Casino totale

Di

Editore: E/O

4.0
(3268)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Greco , Catalano , Polacco

Isbn-10: 8876417397 | Isbn-13: 9788876417399 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Barbara Ferri

Disponibile anche come: Copertina rigida , CD audio

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico di gioventù assassinato dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia. Tutti e tre - Ugo, Manu e Montale - sono cresciuti nei vicoli poveri del porto di Marsiglia. Assieme hanno fatto i primi furtarelli, poi qualche rapina, ma hanno anche condiviso i sogni di paesi esotici, i primi dischi e i primi libri, le nuotate in mare, le ubriacature. E soprattutto hanno amato la stessa donna, Lole. Poi le strade si sono separate: Manu si è perso in giochi criminali troppo grandi, Ugo è partito, Montale è diventato uno strano poliziotto, più educatore di strada nei quartieri difficili che sbirro. Ora dovrà sostenere un'inchiesta durissima contro tutto e tutti, in una città, Marsiglia, simbolo di un Mediterraneo diviso tra bellezza e violenza, tra due colori: l'azzurro del cielo e del mare e il nero della morte e dell'odio.
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  • 3

    Un vero amabile casino...

    Il titolo rende bene l'idea di come sia la trama, intricatissima. Ci si perde tra una storia quasi inestricabile e la pletora di personaggi, che sono chiari solo allo scrittore. A volte si ha la sensa ...continua

    Il titolo rende bene l'idea di come sia la trama, intricatissima. Ci si perde tra una storia quasi inestricabile e la pletora di personaggi, che sono chiari solo allo scrittore. A volte si ha la sensazione di essere minus habens. In realtà, Izzo si fa perdonare col suo stile sempre asciutto, i periodi lampo, l'amore per Marsiglia. In più, il protagonista Fabio Montale è simpatico, inquieto, alla continua ricerca di sè stesso. Lo ritrova nel finale, mieloso e malinconico.

    ha scritto il 

  • 4

    casino totale:

    ci sta un universo mediterraneo dentro, così lo leggo piano piano,e sottolineo e faccio le note a margine.
    Ho creato 3 rubriche: ricette di cucina di izzo - consigli musicali e letterari di i. - citaz ...continua

    ci sta un universo mediterraneo dentro, così lo leggo piano piano,e sottolineo e faccio le note a margine.
    Ho creato 3 rubriche: ricette di cucina di izzo - consigli musicali e letterari di i. - citazioni da maglietta, da diario, da tazza del caffè e da piatto di pastasciutta di Izzo.

    Un Izzomondo, a volte poco chiaro, a volte inaccettabile.

    Non che il mondo Non - Izzo lo sia. (comprensibile e che va tutto bene. No. ma quantomeno I. ci descrive e ci evoca le Calanques, la bouillabaisse, il Panier, l'orata ai ferri, il timo, il mare. Così sogno ancora un quarto d'ora prima di andare a lavorare).

    Consigliato?
    Sì.

    ha scritto il 

  • 3

    innamoramento

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro ...continua

    Non ho seguito la trama, continuamente interrotta, incasinatissima, piena zeppa di personaggi, del presente e del passato, che tornano, poi spariscono... non mi ci sono messa, perché ormai mi è chiaro che ci spendo troppe energie per averne ben poco vantaggio.
    Il protagonista non l'ho trovato carismatico, simpatico nè (soprattutto) seducente.
    Queste due cose non mi hanno aiutato.

    Però, il romanzo è una dichiarazione d'amore naturale, calda, selvaggia, autentica, in ogni pagina, a ogni nome di strada, di bar, a ogni incrocio, per ogni ricetta, in ogni faccia descritta... a Marsiglia, che è la cittá dove Izzo è nato e morto. E, pur non essendo la cittá dove sono nata io, è una città che ha fatto innamorare anche me. E mi ritrovo pienamente in tante cose che dice l'autore (fra le righe, nella trama che io ho trovato incasinata).
    Il romanzo si conclude dicendo che è
    «Una cittá in armonia con i nostri cuori» e, in un'altra pagina, che i passanti «Passeggiano vicini, senza aggressività».

    È strano, perchè è un romanzo teoricamente infarcito d'odio, che parla di morte, violenza, razzismo, conflitti... ma, di fondo, condito di un grande amore, di un'immensa dolcezza, di armonia...

