Carmilla

Di

Editore: Newton & Compton (Tascabili Economici Newton - Centopaginemillelire, 65)

4.0
(1899)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Francese , Sloveno , Portoghese , Giapponese , Ceco , Tedesco

Isbn-10: 8879831577 | Isbn-13: 9788879831574 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Formenti ; Prefazione: Riccardo Reim

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rinforzata per biblioteche , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Carmilla?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Carmilla, pubblicato nel 1872 , è per unanime considerazione uno dei più bei racconti dell'orrore che siano mai stati scritti. Maestro riconosciuto della ghost-story, Joseph Sheridan Le Fanu crea con la donna-vampiro Carmilla (che è anche Mircalla, e anche Millarca, come in un perverso labirinto di specchi...) un personaggio di singolare fascino, sottilmente erotico, ambiguo e allarmante, che conferma il celebre giudizio espresso su di lui
da M.R. James: «Le Fanu sta assolutamente in prima fila tra gli scrittori di racconti di fantasmi... Nessuno riesce ad allestire il palcoscenico meglio di lui; nessuno meglio di lui sa aggiungere il dettaglio efficace».
Ordina per
  • 4

    LeFanu collaziona il vampiro aristocratico/byroniano di Polidori, la Christabel di Coleridge e il folklore dell’est Europa, e ne trae un piccolo capolavoro, un racconto carico d’una suggestiva, torpid ...continua

    LeFanu collaziona il vampiro aristocratico/byroniano di Polidori, la Christabel di Coleridge e il folklore dell’est Europa, e ne trae un piccolo capolavoro, un racconto carico d’una suggestiva, torpida e decadente atmosfera, e dominato da una vampiressa languida languida; – e for me il racconto che è anche l’ultima trattazione effettiva del vampiro letterario (in lingua inglese): chiudendo, per cosí dire, ciò che Polidori aveva iniziato; – del resto, come anche dei recenti e regolari ritorni di moda, davvero non m’interessa…
    —D’altra parte, quest’edizione, che contiene per intero un altro racconto di LeFanu (The Child that Went with the Fairies) e uno d’autore successivo (The Tomb of Sarah di F.G. Loring) contiene svariato materiale aggiuntivo: estratti da testi precedenti e successivi (Calmet, Polidori, Coleridge, Rymer, Stoker) – ma anche Yeats e un paio d’altri autori irlandesi che aiutano il curatore a mettere in luce un aspetto simbolico del racconto e della sua protagonista, capace d’aprire affascinanti prospettive…
    —Attraverso la forma dell’aisling, quella di leggere Carmilla sullo sfondo dell’Irlanda, e la sua protagonista come un’allegoria della stessa. Il risultato è di metter cosí in mostra le ansie di LeFanu e degli angloirlandesi protestanti riguardo alla situazione del paese, all’oppressa maggioranza cattolica, ansie tutte miste di sentimenti contrastanti: gli stessi che la vittima del vampiro si trova a provare nei suoi confronti!

    P.S. Il bello è poi che a metà lettura mi sembrava d’esser preda d’un déjà-vu… gli è che qualche tempo fa ho visto Le figlie di Dracula, delizioso film inglese dell’orrore, del ’71!

    ha scritto il 

  • 4

    "carmilla" è una delle pietre miliari della letteratura gotica, uno di quei libri che probabilmente non invecchierà mai: le da forza anche il suo essere un'agile e veloce letture (alla fine siamo più ...continua

