Cani selvaggi

Di

Editore: Playground

4.1
(323)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8889113243 | Isbn-13: 9788889113240 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Daniela Fortezza , Caterina Cartolano

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
In una piccola città della provincia canadese, la chiusura di un mobilificio vero centro economico dell'area - genera inquietudine. Le vittime di un clima a tratti pesante sono soprattutto le donne, i bambini e i cani. Proprio sei cani, senza apparenti avvisaglie, fuggono o sono spinti a fuggire dalle case dove sono cresciuti e dove sono stati nutriti, scegliendo di vivere nel bosco, di essere selvaggi, liberi. I loro padroni - Alice, Jamie, Lily, Walter, Malcolm e una misteriosa biologa - ogni sera si ritrovano in un campo ai margini del bosco e chiamano i loro cani nella speranza che tornino a casa. Fra i sei padroni si stabilisce un legame molto stretto, che sovrappone all'attesa del ritorno dei cani, speranze di amore, di amicizia e di risoluzione delle proprie solitudini, mentre, sullo sfondo, si prepara la resa dei conti, la dolorosa soluzione alla incomprensibile e "intollerabile" storia dei cani che hanno scelto di diventare selvaggi.
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  • 3

    Bella l'idea dei cani che persi o abbandonati ritornano selvaggi, un po' come i loro padroni, ancora più soli senza di loro. Però l'ho trovato un poco ripetitivo e melenso.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è un libro che mi ha fatto emozionare. Ha una storia, un punto di vista, personaggi con cuore e anima, contesto originale e al tempo stesso avvicinabile, ha pensiero, stile, relazioni credibili ...continua

    Questo è un libro che mi ha fatto emozionare. Ha una storia, un punto di vista, personaggi con cuore e anima, contesto originale e al tempo stesso avvicinabile, ha pensiero, stile, relazioni credibili. È un libro che vi consiglio di leggere e poi, magari, di venire a parlarne (anche) con me.

    ha scritto il 

  • 5

    Canada. Sei persone, per ragioni diverse, perdono i loro cani, che si rifugiano in un bosco lì vicino e formano un branco selvaggio. I sei personaggi si riuniscono tutte le sere ai margini del bosco e ...continua

    Canada. Sei persone, per ragioni diverse, perdono i loro cani, che si rifugiano in un bosco lì vicino e formano un branco selvaggio. I sei personaggi si riuniscono tutte le sere ai margini del bosco e aspettano il ritorno degli animali; qualcosa di atroce sta per accadere e sconvolgere la loro vita e quella dei loro cani. Pagine dense di umana introspezione, l'autrice conosce i sentieri reconditi dei pensieri, le tensioni che sottendono alle relazioni umane e ce li mostra alla luce del nostro naturale richiamo, e allo stesso tempo atavico terrore, verso il selvaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    Amore a prima lettura

    “L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti ...continua

    “L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti darà la caccia.”

    ha scritto il 

  • 5

    Take a Walk on the Wild Side

    E’ intorno al concetto di “selvaggio” in tutte le sue accezioni che ruota questo sorprendente romanzo, con pagine di grande bellezza ed una struttura ondivaga e ammaliante a partire dall’incipit con i ...continua

    E’ intorno al concetto di “selvaggio” in tutte le sue accezioni che ruota questo sorprendente romanzo, con pagine di grande bellezza ed una struttura ondivaga e ammaliante a partire dall’incipit con i sei personaggi in cerca di amore, in cerca del proprio animaletto che rappresenta in qualche modo la parte selvaggia che, più o meno nascosta, cova in ognuno di loro e, come ci viene suggerito neppure tanto velatamente, in ognuno di noi.

    Personaggi, diversi per età, sesso, coscienza ma accomunati da storie personali di abbandono, emarginazione, frustrazione, isolamento che precedono il tempo presente del romanzo.

    Ancor più a monte c’è una storia di abbandono collettivo nella piccola cittadina canadese, un tempo cresciuta intorno a un’importante fabbrica di mobili e poi andata incontro a una decadenza economica, sociale, psicologica dopo la chiusura della stessa e la conseguente perdita del fulcro vitale della comunità.

