Buick 8

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.2
(1336)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Olandese , Sloveno , Finlandese , Polacco , Ceco , Russo , Svedese , Turco

Isbn-10: 8860613418 | Isbn-13: 9788860613417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Bortolussi

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Fa la sua comparsa nel lontano 1979 e continua la sua presenza sorniona in un capannone dietro la stazione di polizia della squadra D. E una macchina, una Buick blu notte, dentro sembra un giocattolo, ma un fatto è certo: dai copertoni sui quali non si posa mai un grammo di polvere, alla carrozzeria che si guarisce da sola, è viva come un animale... uno strano essere animato che a lunghi periodi di letargo alterna brevi, violenti attimi di attività.
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  • 3

    La macchina compare nella vita della squadra D della polizia della Pennsylvania un giorno qualunque del 1979 e da quel momento rimane chiusa in un capannone sul retro.
    Solitamente ferma e inerme, ma ...continua

    La macchina compare nella vita della squadra D della polizia della Pennsylvania un giorno qualunque del 1979 e da quel momento rimane chiusa in un capannone sul retro.
    Solitamente ferma e inerme, ma ogni tanto lanciando sprazzi di luce viola, e ancor più raramente aprendo e chiudendo il suo bagagliaio per far apparire o sparire qualcosa (oggetti, animali o persone).
    Quello che funziona poco nel romanzo è che la macchina in 25 anni non è che si sia fatta sentire molto spesso, così che le 450 pagine risultano decisamente stiracchiate.
    L’idea di partenza è buona, non c’è dubbio (la Buick è in fin dei conti una sorta di porta per un mondo parallelo e presumibilmente disgustoso) ma il Re avrebbe fatto bene a tirarne fuori un racconto di una trentina di pagine.
    Sono certo che in questo modo sarebbe venuto fuori un flash coinvolgente e disturbante.
    Così invece rimane l’idea e alcune buone riflessioni sulla vita quotidiana e sul mistero, ma si fa fatica a godersi la vicenda aspettando un colpo a sorpresa che non arriva mai.

    ha scritto il 

  • 1

    Il peggior libro di King che abbia letto

    Direi che ne ho letti parecchi ma questo è proprio terribile....Ho continuato a leggere sperando che prima o poi qualcosa dovesse pur accadere... Ma nulla, mai un emozione o un avvenimento di qualche ...continua

    Direi che ne ho letti parecchi ma questo è proprio terribile....Ho continuato a leggere sperando che prima o poi qualcosa dovesse pur accadere... Ma nulla, mai un emozione o un avvenimento di qualche rilevanza si fatica anche a capire dove voglia andare a parare.... Lo perdono proprio perché sui suoi libri ho passato ore ed ore ed uno scivolone può capitare ma lo sconsiglio soprattutto a chi non ha mai letto King e potrebbe farsene un'idea sbagliata.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante si tratti comunque di una macchina, non deve in alcun modo essere accostato a Christine. Se si toglie qualche elemento comune,come la capacità del veicolo di rigenerarsi,ci troviamo dinanzi ...continua

    Nonostante si tratti comunque di una macchina, non deve in alcun modo essere accostato a Christine. Se si toglie qualche elemento comune,come la capacità del veicolo di rigenerarsi,ci troviamo dinanzi a due storie completamente agli antipodi.A parte questo, il libro scorre via, e la maestria con cui scatena orrore e ripugnanza, attesa e angoscia, è degna di King. Ma sono molto perplesso dai personaggi, dalla scrittura delle parti "presenti", e dai dialoghi,qui ho trovato le prime 30 pagine davvero puerili, con dialoghi così stereotipati, e personaggi altrettanto stereotipati, che alla fine non ti "dicono" granché. ma il libro scorre bene e lo si legge con avidità, e il motivo è semplice: il personaggio principale è la Buick, tutti gli altri sono solo comparse funzionali alla rappresentazione di questo orrore alieno.

    ha scritto il 

  • 2

    Io, King e il jazz

    Quando cominciai ad ascoltare musica jazz seguii un percorso assolutamente casuale. Gli US3 rifacevano un pezzo di Hancock? Allora compravo un disco di Hancock. Pat Metheny era famoso? Faceva un disco ...continua

    Quando cominciai ad ascoltare musica jazz seguii un percorso assolutamente casuale. Gli US3 rifacevano un pezzo di Hancock? Allora compravo un disco di Hancock. Pat Metheny era famoso? Faceva un disco con Scofield? Allora dovevo avere quel disco. Presto mi resi conto che scoprire il jazz attraverso un percorso totalmente casuale era controproducente. Un Po come approcciarsi a King comprando dei libri solo perché c'è il suo nome in copertina. E' inutile, possono si capitarti dei grandi libri, ma anche episodi noiosi come questo Buick8. Abbandonato per sfinimento:-.

