Canone inverso

Di

Editore: Mondadori

3.8
(3127)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8804407808 | Isbn-13: 9788804407805 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Musica , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il "canone inverso" è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga moltopiù complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. AVienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra unsuonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' perscherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulantela esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallostupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra dinuovo il singolaremusicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientatanel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storiaterribile.
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  • 3

    Costruito come le scatole cinesi e di non facile comprensione immediata, Wikipedia ha provveduto a spiegarmi chi è chi.
    Oltre alla trama leggermente contorta c'è però un linguaggio chiaro e godibile, ...continua

    Costruito come le scatole cinesi e di non facile comprensione immediata, Wikipedia ha provveduto a spiegarmi chi è chi.
    Oltre alla trama leggermente contorta c'è però un linguaggio chiaro e godibile, come la musica che pervade tutta la storia come un'ossessione ma anche un motivo di vita.
    Nella Vienna tra le due guerre mondiali veramente la musica era talmente importante da spaventare il neonato nazismo, che tenta di rinchiuderla e domarla. Questo tema in effetti rimane un po' sullo sfondo ma è forse l'aspetto più interessante del romanzo.
    L'altra caratteristica del libro che mi ha colpito è la ricostruzione dell'atmosfera buia e oppressiva del collegio, come quella terrificante e polverosa del castello; le descrizioni sono favolose.
    Complessivamente leggibile, magari una seconda volta per capire meglio l'intreccio.

    ha scritto il 

  • 4

    una piacevole scoperta

    L'ho letto per caso, mi è stato regalato. Divorato. Storia avvincente, scritta bene e con piacevoli colpi di scena. Bello! Non aggiungo altro per non rovinare lettura e sorpresa

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta di una grande dichiarazione d'amore nei confronti della musica. Questo è il punto di forza del testo, che per il resto mutua la struttura dalla Variante di Lüneburg e presenta una storia vol ...continua

    Si tratta di una grande dichiarazione d'amore nei confronti della musica. Questo è il punto di forza del testo, che per il resto mutua la struttura dalla Variante di Lüneburg e presenta una storia volutamente ingarbugliata, ma poco attraente, con personaggi e quadro storico appena abbozzati.
    A conti fatti, meglio il film e meglio la Variante.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sono avvicinata a questo libro perché avevo voglia di leggere un romanzo (non una vera biografia) che parlasse di musica e di una band. Così tra quello che avevo visto e cercato ho trovato questo c ...continua

    Mi sono avvicinata a questo libro perché avevo voglia di leggere un romanzo (non una vera biografia) che parlasse di musica e di una band. Così tra quello che avevo visto e cercato ho trovato questo che parla di un violinista e della sua vita privata ed artistica. Alla fin fine si tratta unicamente del racconto che questo violinista, Jeno Varga, concede ad uno scrittore in un pub di Vienna, sulla propria vita. Dall’infanzia fino alla fine però non nego che proprio alla fine ti senti preso in giro dallo scrittore che per un centinaio di pagine ti ha fatto credere a delle cose per poi lasciarti col dubbio. Un finale sicuramente chiuso su un aspetto ed aperto a libera interpretazione sull’altro (che per non svelarvi non sto qui a scrivere). Onestamente mi ha lasciato un po’di amaro in bocca.. Un senso di insoddisfazione e di smarrimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Voto finale: 7/10

    Leggere "Canone Inverso" è stato davvero un piacere. L'ho preso in mano mentre arrancavo con un altro romanzo e l'ho terminato in due giorni, con sessioni di lettura prolungate e piacevoli.

    La scritt ...continua

    Leggere "Canone Inverso" è stato davvero un piacere. L'ho preso in mano mentre arrancavo con un altro romanzo e l'ho terminato in due giorni, con sessioni di lettura prolungate e piacevoli.

    La scrittura è scorrevole e felice, mentre la vicenda non è proprio originalissima, ma comunque appassionante. Mi ha ricordato "Il soccombente" di Thomas Bernhard: un po' perché parla di musicisti (invece di pianisti qui abbiamo violinisti), un po' perché i protagonisti ad un certo punto si scontrano sul piano del talento, cosa che porterà a conseguenze drammatiche. Ma non è un romanzo claustrofobico come quello di Bernhard, per fortuna.

    La vicenda è molto semplice: ad un'asta da Christie's a Londra un uomo acquista un violino con un intarsio particolare. Poco dopo un giornalista irrompe nella sua stanza chiedendo di acquistare lo strumento, ma al diniego da parte del nuovo proprietario comincia a raccontare la storia di Jeno Varga, musicista virtuoso a cui quel violino è appartenuto. Si scoprirà poi che non tutto era come sembrava e che l'enigmatico Jeno nascondeva più di un segreto.

    Il romanzo non approfondisce mai gli argomenti di cui parla o le vicende storiche in cui si svolgono, lasciandoli in generale sullo sfondo, come se i personaggi vivessero in un limbo sospesi tra sogno, ricordo e realtà. Nonostante questa nebulosità, il racconto nel suo insieme funziona e ci regala un romanzo godibile, ma che non eccelle per trovate particolari, vertigini liriche o creatività nella scrittura (non che sia un male, sia chiaro).

