Casino totale

Di

Editore: mondolibri

4.0
(3257)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Greco , Catalano , Polacco

Isbn-10: A000033208 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , CD audio

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico di gioventù ucciso dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia....
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  • 3

    innamoramento

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro ...continua

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro che ci spendo troppe energie per averne ben poco vantaggio.
    Il protagonista non l'ho trovato carismatico, simpatico nè (soprattutto) seducente.
    Queste due cose non mi hanno aiutato.

    Però, il romanzo è una dichiarazione d'amore naturale, calda, selvaggia, autentica, in ogni pagina, a ogni nome di strada, di bar, a ogni incrocio, per ogni ricetta, in ogni faccia descritta... a Marsiglia, che è la cittá dove Izzo è nato e morto. E, pur non essendo la cittá dove sono nata io, è una città che ha fatto innamorare anche me. E mi ritrovo pienamente in tante cose che dice l'autore (fra le righe, nella trama che io ho trovato incasinata).
    Il romanzo si conclude dicendo che è
    «Una cittá in armonia con i nostri cuori» e, in un'altra pagina, che i passanti «Passeggiano vicini, senza aggressività».

    È strano, perchè è un romanzo teoricamente infarcito d'odio, che parla di morte, violenza, razzismo, conflitti... ma, di fondo, condito di un grande amore, di un'immensa dolcezza, di armonia...

    (Aaaah... Marsiglia... )

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schem ...continua

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schemi, un "poveretto" in mezzo ai fascisti dell'anima, uno dei migranti che popolano una città che è sempre vissuta di traffici di cose e di persone. Si leggono gli odori, i sapori, le musiche ed i silenzi assordanti del sud in questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Marseille noir

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se na ...continua

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se nasci e cresci in un territorio di frontiera come la Marsiglia del dopoguerra, questo processo di elaborazione può essere più proficuo che mai.
    Izzo, servendosi di una trama noir, racconta la sua città, nel bene e nel male…soprattutto in quest’ultimo; finendo per essere tristemente profetico.

    ha scritto il 

  • 2

    La scrittura di Izzo pur essendo diretta , con uno stile affilato , che riporta atmosfere, profumi e colori , non convince e produce sensazioni contrastanti. La storia che si districa negli in ...continua

    La scrittura di Izzo pur essendo diretta , con uno stile affilato , che riporta atmosfere, profumi e colori , non convince e produce sensazioni contrastanti. La storia che si districa negli ingranaggi della malavita marsigliese risulta, a volte, poco chiara, troppi personaggi, nomi, luoghi. L’indagine non riesce ad appassionare e la lettura non scorre e non mi ha saputo catturare.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un romanzo che non fa sconti: la butta giù dura e ti fa entrare nel giro dei clan marsigliesi, tra spacciatori, assassini e prostitute. Ma ci sono anche dei momenti di lirismo, la ricerca dell'amor ...continua

    E' un romanzo che non fa sconti: la butta giù dura e ti fa entrare nel giro dei clan marsigliesi, tra spacciatori, assassini e prostitute. Ma ci sono anche dei momenti di lirismo, la ricerca dell'amore e la fedeltà dell'amicizia. E se, mentre leggete, ascoltate la musica suggerita da Montale, vi sembrerà di essere a Marsiglia con lui. Bello!

    ha scritto il 

  • 1

    L’unico motivo che mi ha fatto approcciare Izzo è l'interesse per il noir, quindi perché non approfondire una sua rivisitazione mediterranea, che addirittura ambirebbe a ricucire i debiti del genere c ...continua

