Brooklyn Follies

By

Publisher: Anagrama

4.1
(3827)

Language: Español | Number of Pages: 310 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Catalan , Italian , French , Portuguese , Galego , Dutch , German , Swedish , Chi simplified , Slovenian

Isbn-10: 8433970925 | Isbn-13: 9788433970923 | Publish date:  | Edition 7

Also available as: Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

Do you like Brooklyn Follies ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Del autor del éxito de ventas La noche del oráculo < / i > y El libro de las ilusiones < / i > , una historia emocionante, torbellino de un hombre redención accidental
Nathan Glass ha llegado a Brooklyn a morir. Divorciado , separado de su única hija , el vendedor de seguros de vida se retiró sólo busca la soledad y el anonimato. Entonces Nathan encuentra a su sobrino perdido, Tom Wood , que trabaja en una librería local - muy lejos de la brillante carrera académica que había comenzado cuando Nathan lo vio por última vez . jefe de Tom es el carismático Brightman Harry, a quien el destino también ha traído al "reino antiguo de Brooklyn , Nueva York. "A través de Tom y Harry , el mundo de Nathan gradualmente amplía para incluir una nueva serie de conocidos - por no hablar de una perdida familiar o dos Y lo lleva a un ajuste de cuentas con su pasado. MedlinePlus Entre los muchos giros en la trama deliciosos son una estafa que implica a la falsificación de la primera página de The Scarlet Letter, una revelación inquietante que tiene lugar en un banco de esperma , y un sueño imposible , una utopía de un refugio rural. Mientras tanto, el irónico y mordaz Nathan ha llevado a cabo algo que él llama El Libro de la locura humana < / i > , en el que propone " consagrar en la más simple, un lenguaje más claro posible en cuenta todos los metedura de pata , cada Pratfall , cada vergüenza, cada idiotez , cada flaqueza , y todo acto estúpido que había cometido durante mi carrera larga y accidentada como un hombre . "Pero la vida se hace cargo de su lugar, y la desesperación de Nathan es arrastrado como él se siente cada vez más implicados en las alegrías y penas de los demás . El Brooklyn Follies < / i > es el más cálido de Paul Auster , la novela más exuberante, un himno conmovedor e inolvidable para las glorias y los misterios de la vida humana ordinaria.
Sorting by
  • 4

    Il sapore della buona lettura

    Non è semplice lasciare ai protagonisti di un romanzo tutto il tempo di cui hanno bisogno per maturare ed evolvere, occorre una grande padronanza tecnica, una sensibilità tale da non allagare le pagin ...continue

    Non è semplice lasciare ai protagonisti di un romanzo tutto il tempo di cui hanno bisogno per maturare ed evolvere, occorre una grande padronanza tecnica, una sensibilità tale da non allagare le pagine con mille rivoli utili esclusivamente a gonfiare l'ego dello scrittore o con momenti così minimali da annoiare il lettore. E poi occorre una storia che abbia un certo spessore, dei personaggi che hanno qualcosa da dire e un autore capace di amalgamare tutto questo con la grazia e la tecnica degne di un gran pasticciere. Se Paul Auster si apre una pasticceria io vado fino in New Jersey per assaggiare le sue prelibatezze!

    said on 

  • 5

    "Stavo cercando un posto tranquillo per morire"
    Con queste parole esordisce Paul Auster per presentarci il protagonista: Nathan Glass.
    L'ex assicuratore, stanco di una vita da dover affrontare senza p ...continue

    "Stavo cercando un posto tranquillo per morire"
    Con queste parole esordisce Paul Auster per presentarci il protagonista: Nathan Glass.
    L'ex assicuratore, stanco di una vita da dover affrontare senza più le (pur logoranti) distrazioni del lavoro, con un divorzio alle spalle ed una figlia che non gli parla, cerca un posto dover trascorrere gli ultimi giorni della sua vita.

    A Brooklyn, invece, trova tutto il contrario e ritornare a vivere.

    Le follie citate nel titolo sono le avventure che gli accadono, rendendolo gioioso e soddisfatto, per come avrà modo di comportarsi da padre (accettando sua figlia e permettendole di fidarsi di lui), da zio (per come entra in relazione con il nipote Tom), da nonno (prendendosi cura di una nipotina che stravede per lui), da amico (per come consiglia ed onora Harry), da singolo (per come impara a ragionare con affetto ed in maniera aperta) da compagno (con la storia d'amore che costruisce con una donna della sua età).

    Spesso ricerchiamo la felicità nel successo delle competizioni, nella posizione sociale, nell'accumulo di avidità, nella reputazione e nell'apparenza che scaturisce agli occhi degli altri secondo discutibili criteri.
    Questo però finirà sempre col non appagare l'animo umano che necessita delle relazioni.
    Solo attraverso esse si può amare la vita, completarsi e trovare ovunque degli inaspettati e spesso incomprensibili momenti di gioia.