    Su questo assunto, neppure originalissimo, è tuttavia non una scrittrice ma una poetessa che ci introduce a modo suo in questo spicchio di realtà alla deriva, dove i legami si spezzano e casualmente si ricompongono, dove la bellissima ricorrente immagine dei “margini del bosco dietro ai campi della fattoria di Cooper” sembra segnare il confine fra una modesta civiltà alle spalle e di fronte l’immensa, misteriosa e pericolosamente affascinante presenza della foresta, nella quale ci si può inoltrare, perdersi, immaginare di studiarne i dettagli razionalmente, ma sempre con un riverbero di paura dentro al cuore.

    Ed è emozionante vedere e seguire, anche intimamente tramite lo spostamento dell’io narrante, il percorso di ognuna di queste anime erranti che, pur in diverso modo, giungono tutte allo stesso snodo interiore: ”E’ possibile che non ci sia altra scelta che essere la cosa selvaggia oppure sparare alla cosa selvaggia?”

    ha scritto il 

  • 5

    Wild Side

    "Ho deciso che l'amore non è buono. Ti fa solo venire una gran paura di perdere quello che ami, e poi, visto che la paura crea le condizioni perché accada, alla fine accade davvero. Che senso ha?" ...continua

    "Ho deciso che l'amore non è buono. Ti fa solo venire una gran paura di perdere quello che ami, e poi, visto che la paura crea le condizioni perché accada, alla fine accade davvero. Che senso ha?"

    ha scritto il 

  • 3

    L’amore è un cavallo.

    Titolo alternativo, sostituito all’ultimo istante: Fino a quando l’onomatopea del lupo sarà “UUUUUUUUU!” e quella del cane “BAUBAUBAU!”, ci credo che uno sogni una storia con un lupo e non con un cane ...continua

    Titolo alternativo, sostituito all’ultimo istante: Fino a quando l’onomatopea del lupo sarà “UUUUUUUUU!” e quella del cane “BAUBAUBAU!”, ci credo che uno sogni una storia con un lupo e non con un cane. Io al lupo farei dire “BUUUUUUUUUH” e al cane “UOUOUOUOUO!”

    Deve essere piena, una parte d’America, di cittadine simili: il grande mobilificio che quando ha chiuso ha provocato depressione generalizzata, il fiume che s’intorbida nelle immediate vicinanze, i boschi, la dozzinalità della vita civica e i freaks a cui hanno tolto i cani.

    Se penso all’Italia vedo le grandi fabbriche abbandonate, i fiumi inquinati, i boschi incendiati, la vita civica che fa fatica, ma una depressione generalizzata no e neppure i freaks a cui nessuno si sognerebbe di togliere i cani che ne sono la parte più rassicurante. Siamo troppo meravigliosamente e vessatamente contadini nel codice genetico, per farci smuovere il fatalismo, per farcela prendere con in cani.

    Ma io penso mi sa a un’Italia di una volta precedente alla mia volta, era più l’Italia dei miei e dei miei dei miei, forse. La mia Italia è sempre più americana e se si duole lo fa a voce alta. La loro Italia era cavernicola, la sofferenza era compresa nel pacchetto.

    Humphreys conosce l’irruenza delle parole quando inventa una voce per Alice; la storia di Alice vale tutto il romanzo, infatti per migliorarlo andrebbero cancellate le parti grossolanamente mimetiche in cui Humphreys prova a dare voce a Jimie vittima del padre e del patrigno, a Lily vittima di tutti, a Walter vittima della famiglia di sua figlia, a Malcolm vittima della famiglia d’origine, al cacciatore smidollato che se la prende con il suo matrimonio quindi con la sua famiglia, a Rachel vittima della sua paura di non amare come solo un lupo sa amare: amando alla svelta, più per il piacere di ululare poi per gli amori passati che per quello di guaire di piacere per l’amore corrente.

