Brief interviews with hideous men

By

Publisher: Little, Brown and Company

3.9
(1406)

Language: English | Number of Pages: 273 | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , German

Isbn-10: 1600247377 | Isbn-13: 9781600247378 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Softcover and Stapled , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
In his startling and singular short story collection, David Foster Wallace nudges at the boundaries of fiction with inimitable wit and seductive intelligence. Among the stories are 'The Depressed Person', a dazzling and blackly humorous portrayal of a woman's mental state; 'Adult World', which reveals a woman's agonised consideration of her confusing sexual relationship with her husband; and 'Brief Interviews with Hideous Men', a dark, hilarious series of portraits of men whose fear of women renders them grotesque. Wallace's stories present a world where the bizarre and the banal are interwoven and where hideous men appear in many different guises. Thought-provoking and playful, this collection confirms David Foster Wallace as one of the most imaginative young writers around. Wallace delights in leftfield observation, mining the ironic, the surprising and the illuminating from every situation. His new collection will delight his growing number of fans, and provide a perfect introduction for new readers.
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  • 5

    Difficile fare una recensione di questo libro, men che meno penso di poterlo fare io, mi limiterò a mettere nero su bianco le mie sensazioni riguardo quest'opera.
    Fin dalle prime pagine si capisce che ...continue

    Difficile fare una recensione di questo libro, men che meno penso di poterlo fare io, mi limiterò a mettere nero su bianco le mie sensazioni riguardo quest'opera.
    Fin dalle prime pagine si capisce che il livello di scrittura è veramente alto, sa scrivere e non lo nasconde minimamente, per cui una seconda o una terza lettura di parti di racconto(o anche interi racconti) in molti casi è indispensabile(o almeno lo è stato per me) e non sempre penso si riesca a cogliere appieno cosa l'autore voglia effettivamente trasmetterti, insomma non ti serve su un piatto d'argento nè la tematica nè la morale, ci devi ragionare, concetto chiave per lo scrittore, è ciò che vuole dal lettore.
    alcuni racconti sono di una bellezza che è difficile da spiegare, e non ci proverò neanche, comunque per me i capolavori sono stati il racconto sullo stupro, quello della ragazza depressa e quello dei due tossicodipendenti.
    Nonostante dalla gelida scrittura non si noti, dalle pagine trasuda una profonda empatia, il tema dell'amore più puro e il modo in cui riesce a farlo mi ha letteralmente spiazzato!

    Quello che però ho odiato fino all'estremo sono state le note a piè pagine, non me la prendo con l'autore, perchè sono estremamente interessanti, spesso di carattere scientifico, ma con l'editoria....scritte troppo piccole, si perdono diottrie come se niente fosse.

    Ho trovato però il suo stile a tratti estremamente arrogante, sembra che a volte prendi per i fondelli il lettore, motivo per cui provavo due emozioni diametralmente opposte durante la lettura, apprezzavo la bellezza della sua scrittura e dei racconti, condendola di una sorta di odio per l'arroganza usata.

    Comunque c'è poco da dire il libro merita a pieni voti, leggerò sicuramente altro di questo autore.

    said on 

  • 5

    Buon compleanno

    Ehi ragazzino! E' un gran giorno, grande quanto la volta dell'intero cielo sudoccidentale.
    Ti prego, apri il link in fondo a questo testo e leggilo insieme alla musica prima di proseguire. Oppure fa ...continue

    Ehi ragazzino! E' un gran giorno, grande quanto la volta dell'intero cielo sudoccidentale.
    Ti prego, apri il link in fondo a questo testo e leggilo insieme alla musica prima di proseguire. Oppure fai come ti pare, ma sappi che io ti ho scritto mentre questo coro cantava e il testo della canzone non è molto diverso da ciò che voglio scriverti, e perciò sarebbe bello e gentile se tu assecondassi la mia preghiera.