    "carmilla" è una delle pietre miliari della letteratura gotica, uno di quei libri che probabilmente non invecchierà mai: le da forza anche il suo essere un'agile e veloce letture (alla fine siamo più vicini ad un racconto lungo che non a un romanzo), intrisa di valori e riferimenti al suo tempo ma senza che il curatore oggi debba infarcirla di note a margine per spiegarci di cosa si sta parlando.
    se a questo poi si aggiunge un tocco di erotismo (e chissà se era nelle intenzioni dell'autore) e la simpatia che non riesco a non provare per carmilla (insomma, è pure diffidente verso la religione! immagino che all'epoca dovesse essere il massimo del negativo, ma oggi ne esce fuori quasi un'icona goth) e l'entusiasmo sale alle stelle nel corso della lettura!
    peccato però che verso la fine il nostro le fanu inciampa e cade rovinosamente: per esser precisi fino all'incontro con il generale va tutto benissimo, anzi la sua storia aggiunge inquietudine alla vicenda, eppure ecco che le fanu sembra aver voglia di chiudere la storia in fretta, butta in mezzo il barone vordenburg, un deus ex machina che sembra quasi piovuto dal cielo, e...insomma...risolvono tutto, lasciando al lettore qualche domanda in sospeso, e la sensazioni che forse qualche capitolo in più ci sarebbe stato bene.
    ma se passa sopra questi dubbi sul finale resta un racconto stupendo, da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Vampirismo fa rima con lesbismo

    Recensione #4

    Joseph Sheridan Le Fanu scrisse i suoi racconti in un periodo del XIX secolo in cui la febbre per la letteratura gotica era al suo massimo apogeo: storie di fantasmi, vampiri e streghe, ...continua

    Recensione #4

    Joseph Sheridan Le Fanu scrisse i suoi racconti in un periodo del XIX secolo in cui la febbre per la letteratura gotica era al suo massimo apogeo: storie di fantasmi, vampiri e streghe, assassini ed esseri paranormali ambientate nel nord Europa delle selve oscure e delle brughiere nebbiose, delle rovine e dei disabitati castelli medievali, eccitavano i sensi dei maggiori fruitori della letteratura "di consumo" dell'epoca. Tale passione per l'orrore e il grottesco dalle tinte dark si propagò verso ogni forma d'arte, pittura compresa. Molto famosi e ricercati divennero gli illustratori di romanzi gotici. Nacquero tra le classi borghesi passatempi concernenti l'occultismo e lo spiritismo, non per niente proprio a questo periodo risale l'invenzione definitiva della Tavola Ouja, mentre Aleister Crowley pubblicava i primi saggi che sarebbero diventati fondamento del Satanismo spirituale. Il mistero insondabile della Morte continuava ad esercitare nei più un fascino irresistibile. In Inghilterra divennero quasi una moda le fotografie memento mori, che ritraevano il defunto vestito e imbellettato come fosse ancora vivo (spesso avvalendosi di supporti di ferro per far rimanere il cadavere in piedi) ritratto in mezzo ai propri parenti, così che risultasse quasi impossibile distinguere chi, in quella foto, fosse ancora in vita e chi invece fosse morto.
    A Londra il caso di Jack lo Squartatore ebbe una grande risonanza mediatica, e i giornali non si risparmiavano sui macabri particolari della vicenda. Ciò contribuì non poco al successo della letteratura gialla e poliziesca, primi fra tutti i romanzi di Arthur Conan Doyle.
    L'ultimo trentennio del XIX secolo e gli inizi del XX, d'altronde, non erano che il riflesso del romanticismo e il conseguente decadimento dei valori artistici, la cui ribellione dei cosiddetti bohemiennes l'aveva fatta da padrona. Il culto del "brutto", l'apologia di certi stati di felicità artificiale quali il consumo di oppio e di alcool e le biografie miserabili dei "poeti maledetti" erano la giusta risposta ai sentimenti di insicurezza sociale dilaganti, dovuti a quei disordini politici che avrebbero portato allo scoppio della Grande Guerra.

    Il fascino della morte e della malattia (bisogna infatti ricordare le numerose ondate di malaria e di febbre tifoide) portarono ad una nuova concezione di bellezza femminile, ritratta soprattutto nei dipinti dei preraffaelliti: alle gioconde matrone del Settecento e alle floride Veneri del Rinascimento vennero sostituite donne di notevole magrezza, dal pallido incarnato e dai capelli rossi come il sangue o neri come la notte. La femme fatale così ritratta, musa ispiratrice di artisti, diveniva quindi simbolo catalizzatore della realtà terrena segnata da dolore e tristezza e un misterioso aldilà, da temere ma al contempo a cui anelare. La leggenda secolare del vampiro, presente in ogni cultura del mondo seppure in forme diverse, si prestava bene a tale significato allegorico.