    ha scritto il 

  • 1

    Del Re c'è rimasto poco

    Forse esiste una fascia preferenziale di età, e io ne sono uscito senza accorgermene, ma della malizia di King non se ne vede granché . Manca LA storia, e gli aneddoti non la rimpiazzano fino in fondo ...continua

    Forse esiste una fascia preferenziale di età, e io ne sono uscito senza accorgermene, ma della malizia di King non se ne vede granché . Manca LA storia, e gli aneddoti non la rimpiazzano fino in fondo.Ciao. Angelo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Reazionario e improbabile. Si salva dalla categoria "mondezzoni" per la struttura narrativa e per un paio di geniali intuizioni: si percepisce forte la sensazione della nostra alienità agli occhi del ...continua

    Reazionario e improbabile. Si salva dalla categoria "mondezzoni" per la struttura narrativa e per un paio di geniali intuizioni: si percepisce forte la sensazione della nostra alienità agli occhi delle creature che vivono dall'altra parte, e si scampa alla solita forzata soluzione finale dell'enigma. Anzi, forse il principale punto di forza del romanzo è proprio questo, pur essendone, al contempo, la principale debolezza: i poliziotti raccontano la storia al figlio adolescente del loro collega scomparso per "educarlo" all'assenza di struttura e senso nelle esistenze degli uomini, il che fa del racconto fantastico un semplice espediente narrativo per parlare di qualcosa di molto più complesso. Peccato che questa complessità non sia molto convincente. E poi, per pietà, ma come si fa a mettere un'intera squadra di poliziotti zotici a conoscenza di un segreto che spacca i sassi e chiedere al lettore di credere che nessuno lo spifferi per qualcosa come trent'anni, in nome dello spirito di corpo? Ma che caspita, ma per dindirindina. Insomma, non siamo di fronte a "Cuori in Atlantide" e neanche a "Dolores Claiborne", ma si lascia leggere. Ah, e ovviamente fa una paura boia.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello! Mi è piaciuto molto: non si tratta della storia della misteriosa buick 8...quello che si racconta è la vita che ci gira intorno in circa 25 anni. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Fa la sua comparsa nel lontano 1979 e continua la sua presenza sorniona in un capannone dietro la stazione di polizia della squadra D. È una macchina, una Buick blu notte, dentro sembra un giocattolo, ...continua

    Fa la sua comparsa nel lontano 1979 e continua la sua presenza sorniona in un capannone dietro la stazione di polizia della squadra D. È una macchina, una Buick blu notte, dentro sembra un giocattolo, ma un fatto è certo: dai copertoni sui quali non si posa mai un grammo di polvere, alla carrozzeria che si guarisce da sola, è viva come un animale... uno strano essere animato che a lunghi periodi di letargo alterna brevi, violenti attimi di attività.

    "la curiosità uccise il gatto" è una delle frasi che si ripete nel libro, che il libro stesso sussurra pagina dopo pagina .....non essere troppo curioso di sapere........la storia della Buick 8, ricorda che la curiosità uccise il gatto e anche questa macchina può uccidere.

    ha scritto il 

  • 4

    “ La curiosità uccise il gatto ma la soddisfazione lo riportò in vita ”

    In un periodo della mia vita in cui la lettura non era tra le mie priorità , Stephen King costituiva l'unica eccezione tanto che , a tutt'oggi , l'autore occupa il primo posto fra i miei scaffali per ...continua

    In un periodo della mia vita in cui la lettura non era tra le mie priorità , Stephen King costituiva l'unica eccezione tanto che , a tutt'oggi , l'autore occupa il primo posto fra i miei scaffali per numero di libri letti.
    Col tempo le cose sono cambiate , così come i miei gusti e le preferenze , ma ogni tanto il richiamo di quello che fu un grande amore giovanile , ritorna irresistibilmente , propiziato anche dal fatto di possedere una vastissima raccolta di libri in versione digitale e per di più ottenuta completamente gratis …
    Una storia ad argomento pseudo fantascientifico, che , come si legge nella postfazione , è stata ispirata dal grave incidente d'auto che King ebbe nel 1999 e che per poco non gli costò la vità , e nella quale egli sembra aver messo un po' da parte gli effetti più “orrorifici” del suo repertorio anche se la “Protagonista” ce la mette tutta per far trattenere il fiato al lettore.
    Anche qui, come già ne “Il miglio verde” , la narrazione riserva una particolare attenzione all'amicizia ed al grande spirito di corpo che lega tutti i componenti della “Squadra D della Sezione della Polizia di Statler in Pennsylvania”.
    Un romanzo a tratti un tantino ripetitivo che si colloca a grande distanza dai due dei suoi da me letti in questi ultimi anni (Stagioni diverse e Notte buia niente stelle”) ed al quale , solo in virtù della mia antica e consolidata “passione ” per lo scrittore , assegno quattro stelle che sono decisamente generose .

    ha scritto il 

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