Cesta

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4.2
(10068)

Language: Slovenščina | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 9610104711 | Isbn-13: 9789610104711 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • 4

    «Stare soli è il minore dei mali.»

    Un padre e un figlio. E la strada.
    Questi gli ingredienti di un romanzo che potrebbe essere definito minimalista, sia per gli elementi e i personaggi che entrano in gioco, sia per lo stile dell'autore ...continue

    Un padre e un figlio. E la strada.
    Questi gli ingredienti di un romanzo che potrebbe essere definito minimalista, sia per gli elementi e i personaggi che entrano in gioco, sia per lo stile dell'autore, Cormac McCarthy, considerato uno dei più importanti nomi del panorama letterario americano.
    Un padre e un figlio, in fuga non si sa bene da cosa, attraversano una strada americana totalmente abbandonata. Non ci sono indicazioni precise su questo viaggio, se non il fatto che gli Stati non esistono più e sulle strade non passano né camion né automobili: solo i pochi sopravvissuti, di tanto in tanto.
    Pochi sono i cenni al passato, in particolare alla moglie dell'uomo, che ha deciso di uccidersi pur di non dover vivere in quel modo; pochi i cenni anche alla nascita del bambino, avvenuta in condizioni non ottimali. Poi, il ritorno alla loro vecchia casa, da cui il bambino non vede l'ora di scappare, come se un oscuro pensiero aleggiasse nella sua memoria.
    L'unica speranza di questo viaggio è costituita dal carrello, contenente il cibo e il minimo indispensabile per sopravvivere, munito di uno specchietto retrovisore per vedere se qualcuno li segue, una pistola per difendersi dai cattivi e gli zaini.
    Poi, solo cenere e povere. E l'amore reciproco.
    E la paura... La paura della morte, ma anche la paura provata dal padre che non ha la certezza di stare facendo il massimo per il bene del figlio.
    Un altro elemento fondamentale è il sogno: più volte si accenna alla componente onirica, estremamente legata alla realtà.
    Attraverso due figure ben delineate in un contesto molto vago, privo di qualsiasi riferimento spaziale e temporale, sembra che si voglia rappresentare l'intera umanità: la forza di questo romanzo sta nel fatto che, durante la lettura, ciascuno percorrerà la propria personale strada.
    Il protagonista è l'essere umano, portato al limite della sopravvivenza, con le sue paure e le sue speranze, alle prese con la propria finitudine. L'incontro con il vecchio è determinante per la concezione della spiritualità: se da un lato l'uomo e il figlio pensano ancora a un Dio, l'anziano non ha più alcun dubbio: «Non c'è nessun Dio e noi siamo i suoi profeti. (...) Ormai certe cose me le sono lasciate alle spalle. Da anni. Dove gli uomini non riescono a vivere gli dèi non se la cavano certo meglio. Vedrà. Stare soli è il minore dei mali.»

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  • 2

    Avevo grandi aspettative da questo libro, purtroppo disattese. Un libro che si lascia leggere ma niente di più. È difficile spiegare perché in poche parole, mi ha lasciato davvero poco. Nonostante le ...continue

    Avevo grandi aspettative da questo libro, purtroppo disattese. Un libro che si lascia leggere ma niente di più. È difficile spiegare perché in poche parole, mi ha lasciato davvero poco. Nonostante le poche pagine, è ancora troppo lungo per il poco che ha da dire; in definitiva inconcludente. I capolavori del genere post-apocalittico sono altri.

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  • 3

    "Ricordati che le cose che ti entrano in testa, poi ci restano per sempre..."

    E' stata dura arrivare alla fine di questo libro. Forse perché io, non avrei avuto lo stesso coraggio dei due protagonisti: quello di arrivare alla fine (o forse l'inizio?) del viaggio. O forse si? Ed ...continue

    E' stata dura arrivare alla fine di questo libro. Forse perché io, non avrei avuto lo stesso coraggio dei due protagonisti: quello di arrivare alla fine (o forse l'inizio?) del viaggio. O forse si? Ed è proprio questa la cosa che mi ha scosso.

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  • 0

    capisco quelli a cui non è piaciuto questo libro: o ti entra subito o niente...ma se ti entra, brucia come poche cose tanta è la forza di una storia tanto scarna di particolari quanto ricca di emozion ...continue

    capisco quelli a cui non è piaciuto questo libro: o ti entra subito o niente...ma se ti entra, brucia come poche cose tanta è la forza di una storia tanto scarna di particolari quanto ricca di emozioni a tinte forti. bellissimo e ti sconvolge fino alle lacrime.