    Nel 1872 (venticinque anni prima la pubblicazione di "Dracula" di Bram Stoker) Le Fanu pubblica "Carmilla", breve racconto in perfetto stile gotico, permeato da una sensuale, insistente traccia di omoerotismo femminile.

    Anche le tematiche amorose, nei romanzi, vengono in qualche modo "sporcate" dalla nuova moralità gotica: si prediligono storie d'adulterio, incesto, svelamento delle più turpi pulsioni sessuali dell'uomo. Tra queste, l'omosessualità si presta bene a tale proposito.

    Il ricco proprietario di un maniero austriaco ospita nella propria tenuta Carmilla, una bella e misteriosa ragazza giunta lì a causa di strane coincidenze. La fanciulla stringe una forte amicizia con Laura, sua coetanea figlia del signore che la ospita. Ben presto però orribili accadimenti arrivano a turbare la quiete del luogo, man mano che l'affetto tra le due ragazze aumenta in maniera quasi morbosa. L'uomo inizierà a fare delle ricerche, scoprendo tremende verità.

    Il racconto di Le Fanu si legge in breve tempo; lo stile è semplice e diretto, la trama districata fluidamente. In definitiva si tratta di un racconto dalle forti tinte dark e horror, per niente impegnativo di facile lettura, ma bisogna riconoscere allo scrittore l'originalità nel riscrivere la figura del vampiro sessualmente ambiguo, concetto ripreso nella nuova ondata letteraria del neo-gotico, cui fa capo Anne Rice con il suo ciclo di romanzi più famoso.

    Alla figura di Carmilla si sono ispirati diversi registi. Tra questi, Tony Scott che nel 1983 diresse il film "Miriam si sveglia a mezzanotte" con Catherine Deneuve, Susan Sarandon e David Bowie.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un romanzo dallo sfondo horror molto leggero, ma allo stesso tempo ti lascia quell'inquietudine che ti accompagna fino alla fine del libro. Di quell'horror vecchio stile dove il disgusto non la fac ...continua

    E' un romanzo dallo sfondo horror molto leggero, ma allo stesso tempo ti lascia quell'inquietudine che ti accompagna fino alla fine del libro. Di quell'horror vecchio stile dove il disgusto non la faceva da padrone, ma padroneggiavano solo le atmosfere, il mistero, e quella paura del buio che ci accompagna fin da bambini. Uno di quei romanzi che non possono che essere comprati e letti con calma assaporati per bene, come un dolce prelibato che non vuoi finire.

    ha scritto il 

  • 5

    Pietra Miliare della letteratura vampiresca. Le Fanu (soprannominato Il principe invisibile) scrive “Carmilla” circa cinquant'anni dopo la pubblicazione de “Il vampiro”di John Polidori (considerato l' ...continua

    Pietra Miliare della letteratura vampiresca. Le Fanu (soprannominato Il principe invisibile) scrive “Carmilla” circa cinquant'anni dopo la pubblicazione de “Il vampiro”di John Polidori (considerato l'iniziatore del genere vampiresco) e vent'anni prima del più noto “Dracula” di Bram Stoker, che si ispirò proprio a Le Fanu per la stesura del suo romanzo.

    Le Fanu confeziona un racconto gotico bellissimo, sublime, dove in un'atmosfera quasi mistica, carica di erotismo cripto-lesbico sottile, con tocco leggero e memorabile da vita ad uno dei personaggi più affascinanti della letteratura.
    Carmilla o Mircalla o Millarca (c'è un gioco di anagrammi come di specchi riflessi) è un personaggio che cattura subito l'attenzione del lettore in una atmosfera ambigua e sottilmente inquietante, dove l'archetipo del vampiro lefanuiano viene descritto nelle parole della protagonista sopravvissuta: “Potrei dire, per esempio, che il mortale pallore attribuito a questo tipo di spiriti è una mera finzione melodrammatica. Essi infatti presentano,... quando compaiono davanti agli occhi degli uomini, un aspetto sano.”

