Classic Starts

20,000 Leagues Under the Sea (Classic Starts Series)

By ,,

Publisher: Sterling

4.0
(4229)

Language: English | Number of Pages: 160 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Spanish , Chi traditional , Italian , Japanese , German , Galego , Romanian , Finnish , Latvian , Chi simplified , Dutch , Catalan , Portuguese , Polish , Czech , Russian

Isbn-10: 1402725337 | Isbn-13: 9781402725333 | Publish date:  | Edition Abridged Ed

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Others , Library Binding , Unbound , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
Jules Verne’s classic science fiction fantasy carries its hero—Professor Aronnax of the Museum of Paris—on a thrilling and dangerous journey far below the waves to see what creatures live in the ocean’s depths. In the process, Verne imagined a vessel that had not yet been invented: the submarine.
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  • 0

    I figli del capitano Grant | Ventimila leghe sotto i mari | L'isola misteriosa

    Il Mercatino Via Carlo Tenivelli 2€
    VINGT MILLE LIEUES SOUS LES MERS, 1870

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  • 5

    AUTORE: GIULIO VERNE
    TITOLO: 20.000 LEGHE SOTTO I MARI
    GENERE: FANTASY
    DOVE HO PRESO QUESTO LIBRO: FRA I LIBRI DI MIA MADRE A CASA DI MIA NONNA
    SINTESI: RACCONTA LE AVVENTURE DEL”NAUTILULS” E DEL ...continue

    AUTORE: GIULIO VERNE
    TITOLO: 20.000 LEGHE SOTTO I MARI
    GENERE: FANTASY
    DOVE HO PRESO QUESTO LIBRO: FRA I LIBRI DI MIA MADRE A CASA DI MIA NONNA
    SINTESI: RACCONTA LE AVVENTURE DEL”NAUTILULS” E DEL CAPITANO NEMO
    RECENSIONE : IL LIBRO MI E’ PIACIUTO MOLTO PERCHE’ E’ PIENO DI AVVENTURE DIVERSEE QUINDI NON MI HA ANNOIATO.
    SOPRATTUTTO MI E’ PIACIUTO MOLTO QUANDO SONO ANDATI FINO AL POLO SUD E SI SONO INCASTRATI NELLA BANCHISA, FORSE PERCHE’ MI PIACEREBBE MOLTO VEDERE QUEL POSTO DELLO TERRA MA CREDO CHE NON CI POTRO’ MAI ANDARE
    STELLINE (da una a cinque): * * * * *
    FRASE PREFERITA: “BISOGNA RESISTERE!” LA DICE NED LAND QUANDO STANNO PER MORIRE NEL VORTICE MAELSTORN E INFATTI SI SALVANO.
    CONSIGLIEREI QUESTO LIBRO A: AURELIO

    Marco - seconda media

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  • 5

    Cosa mi ero perso!

    Cosa mi ero perso finora, ignorando Verne! Lo dico dopo aver letto d'un fiato "I figli del capitano Grant", "Ventimila Leghe sotto i mari" e "L'isola misteriosa". Ritmo (rallentato solo parzialmente d ...continue

    Cosa mi ero perso finora, ignorando Verne! Lo dico dopo aver letto d'un fiato "I figli del capitano Grant", "Ventimila Leghe sotto i mari" e "L'isola misteriosa". Ritmo (rallentato solo parzialmente da qualche descrizione più approfondita), suspence, mistero, intrecci affascinanti (sia dentro i romanzi che tra uno e l'altro). Non sono mai stato amante del romanzo d'avventura, ma Verne va oltre questo genere: l'avventura è un pretesto in cui si inseriscono l'azione, la fantascienza, il mistero e una certa teatralità nei personaggi. Il capitano Nemo è diventato una delle figure più forti che ricordi nella mia esperienza di lettore!