    Unica pecca è il finale, un po' tirato via e prevedibile. Mi sono trovato infatti nella classica situazione del pensare "ora succede questo" e puntualmente indovinavo. Nonostante questo, posso tranquillamente consigliarne la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Fedele al titolo tutt'altro che improvvisato, tutto il romanzo risulta essere pensato nel segno del "doppio", dell'alternanza, dell'avvicendamento, del calcolo in ogni singola parola. Consideriamo pri ...continua

    Fedele al titolo tutt'altro che improvvisato, tutto il romanzo risulta essere pensato nel segno del "doppio", dell'alternanza, dell'avvicendamento, del calcolo in ogni singola parola. Consideriamo principalmente il rapporto tra contenuto e forma. Ad una vicenda di un certo spessore, pregna di valori e insegnamenti che spaziano dall'amicizia al dilemma sulla natura ereditaria o casuale del talento, corrisponde un'altrettanto portentosa struttura narrativa rigorosa come cuno spartito. Al punto che, se a Maurensig riconosco di aver centrato l'obiettivo della suspense e della meraviglia finale, come lettrice ho amato la storia fino alle ultime dieci pagine quando ormai, sentendomi quasi presa in giro ma apprendendo anche la "verità" dei fatti, delle potenziali 5 stelle se ne sono spente ben due!

    ha scritto il 

  • 3

    ...prima il libro e poi il film.

    Sinceramente non so come pronunciarmi su questo libro, nonostante mi sia stato consigliato dal mio PUSHER LETTERARIO di FIDUCIA mi ha lasciata perplessa e credo un po' delusa.
    Ho visto il film molte, ...continua

    Sinceramente non so come pronunciarmi su questo libro, nonostante mi sia stato consigliato dal mio PUSHER LETTERARIO di FIDUCIA mi ha lasciata perplessa e credo un po' delusa.
    Ho visto il film molte, forse troppe volte, è stato uno dei tormenti emotivi della mia adolescenza, l'ho adorato! Era una "spremuta di cuore" ad ogni visione.
    Il libro sembra il riassunto(per non dire il bignami) della storia vista tante volte sullo schermo, la struggente storia d'amore con Sophie è solo sublimata, il nazismo è un ombra oscura e minacciosa appena percettibile sullo sfondo ed i personaggi secondari (tipo l'indimenticabile Pappalardo nel ruolo del patrigno e Tognazzi nel ruolo del barone) si muovono come fantasmi senza corpo nella trama. Conoscendo già il finale non c'è stato alcun colpo di scena eclatante, sapevo chi era Jeno, sapevo chi era Kuno e sapevo cosa indissolubilmente li legasse. Già dal primo accordo della "Ciaccona" nell'osteria viennese sapevo chi era l'uomo col violino dal "cavigliere antropomorfo".
    L'unica cosa che mi ha stupito, visto che nel film era stato omesso, è stato l'epilogo che svela la vera identità di colui che ha acquistato in ultimo il violino e la di lui storia.
    Forse per godermi il libro apprezzandolo a pieno non avrei dovuto vedere il film.
    In ogni caso è un libro SPECIALE che si legge in un pomeriggio e resta nel cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    interessante

    Diciamo che gli avrei dato 3,5 ...
    La storia è molto ben scritta. Letto tutto d'un fiato.
    Interessante è soprattutto il "colpo di scena" finale che sistema il quadro della narrazione a più voci. ...continua

    Diciamo che gli avrei dato 3,5 ...
    La storia è molto ben scritta. Letto tutto d'un fiato.
    Interessante è soprattutto il "colpo di scena" finale che sistema il quadro della narrazione a più voci.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevolmente sorpresa da questo breve, intenso, particolare, straniante romanzo che, come una matrioska, dentro una storia ne contiene altre essenziali per l' unità narrativa.
    Le pagine, intrise di t ...continua

    Piacevolmente sorpresa da questo breve, intenso, particolare, straniante romanzo che, come una matrioska, dentro una storia ne contiene altre essenziali per l' unità narrativa.
    Le pagine, intrise di tanta tensione e altrettanta passione, entrambe indirizzate alla ossessiva ricerca della perfezione, traboccano della magia del violino. Le sue note avvolgono con il manto etereo dei suoni parole e azioni. Sulla loro scia siamo trasportati in un mondo dove "sogno" e realtà si sovrappongono e si mescolano nel gioco dei narratori plurali. La dinamica delle loro storie si interseca in modo tale da non riuscire, di primo acchito, a distinguerli con nettezza, se non quando si compongono i tasselli delle voci narranti; quando si illumina lo specchio che ha custodito la forte, misteriosa, ambivalente personalità in cui la tradizione ereditata dall' appartenenza familiare ha battagliato con il talento; in cui con parossistica intensità si sono scontrati genio e follia, rivalità e competizione.
    A questo punto vorrei invertire verso e iniziare daccapo la lettura... ma sarà per un' altra volta!

    ha scritto il 

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