    Una lettura facile e scorrevole che si legge tutta d'un fiato, consigliato a tutti!

    ha scritto il 

  • 5

    Alle origini del racconto orrorifico, un esercizio perfetto di incubi e sogni, con l'aggiunta inaspettata della componente saffica e di un gioco di specchi, in cui le molteplici apparizioni della Vamp ...continua

    Alle origini del racconto orrorifico, un esercizio perfetto di incubi e sogni, con l'aggiunta inaspettata della componente saffica e di un gioco di specchi, in cui le molteplici apparizioni della Vampira sembrano coinvolger la stessa vittima : abbandonarsi è sempre offrire il collo a chi sappia apprezzarne il caldo biancore. Non c'entra nulla : ma mi sovvengono certe scene da Berlin Alexanderplatz di Fassbinder, dove Franz Biberkopf compie il suo gesto d'amore mordendo cannibalescamente le sue molteplici donnine.

    ha scritto il 

  • 4

    Archetipo horror

    Avvincente e conciso... Le interpretazioni e le possibili suggestioni che possono nascere da questo racconto sono infinite; è un'opera da inserire nell'ambito del filone gotico del Romanticismo, sorel ...continua

    Avvincente e conciso... Le interpretazioni e le possibili suggestioni che possono nascere da questo racconto sono infinite; è un'opera da inserire nell'ambito del filone gotico del Romanticismo, sorella dei racconti di Edgar Allan Poe e dei romanzi di Polidori e Shelley... Da un punto di vista psicanalitico è una rappresentazione del "femminino" terribile, della paura di essere risucchiati e fagocitati da una donna dominatrice e insaziabile, tema presente anche nelle poesie di Baudelaire, ma in realtà topos arcaico riscontrabile anche nella figura mitologica di Circe... L'elemento più intrigante della storia, secondo me, è l'incapacità di capire la vera natura di Carmilla: un mostro astuto e subdolo, condannata a uccidere ciò che ama suo malgrado e cosciente però della propria origine diabolica, oppure una vittima in perenne "trance"? Quando dice di non ricordare ciò che le è accaduto mente o davvero soffre di amnesia? Il punto di vista del vampiro non è presente e questo ovviamente ne accresce il fascino misterioso anche per il lettore...
    Un lettore moderno ravvisa nel rapporto tra Carmilla e Laura una metafora dell violenza psicologica che sussiste in alcune coppie patologiche di oggi: non per niente il termine "vampirizzare" e "vampiro" si usa in psicologia per riferirsi a tutti quei partner abusanti...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Attenzione ai vostri istinti, ragazze. Affidatevi con fiducia a chi è più saggio

    Per me, per i miei interessi letterari, un racconto od un romanzo sono interessanti soprattutto quando, sollevando i veli in cui è avvolta la storia in quanto tale, la storia esplicitamente narrata da ...continua

