Candido

ovvero L'ottimismo

Di

Editore: Biblioteca Universale Rizzoli

3.9
(7263)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Ceco

Isbn-10: A000029489 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Piero Bianconi ; Illustratore o Matitista: Paul Klee

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    «È dimostrato» diceva «che le cose non possono essere altrimenti, poiché, in quanto tutto è fatto per un fine, necessariamente tutto è per il fine migliore. Notate che i nasi sono stati fatti per regg ...continua

    «È dimostrato» diceva «che le cose non possono essere altrimenti, poiché, in quanto tutto è fatto per un fine, necessariamente tutto è per il fine migliore. Notate che i nasi sono stati fatti per reggere occhiali, e noi abbiam bene degli occhiali. Le gambe, visibilmente, sono costituite per le calze. Le pietre sono state formate per esser tagliate e far castelli, e monsignore ha ben un bellissimo castello: il maggior barone infatti della provincia, dev’essere il meglio alloggiato; e i maiali essendo fatti per essere mangiati, noi mangiamo del porco tutto l’anno: conseguentemente coloro i quali han preferito che tutto è bene, hanno detto una stoltezza; bisognava dire che tutto è per il meglio.»

    ha scritto il 

  • 4

    L'ottimismo

    Voltaire in questo suo breve romanzo fantasy ci fa riflettere sull'ottimismo degli esseri umani, ovvero sul perché dovremmo essere felici e se questo ha oppure no un senso. Non avremo una risposta ben ...continua

    Voltaire in questo suo breve romanzo fantasy ci fa riflettere sull'ottimismo degli esseri umani, ovvero sul perché dovremmo essere felici e se questo ha oppure no un senso. Non avremo una risposta ben precisa, ma almeno ci saremo divertiti seguendo le rocambolesche avventure di Candido e del suo fido Cacambo, che arriveranno fino alla mitica città dell'ElDorado dove le pietre preziose sono considerate fango.

    ha scritto il 

  • 4

    "Cosa è mai questo mondo?"

    Viveva in un castello un giovane di animo puro, mite, ingenuo, intelligente, il cui nome rispecchiava in pieno la sua natura: Candido. Da candido qual era, educato a non giudicare nulla di testa propr ...continua

    Viveva in un castello un giovane di animo puro, mite, ingenuo, intelligente, il cui nome rispecchiava in pieno la sua natura: Candido. Da candido qual era, educato a non giudicare nulla di testa propria, riponeva totale fiducia nel suo maestro, Pangloss, il più profondo metafisico di Germania ( !? ). il quale gli aveva inculcato alcuni principi basilari. Intanto che il Castello era il più bello di tutti i castelli; che quello in cui vivevano era il migliore dei mondi possibili; che tutto è bene e se c' è il male, esso ha una motivazione.
    Espulso, suo malgrado, da quello che considerava il suo paradiso, costretto a peregrinare a destra e a manca, dal vecchio al nuovo mondo, nella speranza di trovare il migliore degli universi possibili, avendo come faro i precetti di Pangloss, il candido Candido può sperimentare sulla sua pelle l' impatto tra gli insegnamenti filosofici e la cruda realtà che gli si presenta ne viaggio itinerante, durante il quale si accompagna a personaggi vari e conosce persone di tutti i ceti sociali, e alcuni di dubbia moralità.
    Ovunque fanatismo e superstizione hanno ragione della ragione. Ovunque assiste ad atrocità, ed egli stesso incappa in disavventure orribili che supera per il rotto della cuffia, continuando ad essere diviso tra gioia, delusione e speranza, condivise con il vecchio Martin che , avendo vissuto a lungo, ha un' altra visione della vita e che, con le sue disincantate riflessioni, mette una zeppa nelle certezze di Candido e nel sistema ottimistico di Pangloss.
    Quello che salta subito agli occhi del lettore è la struttura fiabesca del libro, lungi da una manifesta denuncia e da una esposizione filosofica sulle assurdità del mondo, sulla contrapposizione Bene-Male, Ottimismo- Pessimismo...
    La lettura è godibile; comico e vivace lo stile intriso di sottili metafore.
    Catapultati in un viaggio sommamente paradossale, tra una girandola di fughe e ritrovamenti, ci troviamo investiti da tanta ironia, parodie e iperboli; da avventure che hanno del grottesco; da situazioni tragiche ridicolizzate e messe in burletta. Tutti strumenti che a me sembrano più efficaci di un dotto excursus filosofico; un mezzo a suo modo tagliente per evidenziare limiti e contraddizioni tra le opposte visioni della vita. E ancora, alludendo con pungenti trasfigurazioni a personaggi e fatti reali, una occasione buona per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
    A questo punto mi approprio delle parole del vecchio Martin per dare una risposta alla domanda iniziale: Cosa è mai questo mondo?
    Qualcosa d' assai folle e abominevole, afferma, appunto, Martin.
    E allora l' antidoto?
    "Lavoriamo senza ragionare, è il solo modo di rendere la vita sopportabile"
    Senza sterili ragionamenti filosofici, aggiungo io, ma nella concretezza dell' azione quotidiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Una sferzante satira sull'ottimismo. Quando lo leggo penso sempre a quei poveri gaglioffi che credono ai "diritti umani" e poi magari si ritrovano la casa svaligiata dagli zingari...