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  • 4

    Un classico, precursore del genere fantascientifico. Al di là di (poche) ingenuità che Verne dissemina nelle sue minuziose descrizioni scientifiche, a colpirmi sono stati due elementi in particolare: ...continue

    Un classico, precursore del genere fantascientifico. Al di là di (poche) ingenuità che Verne dissemina nelle sue minuziose descrizioni scientifiche, a colpirmi sono stati due elementi in particolare: la figura del Capitano Nemo, ombrosa, scostante, misteriosa, ma anche capace di gesti eroici e umani; e il fatto che i tre protagonisti in realtà vivano la condizione di reclusi, prigionieri dentro il Nautilus e non proprio ospiti graditi. Alcune scene sono memorabili.

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  • 4

    Libro fantastico

    Questo romanzo è un'opera la cui lettura è obbligatoria. Ancora una volta il mitico Jules si dimostra grande scrittore, capace di portarci in giro per il mondo (sottomarino) pur stando seduti nella pr ...continue

    Questo romanzo è un'opera la cui lettura è obbligatoria. Ancora una volta il mitico Jules si dimostra grande scrittore, capace di portarci in giro per il mondo (sottomarino) pur stando seduti nella propria camera. Il libro è appassionante, coinvolgente ed entusiasmante. L'unica "pecca", se mi è consentito usare questo termine, riguarda le frequenti e numerose descrizioni scientifiche riguardanti il mondo marino, che spesso rompono il ritmo avvincente del racconto, rendendo l'opera stessa un pò pesante. Tuttavia il libro rimane meraviglioso.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    算是世界名著了吧這本.

    不過就像其他書友說的, 前半段幾乎都在講一個魚類百科全書的內容. 一直到最後1/4部分, 出現困在南極洲才稍微比較精彩一點.

    但是以那個年代來說, 作者的想像力和科學觀察已經是非常難得的事了(大概是吧), 當年出版時一定是一本震驚世界的小說吧.

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  • 4

    Una lettura obbligata, qualsiasi sia l'età

    Rilettura su un'edizione completa di tutte le illustrazioni (spesso però riprodotte non tanto bene, purtroppo).
    Scorrevole, appassionante, visionario, dettagliato, avventuroso.

    Due estratti dal bellis ...continue

    Rilettura su un'edizione completa di tutte le illustrazioni (spesso però riprodotte non tanto bene, purtroppo).
    Scorrevole, appassionante, visionario, dettagliato, avventuroso.

    Due estratti dal bellissimo cap. I 10:

    “Perciò lasciatemi dire, signor professore, che non deplorerete il tempo passato a bordo della mia nave. Viaggerete nel paese delle meraviglie. La meraviglia, lo stupore, saranno probabilmente lo stato normale della vostra mente. Non vi stancherete facilmente dello spettacolo che sarà incessantemente offerto ai vostri occhi. Io sto per rivedere in un nuovo giro del mondo sottomarino - chi sa, forse l'ultimo - tutto ciò che ho potuto studiare in fondo a quei mari percorsi tante volte, e voi sarete il mio compagno di studi. A partire da questo giorno voi entrate in un nuovo elemento, voi vedrete ciò che nessun uomo ha ancora visto - poichè io e i miei non contiamo più - e il nostro pianeta, grazie a me, sta per svelarvi i suoi ultimi segreti.”

    “- Voi amate il mare, capitano.
    - Si! l'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l'immenso deserto in cui l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, signor professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. Quest'ultimo vi è largamente rappresentato da quattro gruppi di zoofiti, da tre classi di articolati, da cinque classi di molluschi, da tre di vertebrati, dai mammiferi, dai rettili e dalle innumerevoli legioni di pesci, che contano oltre tredicimila specie, di cui un decimo soltanto appartiene all'acqua dolce. Il mare è il grande serbatoio della natura, è dal mare che il globo è, per così dire, incominciato, e chissà che non finisca in lui. Ivi è la calma suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Alla sua superficie essi possono ancora esercitare diritti iniqui e battersi, divorarsi, recarvi tutti gli orrori della terra; ma trenta piedi sotto il suo livello, il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce! Ah! signore, vivete, vivete nel seno del mare! Qui soltanto è indipendenza, qui non riconosco padroni, qui sono libero!”