    Per me, per i miei interessi letterari, un racconto od un romanzo sono interessanti soprattutto quando, sollevando i veli in cui è avvolta la storia in quanto tale, la storia esplicitamente narrata dall'autore, è possibile trovare altri livelli interpretativi, è possibile capire perché la storia è stata scritta, da quale contesto culturale nasce, cosa voleva comunicarci d'altro l'autore.
    Non sempre questo è possibile: esistono molti libri che sono scritti riprendendo pedissequamente cliché e mode letterarie, scritti con l'unico obiettivo di vendere, che non ci comunicano nulla, e ciò a mio avviso riguarda la stragrande maggioranza delle proposte della moderna industria culturale, in un'epoca in cui la produzione letteraria risponde quasi unicamente a logiche di mercato.
    Forse tra un secolo da tutto il ciarpame edito in questi decenni emergerà comunque qualche opera che avrà resistito all'inevitabile oblio, per il fatto di essere stata in grado di raccontare la nostra epoca. Ho tuttavia l'impressione che opere di questo genere, se pure vengono scritte, difficilmente vengono pubblicate, per l'ottica mercantile che ormai pervade tutta la produzione letteraria, e che è perfettamente coerente con il processo di ottundimento delle coscienze lucidamente portato avanti dai padroni del vapore. Credo quindi che l'archeologo che andrà alla ricerca dello Zeitgeist di questa nostra epoca (di archeologo si tratterà, perché questa in-civiltà si autodistruggerà – ne sono certo - in breve tempo) dovrà ricercarlo nei like di Facebook, nel degrado egotistico dei selfie, piuttosto che in opere letterarie che in generale si badano bene dal raccontarci perché siamo giunti a tutto ciò. A mio avviso, quindi, è solo leggendo i classici, con la loro capacità di raccontarci l'epoca in cui sono stati scritti che possiamo sperare di avere e diffondere gli strumenti culturali in grado di farci capire l'epoca in cui viviamo.
    Carmilla, di Joseph Sheridan Le Fanu, è un ottimo rappresentante di opera letteraria stratificata, leggibile a più livelli, e pur appartenendo indubbiamente alla categoria dei romanzi di genere (in questo caso il genere gotico) mostra una complessità interpretativa che lo colloca tra i libri da leggere se si è interessati a capire lo spirito dell'epoca vittoriana, del periodo in cui lo sviluppo dell'industrializzazione in Gran Bretagna (il racconto è del 1872) comportava un necessario controllo delle coscienze, la definizione di una ideologia basata sulla repressione delle pulsioni, in primis quelle sessuali quali anticamera del disordine sociale. E' questa un'epoca che presenta inquietanti analogie con la nostra in termini di ideologia dominante, anche se un secolo e oltre di affinamento delle tecniche di controllo sociale hanno portato a rendere più conveniente inibire il potere sovversivo del sesso attraverso la sua esibizione e disponibilità totale, piuttosto che attraverso la sua negazione e sublimazione.
    Carmilla è innanzitutto ancora oggi un bel racconto, piacevole da leggere, nonostante alcune ingenuità stilistiche e ambientali che derivano dall'essere noi i lettori del XXI secolo di una storia destinata a mettere paura ad un pubblico del XIX. La storia è quella di Laura, (che come spesso capita in questo genere di racconti la narra in prima persona anni dopo, a garanzia dell'happy end) figlia di un funzionario austro-ungarico di origine inglese, che vive diciottenne in un solitario maniero della Stiria, con l'unica compagnia del padre e di due istitutrici. Per una serie di avvenimenti molto oscuri nel castello viene ospitata una ragazza della stessa età di Laura, un personaggio enigmatico, dai comportamenti bizzarri, languida e bellissima, e tra le due ragazze nasce una intima amicizia che sconfina apertamente verso l'amore. Subito nei villaggi circostanti iniziano a morire giovani fanciulle, affette da un misterioso morbo che toglie loro l'energia vitale: in breve tempo anche Laura inizia ad avere incubi in cui strani animali si introducono in camera sua e la mordono al seno; inizia a sentirsi sempre più spossata e solo il tempestivo intervento di un amico di famiglia, un generale a riposo che sta dando la caccia ai vampiri riuscirà a risolvere la situazione con l'immancabile (ma per allora non così scontato) paletto di frassino nel cuore di Carmilla e successiva decapitazione.
