Bozkırkurdu

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4.1
(5720)

Language: Türkçe | Number of Pages: 209 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Portuguese , Spanish , French , Italian , Swedish , Dutch , Finnish , Slovenian , Greek , Catalan

Isbn-10: 9750805569 | Isbn-13: 9789750805561 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Book Description
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  • 5

    recensione a cura di lunaticamente.com

    Link alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/29-il-lupo-della-steppa-di-herman-hesse.html

    Mi ha suscitato non poco stupore e spesso ho trovato familiarità col lupo della ...continue

    Link alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/29-il-lupo-della-steppa-di-herman-hesse.html

    Mi ha suscitato non poco stupore e spesso ho trovato familiarità col lupo della steppa (anche se familiarità è un termine riduttivo perchè pensavo stesse parlando proprio della sottoscritta).
    Fin da piccoli ci insegnano che la nostra anima è divisa in due: bene e male, bianco e nero, diavolo e acqua santa.
    Siccome il male (rabbia, l'invidia, la golosità.........) non va bene, allora per sopravvivenza e per non sentirci sbagliati, cerchiamo di sopprimerlo nella speranza che un qualche Dio ci assolva dai nostri peccati.
    Quale assurdità...
    Ecco che ad una certa età o in un momento particoalre di cambiamento, compaiono i disagi come: la paura, l'ansia, il panico e il senso perenne di inadeguatezza.
    Più li scacciamo più questi torneranno con maggiore forza e carica pronti ad abbattere le barriere e facendoci sentire sbagliati verso la "normalità".
    Avete mai avuto la sensazione che stesse succedendo qualcosa di pericolosissimo in un momento di assoluta calma?
    Se la risposta è si, allora sappiate che state cercando di sopprimere un qualche lato di voi che vuole venire fuori.
    Veniamo spinti a scappare da noi stessi e cercare risposte al di fuori o cosa peggiore ad isolarci; ma state calmi perché tutto ciò non è altro che la vita che bussa alle vostre porte e chiede di tornare a fare parte di voi.
    (Del resto, i più grandi psicologi non dicono che la depressione, l'ansia e il panico non sono altro che sentimenti repressi??)
    La rinuncia ad un lato del nostro carattere non fa altro che aumentare la nostra sofferenza, ripresentandosi in vesti ben più pesanti e alimentando il lupo della steppa con la costante sensazione di sentirsi soli.
    Questo libro enfatizza il concetto che se i due lati coesistono vige la serenità e al contrario ci sarà una lotta costante al dominio supremo.
    Qui subentra la filosofia orientale di cui Hesse si è cibato per gran parte della sua vita, facendo uscire Erminia come personaggio principale e fondamentale che scatena il caos e rinnova la vita di Harry.
    Lei abbatte quel muro che ha creato e in un costante crescendo, fa scoprire ad Harry che non ha solo i due lati uomo/lupo, ma che la sua nima (e la nostra anima) ha molteplici lati, personaggi e animali e tutti che vogliono convivere in pace.
    E' più facile accettare i lati positivi di quelli negativi ed ecco che nasce il costante conflitto interno.
    Il lupo della steppa è questo, il lupo della steppa siamo noi, il lupo della steppa è il male dell'uomo da secoli e secoli.
    Tutti i personaggi che compaiono nel libro, dove non solo Erminia è importante e fondamentale per il cambiamento di Harry, ma anche Pablo e Maria e tutte le altre comparse sono importanti quanto lui, semplicemente perchè i personaggi "marginali" non sono altro che la proiezione esterna di un lato che il lupo della steppa ha soppresso e soffocato dentro di se.
    Uccidendo noi stessi (metaforicamente) e ciò che ci siamo cuciti addosso, riusciremo a fare luce al nostro vero io.
    Solo quando saremo disposti, per obbligo o per esigenza, a lasciar uscire e accettare tutti i personaggi insiti in noi riusciremo a vivere con pace e serenità e di conseguenza accettando noi stessi, riusciremo ad accettare il mondo esterno.