    Nathan voleva morire in pace, capisce che però in pace si può soltanto vivere.
    Lo capisce al punto che alla fine desidera soltanto sopravvivere e, consapevole che dovrà comunque morire, sogna di farlo attraverso il potere dei libri.
    Nathan amerà talmente tanto la vita da preoccuparsi anche di quella degli sconosciuti, delle persone comuni che desidera possano essere ricordate attraverso le loro biografie che non ha importanza se non saranno famose, quanto che ci saranno quei pochi familiari interessati a leggerle.
    Lo capisco molto infondo questo pensiero, mi stupisce ed esalta ritrovarlo nella mente di qualcun altro, pur se con qualche differenza.

    Nella sua metamorfosi di allontanamento dalla morte, per accogliere la vita, Nathan trova consolazione in una storia nella storia eccezionale e commovente.
    La si trova a partire da pagina 133 ed è il motivo per il quale ho comprato (e custodirò gelosamente) questo libro.

    Anche Tom, oltre Nathan, mostra tanta sensibilità e propensione a gioire della vita nonostante le tante difficoltà e delusioni che lo hanno condizionato. Lui mantiene infatti sempre intatta l'idea di un posto immaginario, che chiama Hotel Esistenza, all'interno ed all'esterno del quale è tutto come lui desidera. Una sorta di mondo fatato (come mi è stato insegnato) dove rifugiarsi, in attesa però di trovare una realtà che superi anche quella concezione fiabesca.

    Il lieto fine sembra esserci per tutti i personaggi:
    - Nathan si realizza fino a sentirsi l'uomo più felice sulla terra.
    - Tom si sposa per amore ed ha con chi condividere la sua vita.
    - la figlia di Nathan, dopo le tante sofferenze, si innamora al punto che le basterà guardare la sua donna per sentirsi come dentro la sua pelle.
    - ad Harry sarà dedicata la prima autobiografia pensata da Nathan (che senza dirlo ci ha intanto propinato la sua).

    Eppure il finale ha un sapore agrodolce perché si concretizza la mattina dell'11 Settembre. Da lì a breve avrà luogo la più celebre delle tragedie.

    Ho pensato molto alla scelta dell'autore. La mia interpretazione personale verte sull'intenzione di segnalare al lettore che non potrà mai sapere cosa gli attenderà il futuro. In ogni caso è inutile pensarci, creerebbe solo ansia, così come non è sensato badare al passato, potrebbe scaturire tristezza. Unicamente il concentrarsi sul presente può permettere all'individuo di stare in pace con se stesso, con chi ama e con il mondo che lo circonda.
    Non si può sbagliare, neanche una volta, tutto ha delle conseguenze.
    L'errore, pur se singolo, assume una cassa di risonanza tale da ridimensionare (se non annullare) quanto di buono finora costruito.
    Ed è anche per questo necessaria la concentrazione presente, per evitare di compromettere la possibilità di un auspicabile futuro.

    Nathan ora lo sa ed invecchiare non lo turba, anzi non ha più tappe da bruciare, capisce quanto era stupido a non accontentarsi ed a sentirsi insoddisfatto ed al posto di sforzarsi di trovare cosa gli manca per fossilizzarsi sul problema, cammina per la strada e sorride, sognando di essere dov'è, desiderando ciò che ha, senza esser più nemmeno capace di considerare sfuggenti alternative.

    Voto: 10/10 (decisivi, ai fini della valutazione, i post it che ho trovato tra le pagine del libro)

    said on 

  • 5

    隔了兩年再次翻閱這本小說,李永平老師的翻譯真的是沒話說,非常流暢、愉快的閱讀時光。主角納善先生在布魯克林,原本只想安靜等死,沒想到卻和他的外甥、外甥女以及社區居民等人發生了一連串事情,種種風波依著主角的智慧一一化解或陪伴其他人面對,其中不乏幽默睿智的話語,是個溫暖動人的故事。

    只是看了第二遍,讀到最後一句話仍然有種迷惘很深的感覺,究竟作者保羅.奧斯特這句話代表什麼意涵呢?真想找人好好討論呀!讀過作 ...continue

    隔了兩年再次翻閱這本小說,李永平老師的翻譯真的是沒話說,非常流暢、愉快的閱讀時光。主角納善先生在布魯克林,原本只想安靜等死,沒想到卻和他的外甥、外甥女以及社區居民等人發生了一連串事情,種種風波依著主角的智慧一一化解或陪伴其他人面對,其中不乏幽默睿智的話語,是個溫暖動人的故事。

