Codex Seraphinianus

Ediz

Di

Editore: FMR

4.8
(179)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8821620271 | Isbn-13: 9788821620270 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lambert G. , Y. Hersant

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback , Copertina rigida

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Descrizione del libro
Si tratta di una riproduzione dell'originale pubblicato la prima volta nel 1981. Tale riproduzione presenta alcune tavole assenti nell'edizione 1981 e con una presentazione di Italo Calvino. Il Codex Seraphinianus è stato scritto e miniato da Luigi Serafini tra il 1976 e il 1978. L'opera, a carattere enciclopedico, ha una prima parte è consacrata alla botanica, zoologia, chimica, fisica e meccanica, e una seconda parte all'anatomia, etnologia, antropologia, mitologia, linguistica, culinaria, moda e architettura. Senza alcun dubbio il Codex appartiene alla categoria delle opere di fantasia.
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  • 5

    la chiave senza la porta

    Ora lo so: esistono solo due tipi di libro, il Codex e tutti gli altri libri.

    Ogni libro è una porta, più o meno facile da aprire; dietro quella porta ci sono mondi più o meno complicati, più o meno a ...continua

    Ora lo so: esistono solo due tipi di libro, il Codex e tutti gli altri libri.

    Ogni libro è una porta, più o meno facile da aprire; dietro quella porta ci sono mondi più o meno complicati, più o meno aderenti alla realtà, più o meno appetibili al nostro sguardo.
    Il Codex invece è un mazzo di chiavi, un gigantesco mazzo di tintinnanti chiavi di ogni foggia, chiavi antiche e moderne, grandi e piccole, dorate o arrugginite: solo che non sappiamo a cosa servano: o meglio, non lo sappiamo fino a quando non iniziamo a vivere dopo averlo letto (già durante si vedono i primi effetti*).
    Impossibile spiegare un libro quando quel libro stesso ha la pretesa di contenere tutte le spiegazioni, compresa quella propria. L'enciclopedia classica è una copia del sapere umano, questa è la copia dell'immaginazione di un solo uomo (o di una gatta bianca, a sentire lui); non è un libro da leggere, è un libro da avere, possedere, toccare. Bisogna sfiorarne le pagine porose, cercarne con le dita i rlievi; bisogna contemplare i colori, confondere gli occhi nell'alfabeto e nelle forme, nelle invenzioni e nelle metamorfosi, abbandonarsi come un bambino, leggerlo insieme a un bambino dire all'unisono ooohhh di meraviglia.
    Luigi Serafini ha detto che quella scrittura non ha significato: benissimo, può dire ciò che vuole. Io posso non crederci, e alla fine conta quello che credo io. Tanto alla fine una stele di rosetta salterà fuori e ormai il libro non è più suo.

    Ora sta lì da solo**, su una mensola tutta per lui, rivolto di piatto verso di me; quando esco di casa lo saluto, ciao Codex, ciao amico mio, ma lui, forse offeso perchè me ne vado non mi risponde, non mi guarda neanche.. i primi giorni Elena rideva come se fosse uno scherzo, ora mi guarda preoccupata e mi dice e basta papà.. ma quando esco mi dispiace così tanto che se ne stia lì da solo, tutto il giorno, chissà cosa pensa, chissà se mi pensa quanto io penso lui.. e se ha un altro? o un'altra? come posso essere sicuro che sia mio.. forse non è amore, è solo la primavera, è vero? sì, è solo la primavera, deve essere così... ma lo so che se dovessi scoprirlo tra le braccia di un altro non potremmo più vivere nella stessa casa, e allora sarebbe la fine, o la mia o la sua...

    *: una sera sono passato dal Codex alla visione di Interstellar e mi è sembrato complicato come una puntata di peppa pig
    **: non è esatto dire che lo lascio da solo; nella mensola vicina, a circa 60 cm di fianco, ho posto un'apparentemente insospettabile filosofia dell'arrendamento. Ma è Mario Praz che sorveglia il Codex e siamo d'accordo che mi riferisca ogni sera il minimo movimento sospetto.. penso che di lui mi possa fidare... o no?

    ha scritto il 

  • 0

    È un libro che può  meritare ugualmente cinque stelle così come una stella, a seconda di come si voglia valutare la sua assoluta inutilità.
    Pura invenzione e fantasia. Surrealismo e metafisica. Gioco ...continua

    È un libro che può  meritare ugualmente cinque stelle così come una stella, a seconda di come si voglia valutare la sua assoluta inutilità.
    Pura invenzione e fantasia. Surrealismo e metafisica. Gioco leggiadro e tragico.

    In realtà il volume non è nella mia biblioteca, ma ormai lo conosco a menadito: lo sfoglio da Feltrinelli e ogni volta lo prendo in mano pensando di spendere la folle cifra che costa. Poi, in preda all'avarizia che nel frattempo mi assale, puntualmente lo rimetto a posto e puntualmente, subito dopo, me ne pento.

    ha scritto il 

  • 5

    Come funziona?