    Adesso non lo sai ancora, ma hai davanti a te un po' di tempo per essere te stesso, ancora un po' di anni prima di diventare "qualcos'altro", come scriveva Céline, uno che ne ha combinate con la penna di cotte e di crude, e se lo leggerai ti accorgerai che al principio provava odio per alcune persone, e dopo qualche tempo provava odio per tutte le persone ma negli ultimi anni finì per amarli tutti, per provare pietà per tutti.
    Ecco, preferirei che tu fossi così piuttosto che una persona che ama chiunque dalla mattina alla sera, dai primi anni della sua vita fino alla morte. Una persona del genere ti sta mentendo, ti prende in giro oppure è uno psicopatico. Dai la tua preferenza a chi contravviene alle regole, chi odia un genere di persone e non una persona sola, perché se ha un cuore e un cervello prima o poi cambierà i suoi sentimenti e ti sorprenderà piacevolmente, se non si chiama Hitler o Hillary Clinton.

    Sai come si dice? Che non c'è niente di peggio di un angelo che va a male (o dei fiori marci che puzzano più di tutto..se preferisci) e al contrario, una persona che si redime, che si redime davvero, è la cosa più bella che ci sia e commuove tutti.
    E' chiaro e patetico il mio tentativo di pilotare la tua trasformazione verso un essere umano il meno schifoso possibile ma so bene che non ci riuscirò e quel giorno, se ancora sarò da queste parti, mi dovrò rassegnare a quella che un marinaio chiamava "la linea d'ombra".
    "E che peccato! " e "Che fine brutta hai fatto! " Non lasciare che qualcuno ti dica qualcosa del genere. Non lasciare soprattutto che te lo dica qualcuno a cui tieni. E se lo diranno, prova a riscattarti. Non è necessario che tu ci riesca. Ma non fare come me, che se non fossi stato un giocatore sarei stato come Vallanzasca se non avesse commesso delle rapine. E che discorsi! che poi tanto gli uomini se potessero scegliere metterebbero sulla croce San Francesco e salverebbero Vallanzasca. E' già accaduto. Ma non è questo il punto. Hai fatto caso che quando tenti di fare un discorso davvero importante ti viene fuori tutto frammentato? Soprattutto se stai cercando di fermare il tempo col cuore. Hai fatto caso che tutte le azioni malvagie nascono da un amore, da una cosa buona? Hai mai visto qualcuno compiere un gesto cattivo, che sia germogliato, cresciuto e terminato cattivo? Se osservi con attenzione ti accorgerai che non esiste. C' è sempre un bene alla fonte. C' è sempre un sentimento puro che poi si sviluppa da una parte o dall'altra e quando va male le persone muoiono o vengono ferite. Per questo, credo, le donne subisono il fascino di certi delinquenti. Non sono matte. Riconoscono l'amore là dove gli uomini non lo troverebbero mai. O forse sono solo sadiche e masochiste insieme, non sono qui per farti un discorso sulle donne, questa è una parte della storia che dovrai affontare per conto tuo. Io non le ho mai capite davvero, le persone e ancor meno le persone-donne, ma nemmeno mi ha impedito di amarle e di essere amato. Pertanto, si tratta di una questione secondaria. Parliamo di cose importanti: Hai mai fatto caso che spesso sei giudicato per un cavillo, per una serata storta o riuscita bene e che poi a prescindere dagli sforzi che farai non cambierai tanto facilmente il quadro che si saranno fatti di te?
    Oggi è facile scriverti. Potrei dirti che la luna è fatta di zucchero e ci crederesti. Ma anche domani, quando sarai un uomo e avrai fatto sogni che oggi ti sembrano impensabili e lì sotto avrai quella sacca piena e vulnerabile, ci sarà qualcuno che ti farà credere che la luna è fatta di zucchero, ma te lo dirà con altre parole, e più sarai intelligente e maggiore sarà la probabilità che gli crederai.
    Dai retta ai matti, ma solo se sono anche intelligenti, perché riescono a vedere in zone dove gli altri non possono arrivare.
    Trovane, tra queste fiale di parole farneticanti che ti ho scritto, almeno una che per te abbia un senso.
    Cerca un posto, ogni tanto, dove non sia ancora arrivato il rumore dell'uomo. Non sarà facile e pare che in Francia non ne è esista più nemmeno uno. Dovrai fare un po' di strada per trovarlo, ma ne vale la pena. Però non isolarti troppo, perché da solo quello che farai non conterà niente o conterà solo fino a un certo punto. Ascolta tutti e ricordati quello che ti ho detto a proposito delle bugie, ma fai attenzione anche a quello che ti ho scritto io, perché anche se l'ultima cosa che vorrei è mentirti non nascondo che potrei averlo fatto, in qualche punto, senza nemmeno accorgermene. Perché sono una persona sgradevole, anche se come nella canzone vorrei invece essere speciale per te, so che non lo potrò essere.
    Sii duro con te stesso ma non essere troppo intransigente.
    Ogni tanto lasciati andare.

