Boccamurata

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

3.4
(1101)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807017121 | Isbn-13: 9788807017124 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Chi è stata la madre di Tito? Una poco di buono, come dicono certe vocicattive? O una signora di buona famiglia costretta a "sparire", come ha sempredetto il padre Gaspare? Tito è alla guida di un pastificio, fonte non solo diricchezza ma anche di conflitti, tensioni e invidie in seno a una famigliaallo sbando. È soltanto la sua autorità a tenerla insieme, a volerla unita,con il sostegno forte della mite presenza di una vecchia zia: zia Rachele havegliato su Tito e poi sui figli di lui e non ha perso la capacità di intuireanche quello che le si vorrebbe tener nascosto, ma nel suo sguardo comincianoad affiorare a poco a poco ricordi confusi e brandelli di segreti custodititenacemente per più di mezzo secolo. A smuovere ulteriormente le acquetorbide, insieme alla bellissima Irina, spregiudicata e intraprendente, arrivaall'improvviso Dante, figlio di una ex compagna di collegio della zia. E c'èchi sospetta oscuri moventi. Quanto più la storia si apre a inattesi sviluppinel presente, tanto più il passato viene folgorato da una nuova luce e ilmistero che nascondeva si dischiude lentamente con la forza di una grandestoria d'amore.
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  • 2

    Già visto. Forse mancava l'ispirazione.

    "Boccamurata", per stessa ammissione di Simonetta Agnello Hornby, non è un romanzo ispirato, ma frutto quasi di una commissione da parte di chi, dopo il successo della "Mennulara" e della "zia Marches ...continua

    "Boccamurata", per stessa ammissione di Simonetta Agnello Hornby, non è un romanzo ispirato, ma frutto quasi di una commissione da parte di chi, dopo il successo della "Mennulara" e della "zia Marchesa", era convinto che ci fosse spazio per un terzo romanzo che guarda alla Sicilia che cambia. E si vede.
    Per certi versi è stata una fortuna, perché ciò ha consentito di consegnare ai lettori altre pagine di pregevole scrittura, per altri versi è stata la premessa di un fallimento: perché al di là delle pagine stupende come sempre che descrivono quel paradiso di una bellezza scandalosa che è la Sicilia, questo libro è il tentativo di tradurre in una storia un’idea già vista mille volte, in letteratura o alla televisione.
    Ed in effetti la storia del declino della grande famiglia che ruota attorno a Tito, ex brillante leader del pastificio familiare e carismatico pater familias nel senso più tradizionale, non riesce secondo me ad aggiungere qualcosa di radicalmente nuovo a storie che raccontano la crisi della borghesia familiare come “I Buddenbrook”, o come certe serie televisive degli anni ’80. Certo non manca una certa suspence dovuta al graduale disvelamento dei molti segreti che sono andati accumulandosi nel corso dei decenni, la maggior parte dei quali legati all’arrivo della misteriosa figura di Dante, e l’ambientazione siciliana è spettacolare come sempre: ma da fedele lettore della Hornby sono convinto che questa volta non sia bastato. Manca la spinta, manca la passione, si vede che questo è un romanzo doveristico e non ispirato.
    Perché se lo scopo della trilogia nata con “La Mennulara” e proseguito con “La zia Marchesa” è quello di raccontare la Sicilia che cambia, in questo caso non ci riesce soprattutto perché proprio la sicilia resta troppo sullo sfondo in una storia che avrebbe potuto benissimo ambientarsi a Falcon Crest o nella Lubecca di inizio secolo.
    Romanzo consigliato a lettori che già apprezzano la hornby per la fluidità e la correttezza della sua scrittura e per l’immaginario potente: ma se qualcuno non avesse mai letto nulla della ottima scrittrice Anglo-siciliana, non gli consiglierei di cominciare da questo.

    ha scritto il 

  • 3

    Tito ha ormai sessant’anni ed ha lasciato la gestione del pastificio di famiglia al figlio maggiore, mantenendone soltanto un controllo a distanza. Egli appartiene ad una famiglia facoltosa, è sposato ...continua

    Tito ha ormai sessant’anni ed ha lasciato la gestione del pastificio di famiglia al figlio maggiore, mantenendone soltanto un controllo a distanza. Egli appartiene ad una famiglia facoltosa, è sposato, ha tre figli e diversi nipotini e una zia da accudire, ma Tito ha soprattutto un cruccio che lo accompagna da sempre: non conosce l’identità della madre.