    "Benchè la necessità di diventare uomo gli sia più palese che ai borghesi, chiude gli occhi e non vuol rendersi conto che quel disperato attaccamento all'io, quel disperato rifiuto di morire è la via più sicura per arrivare alla morte eterna, mentre il saper morire, il saper spogliarsi e abbandonare l'io alle metamorfosi conduce all'immortalità"

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  • 5

    E' uno dei più bei libri che abbia letto e che mi hanno lasciato dentro tanti pensieri emersi dai numerosi dialoghi e monologhi. Un libro che mi ha fatto riflettere sulla natura poliedrica dell'uomo, ...continue

    E' uno dei più bei libri che abbia letto e che mi hanno lasciato dentro tanti pensieri emersi dai numerosi dialoghi e monologhi. Un libro che mi ha fatto riflettere sulla natura poliedrica dell'uomo, ma più di tutti sul fatto che l'indipendenza a volte può diventare una gabbia dalla quale l'unico modo per uscire è l'amore per il prossimo, o meglio che il prossimo può riservare a te. Senza contare le numerose denunce che l'autore attraverso il protagonista rivolge alla società contemporanea, da cui si estranea volontariamente, ma alla quale finisce per prenderne parte e dal cui contatto ne trarrà diletto. Non è certamente una lettura facile, o per lo meno così è stato per me nella parte iniziale, ma vale la pena faticare un pò.

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  • 4

    Questo romanzo fa riflettere sulla condizione di chi non si adegua al pensiero imposto alla (e dalla) massa, che in questo caso è l’ideologia della Germania prima della seconda guerra mondiale, ma pot ...continue

    Questo romanzo fa riflettere sulla condizione di chi non si adegua al pensiero imposto alla (e dalla) massa, che in questo caso è l’ideologia della Germania prima della seconda guerra mondiale, ma potrebbe essere la mentalità borghese di epoche anche più moderne. Non allinearsi significa diventare un solitario, un lupo della steppa. Il protagonista è colto, lucido, intellettualmente coerente, capace di analizzare a fondo la società in cui vive e incapace di fingere; ma è anche egocentrico, rinunciatario, cinico, sterile nel suo agire e chiuso ai rapporti umani. Questa condizione lo porta all’isolamento, all’alienazione e infine alla disperazione: la sua fuga dalla casa del professore allineato al pensiero comune diventa una fuga senza ritorno dalla società intera, dal momento che intende porre fine alla sua vita.
    Lo salva l’incontro con Erminia, personaggio che gli fa da contraltare e gli fa scoprire un modo diverso di porsi di fronte al mondo, più istintivo, in grado di apprezzare aspetti della quotidianità che sembravano insignificanti, una pienezza di vita e una (apparente?) leggerezza rappresentate dal ballo. “Fosse profonda saggezza o schietta ingenuità, chi sapeva vivere così nell’attimo fuggevole, chi abbracciava così il presente e sapeva apprezzare con amore fraterno ogni piccolo fiore sul margine della via, ogni piccolo valore dell’istante che fugge, doveva certo dominare la vita”. Erminia appare come una figura salvifica, al punto che si è tentati dal dubitare che sia una presenza reale e non sia invece una visione dello stesso protagonista.
    Come in Demian, spiazza il finale onirico e psicanalitico: la narrazione profonda e al contempo lineare, in cui l’autore aveva fin qui cullato il lettore, diventa un gioco di doppi e simboli di difficile interpretazione.

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  • 3

    Il disagio moderno

    Lettura classica che fa riflettere sul concetto di molteplicità presente nell'animo umano. Attraverso la sensazione di smarrimento del protagonista, viene descritta la difficoltà che l'individuo può a ...continue

    Lettura classica che fa riflettere sul concetto di molteplicità presente nell'animo umano. Attraverso la sensazione di smarrimento del protagonista, viene descritta la difficoltà che l'individuo può avvertire nell'identificarsi e nel collocarsi all'interno della società moderna.
    Non ho apprezzato la parte finale che ho trovato un po' confusa.