    ha scritto il 

  • 3

    Fratellanza letteraria

    Prima dell’avvento della televisione, dove a qualsiasi ora, purché si abbia pazienza prontamente ripagata, personaggi illustri (anche dalle menti fine) si vomitano vicendevolmente addosso disprezzo se ...continua

    Prima dell’avvento della televisione, dove a qualsiasi ora, purché si abbia pazienza prontamente ripagata, personaggi illustri (anche dalle menti fine) si vomitano vicendevolmente addosso disprezzo seguendo l’ispirazione schiumante del momento, pare che toccasse alla lettatura prestarsi come campo di battaglia.
    Chiunque potrebbe pensare che l’intempestività delle controbattute, filtrate dal processo di elaborazione essenziale alla prosa, non potrebbe mai eguagliare la ferocia di chi si batte e dibatte faccia a faccia paonazza, armato di strepiti e pugni serrati. Be’, cari spettatori, mettete da parte i popcorn, chiamate la tifoseria e preparatevi ad un duello senza esclusione di colpi, ché monsieur Voltaire, cheto cheto dietro la sua scrivania al lume di lampada al cherosene, nel suo lavorio di sommo intelletto, intinge la penna nel sangue dei suoi nemici e genera tempesta.

    Anziché buttare giù il solito dimenticabile libello, per confutare (a voler usare un eufemismo) l’ottimismo imbecille a tutti i costi del filosofo Leibniz, s’inventa un romanzo satirico e assolutamente irriverente dove il giovane Candido, gettato in avventure grottesche e disavventure orrorifiche, fra viaggi spericolati e catastrofi naturali, gare di sfortuna, stupri, rapimenti, inganni, massacri sanguinolenti, preti corrotti e corsari traditori, re senza regni e sventurate senza natiche, resurrezioni improbabili e, insomma, brutture d’ogni specie, espellerà goccia a goccia l'ottimismo inossidabile somministratogli fin dall’infanzia dal tutore/filosofo Pangloss alias Leibniz. E perché non approfittarne per prendere per il culo (e non per i raffinati fondelli, che qui si fa davvero sul serio) tutti gli altri filosofi, gesuiti e quant’altri muniti di penne spuntate, citati con tanto di nome e cognome, hanno avuto l’ardire di contrapporre alle sue acute idee illumistiche ottuse ciance retrive? Lorsignori perdano pure le staffe mentre monsieur Voltaire, imparruccato e imbellettato, si esibisce in linguacce e fa loro il verso.
    Io sono un genio titolato e voi degli scemi, io ho ragione e voi torto. Gne gne gne!

    Si parte dalla Germania dove Candido perde l’amore, poi ci si imbarca e affonda verso le sponde tremanti di sisma di Lisbona, dove la rediviva Cunegonda ritrova il suo innamorato protagonista di un autodafé… ma, un momento, questa storia non mi è nuova… dov’è l’ho già sentita? Dov’è che ho assaporato con gusto la stessa atmosfera pregna di amore e misfatto? Ma certo! È Memoriale del convento di José Saramago!
    A questo punto comincio a leggere ‘sto romanzo manco tanto interessante, di per sé rapido come una corsa in auto a folle velocità per le strade di una Toscana dai paesaggi inafferrabili, con occhi nuovi e tanta attenzione.
    E con crescente stupore riconosco un’innegabile compatibilità genetica. Come se un giorno un amico di vecchia data mi presentasse suo fratello, e il tizio cominciasse a parlarmi di sé e della sua vita, e lui parla parla parla, ma io sono più interessato a confrontare le varianti somatiche, quali configurazioni assumono le ossa consustanziali sotto la pelle e di quali tinte si veste quest’ultima, sangue dello stesso sangue, tanto simili eppure diversi fra loro.
    E la fratellanza non si discute. C’è nello stile sdrucciolevole, nell’iconoclastia a denti digrignati e negli sputi vetriolici, nell’amaro fiabesco e nelle disinvolte assurdità, nei nomi bislacchi e negli amori invincibili, nei motti immediati e nei vaffanculo a te, a te, e pure a te lì dietro che provi a nasconderti!
    E per avere piena conferma della scoperta, spulciando su internet ho trovato un’intervista al compianto portoghese che, interrogato sulle sue letture formative, così parlava: “…Voltaire, perché ha perso le illusioni sull’umanità ed è sopravvissuto al disgusto”