    E allora, come farai a capire qual è la bugia? Come saprai se scegliere la durezza o la morbidezza? Il silenzio o il tempo?
    La bugia è che è una cosa o l'altra. Come un'ape su qualcosa di dolce, come un'ape immobile, fluttuante, che sI muove più in fretta di quanto lei stessa non pensi. Da lassù la dolcezza la fa impazzire.
    Ma io annuirò e tu andrai, "e i neri occhi di pelle si potranno incrociare e accecare in un cielo maculato di nuvole, luce perforata che si svuota dietro la pietra aguzza che è per sempre. Che è per sempre.
    Metti piede nella pelle e scompari. Ciao".

    https://youtu.be/8YVFB9o_K0A

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  • 4

    L’insostenibile schifezza dell’essere

    Confrontata a “La ragazza coi capelli strani” questa selezione di racconti appare più compatta e omogenea sul tema di fondo, ma allo stesso tempo molto più frantumata e originale nella struttura narra ...continue

    Confrontata a “La ragazza coi capelli strani” questa selezione di racconti appare più compatta e omogenea sul tema di fondo, ma allo stesso tempo molto più frantumata e originale nella struttura narrativa che l’autore adotta, sia per costruire ogni singolo racconto sia per congegnare l’insieme della raccolta.

    Ne risultano così “brani” o “frammenti” (più che racconti…) che creano folgoranti istantanee fin nel minimo dettaglio con minuziosa precisione entomologica (il poeta sul bordo della piscina, il ragazzino sul trampolino…), assemblati a veri racconti, talora lunghi, dotati di un’ossatura narrativa che fa raramente evolvere la vicenda nel tempo, ma procede per progressivi svelamenti, celati fra le vertiginose digressioni labirintiche di cui Wallace è maestro.

    I brani ricompresi nelle tre sezioni denominate “Brevi interviste con uomini schifosi” abbracciano meno di un terzo del volume, ma anche tutto il restante materiale è improntato all’analisi dell’umana abiezione, prevalentemente maschile (con qualche rara eccezione), nelle sue sfaccettature che paiono infinite. Si tratta per lo più di bassezze morali, vigliaccherie, soprattutto manipolazioni delle fragilità altrui al limite del plagio e molto meno di atteggiamenti fisicamente aggressivi. Anzi l’artefice del comportamento più violento, lo stupratore del penultimo racconto, finisce per risultare il più fragile e patetico fra gli uomini schifosi.

    Come per la struttura formale, la varietà dei racconti risulta massima anche in funzione dell’assimilabilità delle singole storie: vi sono picchi travolgenti da cui non ci si riesce a distogliere come quello intitolato “La persona depressa”, ma anche brani in cui si brancola nel buio più fitto (il mio personale calvario è stato “Chiesa fatta senza le mani”, leggendo il quale ho temuto i prodromi di un ictus, talmente le parole scritte faticavano a comporre un significato nel mio povero cervello!). Ma queste opzioni sono del tutto opinabili perché non conosco autori in cui l’individuazione del meglio e del peggio risulti altrettanto soggettiva…

    Comunque sia, tra i due estremi si collocano gli altri brani, rimbalzando fra il genio e l’ermetico autocompiaciuto e d’altronde, escludendo i saggi, questa è la prima opera pubblicata da Wallace dopo lo spartiacque di “Infinite Jest”, da cui si riverberano diverse invenzioni come l’uso stratificato delle note o i dialoghi che si rivelano monologhi con interlocutore muto o ammutolito.