    L’unico motivo che mi ha fatto approcciare Izzo è l'interesse per il noir, quindi perché non approfondire una sua rivisitazione mediterranea, che addirittura ambirebbe a ricucire i debiti del genere con l’esistenzialismo?
    Il risultato è stato desolante.
    La trama dei vecchi amici di gioventù per i quali il destino infame ha scelto strade diverse, in sé trita e ritrita fino all’inverosimile, è riproposta senza il minimo tentativo di conferirle nuova freschezza.
    Izzo rappresenta l’ambiente, nelle sue intenzioni il vero protagonista della vicenda, per saturazione: i quartieri malfamati di Marsiglia sono davvero malfamati e umidi, anzi incrostati di muffa; i cattivi sono sempre stronzi, speculatori e anche un po’ fascisti, tanto per non sbagliare; le donne, tutte affascinanti, sebbene in modo anticonvenzionale, per carità; i buoni? Vittime invariabilmente sfruttati da speculatori senza scrupoli, relegati ai margini dalla razzistissima borghesia francese.
    È un mondo rigidamente bicromatico, il suo, dove viene bandita qualsivoglia ambiguità, quella zona grigia tra il bene male che, allargandosi a dismisura, costituisce molto spesso costituisce il primo motore delle vicende.
    Si sarebbe potuto anche soprassedere, non fosse stato per il protagonista.
    Al riguardo, l’ortodossia del genere impone un antieroe sgradevole, violento, con il quale il lettore non dovrebbe identificarsi, se non nei suoi istinti più viscerali e repressi.
    Esempi meritevoli: il tenente Klein di White Jazz, poliziotto corrotto sino all’inverosimile, che specula sugli alloggi popolari con la collaborazione dell’affascinante sorella, per la quale nutre una sana attrazione incestuosa; Rorschach di Watchmen, sessuofobo, reazionario, sociopatico, che non si fa troppi problemi a sfondare il cranio ai cani e non si separa mai dal suo (puzzolente) spolverino tipico dell’investigatore privato dell’hard-boiled; l’agente assicurativo de La morte paga doppio (aka Double Indemnity, o La fiamma del peccato nella versione cinematografica), per sua stessa ammissione un signor nessuno (o un everyman) senza una briciola di fascino, attirato solo dalla possibilità di procurarsi denaro e donne.
    E invece Casino Totale è dominato dalla personalità di Fabio Montale, pretenzioso già dalla tronfia letterarietà del cognome.
    FM viene dalla strada, di cui conosce le regole, ma è al tempo stesso un raffinato esegeta di musica, whisky e cucina; sa farsi rispettare come poliziotto, anche se è implacabile nello stigmatizzare le ipocrisie di colleghi e superiori; soffre di un’affettività problematica e tormentata, ma - o forse proprio in virtù di ciò - dispone alla bisogna di un nutrito carnet femminile, in ossequio al binomio tipicamente mediterraneo del piangere e fottere.
    Ebbene, lo spettatore si stupirà del fatto che la più grande città della Francia meridionale riesca a contenere una personalità così strabordante, tanto più che il buon Izzo non manca di riportare doviziosamente le imprese del suo alter ego: quali distillati abbia centellinato, quali dischi di raffinato jazz abbia messo su, quali conquiste carnali abbia riportato - contraddistinte, queste ultime, da un invariabile sentore di non meglio definite spezie orientali o nordafricane*.
    A queste cronache di minuzioso edonismo si contrappongono lunghi incisi dove si denunciano le speculazioni compiute dal capitalismo dell’Odio ai danni dei disgraziati emigrati, le cui sorti dolorose vengono compiante da Montale, inevitabilmente spaparanzato sul suo terrazzino con vista sul mare.
    Non sono riuscito, lo confesso, a portare a termine le gesta di FM, abbandonandolo, mio malgrado, fra l'ennesima cena di pesce e il susseguente amplesso - immagino pur sempre svoltosi secondo una dinamica rispettosa e scevra da ogni sciovinismo; sono però convinto che sia riuscito ad accumulare ulteriore materiale per le sue ubbie malinconiche, da sciorinare nei capitoli successivi della trilogia, raccogliendo il consenso plebiscitario di pubblico e critica.
    È evidente, da parte di Izzo, il tentativo di emulare un certo tipo di scrittura secca e sincopata, compromessa con le espressioni gergali, con una violenza pervasiva su più livelli; tuttavia una delle prime regole da seguire quando si scrive una storia, soprattutto una storia noir, per sua natura dominata dall'elemento visuale, è mostrare senza raccontare (show, don't tell).

    In Izzo c'è invece un eccesso di zelo, ci si preoccupa che il lettore provi disagio a tutti i costi, proponendo una sorte di voce fuori campo, didascalie ininterrotte che descrivono a ogni rigo la corruzione, l'alienazione, la sofferenza, fino al punto di giungere alla retorica, al melodramma, e infine, ad annoiare.

    * il che potrebbe far temere, al più prosaico lettore, preoccupanti problemi di traspirazione cutanea e/o digestione.

    ha scritto il 

  • 3

    Commento all'audiolibro

    Una piacevole sorpresa Valerio Mastandrea, anche se il suo francese non è buonissimo (si sente però che c'è uno sforzo dietro).
    Il libro a volte ha dei dialoghi e delle frasi melensi e un po' ridicoli ...continua

    Una piacevole sorpresa Valerio Mastandrea, anche se il suo francese non è buonissimo (si sente però che c'è uno sforzo dietro).
    Il libro a volte ha dei dialoghi e delle frasi melensi e un po' ridicoli - con la scusa del noir a volte passano delle scemenze assurde spacciate per aforismi da duro - e la storia non è proprio originalissima. Non credo che leggerò gli altri di Izzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Marsiglia.