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  • 3

    Verne riesce sempre a portare il lettore in mondi straordinari, ed è notevole!
    Rispetto a "Dalla Terra alla Luna" ho trovato questo un po' più pesante e a tratti poco coinvolgente..

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  • 3

    La bussola impazzita

    Verne è, a parer mio, nel suo genere immenso. Credo di aver sognato da bambino, letteralmente a livello di visione, sulle sue pagine come su poche altre.

    La sua capacità di squarciare il velo del (suo ...continue

    Verne è, a parer mio, nel suo genere immenso. Credo di aver sognato da bambino, letteralmente a livello di visione, sulle sue pagine come su poche altre.

    La sua capacità di squarciare il velo del (suo) presente ed intuire la forma, la sostanza, ed anche la meta-sostanza a volte, di come si sarebbe configurato il mondo, sono col senno di poi strabilianti.

    Le argomentazioni scientifiche a supporto di molti dei suoi romanzi, hanno un rigore, storicizzandole, veramente “impressive”.

    Dalla terra alla luna il mio preferito in assoluto. E credo d'esser stato almeno un milione di volte a bordo del Nautilus, per dare una mano a Nemo con la bussola in quegli abissi profondissimi e blu.

    Riletto in età adulta, “Ventimila leghe sotto i mari” racconta altro. E’ il dramma della rivolta assoluta, della negazione totale. Il mare è l’ultima barriera, l’estrema ridotta a difesa della libertà dell’uomo contro l’attacco mortale perpetrato dall’uomo stesso.

    La profilatura del Capitano Nemo nei suoi tratti costitutivi si delinea netta, forte, senza tentennamenti. Credo che soltanto in Melville, (altro amante del mare, ci deve essere un fil rouge da qualche parte, non saprei dire dove, nella percezione dell’immenso forse…) soltanto in Melville dicevo, troviamo personaggi altrettanto potenti per forza del rifiuto (Bartleby) e per inscalfibile ossessione (Achab).

    Ci sono mari in cui la bussola impazzisce ed il sestante falla, fare il punto è impossibile, perfino sul Nautilus.

    Nemo affronta le tempeste degli oceani, s’immerge negli abissi e lancia ai flutti una sfida disperata. Ma non riesce ad annegare il suo tormento.

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  • 2

    Può capitare di non apprezzare i grandi classici...

    Questa volta, mi sono concessa a Verne, scrittore francese conosciuto per essere il padre della moderna fantascienza, nonché scrittore di romanzi scientifici e per ragazzi. Egli nacque a Nantes nel 18 ...continue

    Questa volta, mi sono concessa a Verne, scrittore francese conosciuto per essere il padre della moderna fantascienza, nonché scrittore di romanzi scientifici e per ragazzi. Egli nacque a Nantes nel 1828 e morì nel 1905 ad Amiens dopo aver passato una vita “movimentata” fin da piccolo: ad 11 fuggì di casa imbarcandosi su una nave diretta nelle Indie per regalare una collana di coralli a sua cugina di cui era follemente innamorato. Un bambino dalle idee chiare, direi. Con una padre magistrato, il giovane Verne si dovette dedicare agli studi di giurisprudenza, nonostante il suo interesse per la poesia, la filosofia e la letteratura in generale, fosse molto spiccato. Studiò a Parigi, dove ebbe modo di frequentare circoli letterari (dove conobbe Dumas Junior) e la Biblioteca Nazione. Vivendo una vita divisa tra teatro, scrittura e le leggi, nel 1850 abbandonò la carriera giuridica definitivamente, per dedicarsi alla letteratura. Purtroppo il successo non venne fin da subito, ma ebbe la fortuna di firmare un contratto di 20 anni con l’editore Pierre-Jules Hetzel, riuscendo ad abbandonare l’impiego di agente di cambio per dedicarsi completamente alla produzione letteraria. Il romanzo letto da me, in questi mesi, nacque nel 1870, periodo in cui Verne si dedicò al mare, se così si può dire. Infatti, scrisse questo e “Una città galleggiante” durante il suo viaggio con il fratello Paul, sul piroscafo Great Eastern, la nave più grande del mondo.