    Il bello del romanzo sono le parole che Alice ha per l’amore, per dirsi la sua verità sull’amore. Del suo amore per Rachel, la donna dei lupi, in effetti non si sa quasi niente. Si incontrano nel cortile di una fattoria, una volta lei la becca su un sentiero e suona il clacson del furgone e abbassa il finestrino e si sente il profumo soprattutto di tuberose, c’è una grande passione, dormono assieme nella capanna dei pionieri nel bosco, un giorno Rachel va a caccia di lupi e Alice aspetta in tenda, Rachel torna tutta scazzata e finisce la storia d’amore. Freddamente, come storia d’amore non mi sembra granché.

    Alla Humphreys sembra interessare relativamente meno cosa ci sia stato dentro la storia d’amore di Alice e Rachel, è più attratta dalle dure premesse e dalle dolorose conseguenze. Io la preferisco quando descrive la vita degli animali nel bosco, e c’è l’episodio dell’annegamento di un cervo che è un racconto in sé dalla durata perfetta di un paragrafo. In queste parti c’è tutta l’amorevolezza della sua scrittura. Alice che parla di sé è il cane selvaggio che promette il libro: non un lupo né un cane addomesticato; è un cane selvaggio, che si fida abbastanza delle persone al punto di potersi innamorare di una di loro ma che conserva il giusto grado di diffidenza animale che non ti fa cadere nella grande tagliola dall’Amore.

    L’Amore è la sadica invenzione degli esseri umani più luciferini. Ci sono gli amori, c’è l’imprevedibilità del loro accadere come gli acquazzoni primaverili o come i terremoti in Nepal, e non c’è nient’altro, anzi fin troppo spesso c’è chi siccome ha vissuto un amore infelice è convinto di aver capito tutto dell’amore: una disgrazia, che quando va bene ovvero è andata male ma con che passione! è una disgrazia sexy. Tante volte perché non ci si aspettava altro, o perché ci si aspettava troppo, o comunque ci si misurava sempre con l’Amore, questa Balla Epocale.

    Gli amori infelici non sanno niente di più sull’amore degli amori felici, che pure non ne sanno niente. L’amore non cambia niente, il primo errore è questo: arriva l’Amore, e tutto cambierà. Mancano solo il prete, l’ostia e l’Otto per Mille, poi il quadretto è quello.

    Macché, l’amore non è proprio possibile, se non sei tu a cambiare qualcosa, prima, nei dentro, nei fuori, attivando la tua voglia di cambiamento, cambiando senza rabbia però, e quando cambi senza rabbia cos’è quel sentimento che è il contrario della rabbia attraverso il quale stai cambiando il tuo stare tra le cose?

    Io ho vissuto da lupo, terrorizzato dall’Amore e dai suoi fucili e dai suoi scuoiamenti specialmente di coglioni, poi fu un cane a insegnarmi l’amore prima che m’innamorassi di una persona, e ho capito solo due cose, valide sicuramente per me, per gli altri non so: chi ti ama ti insegna a amare; se ami nessuno avrà il potere di renderti infelice, nemmeno la persona che ami, hai amato, avresti voluto amare, che ameresti se. Se ami – quando hai iniziato, non smetti più; se smetti, non avevi ancora iniziato davvero – sei uscito dal bosco. Adesso possono pure farti secco, tu il tuo l’hai preso, quando sei riuscito a uscire dalla gabbia caotica della paura selvaggia e a darti. L’amore non è selvaggio, è gentile. Questo non significa che quando si ama (flashback orripilante “Quando si ama” era il nome di una soap che seguiva mia madre. Se da piccolo ti fanno guardare una soap è un’epopea crescere senza il rischio di diventare un coglione seriale: bisogna parlare molto e leggere molto, e tutt’altro che d’Amore, per scartavetrarti via le mille menzogne dell’Amore; e dai dodici anni in su mi ero preparato all’operazione di sfregamento: non ho mai visto un serial adolescenziale-generazionale che fosse uno, nella mia vita: questo mi ha procurato mooolta più dissocazione degli altri ma in più nessun aborto terapeutico, nessun coma etilico, nessun padre spirituale, nessuna sfiducia nell’amore – soltanto un simpatico disinteressamento, un lucido non-fa-per-me, fino a quando non mi è stato cacciato in corpo –, nessun paio di manette per essere attaccato al letto che altrimenti non mi viene duro a me e non le viene morbida a lei, nessuna lista civica, nessun festival letterario, nessun benscritto dattiloscritto sull’amore) [Questo non significa che quando si ama] non si farà più del sesso selvaggio, ma che il sangue ti ecciterà di più sapendolo al sicuro dentro al corpo che ami e non sparpagliato in giro durante un rituale osceno di sfogo dell’ira.