    Marsiglia. Il quarantacinquenne Fabio Montale è un poliziotto disincantato, disilluso, tormentato, con un passato alle spalle che non riesce a scrollarsi di dosso. La sua gioventù di ragazzo allo sban ...continua

    Marsiglia. Il quarantacinquenne Fabio Montale è un poliziotto disincantato, disilluso, tormentato, con un passato alle spalle che non riesce a scrollarsi di dosso. La sua gioventù di ragazzo allo sbando, indissolubilmente legato ai due amici di sempre, Ugo e Manu, e il reciproco loro amore verso quell’unica donna, Lole, scandiscono le pagine della vita di questo eclettico uomo.
    Ugo, dopo anni di lontananza, è tornato in quei borghi di avventure e crescita per svolgere quell’ingrato compito: vendicare Manu, morto tre mesi prima del suo arrivo. Sa che non ha scampo, che dal momento in cui avrà premuto il suo indice sul grilletto, non potrà più tornare indietro, la sua stessa esistenza giungerà al termine. Seppur le loro strade si siano divise, toccherà dunque a Fabio far luce sulle morti dei suoi fratelli non di sangue e su Leila, la giovane araba per la quale prova forti sentimenti e uno sconosciuto senso di responsabilità che per tutto il tempo del loro frequentarsi lo spinge immancabilmente a fare un passo indietro, per proteggerla, per non ferirla, per non distruggerla e farla scappare così come è avvenuto con Rosa e tutte le altre donne che ha amato.
    Tanti i tasselli di questa indagine di omicidi apparentemente scollegati, di fatto indissolubilmente connessi in un clima in cui presente e passato si susseguono, si intersecano, si riscoprono. Montale è un personaggio solitario, di poche parole, intuitivo seppur sottovaluto nell’ambito lavorativo, scontroso, incapace di gestire i sentimenti e di vivere nel presente, un uomo le cui passioni non sono altro che le escursioni in barca, la pesca, la buona musica, i giusti alcolici, le donne.
    Accompagnato da un perenne senso di malinconia, il romanzo scorre piacevolmente tra le mani del lettore che se lo gusta pian piano, un poco alla volta. Contenutivamente tanti sono i temi trattati, dall’immigrazione algerina all’integralismo arabo, passando per lo xenofobismo, il fascismo e il nazismo, la prostituzione, la droga, i piaceri delle piccole cose, l’amicizia, l’amore, il senso dell’onore e del dovere che nulla ha a che fare con la morale, e molto altro ancora.
    Un noir ben strutturato, senza pretese e senza gesta eroiche impossibili.
    «Annaffiarle, significava far vivere l’anima del posto. Sei stata tu ad insegnarcelo. Li dove vive l’anima, l’altro è vicino. Avevo bisogno della tua esistenza. Per andare avanti. Aprire le porte intorno a me. Vivevo nel chiuso. Per pigrizia. Ci si accontenta sempre più facilmente. Un giorno, ci si accontenta di tutto E si crede di aver trovato la felicità».

    ha scritto il 

  • 4

    “Marsiglia non è una città per turisti. Non c’è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi. Essere per, essere contro. Essere, violentemen ...continua

    “Marsiglia non è una città per turisti. Non c’è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi. Essere per, essere contro. Essere, violentemente. Solo allora, ciò che c’è da vedere si lascia vedere. E allora è troppo tardi, si è già in pieno dramma. Un dramma antico dove l’eroe è la morte. A Marsiglia, anche per perdere bisogna sapersi battere.”

    Marsiglia.
    Marsiglia con “la sua sorda violenza e il razzismo a fior di pelle”; Marsiglia degli emarginati.
    Marsiglia con i suoi odori.
    Marsiglia dove anche i corpi delle donne – Lole, Leila, Marie-Lou – sanno di spezie.
    Marsiglia dove in mezzo al casino totale (perfino troppo casino per me) ci stanno così bene quei sentimenti viola.

    (Non sono sicura che siano quattro stelle piene: magari in un altro momento non gliele avrei date, però in questo momento gliele do.)

    ha scritto il 

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