Eh beh. Me lo aspettavo che pure lì saremmo arrivati. Certo gli androidi ( femmine ) fanno pure sesso. -

    Beh un androide forse è meglio di una bambola gonfiabile. Penso.
    Eppure. È proprio da questo particolare, è proprio da questo momento particolare dell'intreccio in cui la storia, a mio opinabilissimo giudizio, comincia a decollare.
    Non perché fosse il sesso l'obiettivo del racconto... No, tutt'altro...Ma perché questo rapporto per di più proibito tra uomo e droide è completamente destabilizzante per il protagonista. Il protagonista, cacciatore di androidi, si rende conto di provare pena e sentimenti nei confronti delle macchine. Si sente attratto da esse, da queste 'cose femmine'. Comincia a far fatica a fare il suo mestiere, comincia a pensare di non stare facendo la cosa giusta, poiché non è giusto uccidere ('ritirare') nessuno ...

    "Dovunque andrai, ti si richiederà di fare qualcosa di sbagliato."

    In un mondo in cui l'animale rappresenta una rarità, ogni forma umana acquista dignità incommensurabile. Il ragno. Il rospo. Qualsiasi cosa non sia regolata da congegni elettronici. In un mondo in cui gli esseri umani sono in via di estinzione, non rimane altra scelta che affezionarsi alle macchine? Accudimento. Empatia. Necessità di identificazione. Sono ciò che differenzia l'uomo dall'androide.

    E Dick descrive un futuro di struggente solitudine. Uomo solo regolato da congegni che ne determinano umore e i desideri.

    «Fai l'888», disse Rick mentre l'apparecchio si riscaldava. «Desiderio di guardare la TV, qualsiasi cosa trasmetta».

    Congegni che lo aiutano a sopportare una vita in cui tutto sembra destinato a trasformarsi in palta o polvere radiottiva. Uomo distrutto quindi da ciò che la sua stessa mente ha partorito.

    "Una volta, pensò, avrei visto le stelle. Anni fa. Ma ora non c'è altro che polvere; sono anni che nessuno vede più le stelle, perlomeno non dalla Terra. Magari me ne andrò da qualche parte dove si vedono ancora le stelle [...]
    In un posto dove nessun essere vivente andrebbe. A meno che non sentisse che la sua fine fosse vicina."

    Una visione cupa, allucinata, desolante e desolata. Ammazza com'è triste questo mondo cui l'uomo si deve difendere dalle macchine. Arriveremo lì? Magari non proprio come lo ha pensato Dick... Ma la palta e la polvere che come un immenso blob mangiano tutto non paiono poi essere così lontani...

    E a fine lettura il fascino inquieto di questo racconto che ha ispirato il film culto "Blade Runner" rapisce anche me.

    said on 

  • 5

    Fantascienza ma non solo

    Pur appartenendo di fatto alla categoria fantascientifica, il romanzo di Philip K. Dick in realtà ha molti più risvolti nascosti fra le pagine: moralità, filosofia, empatia. Tutto il romanzo è un alte ...continue

    Pur appartenendo di fatto alla categoria fantascientifica, il romanzo di Philip K. Dick in realtà ha molti più risvolti nascosti fra le pagine: moralità, filosofia, empatia. Tutto il romanzo è un alternarsi di punti di vista fra esseri umani e androidi Nexus-6, riproduzioni quasi perfette del genere umano. Queste macchine difettano però di empatia ed è questo che li distingue dagli uomini: oppure è il contrario?
    E' bellissimo anche il contesto: un pianeta Terra distrutto e radioattivo, con pochi abitanti, dove il livello sociale di un individuo è dettato dall'animale domestico che possiede.
    Gran bel libro, ne consiglio la lettura anche a chi non è appassionato di libri di fantascienza.

    said on 

  • 4

    La terra desolata

    Da lungo tempo volevo leggere questo libro, mossa soprattutto dalla curiosità di verificare le differenze (e le concordanze) rispetto alla versione cinematografica. Che sono tante, a cominciare dal f ...continue

    Da lungo tempo volevo leggere questo libro, mossa soprattutto dalla curiosità di verificare le differenze (e le concordanze) rispetto alla versione cinematografica. Che sono tante, a cominciare dal famoso monologo -introvabile nel testo di Dick- "Io ne ho viste cose che voi umani...".
    Eppure, la dissonanza maggiore, secondo me, riguarda l'ambientazione.
    In Blade Runner quel che mi colpì di più fu l'atmosfera: quella pioggia incessante che sembra penetrare - e scavare- persino nello spettatore. Nel libro, invece, è la polvere a farla da padrone. Pioggia "solida" per Philip K. Dick; pioggia "liquida" per Ridley Scott. Due diverse metafore per due capolavori.
    Quale preferisco? Il film, sicuramente. Indimenticabile il sogno dell'unicorno (animale dall'affascinante valenza simbolica) che nella sequenza finale si materializza in forma di origami.

    said on 

  • 4

    “Si precipita nell’apatia, perché si è perso qualsiasi senso del proprio valore. Non importa sentirsi meglio perché ormai non si vale più niente...”