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  • 3

    Mi rendo conto di essere diventata più esigente nella lettura rispetto al passato, per questo e con tutto il rispetto per l'autore, do solo 3 stellette. tanto grigio, pioggia, freddo e poco altro. E s ...continue

    Mi rendo conto di essere diventata più esigente nella lettura rispetto al passato, per questo e con tutto il rispetto per l'autore, do solo 3 stellette. tanto grigio, pioggia, freddo e poco altro. E scusate, "Cecità" è un'altra cosa

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  • 5

    Un racconto che è stato una vera rivelazione. Il primo impatto è stato piuttosto “strano”, con uno stile fatto di frasi brevi e con pochissimi dialoghi ma poi, dopo poche pagine, il racconto mi ha con ...continue

    Un racconto che è stato una vera rivelazione. Il primo impatto è stato piuttosto “strano”, con uno stile fatto di frasi brevi e con pochissimi dialoghi ma poi, dopo poche pagine, il racconto mi ha conquistata.
    Lo scrittore non precisa né il luogo né il tempo della vicenda, come indicare l’universalità della tragedia, come la devastazione abbia colpito la Terra intera, in tua la sua interezza.
    Uno stile asciutto, fatto di frasi brevi, corte ma fortemente evocative, taglienti, secche, affilate e crude, perfetto specchio del paesaggio circostante. Un procedere scarno, spolpato, fatto di dialoghi quasi telegrafici che accompagnano magistralmente l’arrancare dei due personaggi.
    In questa terra desolata, devastata non si sa bene da quale tragico evento, pochi sono gli elementi che connotano il paesaggio: cenere, pioggia, freddo e buio. Allo stesso modo pochissimi sono i personaggi: padre e figlio che arrancano faticosamente in mezzo a un nulla ricoperto di cenere, spazzato dal vento e squassato dal freddo.
    La storia di un padre e di un figlio in cammino diventa la storia dell’umanità: la storia di una “cerca”, quella della vita stessa, dell'esperienza umana di perdita della fede e della speranza ultima. Procedono silenziosi, grigi nel grigio, ma risultano essere, agli occhi del lettore, ricolmi di significato, perfettamente sbozzati e tridimensionali.
    In un mondo disseccato, bruciato e gelido “La strada” ricorda come sia facilissimo perdere i tratti dell’umanità, come sia facile crollare e diventare simili alle macerie che costellano questo mondo distrutto. Eppure, allo stesso tempo, ci ricorda come sia ancora possibile “portare il fuoco”, quella forza, quella luce interiore che potrebbe nuovamente dare vita a una scintilla di speranza.
    C’è un padre che si adopera fino allo sfinimento per il figlio e c’è un figlio che si fida del padre, diventando ragione di vita l’uno per l’altro. C’è la speranza di andare avanti, sempre e comunque e c’è, negli occhi delusi del bambino alla vista del mare, questa stessa speranza infranta.
    Ci sono dei dialoghi essenziali, puliti, nudi, di una dolcezza disarmante, che punteggiano questo libro come farebbero delle gocce di rugiada novella sulla coltre di cenere polverosa. C’è dolore, morte, tragedia, disperazione, ma c’è poesia, perdono, speranza, amore e sacrificio.
    C’è un romanzo che lascia il segno, che traccia dei solchi nel cuore, che lascia ampio spazio per riflettere.
    C’è un libro che ti porta in basso, fin nei visceri più bui dell’umano ma che lascia scintillare una tremula e sparuta luce tentennante.
    C’è un libro che penso sia una vera opera d’arte.

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  • 5

    Dopo qualche insoddisfazione con l'autore affronto questo che viene definito da molti un capolavoro. Difficile da giudicare perchè dipende molto dai gusti. io l'ho apprezzato per vari motivi: lo stile ...continue

    Dopo qualche insoddisfazione con l'autore affronto questo che viene definito da molti un capolavoro. Difficile da giudicare perchè dipende molto dai gusti. io l'ho apprezzato per vari motivi: lo stile di McCarty non è facile, lunghe descrizioni ma con aggettivi secchi e potenti, poi c'è la visione del post apocalisse estremamente realistica e senza alcuna costruzione. Si vedono i protagonisti dentro la vita e si capisce cosa è successo poco a poco, questo è un particolare che apprezzo molto in una trama.
    Non è un romanzo facile, ma una volta che sei entrato nell'ipnosi dell'autore è difficile staccarsene

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  • 3

    È difficile scrivere una recensione che renda veramente giustizia a questo libro, soprattutto per chi non è genitore, così come è impossibile arrivare all'ultima pagina senza aver versato nemmeno una ...continue

    È difficile scrivere una recensione che renda veramente giustizia a questo libro, soprattutto per chi non è genitore, così come è impossibile arrivare all'ultima pagina senza aver versato nemmeno una lacrima.
    Il messaggio è chiaro: senza amore e senza fiducia non ci può essere umanità. È una verità cosí assoluta e universale che le poche informazioni che possiamo raccogliere sui personaggi sono sufficienti per immedesimarci nelle loro angosce e dubbi. Non abbiamo nemmeno coordinate geografiche o cronologiche perché non ci servono. Basta sapere che c'è una strada e che la strada va percorsa. Tutto il resto non interessa; ci troviamo di fronte a un linguaggio semplice e a una struttura ridotta all'osso. Dopodiché, a parer mio, il compito del lettore è di leggere in questo romanzo le sue esperienze e i suoi sentimenti. Da rileggere sicuramente, sicuramente a distanza di anni.

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