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  • 4

    E' un libro che invita alla riflessione continua. Non di rado ho chiuso le sue pagine e mi sono messa a pensare ferocemente a tutte le sfaccettature delle parole, ora di Erminia, ora di Harry.
    E' pale ...continue

    E' un libro che invita alla riflessione continua. Non di rado ho chiuso le sue pagine e mi sono messa a pensare ferocemente a tutte le sfaccettature delle parole, ora di Erminia, ora di Harry.
    E' palese l'attacco alla società di Hesse, in questo libro, una società, e nello specifico, una borghesia di cui non solo non vuole far parte, ma che gli sembra una grande massa che incoraggiano una guerra che non risolverà le sorti del mondo ma getterà solo le basi per un conflitto peggiore. Hesse si chiede (e ci chiede) come sia possibile che nessuno veda la stupidità della guerra, che sboccerà nel secondo conflitto mondiale di lì a poco.
    Interessantissimo il personaggio di Erminia, quasi lo specchio maschile di Harry, che incoraggia degli atteggiamenti mentali più leggeri nel protagonista, scoraggia invece le convinzioni che lo intristiscono senza portare a nessun risultato e cerca di farlo vivere alla giornata, con delle gioie più semplici e immediate, rispetto ai suoi ragionamenti complessi, spesso dettati dalla crisi che sta attraversando. Sarebbe quantomeno superficiale credere che il personaggio di Erminia sia frivolo. Solo leggendo il libro ne capirete la complessità e le sue mille sfumature.
    Il libro di Hesse non è un libro semplice, scorrevole e che si fa leggere velocemente. Obbliga a pensare. Se non avete voglia di pensare... lasciate perdere.

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  • 0

    Folgorante incontro tra Harry e Erminia, nonché tra Hesse e Hesse.
    Memorabile monologo di Erminia sugli "esclusi".
    Come sempre: Hesse è per pochissimi.

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  • 5

    Para solitarios

    Novela especialmente recomendada para solitarios, los que pertenecen a la manada no la entenderán del todo. Esta obra maestra la disfrutará la gente que rehuye a sus semejantes, la gente que no acaba ...continue

    Novela especialmente recomendada para solitarios, los que pertenecen a la manada no la entenderán del todo. Esta obra maestra la disfrutará la gente que rehuye a sus semejantes, la gente que no acaba de integrarse en la sociedad pero que tampoco está fuera de ella, la gente como yo. Porque he sentido una poderosa conexión con Harry Haller, me he identificado con muchas de sus emociones y reflexiones, he notado como si Hesse sondeara mi propia alma, alcanzando enorme profundidad. Al principio cuesta meterse en la novela, luego cuando aparece la chica, pega un subidón. Es triste y deprimente pero también alegre y conmovedora. Se reivindica el humor como una de las claves para hacer mas soportable el peso de la vida. El final es de locos, sí, pero con mucho sentido.

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  • 5

    "Oh è difficile trovare la traccia divina nella vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di quest ...continue

    "Oh è difficile trovare la traccia divina nella vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di questa politica, di questi uomini! Come potrei non essere un lupo della steppa, un sordido anacoreta in un mondo del quale non condivido nessuna meta, delle cui gioie non vi è alcuna che mi arrida?"

    Il libro è un viaggio interiore, un'allucinazione prolissa di una mente solitaria e (auto)emarginata. La trama è interamente il racconto di questo viaggio, con tutte le domande e i conflitti che sottointende. A tratti difficile ma contiene perle imperdibili.

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  • 4

    Nient'altro da aggiungere.

    Per lo più le bestie sono tristi. E quando un uomo è molto triste, non perché ha mal di denti o perché ha perso del denaro ma perché sente a un certo momento come sono le cose, com'è la vita, ed è tr ...continue

    Per lo più le bestie sono tristi. E quando un uomo è molto triste, non perché ha mal di denti o perché ha perso del denaro ma perché sente a un certo momento come sono le cose, com'è la vita, ed è triste per questo, allora assomiglia sempre un po' a una bestia; ha un aspetto triste ma è più bello, più vero del solito. Così sembravi tu, lupo della steppa, la prima volta che ti ho visto.

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