    Egli, infatti, è stato allevato dal padre e dalla sorella di lui, zia Rachele. Sa che un giorno il padre è andato a prelevarlo all’orfanotrofio insieme alla zia e che la madre è una fantomatica donna sposata di cui il padre si è follemente innamorato in gioventù. Ed è proprio per evitare lo scandalo e proteggerne l’identità in un piccolo paesino siciliano, che Tito deve ignorare le sue origini.

    E in effetti, solo la parte relativa allo scandalo è vera…il resto sono solo fandonie.

    Ed è quando in paese arriva Dante, figlio della governante che Rachele ha avuto da giovane, con un fascio di lettere da consegnare alla legittima proprietaria, che la verità sarà portata alla luce pian pianino.

    In questa storia ritroviamo il tema dell’attaccamento alle cose materiali, le invidie tra familiari e la descrizione delle atmosfere e della mentalità dei piccoli paesi, dove la più grande preoccupazione è quella di salvare le apparenze. Ma il tema fondamentale è un altro (che non posso rivelare, così da lasciare un po’ di suspense :-D )

    Secondo me, non raggiunge lo stesso livello de “La Mennulara“, ma anche con questa storia Simonetta Agnello Hornby mi ha affascinata affrontando con delicatezza un tema inusuale e molto complesso.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi è piaciuto il primo libro della scrittrice, La Menullara. Ho apprezzato il secondo, La zia marchesa, anche se non mi ha entusiasmato. Questo, invece, mi ha deluso. Non mi ha convinto nè la storia n ...continua

    Mi è piaciuto il primo libro della scrittrice, La Menullara. Ho apprezzato il secondo, La zia marchesa, anche se non mi ha entusiasmato. Questo, invece, mi ha deluso. Non mi ha convinto nè la storia nè il racconto, che manca della forza espressiva presente negli atri due. Anche i personaggi questa volta mi sono sembrati poco accurati e delineati.

    ha scritto il 

  • 4

    veramente ben scritto....

    bella storia, ambientato in una fascinosissima villa siciliana, saga di una tipica famiglia isolana, coi sui segreti, le sue paure e e suoi affetti e risentimenti.....
    bello davvero e scritto in modo ...continua

    bella storia, ambientato in una fascinosissima villa siciliana, saga di una tipica famiglia isolana, coi sui segreti, le sue paure e e suoi affetti e risentimenti.....
    bello davvero e scritto in modo magistrale: plauso alla Agnello Hornby!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Boccamurata, un altro libro di Simonetta

    Non il più bello dell'autrice, che peraltro amo molto.
    Forse l'aver aperto molte porte e introdotto personaggi che poi non vengono caratterizzati a sufficienza, né le loro storie portate a compimento, ...continua

    Non il più bello dell'autrice, che peraltro amo molto.
    Forse l'aver aperto molte porte e introdotto personaggi che poi non vengono caratterizzati a sufficienza, né le loro storie portate a compimento, mi fa trovare il romanzo meno avvincente dei precedenti.

    ha scritto il 

  • 4

    mi è piaciuto tantissimo e mi stupisco delle poche stelline e delle critiche degli altri lettori. entrare nel mondo di Simonetta A H è sempre un regalo, una sorpresa.
    ho amato tutti i personaggi del r ...continua

    mi è piaciuto tantissimo e mi stupisco delle poche stelline e delle critiche degli altri lettori. entrare nel mondo di Simonetta A H è sempre un regalo, una sorpresa.
    ho amato tutti i personaggi del romanzo e mi dispiace doverli lasciar andare. spero che l'autrice decida di continuare a scrivere di tito, titino e di tutti gli altri. la quinta stella non l'ho data solo per quello: un finale troppo aperto

    ha scritto il 

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