Che la festa cominci

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

3.4
(6220)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 331 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806191012 | Isbn-13: 9788806191016 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell’Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo.
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    Scorrevolissimo e innocuo come una bibita analcolico; senza nerbo e senza significato allo stesso modo. Potrebbe limitarsi a essere un gradevole (e furbo) passatempo disimpegnato, ma, usando le parole ...continua

    Scorrevolissimo e innocuo come una bibita analcolico; senza nerbo e senza significato allo stesso modo. Potrebbe limitarsi a essere un gradevole (e furbo) passatempo disimpegnato, ma, usando le parole di un mio amico livornese (che che cercava di spiegarmi perché non gli era piaciuto) "Villa Ada?! i mostri?! ma vaffanculo!".

    ha scritto il 

  • 3

    Per quello era diventato un satanista. Perché tutti lo ingannavano.

    Un satanista della domenica, deciso a farsi valere per la prima volta nella sua vita, e la sua manciata di seguaci (appassionati di ragù di cinghiale).
    Uno scrittore tronfio e borioso che rischia di e ...continua

    Un satanista della domenica, deciso a farsi valere per la prima volta nella sua vita, e la sua manciata di seguaci (appassionati di ragù di cinghiale).
    Uno scrittore tronfio e borioso che rischia di essere messo da parte.
    Una cantante ex drogata e sregolata e ora casta e pura.
    Un mecenate arricchito con manie di grandezza davvero eccessive.

    Ecco gli elementi che creano questa assurda, divertente, grottesca e delirante storia. Una storia ambientata a Villa Ada, nel centro di Roma.
    I personaggi sono meravigliosi: tutti un po' macchiette, ma ben caratterizzati, rendono bene, fanno affezionare e si fanno odiare quando devono. Rispecchiano alla perfezione gli stereotipi tutti italiani che vogliono incarnare, e in questo il libro è sicuramente riuscitissimo.
    Anche la storia si svolge bene. E' ben delineata, ben scritta, coinvolgente. Parte con calma, presentando prima i loro personaggi e i loro background, quindi il libro inizia in modo un po' lento. Ma poi ingrana, e prosegue serrando sempre di più il ritmo, fino ad arrivare a un frenetico climax finale che tiene col fiato sospeso fino alla fine.
    Nel complesso, un bel libro. Una satira un po' grottesca decisamente ben riuscita, un romanzo divertente dalla trama assurda che strappa le risate che deve. Unica pecca: la lunghezza. A un certo punto ho iniziato a trovarlo un po' faticoso da portare avanti. Ma alla fin fine, una lettura decisamente piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    "Mi piace molto Proust e anche Ammaniti" cit.

    Simpatico e grottesco: è lo stile di Ammaniti.
    Forse ancora più coinvolgente per chi vive a Roma e conosce Villa Ada, luogo dove si svolge la famsa festa...

    ha scritto il 

  • 2

    "Affascinante, colorato e irreale, questo libro ricorda un quadro di Salvador Dalì, in cui tutto ciò che ha una propria forma, la perde facendola diventare difficilmente comprensibile." Per leggere tu ...continua

    "Affascinante, colorato e irreale, questo libro ricorda un quadro di Salvador Dalì, in cui tutto ciò che ha una propria forma, la perde facendola diventare difficilmente comprensibile." Per leggere tutto, ma proprio tutto, ciò che ne penso, cliccate qui http://beawithcoffee.blogspot.it/2016/03/che-la-festa-cominci-niccolo-ammaniti_18.html

    ha scritto il 

  • 5

    una divertentissima parodia, ma non troppo, dei divi nostrani, dei salotti romani e televisivi. scrittori quasi falliti, calciatori cocainomani, veline, ex miss che vogliono fare le attrici, cuochi co ...continua

    una divertentissima parodia, ma non troppo, dei divi nostrani, dei salotti romani e televisivi. scrittori quasi falliti, calciatori cocainomani, veline, ex miss che vogliono fare le attrici, cuochi con poteri psionici e dei "poracci" satanisti che vi resteranno nel cuore, tutti insieme parteciperanno alla festa più trash della storia. Che dire in questo libro c'è di tutto e di più, consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 3

    In una Roma mai così attuale e ritratta con occhio impietoso, Ammaniti mette in scena una riuscitissima pochade che sferza crudelmente il decadente "bel mondo" che ogni giorno affolla gli schermi tele ...continua

    In una Roma mai così attuale e ritratta con occhio impietoso, Ammaniti mette in scena una riuscitissima pochade che sferza crudelmente il decadente "bel mondo" che ogni giorno affolla gli schermi televisivi. Abbandonati i toni melodrammatici di "Come Dio comanda", Ammaniti letteralmente si scatena in una bella commedia noir che farebbe impazzire i fratelli Cohen! Situazioni ricche di eccessi, di iperboli sempre tuttavia credibili. I ritmi sono tesi, la narrazione scorrevolissima, il linguaggio efficace nella sua snella e rapida configurazione. La parte più riuscita del romanzo è la magnifica ridda di personaggi che affollano le pagine del libro: volutamente ritratti con le tinte della parodia, sfilano davanti agli occhi del lettore tutti i facciotti con i quali, ahinoi, abbiamo imparato a familiarizzare attraverso la "cloaca maxima" del tubo catodico. Il Nostro non risparmia nessuno: cambia e storpia i nomi, ma i personaggi restano riconoscibilissimi. Calciatori, industriali, show-girls e show-man, politicanti da fiera... Nessuno si salva dalla berlina costruita a colpi di penna: Ammaniti si erge a moderno Dante e, così come fece il Sommo, colloca nel proprio personalissimo girone infernale tutta l'odiosa "corte dei miracoli" che affolla l'italico panorama radio-televiso-editoriale. Riuscitissima anche la parodia dei satanisti "de noialtri", tristi "wannabe" presi a calci dalla vita, in cerca di un improbabile riscatto. Non manca naturalmente il marchio di fabbrica di Ammaniti, quella nota amara e cinica che permea la sua opera e che porta il lettore ad una profonda riflessione esistenziale, senza che egli se ne renda conto. Il finale "shakespeariano", catartico e pirotecnico, conclude degnamente, senza cadute di tono, questa sollazzevole opera.

