Cannery Row

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(567)

Language: English | Number of Pages: 196 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , French , Italian , Dutch , Czech , Spanish

Isbn-10: 0140177388 | Isbn-13: 9780140177381 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: School & Library Binding , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , Library Binding , eBook , Audio CD

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
This is a first British edition published in 1945 by William Heinemann. Both book and dust jacket are in very good condition. There are some small chips with slight sunning and rubbing to the dust jacket. Goldstone & Payne A22c, variant 1 of binding (orange-yellow cloth).
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  • 4

    Bel romanzo corale che nella struttura ricorda un po' I pascoli del cielo perché ci sono singoli capitoli 'autoconclusivi' ambientati nel Vicolo Cannery dek titolo. In questo caso, però, c'è anche una ...continue

    Bel romanzo corale che nella struttura ricorda un po' I pascoli del cielo perché ci sono singoli capitoli 'autoconclusivi' ambientati nel Vicolo Cannery dek titolo. In questo caso, però, c'è anche una linea narrativa trasversale al libro: il tentativo di organizzare una festa per il Dottore solitario, filosofo, a cui tutti debbono qualcosa.
    È una storia di amicizia, solidarietà, in cui nessuno, pur sbagliando e combinando pasticci, è punito per sempre.

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  • 3

    Il romanzo di Steinbeck non è affatto brutto. Regala infatti momenti divertenti, ci restituisce il mondo del vicolo con immagini vivide, tratteggia personaggi pittoreschi ed è efficace nel delineare u ...continue

    Il romanzo di Steinbeck non è affatto brutto. Regala infatti momenti divertenti, ci restituisce il mondo del vicolo con immagini vivide, tratteggia personaggi pittoreschi ed è efficace nel delineare una storia corale, che più che delle persone racconta del luogo e del tempo.
    Eppure non è un libro che è stato in grado di conquistarmi. E' passato un po' così, in sordina. Senza scuotermi, lasciandomi solo il vago eco di un posto ormai perduto

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  • 4

    Non è un vicolo, ma una striscia di umanità stretta tra la ferrovia e gli scogli. Steinbeck descrive spazi aperti, terreni abbandonati tra un edificio (fatiscente) e l'altro, sterpaglie. I topitalpa p ...continue

    Non è un vicolo, ma una striscia di umanità stretta tra la ferrovia e gli scogli. Steinbeck descrive spazi aperti, terreni abbandonati tra un edificio (fatiscente) e l'altro, sterpaglie. I topitalpa possono permettersi di scavare lunghe tane lontano dai giardini e dalle trappole. Mack e i ragazzi stanno in un magazzino leggermente più in alto e da lassù possono vedere il laboratorio del dottore. Quindi, di tutto si tratta eccetto che di un vicolo come lo intendiamo noi.
    Eppure, nonostante gli spazi dilatati, tra gli abitanti di vicolo Cannery c'è quel tipo di vicinanza che non si trova in tante famiglie. Non sono vincoli di sangue a tenere uniti i personaggi, non è l'amore, non è l'amicizia, ma la consapevolezza di condividere lo stesso destino. Attenzione, nessuno si lamenta nel vicolo, non le ragazze che lavorano da Dora, non gli sfaccendati che occupano il vecchio magazzino. Accettano quel che viene, direi quasi con serenità, un po' perché le loro aspettative sono davvero minime, un po' perché il loro creatore (Steinbeck non Dio) li preferisce a chiunque altro e riserva loro pagine di poesia.

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  • 5

    Un viaggio

    Steinbeck ti prende e ti porta in viaggio nel tempo e nello spazio, destinazione il Vicolo Cannery di Monterey. E ti senti immediatamente nel mezzo di questo posto zeppo di piccoli truffatori e prosti ...continue

    Steinbeck ti prende e ti porta in viaggio nel tempo e nello spazio, destinazione il Vicolo Cannery di Monterey. E ti senti immediatamente nel mezzo di questo posto zeppo di piccoli truffatori e prostitute, che però, vivaddio, sono molto umani. Partecipe delle loro avventure, diciamo la verità, per quanto possa pensare che non è un posto comodo non ti spiacerebbe passare insieme a loro un paio di settimane in avventure picaresche; perché danno sale alla vita. Occhio però alle conseguenze, soprattutto se sei un dottore ;)

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  • 4

    Steinbeck inizia cosi la sua narrazione:

    Il Vicolo Cannery a Monterey in California è un poema, un fetore, un rumore irritante, una qualità della luce, un tono, un'abitudine, una nostalgia, un sogno. ...continue