    (Aaaah... Marsiglia... )

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schem ...continua

    Primo libro di una "triologia". Probabilmente non lo avrei mai acquistato se un lettore di passaggio non me lo avesse caldamente consigliato. Mi è piaciuto, questo poliziotto un poco fuori dagli schemi, un "poveretto" in mezzo ai fascisti dell'anima, uno dei migranti che popolano una città che è sempre vissuta di traffici di cose e di persone. Si leggono gli odori, i sapori, le musiche ed i silenzi assordanti del sud in questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Marseille noir

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se na ...continua

    Per scrivere storie a volte non serve troppa fantasia, basta avere la capacità di accumulare sensazioni, vivere la quotidianità e porsi qualche domanda, per poi trasmettere tutto nero su bianco. Se nasci e cresci in un territorio di frontiera come la Marsiglia del dopoguerra, questo processo di elaborazione può essere più proficuo che mai.
    Izzo, servendosi di una trama noir, racconta la sua città, nel bene e nel male…soprattutto in quest’ultimo; finendo per essere tristemente profetico.

    ha scritto il 

  • 2

    La scrittura di Izzo pur essendo diretta , con uno stile affilato , che riporta atmosfere, profumi e colori , non convince e produce sensazioni contrastanti. La storia che si districa negli in ...continua

    La scrittura di Izzo pur essendo diretta , con uno stile affilato , che riporta atmosfere, profumi e colori , non convince e produce sensazioni contrastanti. La storia che si districa negli ingranaggi della malavita marsigliese risulta, a volte, poco chiara, troppi personaggi, nomi, luoghi. L’indagine non riesce ad appassionare e la lettura non scorre e non mi ha saputo catturare.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un romanzo che non fa sconti: la butta giù dura e ti fa entrare nel giro dei clan marsigliesi, tra spacciatori, assassini e prostitute. Ma ci sono anche dei momenti di lirismo, la ricerca dell'amor ...continua

    E' un romanzo che non fa sconti: la butta giù dura e ti fa entrare nel giro dei clan marsigliesi, tra spacciatori, assassini e prostitute. Ma ci sono anche dei momenti di lirismo, la ricerca dell'amore e la fedeltà dell'amicizia. E se, mentre leggete, ascoltate la musica suggerita da Montale, vi sembrerà di essere a Marsiglia con lui. Bello!

    ha scritto il 

  • 1

    L’unico motivo che mi ha fatto approcciare Izzo è l'interesse per il noir, quindi perché non approfondire una sua rivisitazione mediterranea, che addirittura ambirebbe a ricucire i debiti del genere c ...continua