    ha scritto il 

  • 1

    Nella terza di copertina si parla di comicità..io,completamente ignorante riguardo ad Ammaniti avendo visto solo un film di un libro,ho provato di tutto tranne che voglia di ridere. Certo,l'intento fo ...continua

    Nella terza di copertina si parla di comicità..io,completamente ignorante riguardo ad Ammaniti avendo visto solo un film di un libro,ho provato di tutto tranne che voglia di ridere. Certo,l'intento forse era di essere ironicamente sarcastico fin all'esagerazione, ma per me è stata una lettura davvero difficile: volgare, a tratti gratuitamente violenta, offensiva, surreale e volutamente esagerata..no,proprio non mi è piaciuto né mi sento di consigliarlo. Per me è quadi un'offesa sbarazzarmi di un libro e veramente pochi hanno subito questa sorte... Questo è pronto per finire come donazione in biblioteca!

    ha scritto il 

  • 4

    Non lo farò mai più...

    Non leggerò più commenti ai libri che voglio leggere!!!
    Conoscevo perfettamente questo libro di Ammaniti, credo che tutti lo conoscano, ma ancora non avevo deciso di leggerlo, ma da sempre avevo senti ...continua

    Non leggerò più commenti ai libri che voglio leggere!!!
    Conoscevo perfettamente questo libro di Ammaniti, credo che tutti lo conoscano, ma ancora non avevo deciso di leggerlo, ma da sempre avevo sentito solo ed esclusivamente commenti positivi "Il libro del secolo" "Il migliore che abbia scritto" "Secondo me Ammaniti si è divertito tantissimo a scrivere questo romanzo" ecc.....
    Si può immaginare quali fossero le mie aspettative....Quando ho aperto il libro tra me e me ho pensato "qui vado sul sicuro!!Ho già letto suoi libri, e mi sono sempre piaciuti, oltretutto non ho letto commenti negativi!!Finalmente una lettura bella e rilassante!!"
    Sono arrivata a pagina 200 chiedendomi "E quindi??"...Non che fosse scritto male, ma non riuscivo a trovare tutti quei bellissimi commenti che avevo letto.
    Poi ammetto che in alcuni punti mi ha un po' infastidito la presenza delle parolacce, non lo so perché, ma non sempre le apprezzo nei romanzi.
    In ogni caso Ammaniti scrive bene, è molto scorrevole e semplice. Però avevo aspettative molto ma molto più alte. Ho apprezzato molto di più "Io non ho paura".
    Sulle ultime pagine si è ripreso, ma comunque non come avrei voluto.
    Lo consiglio, ma non a chi vorrebbe iniziare a leggere qualcosa di questo scrittore.
    BUONE LETTURE!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Che la festa cominci, Niccolò Ammaniti

    Devo ammettere, con mio grande rammarico, che sono ancora piuttosto digiuna di Ammaniti. A parte il libro oggetto della recensione di oggi, ho letto solamente "I ...continua

    Che la festa cominci, Niccolò Ammaniti

    Devo ammettere, con mio grande rammarico, che sono ancora piuttosto digiuna di Ammaniti. A parte il libro oggetto della recensione di oggi, ho letto solamente "Io non ho paura", oltretutto quando ero ancora al liceo. Le premesse per approfondire la conoscenza, però, ci sono tutte, per cui mi sono ripromessa di recuperare al più presto gli altri suoi romanzi.
    Il libro racconta la storia di due uomini: Fabrizio Ciba - famoso scrittore che da anni non pubblica un libro e vive del prestigio accumulato grazie al suo primo romanzo - e Saverio Moneta - mediocre impiegato/satanista fallito, vittima delle angherie della moglie e del suocero da un lato, e leader delle Belve di Abbadon dall'altro - che, per motivi diversi prenderanno parte a quella che si preannuncia essere la festa del secolo, organizzata da Sasà Chiatti, un ricco quanto losco palazzinaro che ha acquistato il parco pubblico di Villa Ada a Roma per farne la sua residenza e il suo zoo personale.
    Devo ammettere che la piega che prende la storia ad un certo punto mi ha lasciato piuttosto perplessa: si può dire che l'autore dà una brusca sterzata e trasforma il libro in una storia diversa, ma non me la sento di rovinarvi la sorpresa semmai vi venisse voglia di leggerlo!
    In questo romanzo Ammaniti tratteggia in modo quasi caricaturale la società odierna, in cui la voglia di apparire, il cinismo e l'ipocrisia regnano sovrani. Una setta satanica si riunisce in pizzeria a Oriolo Romano e il mondo dello spettacolo è tutto all'insegna di "sesso, droga e silicone".
    C'è una frase del libro che rende perfettamente l'idea dello star system che l'autore vuole far trasparire:
    "Aveva capito che era necessario fare cose straordinarie (non necessariamente intelligenti) per farsi notare."

    Una storia che definirei sopra le righe, se non addirittura bizzarra (nel senso buono del termine), raccontata in uno stile veramente ammirabile, che rende la lettura agile e mai noiosa.
    Consigliato a chi ha voglia di leggere un romanzo ironico, a tratti anche divertente.

    Se vi va passate sulla mia pagina Facebook: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

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