    只是看了第二遍,讀到最後一句話仍然有種迷惘很深的感覺,究竟作者保羅.奧斯特這句話代表什麼意涵呢?真想找人好好討論呀!讀過作者幾部作品之後,發現他特別喜歡在故事最後來個神來之筆,嚇嚇讀者呢!無論如何,這是本容易入門,很適合許久未開展書頁的讀者,重新踏上閱讀之旅的好書。

    said on 

  • 5

    Panta rei~ 5 stelline

    Davvero entusiasta per aver letto questo romanzo sui generis. Non saprei che etichetta applicargli, e forse non lo farò neanche. Mi lascio trasportare semplicemente dalle emozioni suscitate. Diciamo c ...continue

    Davvero entusiasta per aver letto questo romanzo sui generis. Non saprei che etichetta applicargli, e forse non lo farò neanche. Mi lascio trasportare semplicemente dalle emozioni suscitate. Diciamo che a metà libro, la trama va un tantino sul pigro andante, e sembra che gli avvenimenti descritti dal protagonista siano solo una sequela di narcisismi e pedanterie auto celebrative. Però, come per alcune cose, bisogna aver pazienza, perché circa ad una decina di capitoli di distanza dalla fine, il ritmo prende letteralmente la rincorsa e le situazioni diventano avvincenti. Non potevo più staccarmi dal romanzo!! Ho provato diverse sensazioni, dallo sconcerto, alla soddisfazione, ma tutte ugualmente intense. Mi sento di consigliare questo libro a chiunque stia cercando di rievocare un po' quelle emozioni che si provano sulle giostre, in particolare modo le montagne russe. E ringrazio di cuore la persona che mi ha suggerito il titolo ed ha reso possibile questa esperienza letteraria.

    said on 

  • 4

    La prima cosa che si nota leggendo questo romanzo sono le capacità narrative di Auster, la fantasia che gli permette di scrivere storie all’interno di una storia più grande. Con naturalezza e scioltez ...continue

    La prima cosa che si nota leggendo questo romanzo sono le capacità narrative di Auster, la fantasia che gli permette di scrivere storie all’interno di una storia più grande. Con naturalezza e scioltezza la narrazione procede senza momenti di stanchezza. E’ quanto accade in Follie di Brooklyn in cui la narrazione sembra divisa idealmente in due parti (con la nipotina Lucy a far da spartiacque), nella prima la presenza di vari personaggi, oltre ai protagonisti, è il pretesto per raccontare le storie di questi creando una sorta di libro di racconti all’interno del romanzo; nella seconda invece la narrazione procede secondo i binari consueti seguendo gli avvenimenti dei protagonisti mentre stanno accadendo. I toni della narrazione sono di estrema leggerezza, questa è una commedia anche se qualche piccola ombra non manca. Anche i momenti negativi che fanno parte dell’esistenza umana sono raccontati senza mai enfatizzare i toni, quasi in punta di piedi per non turbare troppo chi legge. L’amicizia pur con dolorose perdite, gli affetti familiari, la solidarietà verso gli altri, l’amore sono alcuni dei temi che si riscontrano in questo romanzo. L’autore inoltre fa delle riflessioni sulla vecchiaia, quando non si ha più il fuoco della gioventù, ben sapendo però che si è raggiunta una consapevolezza del proprio esistere, la certezza che nessuno potrà togliere la gioia di un altro giorno di luce e della vista di un cielo azzurro, ben sapendo che nonostante il dicembre della propria vita non sia molto lontano, ci sono delle energie residue che ancora possono essere spese per rendere la propria vita più piena e realizzata. Luci e ombre quindi ma con la certezza che ogni giorno è: “domani è un altro giorno”.

    said on 

  • 5

    Il romanzo di Paul Auster ha più di qualcosa in comune con alcuni film di Woody Allen (immaginate Nat nei panni del Boris Yellnikoff di "Basta che funzioni" e ci troverete molte affinità), non solo ...continue

