Canale Mussolini

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

4.0
(3114)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Olandese , Danese

Isbn-10: 8804546751 | Isbn-13: 9788804546757 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
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  • 4

    Un romanzo "nazionale"

    Un romanzo che finalmente cerca di riconciliare il paese con la sua storia.
    Una storia forse non del tutto "vera" fino all´ultimo dettaglio ma frutto di un compromesso che vuole guardare avanti, super ...continua

    Un romanzo che finalmente cerca di riconciliare il paese con la sua storia.
    Una storia forse non del tutto "vera" fino all´ultimo dettaglio ma frutto di un compromesso che vuole guardare avanti, superando la guerra di posizione e i revisionismi che ci logorano da troppi decenni.
    Un romanzo anche privo delle consuete condanne morali pronunciate da ciascuna parte contro l´altra ma che conosce e riconosce il confine tra Bene e Male che durante quegli anni e' stato piu' volte attraversato. Una storia italiana possibile, da condividere, che non dimentica nulla, tantomeno le aberrazioni del fascismo ma che può essere adottata da tutti perche' in essa tutti possono riconoscersi con l'intero carico di cose "buone" e "meno buone" che ci tiriamo da decenni dietro.
    Struttura coinvolgente e narrazione molto vivace, con le accelerazioni in avanti ben dosate e amalgamate al plot principale, lingua assolutamente interessante.
    Spunti divertenti e ironici, se non esplicitamente comici, che rendono la lettura ancora più godibile e serena. Non di rado la drammaticita' del racconto si stempera e si dissolve grazie a delle belle e liberatorie risate.
    Insomma ... veramente qualcosa di buono.

    ha scritto il 

  • 1

    Didascalico, nell'accezione negativa del termine; scritto male; ammiccante. L'ho abbandonato, indignata, dopo una trentina di pagine e, cosa che non faccio mai, me ne sono addirittura liberata regalan ...continua

    Didascalico, nell'accezione negativa del termine; scritto male; ammiccante. L'ho abbandonato, indignata, dopo una trentina di pagine e, cosa che non faccio mai, me ne sono addirittura liberata regalandolo ad un'amica. Inoltre, "La storia siamo noi" non l'ha inventata Pennacchi (personaggio oltremodo sgradevole): è, a mio parere, una delle più belle canzoni di De Gregori.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho rimandato la lettura di questo romanzo per anni perchè convinta contenesse un'apologia al fascismo che non avrei sopportato, invece ho scoperto un bravissimo romanziere che narra, in maniera ironic ...continua

    Ho rimandato la lettura di questo romanzo per anni perchè convinta contenesse un'apologia al fascismo che non avrei sopportato, invece ho scoperto un bravissimo romanziere che narra, in maniera ironica e a tratti sottile, un periodo della storia d'Italia ai più noto solo storicamente. Sono sempre stata convinta che per capire i fatti avvenuti è indispensabile conoscere e approfondire le esigenze del popolino,cosa che queste pagine fanno in modo magistrale. Si nota anche come l'abitudine tutta italiana di stare sempre dalla parte del più forte abbia radici antiche...

    ha scritto il 

  • 4

    Didascalico.

    E' un percorso negli anni bui che precedono la seconda guerra mondiale, e di come dal nulla si crearono città ed opportunità. Il popolo errante del Nord che migra in massa nell'Agro Pontino, vissuto a ...continua

    E' un percorso negli anni bui che precedono la seconda guerra mondiale, e di come dal nulla si crearono città ed opportunità. Il popolo errante del Nord che migra in massa nell'Agro Pontino, vissuto attraverso generazioni che si integrano e si scontrano al fine della sopravvivenza. Romanzo duro, crudo, a raccontare la vita che nei libri di storia difficilmente si trova. Speranze e la ragionevolezza di credere a chi promette un futuro, di qualunque colore esso sia.
    L'Italia che non muore, mai.

    ha scritto il 

  • 0

    Fascismo revisionista allo stato puro.

    E' il primo libro in vita mia che abbandono a metà, per cui ci vuole un piccolo commento.
    Si tratta di un libro smaccatamente fascista, con l'autore sempre lì a trovare giustificazioni (insostenibili ...continua

    E' il primo libro in vita mia che abbandono a metà, per cui ci vuole un piccolo commento.
    Si tratta di un libro smaccatamente fascista, con l'autore sempre lì a trovare giustificazioni (insostenibili tra l'altro) per tutte le aberrazioni che i fascisti (e quindi anche i suoi "buoni" personaggi) commettevano. E l'umorismo che fa mi sembra proprio fuori luogo, su certe cose non si scherza. Ci manca solo che dica che col duce i treni arrivavano sempre in orario e poi il campionario di banalità fasciste è completo. Leggerlo mi innervosiva mentre invece la lettura deve essere un piacere. Non fa proprio per me.

    ha scritto il 

  • 4

    Essendo veneta da parte di padre, la cui famiglia è emigrata in cerca di fortuna proprio come la famiglia Peruzzi (anche se in un'altra epoca e in un altro luogo) non posso che ritrovarmi in ciò che h ...continua

    Essendo veneta da parte di padre, la cui famiglia è emigrata in cerca di fortuna proprio come la famiglia Peruzzi (anche se in un'altra epoca e in un altro luogo) non posso che ritrovarmi in ciò che ho letto, soprattutto per tutte le espressioni colorite del dialetto che mi hanno fatto sorridere con una certa nostalgia.
    Un testo che affronta una parte di storia d'Italia molto difficile, ma con una scrittura molto fluida e scorrevole che rende il contenuto meno "pesante".

    ha scritto il 

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