    L’unico motivo che mi ha fatto approcciare Izzo è l'interesse per il noir, quindi perché non approfondire una sua rivisitazione mediterranea, che addirittura ambirebbe a ricucire i debiti del genere con l’esistenzialismo?
    Il risultato è stato desolante.
    La trama dei vecchi amici di gioventù per i quali il destino infame ha scelto strade diverse, in sé trita e ritrita fino all’inverosimile, è riproposta senza il minimo tentativo di conferirle nuova freschezza.
    Izzo rappresenta l’ambiente, nelle sue intenzioni il vero protagonista della vicenda, per saturazione: i quartieri malfamati di Marsiglia sono davvero malfamati e umidi, anzi incrostati di muffa; i cattivi sono sempre stronzi, speculatori e anche un po’ fascisti, tanto per non sbagliare; le donne, tutte affascinanti, sebbene in modo anticonvenzionale, per carità; i buoni? Vittime invariabilmente sfruttati da speculatori senza scrupoli, relegati ai margini dalla razzistissima borghesia francese.
    È un mondo rigidamente bicromatico, il suo, dove viene bandita qualsivoglia ambiguità, quella zona grigia tra il bene male che, allargandosi a dismisura, costituisce molto spesso costituisce il primo motore delle vicende.
    Si sarebbe potuto anche soprassedere, non fosse stato per il protagonista.
    Al riguardo, l’ortodossia del genere impone un antieroe sgradevole, violento, con il quale il lettore non dovrebbe identificarsi, se non nei suoi istinti più viscerali e repressi.
    Esempi meritevoli: il tenente Klein di White Jazz, poliziotto corrotto sino all’inverosimile, che specula sugli alloggi popolari con la collaborazione dell’affascinante sorella, per la quale nutre una sana attrazione incestuosa; Rorschach di Watchmen, sessuofobo, reazionario, sociopatico, che non si fa troppi problemi a sfondare il cranio ai cani e non si separa mai dal suo (puzzolente) spolverino tipico dell’investigatore privato dell’hard-boiled; l’agente assicurativo de La morte paga doppio (aka Double Indemnity, o La fiamma del peccato nella versione cinematografica), per sua stessa ammissione un signor nessuno (o un everyman) senza una briciola di fascino, attirato solo dalla possibilità di procurarsi denaro e donne.
    E invece Casino Totale è dominato dalla personalità di Fabio Montale, pretenzioso già dalla tronfia letterarietà del cognome.
    FM viene dalla strada, di cui conosce le regole, ma è al tempo stesso un raffinato esegeta di musica, whisky e cucina; sa farsi rispettare come poliziotto, anche se è implacabile nello stigmatizzare le ipocrisie di colleghi e superiori; soffre di un’affettività problematica e tormentata, ma - o forse proprio in virtù di ciò - dispone alla bisogna di un nutrito carnet femminile, in ossequio al binomio tipicamente mediterraneo del piangere e fottere.
    Ebbene, lo spettatore si stupirà del fatto che la più grande città della Francia meridionale riesca a contenere una personalità così strabordante, tanto più che il buon Izzo non manca di riportare doviziosamente le imprese del suo alter ego: quali distillati abbia centellinato, quali dischi di raffinato jazz abbia messo su, quali conquiste carnali abbia riportato - contraddistinte, queste ultime, da un invariabile sentore di non meglio definite spezie orientali o nordafricane*.
    A queste cronache di minuzioso edonismo si contrappongono lunghi incisi dove si denunciano le speculazioni compiute dal capitalismo dell’Odio ai danni dei disgraziati emigrati, le cui sorti dolorose vengono compiante da Montale, inevitabilmente spaparanzato sul suo terrazzino con vista sul mare.
    Non sono riuscito, lo confesso, a portare a termine le gesta di FM, abbandonandolo, mio malgrado, fra l'ennesima cena di pesce e il susseguente amplesso - immagino pur sempre svoltosi secondo una dinamica rispettosa e scevra da ogni sciovinismo; sono però convinto che sia riuscito ad accumulare ulteriore materiale per le sue ubbie malinconiche, da sciorinare nei capitoli successivi della trilogia, raccogliendo il consenso plebiscitario di pubblico e critica.
    È evidente, da parte di Izzo, il tentativo di emulare un certo tipo di scrittura secca e sincopata, compromessa con le espressioni gergali, con una violenza pervasiva su più livelli; tuttavia una delle prime regole da seguire quando si scrive una storia, soprattutto una storia noir, per sua natura dominata dall'elemento visuale, è mostrare senza raccontare (show, don't tell).

    In Izzo c'è invece un eccesso di zelo, ci si preoccupa che il lettore provi disagio a tutti i costi, proponendo una sorte di voce fuori campo, didascalie ininterrotte che descrivono a ogni rigo la corruzione, l'alienazione, la sofferenza, fino al punto di giungere alla retorica, al melodramma, e infine, ad annoiare.

    * il che potrebbe far temere, al più prosaico lettore, preoccupanti problemi di traspirazione cutanea e/o digestione.

    ha scritto il 

  • 3

    Commento all'audiolibro

    Una piacevole sorpresa Valerio Mastandrea, anche se il suo francese non è buonissimo (si sente però che c'è uno sforzo dietro).
    Il libro a volte ha dei dialoghi e delle frasi melensi e un po' ridicoli ...continua

    Una piacevole sorpresa Valerio Mastandrea, anche se il suo francese non è buonissimo (si sente però che c'è uno sforzo dietro).
    Il libro a volte ha dei dialoghi e delle frasi melensi e un po' ridicoli - con la scusa del noir a volte passano delle scemenze assurde spacciate per aforismi da duro - e la storia non è proprio originalissima. Non credo che leggerò gli altri di Izzo.

    ha scritto il 

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