    Insomma devo ammettere che la mia opinione su quest’opera è compromessa, offuscata dalla felicità di aver scovato la parentela letteraria, e che probabilmente il piacere della lettura e della ricerca si sono confusi mescolati e sovrapposti.
    Candido è un buon romanzo, ma di sicuro sono inaffidabile, quindi chi per caso si trovi a leggere i miei vaneggiamenti non mi dia credito e passi oltre.

    ha scritto il 

  • 3

    Testo inaspettatamente ironico, satirico, pungente, avventuroso e iperbolico. Voltaire ci racconta una storia al limite del surreale, tra viaggi infiniti intorno al mondo, morti (che poi non si rivela ...continua

    Testo inaspettatamente ironico, satirico, pungente, avventuroso e iperbolico. Voltaire ci racconta una storia al limite del surreale, tra viaggi infiniti intorno al mondo, morti (che poi non si rivelano tali), stati di estrema ricchezza, accostati ad altri di estrema povertà. Una dura critica alla società contemporanea dell'autore, che si rivela brillante e astuta. L'opera è divisa in trenta capitoli molto brevi e intitolati, il che rende la lettura più scorrevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Fresco, leggero, divertente basta prenderlo con un po' di filosofia. Per me è stata una bella sorpresa, vuoi per i personaggi epici ma anche per le tanti chiavi di letura offerte.

    ha scritto il 

  • 3

    Candido è un ingenuo ottimista, gliene capitano di tutti i colori eppure sono pochissime le volte che si domanda se veramente questo è il migliore mondo possibile, come gli diceva sempre Pangloss, e a ...continua

    Candido è un ingenuo ottimista, gliene capitano di tutti i colori eppure sono pochissime le volte che si domanda se veramente questo è il migliore mondo possibile, come gli diceva sempre Pangloss, e anzi alla fine, ridotto in miseria e costretto a spezzarsi la schiena di lavoro tutto il giorno al fianco di una donna brutta che non ama, si è ormai rassegnato al lato pratico della vita abbandondando definitivamente la filosofia. Simpatico, ironico, ma in un certo senso lascia un po' di amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che nonostante sia stato scritto più di due secoli fa riesce a mantenere la sua freschezza come solo un classico sa fare, impregnato di una filosofia beffarda che riesce a far spesso sorrider ...continua

    Un libro che nonostante sia stato scritto più di due secoli fa riesce a mantenere la sua freschezza come solo un classico sa fare, impregnato di una filosofia beffarda che riesce a far spesso sorridere e riflettere il lettore in un viaggio attraverso la conoscenza del male e la tragicità degli eventi storici che si susseguono in una continua lotta al potere; un libro da leggere nonostante in alcuni punti possa risultare stucchevole

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Composizione originale e con un ritmo incalzante: Candido si troverà in mezzo tra il disarmante pessimismo di Martin e l’irritante ottimismo di Pangloss a vivere le più rocambolesche e improbabili sit ...continua

    Composizione originale e con un ritmo incalzante: Candido si troverà in mezzo tra il disarmante pessimismo di Martin e l’irritante ottimismo di Pangloss a vivere le più rocambolesche e improbabili situazioni per raggiungere e sposare Cunegonda. Un viaggio della speranza verso il migliore dei mondi possibili che termina con una inaspettata (involontaria?) ode al lavoro.

    Certo disse Candido al Turco, “ avete un vasto e stupendo podere.” “Non possiedo che venti iugeri,” rispose il Turco, “li coltivo con i miei figli; il lavoro allontana da noi tre grandi mali: noia, vizio e la miseria.”

    ha scritto il 

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