    Il romanzo di Paul Auster ha più di qualcosa in comune con alcuni film di Woody Allen (immaginate Nat nei panni del Boris Yellnikoff di "Basta che funzioni" e ci troverete molte affinità), non solo per anagrafe e ambientazioni (del resto i due autori hanno parecchi “cromosomi biografici” in comune) ma anche per il sottile cinismo che contrappunta le pagine del romanzo. È un cinismo umoristico che dà al romanzo i tratti della commedia ma che funziona come un’arma a doppio taglio, si incunea con disinvoltura in sottotesti impegnativi e finisce con l’affrontare, con leggerezza ma non con superficialità, temi ben più impegnativi. La follia umana, che è appunto del libro tratto distintivo sin dal titolo, è scandagliata attraverso la rappresentazione di una società americana letteralmente allo sbando (e per lo più non una società di emarginati, ma - come in "Pastorale americana" di Roth, testo lontanissimo da questo più ad una prima impressione che ad una lettura approfondita - una classe medio-alta, se non una vera e propria upper class, che “alibi economici” per giustificare il proprio disagio non ne ha poi molti). Si tratta a dirla tutto di uno sbando più psicologico che etico – piuttosto che la crudeltà, qua c’è il fallimento. L’Autore di fronte a tutto questo tumultuoso materiale umano non si pone col piglio del censore indignato, anzi la rappresentazione cinica ed onesta, pur nel suo inflessibile non fare sconti a nessuno, non esprime una severa condanna, lasciando che sia il racconto, nel suo avvincente svolgersi, a parlare al lettore. Siamo un po’ tutti - Autore compreso, perché no? - sulla precaria barca della follia umana, c’è poco da fare. C’è poco da fare, ma qualcosa c’è, ossia provare a ricomporre i cocci della propria esistenza quando le cose sono andate per il verso male. Questo sì, si può - si deve - fare. E non si è mai fuori tempo massimo, nemmeno se si è superata l’età della pensione. Non è mai troppo tardi per salvarsi dall’inevitabile follia umana. O almeno per provarci.

    said on 

  • 4

    Serendipità

    Questa è la parola che più volte mi ronzava per la mente mentre leggevo "Follie di Brooklyn": serendipità, ovvero la fortuna di fare felici scoperte per puro caso o trovare una cosa non cercata e impr ...continue

    Questa è la parola che più volte mi ronzava per la mente mentre leggevo "Follie di Brooklyn": serendipità, ovvero la fortuna di fare felici scoperte per puro caso o trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra (grazie Wikipedia!).
    Non solo questo è lo stato in cui cade il lettore, ma è anche un po' il fulcro del romanzo stesso.
    Si va avanti, nella vita, in balia del caso che, proprio mentre ti aspetti tutt'altro, ti porta una ventata di cambiamenti che, inevitabilmente, modificano il tuo destino portandoti a fare cose che non avresti mai nemmeno immaginato.
    Questo accade a Nathan Glass, il protagonista, accade ai personaggi che gli ruotano incontro (i suoi nipoti Tom e Rory, la pronipote Lucy, il suo amico libraio Harry...)e accade anche al lettore quando si rende conto che il libro che ha tra le mani, che aveva iniziato con una certa aria di sufficienza, si rivela un piccolo gioiellino.
    Quando Nathan (o Paul Auster) inizia a raccogliere le sue "Follie di Brooklyn", ti accorgi che quelle follie non sono poi così diverse dalle "Follie di Milano", o dalle "Follie di Londra". Siamo tutti un po' folli quindi siamo tutti normali (poi, chiaro, c'è anche chi è un pochino più folle degli altri, ma del resto...il concetto di normalità e follia è relativo!)
    Per quanto alcuni passaggi possano sembrare surreali, la realtà dimostra ogni giorno come sia in grado di superare la fantasia.
    Poi, questa idea dell'Hotel Esistenza, di un luogo mentale dove rifugiarsi quando tutto ti rema contro, fatto su misura e diverso da persona a persona, mi pare una figata (premetto che scritto come l'ho scritto io sembra una boiata, me ne rendo conto, ma Paul Auster la mette giù in un modo che te la fa passare come una delle trovate più carine che ci siano).
    Il mio Hotel Esistenza me lo figuro come un'enorme libreria immersa in un bosco, con una leggera pioggerellina primaverile e il mio gatto nannone sulle ginocchia...e tra i libri, questo ci sarebbe di sicuro!

    P.S. Vale la pena leggerlo anche solo per le molteplici perle letterarie che Auster infila un po' qui e un po' lì. La migliore, a mio avviso, è la storia della bambola di Kafka. Vi ho messo curiosità eh? :)

    said on 

  • 5

    Straordinario!una vita apparentemente comune, intrecci di esperienze, famiglia e incontri inaspettati..tutto raccontato in modo magistrale, niente è prevedibile e tutto ti avvolge pagina dopo pagina.. ...continue

    Straordinario!una vita apparentemente comune, intrecci di esperienze, famiglia e incontri inaspettati..tutto raccontato in modo magistrale, niente è prevedibile e tutto ti avvolge pagina dopo pagina..adoro le storie di quegli uomini arrivati alla pensione che scomettono tutto sulla solitudine, ma non sanno che ogni cambiamento porta nuova vita.

    said on 

Sorting by
Sorting by