    Moltissimi, anche da questa breve sintesi, sono gli elementi che emergono e che fanno di Carmilla un testo che si può dire era volto all'educazione delle giovani rampolle della borghesia vittoriana. In estrema sintesi e con una certa dose di brutalità e approssimazione la morale della storia può essere la seguente.
    Attenzione, giovani fanciulle che state entrando nell'età in cui dovrete decidere del vostro avvenire: troverete sulla vostra strada le insidie del sesso, gli oscuri impulsi che guidano il vostro istinto. Essi si presenteranno estremamente attraenti, ambigui ed affascinanti. Seguendoli, tuttavia, andrete incontro alla rovina certa, alla morte. Non dovete però temere, perché le autorità sapranno mettere tutto a posto e vi reindirizzeranno verso la retta via, dove potrete adempiere felicemente i vostri compiti sociali.
    Questo è secondo me il messaggio sociale che il racconto vuole consegnarci. Ne sono testimoni molteplici particolari, quali la figura stessa della protagonista, che non è un vampiro di orribili fattezze (si pensi per contrasto a Nosferatu) ma una bellissima fanciulla, manifestamente il doppio oscuro di Laura. Ne è testimone il ruolo che svolgono i personaggi che risolveranno la questione: il padre funzionario imperiale, l'amico generale, il prete, i dottori: tutti rappresentanti emblematici della buona società che agiscono saggiamente per il meglio.
    Il racconto è però ancora più complesso, e permette di scoprire, se adeguatamente scandagliato, ulteriori livelli interpretativi. Vi è infatti un livello squisitamente psicanalitico, che attiene a come viene descritto il rapporto tra Laura e Carmilla in un'epoca in cui parlare di sesso era, come detto, tabù. Qui secondo me Le Fanu dà il meglio di sé come narratore, perché è in grado di scardinare questo tabù senza formalmente metterlo in discussione. Sempre in chiave psicanalitica può essere interpretato il ruolo che nel racconto assume la dimensione onirica.
    Vi è infine secondo me un livello ancora più sottile di interpretazione del personaggio di Carmilla, che non solo rappresenta il pericolo che le pulsioni sessuali costituiscono rispetto all'ordine sociale, ma, in quanto proveniente da una famiglia nobile di epoca medievale, accosta tali insidie al mondo feudale europeo (non dimentichiamo che il padre di Laura è inglese). Carmilla è poi anche manifestamente atea, materialista e illuminista (come ci dice Attilio Brilli nella bella e breve postfazione): assomma in sé quindi anche le minacce che alla società borghese trionfante potevano derivare da un lato dalla reminiscenza del vecchio ordine feudale e dall'altro dalla cultura radicale che era stata alla base stessa della presa di potere della borghesia, me che ben presto venne rinnegata perché non funzionale alla costituzione del nuovo ordine economico.
    Pochi decenni dopo Henry James scriverà la sua storia di fantasmi più nota, Il giro di vite e l'incombenza della crisi farà sì che nessun finale lieto sia più possibile, che nessun esorcismo, nessun paletto di frassino possa fare scomparire creature per larga parte generate proprio da quegli stessi meccanismi sociali che tentano di distruggerle.

    ha scritto il 

  • 2

    Da leggere, ma...

    Sì, d'accordo, fu il primo a scrivere di vampiri (assieme a Polidori che sarà il mio prossimo passo). Il problema è che, pur con tutte le attenuanti del periodo storico, e pur considerato che come let ...continua

    Sì, d'accordo, fu il primo a scrivere di vampiri (assieme a Polidori che sarà il mio prossimo passo). Il problema è che, pur con tutte le attenuanti del periodo storico, e pur considerato che come lettore di oggi ogni effetto sorpresa è rovinato etc etc, la storia regge fino a due terzi.
    La protagonista ha bisogno di una metaforica martellata nel cranio per capire non dico cosa stia succedendo, ma anche solo che l'amica sua non è precisamente una santa, nonostante coincidenze a pacchi e riferimenti molto precisi e circostanziati. E soprattutto, il finale è l'anticlimax del libro per eccellenza, come se all'autore non interessasse granché.
    Il punto di forza del libro è invece nella prima metà, la tensione sessuale tra le due ragazze che mai si compie se non in piccoli gesti, e la psicologia della protagonista-narratrice, particolarmente "moderna" per il tempo in cui è stata pensata e scritta.
    E' comunque un classico.

    ha scritto il 

Ordina per