    Steinbeck inizia cosi la sua narrazione:

    Il Vicolo Cannery a Monterey in California è un poema, un fetore, un rumore irritante, una qualità della luce, un tono, un'abitudine, una nostalgia, un sogno. Raccolti e sparpagliati nel Vicolo Cannery stanno scatole di latta e ferro e legno scheggiato, marciapiedi in disordine e tereni invasi dalle erbacce e mucchi di rifiuti, stabilimenti dove inscatolano le sardine coperti di ferro ondulato, balli pubblici, ristoranti e bordelli e piccole drogherie zeppe, e laboratori e asili notturni. I suoi abitanti sono, come disse uno una volta, "Bagasce, ruffiani, giocatori e figli di mala femmina", e intendeva dire: tutti quanti. Se costui avesse guardato attraverso un altro spiraglio avrebbe potuto dire: " Santi e angeli e martiri e uomini di Dio", e il significato sarebbe stato lo stesso.

    Ed ecco apparire Lee Chong con la sua bottega di una sola stanza, il bordello di Dora Flood, Mack, Hazel, Eddie, Hughie e Jones che finalmente hanno trovato un tetto in un ex magazzino di pesce secco chiamato ora Palace Flophouse and Grill ed il Dottore "tutti quelli che pensavano a lui finivano col concludere: bisogna proprio che faccia qualche cosa di bello per il Dottore".
    E proprio nei preparativi per cercare di fare qualcosa di bello di districa quest'incantevole piccolo romanzo che solo un grande come Steinbeck poteva regalarci.

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  • 4

    La prossima festa per il Dottore la organizzo io!

    Anzi no, lasciamo ai ragazzi del Palace Flophouse l'incombenza....e chissà stavolta cosa saranno capaci di inventarsi Mack & C. :)
    E poi vogliamo dire quanta vita c'è a Vicolo Cannery...altro che quar ...continue

    Anzi no, lasciamo ai ragazzi del Palace Flophouse l'incombenza....e chissà stavolta cosa saranno capaci di inventarsi Mack & C. :)
    E poi vogliamo dire quanta vita c'è a Vicolo Cannery...altro che quartieri alti o gente altolocata...VICOLO CANNERY TUTTA LA VITA! XDDD

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  • 5

    Non mi aspettavo...

    ...niente di diverso, devo essere sincero! mi è proprio piaciuto scorrere le varie pagine di questo lavoro di Steinbeck, un po sono tornato col pensiero a Furore, e un po mi ricorda alcuni romanzi di ...continue

    ...niente di diverso, devo essere sincero! mi è proprio piaciuto scorrere le varie pagine di questo lavoro di Steinbeck, un po sono tornato col pensiero a Furore, e un po mi ricorda alcuni romanzi di un'altro autore che amo particolarmente, McCarthy.
    Ottima lettura

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  • 4

    Ho letto molte cose di Steinbeck, ma Vicolo Cannery è l'unico che ho letto due volte di seguito, avidamente; la "fauna umana" e le miserie raccontate con la spensierata naturalezza di Steinbeck qui di ...continue

    Ho letto molte cose di Steinbeck, ma Vicolo Cannery è l'unico che ho letto due volte di seguito, avidamente; la "fauna umana" e le miserie raccontate con la spensierata naturalezza di Steinbeck qui diventano capolavoro. La figura del taciturno Dottore, ispirato da un amico dell'autore, è formidabile. Lo consiglio con convinzione (magari tra la Valle dell'Eden e Furore).

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  • 5

    Scrittura serrata. Fatta di brevi paragrafi, e parole dense, concrete.
    Un crocevia di storie, alcune delle quali convergono, altre che vanno per conto proprio. (non ha quindi il difetto della coerenza ...continue

    Scrittura serrata. Fatta di brevi paragrafi, e parole dense, concrete.
    Un crocevia di storie, alcune delle quali convergono, altre che vanno per conto proprio. (non ha quindi il difetto della coerenza). Un inno al racconto: dentro un lento e minimo racconto generale si susseguono moltissime vicende, alcune delle quali che esistono per se stesse, per il gusto di raccontarle, al di la della trama di sfondo. Tutto questo impianto viene messo al servizio dell'umanità che abita il vicolo Cannery. L'umanità che si trova nella miseria, negli espedienti, tra i perdenti, e che pur non facendo sconti nel raccontare ombre e brutture riesce a non deprimere, ma anzi a commuovere, a far sorridere, a offrirsi specchio per il riconoscimento, nonostante tutto.

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