    Avevo sentito parlare di tutti e due, ma non ho mai visto il film, né tanto meno letto il libro, è bastato un aiutino e così almeno il libro ho potuto archiviarlo.
    Questo romanzo, da molti critici rit ...continue

    Avevo sentito parlare di tutti e due, ma non ho mai visto il film, né tanto meno letto il libro, è bastato un aiutino e così almeno il libro ho potuto archiviarlo.
    Questo romanzo, da molti critici ritenuto non il migliore della produzione di Philip K. Dick, vide comunque sorgere, per sfortuna dell’autore, il suo momento di gloria immediatamente dopo la sua morte; lui stesso non attribuì grandi potenzialità a questo scritto, preferendo puntare, con alterna fortuna, su altro della sua produzione.
    In realtà questa storia, che tratta di androidi, che non si sa se sognino pecore elettriche o meno, merita in pieno di affiancarsi agli altri grandi titoli di romanzi distopici della letteratura di fantascienza.
    La terra, manco a dirlo, dopo la terza guerra mondiale, è ridotta malino: animali quasi estinti e la cui ormai scarsa reperibilità implica risvolti anche inaspettati per gli esseri umani; molte zone disabitate e i pochi rimasti di abitanti in balia di molte delle conseguenze di quella guerra, tra cui tempeste e piogge di polveri radioattive da cui ci si difende con scarsa efficacia. Ma è comunque una società evoluta in grado di colonizzare altri pianeti e creare anche dei robot androidi con sistemi di intelligenza artificiale avanzatissima.
    Il problema si presenta proprio con questi androidi che, equipaggiati con sistemi intellettivi sempre più perfetti, acquistano nuova consapevolezza, fino ad arrivare, in alcuni casi, alla ribellione.
    Il tema principale è proprio questo: Dick pone l’accento sul deterioramento della razza umana e sulla sua capacità di empatizzare senza l’aiuto di santoni, animali o altro che sia, si dà la caccia a intelligenze evolute ribelli mentre gli uomini stessi sono ormai scesi al livello di macchine che hanno bisogno di altre macchine per funzionare bene. Chi è cosa e soprattutto chi è il migliore, si innesta una confusione di ruoli che crea interrogativi, perplessità e dubbi e quello che emerge è sempre il vecchio e caro bagaglio di angosce che non abbandonerà mai l’umanità.
    Ci sono altri temi nel romanzo, che a differenza degli altri non si concentra su un futuro basato su controlli dittatoriali della società; questa volta l’anello debole è l’uomo che, come sempre, rimarrà in balia di eventi creati da lui stesso, ed è emblematico il test atto a smascherare gli androidi che affida i risultati ad impercettibili reazioni di qualche microsecondo bastanti a sancire la differenza tra uomini e macchine, ma non tra cosa è giusto e cosa no…

    «Dovunque andrai, ti si richiederà di fare qualcosa di sbagliato. È la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalità. Prima o poi, tutte le creature viventi devono farlo. È l’ombra estrema, il difetto della creazione; è la maledizione che si compie, la maledizione che si nutre della vita. In tutto l’universo.»

    said on 

  • 3

    VISIONARIO

    Consueto stile di scrittura di Dick, che non amo particolarmente. Solite idee geniali (il modulatore di umore, favoloso...) e interessanti dilemmi etici. Trama un po' irrisolta (Rachel?), con elementi ...continue

    Consueto stile di scrittura di Dick, che non amo particolarmente. Solite idee geniali (il modulatore di umore, favoloso...) e interessanti dilemmi etici. Trama un po' irrisolta (Rachel?), con elementi assai diversi dal film (l'ossessione per la cura degli animali, Mercer), giustamente tagliati dalla pellicola. Sensazione finale: film più coerente e appasionante, con gli aspetti più interessanti approfonditi e altri tagliati. Per una volta, meglio il film.

    said on 

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