    È costituito da una confezione di cartone sulla quale è incollato un foglio che indica quale carta Ta-roc è presente all'interno del cofanetto e sul quale è riportata a mano la numerazione della copia ...continua

    È costituito da una confezione di cartone sulla quale è incollato un foglio che indica quale carta Ta-roc è presente all'interno del cofanetto e sul quale è riportata a mano la numerazione della copia del volume e della carta Ta-roc.
    Aperta la confezione di cartone, si presenta un cofanetto rosso che contiene in una tasca nella parte sinistra una carta Ta-roc, mentre il libro è collocato a destra.

    Di carte Ta-roc ne esistono quattro tipologie, ciascuna in 150 copie firmate e numerate sulla carta stessa, ciascuna da 1 a 150.

    Di volumi ne esistono 600, ma 300 per il mercato italiano e 300 per quello anglofono (da quel che ho letto in giro il poco testo traducibile a contorno del libro è in inglese); tuttavia la numerazione non tiene conto di questo, quindi va da 1 a 600 ed in questo caso la firma ed il numero progressivo non sono indicati direttamente sul volume, ma su un cartoncino incollato nella pagina contenente il colophon.

    E ora le immagini della mia copia: https://www.flickr.com/photos/jhack/sets/72157637707386496/

    ha scritto il 

  • 5

    Le mappe di mondi ignoti, così come i libri di scienze sconosciute, hanno esercitato sempre, su di me, un fascino paragonabile a quello della matematica. In comune tra queste cose la presenza di un co ...continua

    Le mappe di mondi ignoti, così come i libri di scienze sconosciute, hanno esercitato sempre, su di me, un fascino paragonabile a quello della matematica. In comune tra queste cose la presenza di un codice per il quale mi mancavano gli strumenti di decodifica.

    Tra una formula incomprensibile, l'illustrazione di un animale fantastico e la linea di costa di un'isola inesistente c'è sottesa lo stesso tentativo di descrivere un mondo inavvicinabile; in fondo la formula non è altro che il tentativo di mappatura di un mondo delle idee che ci è sostanzialmente inaccessibile (sono un matematico platonico, io, per me la matematica scopre mondi non li costruisce...).

    Questo libro mi restituisce intatto il piacere che da bambino provavo nello sfogliare i libri di scienze dei miei fratelli più grandi, libri che lasciavano immaginare mondi misteriosi e lontani ("arcani mondi, arcana felicità..." avrei letto più tardi sulle pagine di un adolescente marchigiano passato alla storia). Mi restituisce il sapore che mi dava, da matricola universitaria, la lettura dei programmi dei corsi più avanzati: "tori abeliani complessi", "semigruppi C0 e equazioni iperboliche". Mi permette di ritrovare la gioia con cui ho pianificato da adulto qualche vacanza davanti alla cartina: Douz, mi piace come nome, e la strada finisce a Douz. Andiamo a Douz...

    Di questa gioia il testo incomprensibile è parte integrante. Un libro di sole immagini non lascerebbe trasparire alcuna verità, sarebbe, appunto, una collezione di immagini. Le lunghe scritture, le didascalie, le spiegazioni, i titoli, i numeri di pagina dilatano lo spazio in cui vive questo libro. E io mi son trovato, all'alba, con un caffé e l'aria fresca del terrazzo a rabbrividire cercando di decifrare alcune formule che devono, indubbiamente, essere di geometria.

    (non passiamo, dopo tutto, la vita intera a cercare di decifrare ciò che sappiamo essere indecifrabile?)

    ha scritto il 

  • 5

    Un elogio allo smarrimento e alla leggerezza, una cura per l'immaginazione, un invito erotico. E molto altro.
    La mia recensione qui: http://ciclopestrabico.wordpress.com/2014/03/12/codex-seraphinianus ...continua

    Un elogio allo smarrimento e alla leggerezza, una cura per l'immaginazione, un invito erotico. E molto altro.
    La mia recensione qui: http://ciclopestrabico.wordpress.com/2014/03/12/codex-seraphinianus-pagina-69/

    ha scritto il 

  • 4

    un'enciclopedia su un mondo alieno scritta in una lingua elegante e sconosciuta; uno spaziare dalla zoologia all'architettura con dovizia di descrizioni e schemi. Un'idea folle dal fascino incredibile ...continua

    un'enciclopedia su un mondo alieno scritta in una lingua elegante e sconosciuta; uno spaziare dalla zoologia all'architettura con dovizia di descrizioni e schemi. Un'idea folle dal fascino incredibile, ancora più folle che venga ancora pubblicata pur essendo l'antitesi del commerciale. Di fatto un libro da consultare qualche pagina alla volta quando ci si vuole solo godere un mondo di possibilità senza essere indirizzati o imboccati dalle parole di chiunque

    ha scritto il