    Sono difficilissimi i romanzi d’amore, per questo – ho il sospetto – si scrivono tanti romanzi sull’Amore che spesso è infelice e che quando è felice è aberrante. Un Amore o un amore infelice ce lo possiamo inventare tutti. Per inventarsi un amore infelice basta inventarsi una voce sola: la tua, e le sue lamentazioni, il suo chiedere indietro, il suo fare i conti, il suo aver fatto tutto per e il suo non essersi meritato che. Per inventarsi un amore felice invece bisogna inventare almeno due voci e gli equivoci e gli imbarazzi e le incapacità di dirsi e l’amarsi nonostante non ci siano buone ragioni e proprio perché non è nelle ragioni che ci trovi le tracce sempre fresche del suo passaggio, del suo muoversi in circolo nelle tue vicinanze.

    La Humphreys ha inventato una sola voce, ha dato dignità e ascolto alla sola voce di Alice, per questo il suo infine è un bel romanzo infelice al di là dell’amara storia d’amore che fa da pista principale al romanzo: è infelice perché c’è dentro una voce sola.

    Di più dannoso dell’Amore c’è solo il dolore d’Amore. Amare secondo i dettami dell’Amore non è mica obbligatorio cavolo, si vivono certe vite grandiose senza Amore! Se uno si libera dell’Amore altro che cani o lupi: è a cavallo. E da lì in avanti è tutta avventura, come in amore.

    ha scritto il 

  • 4

    ci penso.
    non lo so.
    sono confuso.
    succede a volte con i libri.

    c'e' sempre di mezzo il maledetto dio/demone dell'amore.
    pensi di aver capito tutto, poi capisci che non hai capito, perche' tutto si mu ...continua

    ci penso.
    non lo so.
    sono confuso.
    succede a volte con i libri.

    c'e' sempre di mezzo il maledetto dio/demone dell'amore.
    pensi di aver capito tutto, poi capisci che non hai capito, perche' tutto si muove e cambia. ti si ribalta tutto. finisci a testa in giu'.

    forse ha ragione rachel: meglio prendere, andar via, scappare, nascondersi tra i lupi.
    forse ha ragione alice: meglio restare, subirlo, viverlo.

    no, non lo so. ci sono giorni in cui preferirei essere fanatico di squadra di calcio. una qualsiasi, mica dovrebbe vincere sempre e per forza. che diamine.

    ha scritto il 

  • 0

    "Tutto è perduto. Lo sento in quel momento. E la cosa tremenda è che lo spazio che occupa qualcosa di vicino a noi è ancora lì quando quel qualcosa se n'è andato, solo che è pieno di niente. E' pieno ...continua

    "Tutto è perduto. Lo sento in quel momento. E la cosa tremenda è che lo spazio che occupa qualcosa di vicino a noi è ancora lì quando quel qualcosa se n'è andato, solo che è pieno di niente. E' pieno del senso della perdita."

    ha scritto il 

  • 3

    "Essere selvaggio significa vivere d'istinto e non d'immaginazione. Vivere selvaggiamente significa non poterlo raccontare"

    Accade, a volte, che la cornice sia più bella e preziosa del quadro che contiene.

    Il mattino è arrivato disfatto e tutte le cose peggiori, le cose di cui bisogna aver paura, si sono riversate in quest ...continua

    Accade, a volte, che la cornice sia più bella e preziosa del quadro che contiene.

    Il mattino è arrivato disfatto e tutte le cose peggiori, le cose di cui bisogna aver paura, si sono riversate in questo giorno.

    ha scritto il 

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