    Ecco qui una breve trama del romanzo “Ventimila leghe sotto i mari”: tutta la vicenda si svolge in mare, raccontata in prima persona da dal Professor Pierre Arronax, un celebre naturalista parigino. Egli viene chiamato a prendere parte ad una spedizione per svelare quale animale mastodontico potesse esserci dietro l’affondamento di una nave, un essere gigantesco, secondo i vari avvistamenti. Le supposizioni erano molte, il professore stesso, pensava che fosse un narvalo dalle notevoli dimensioni, con un corno perforante e dalla velocità estrema. Parte con il suo fedele cameriere, Conseil e, sulla nave “Abraham Lincoln”, conosce il fiociniere canadese, Ned Land. Passerà molto tempo in navigazione prima di imbattersi nel “mostro” famigerato, scoprendo poi essere un sottomarino all’avanguardia (il Nautilius). I nostri tre protagonisti lo scopriranno a loro malgrado: una volta finiti in mare dopo il conflitto tra il Nautilius e la loro nave, verranno presi come ostaggi dal comandante del sottomarino, dopo aver però nuotato fino allo stremo delle forze. Nel loro viaggio sottomarino, in compagnia del Capitano Nemo e dello strano equipaggio di bordo, faranno incredibili scoperte, rischieranno la vita e condurranno un’esistenza al limite delle leggi della natura, lontano dalla terraferma.

    Trama probabilmente scritta male e fin troppo breve, ma non volevo dilungarmi troppo. Che dire, complessivamente sono rimasta delusa da questo libro, pur riconoscendogli una certa importanza letteraria. Sono rimasta delusa perché sono veramente milioni ed interminabili le parti in cui Verne si dilunga nel nominare tutte le cose che vengono viste dal professore, usando la nomenclatura scientifica. Un po’ va bene, ma dopo un centinaio di pagine, non se ne può più. Si vede che c’è della passione in ciò che è stato scritto, si vede che c’è molto dello scrittore stesso, ma è lento, scorre bene solo verso la fine, ma senza esagerare. Mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, ognuno aveva il suo bel caratterino, il suo spessore psicologico ed una coerenza dall’inizio alla fine. Senza dubbio, la tematica è tutt’ora affascinante, l’idea di visitare le profondità marine e di vivere isolati dal mondo, è senza dubbio intrigante e dubito che nessuno abbia desiderato, almeno una volta, di trovarsi lontano da tutti. In questo, mi sono immedesimata molto in Arronax, perché comunque ha sempre trovato l’aspetto positivo anche quando la situazione si stava facendo pesante, inoltre è un eremita “moderato”. Stare da soli piace a tutti, chi più, chi meno, ma ci vuole sempre del contatto con l’esterno e con il mondo che ci circonda. Non fosse stato per la pesantezza di questo romanzo, non avrei faticato a valutarlo meglio. Purtroppo è stata dura finirlo, è lungo e lento, sicuramente ne è complice il fatto di essere ambientato in due location per la maggior parte del tempo, il Nautilius ed il mare. Per il resto, se è stato definito come “uno dei libri di maggior successo di Verne”, un motivo ci sarà, forse non l’ho letto con il giusto spirito o con la giusta prospettiva. Non lo consiglio comunque, devo essere coerente con ciò che penso, per chi lo vorrà leggere però, auguro buona fortuna!

    said on 

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