    In conclusione un altro tassello dell’opera di questo autore amato/odiato (odiato non per colpa sua ma per il fervore spesso eccessivo dei suoi fans fra i quali confesso di annoverarmi), ingombrante, onnipresente e stupefacente in tutti i sensi che tale parola implica.

    said on 

  • 4

    Il DFW più difficile che ho letto, o almeno, quello che mi ha messa più in difficoltà, vuoi per gli argomenti o per lo stile, tirato all'inverosimile. Alcuni racconti sono geniali, altri raccapriccian ...continue

    Il DFW più difficile che ho letto, o almeno, quello che mi ha messa più in difficoltà, vuoi per gli argomenti o per lo stile, tirato all'inverosimile. Alcuni racconti sono geniali, altri raccapriccianti. Ma quest'uomo sapeva il fatto suo: nella lettura che ha dato del mondo c'è tantissima verità, anche se è un tipo di verità che si preferisce ignorare, non considerare. Lui invece,anche in queste "brevi interviste", ha scandagliato la natura umana come pochi hanno saputo fare. Con cinismo, senza pietà, arrivando dritto al centro della parte schifosa che c'è in ognuno di noi. Un genio.

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  • 4

    Centellinatelo.

    Non fate come me, centellinatelo.
    Centellinate questo libro perchè solo così se ne può ammirare a pieno la costruzione, la scrittura, la struttura, la capacità di Wallace di raccontare i suoi personag ...continue

    Non fate come me, centellinatelo.
    Centellinate questo libro perchè solo così se ne può ammirare a pieno la costruzione, la scrittura, la struttura, la capacità di Wallace di raccontare i suoi personaggi facendoli parlare di se stessi.
    Centellinatelo perchè se come me lo leggete in sessioni più lunghe non potrete non vederne le ripetizioni, le ossessioni, le continue riprese di argomenti che alla fine avvitano racconti e personaggi su loro stessi, senza che si veda possibilità di soluzione.
    Leggendo i pur pregevoli racconti si resta bloccati tra l'ammirazione per la capacità di scrivere dell'autore, lo sgomento per la disperazione che ti si appiccica addosso durante la lettura e, francamente, per l'esacerbazione di alcune tematiche che rendono la lettura a volte stancante.
    Bravissimo, di sicuro, ma più lo leggo e più ho la sensazione che Wallace non avesse un particolare rispetto per il suo lettore.
    Purtroppo questo disamore lo ha avuto anche per se stesso.

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  • 0

    Un quiz per il nuovo millennio

    Quiz a sorpresa 4

    Due drogati terminali all’ultimo stadio erano seduti contro il muro di un vicolo senza niente da iniettarsi, niente di niente, nessun posto dove andare o stare. Uno soltanto aveva un

    ...continue

    Quiz a sorpresa 4

    Due drogati terminali all’ultimo stadio erano seduti contro il muro di un vicolo senza niente da iniettarsi, niente di niente, nessun posto dove andare o stare. Uno soltanto aveva un cappotto. Faceva freddo, ed uno dei drogati terminali batteva i denti e sudava e tremava per la febbre. Sembrava gravemente malato. Puzzava da fare schifo. Stava seduto contro il muro con la testa sulle ginocchia… Il drogato terminale col cappotto si tolse il cappotto e corse a ranicchiarsi vicino al drogato terminale gravemente malato e prese e stese il cappotto in modo che li coprisse tutti e due e poi si ranicchiò un altro poco tanto da ritrovarsi schiacciato contro l’altro e lo circondò con un braccio e lasciò che si sentisse male sul suo braccio, e rimasero così insieme contro il muro per tutta la notte.

    Domanda: Quale dei due è sopravvissuto

    Come è facile per Wallace, e mi chiedo per quanti scrittori lo sia, annichilirci con una domanda. Quale dei due drogati sopravvive? E la vera domanda è: si può sopravvivere al dolore dei nostri simili?
    No. Non si può.
    E Adorno si chiedeva: E’ ancora possibile la poesia dopo Auschwitz? Sarebbe possibile, risponde Wallace, se fossimo sopravvissuti al loro dolore, alla loro morte infame. Ma noi siamo morti insieme a loro e non c’è poeta più sulla terra che possa cantare queste sciagure. Cosa fare allora? Aiutarci, perché sì c’è forse un mondo di referenti lì fuori che aspettano di essere codificati, ma noi siamo intrappolati in un mondo-gabbia con i nostri simili. O ci mettiamo a comunicare con loro e guardarli dalla nostra misera prospettiva umana o espandiamo ciò che siamo, il nostro universo interiore. Smettere di fare la dieta e raggiungere una taglia infinita, risolverebbe il problema del solipsismo a monte. Ma questa taglia infinita passa attraverso step che possono includere il collasso, la morte.

    said on 

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