Com una novel·la

Per

Editor: Empúries

4.0
(7760)

Language: Català | Number of Pàgines: 165 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , Italian , English , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 8475963811 | Isbn-13: 9788475963815 | Data publicació:  | Edition 8

Translator: Sergi Pàmies

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Referència

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Descripció del llibre
¿Per què disminueix l'índex de lectura? ¿Com és que els joves no llegeixen o llegeixen poc? L'escriptor francès Daniel Pennac, que també és professor de literatura, s'ho ha plantejat i ho ha contestat en aquest llibre, que ha revolucionat - a causa del seu èxit excepcional - el món de l'edició i el de l'ensenyament, en el qual Pennac - que ha estat comparat amb Saint-Exupéry, Camus i Boris Vian - defensa el "decàleg dels drets imprescriptibles del lector". Llegir -diu- és un acte solitari, i la lectura és una aposta a favor del plaer i, en definitiva, de la felicitat.
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  • 5

    Il capolavoro di Pennac

    Come un romanzo (Comme un roman, 1992) di Daniel Pennac
    E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac rie ...continua

    Come un romanzo (Comme un roman, 1992) di Daniel Pennac
    E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell'educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva a offrire il decalogo. Piena libertà dunque nell'approccio individuale alla lettura perché "le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere".
    “ Il verbo “leggere” non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con altri verbi: il verbo “amare”, il verbo “sognare”… ”
    Queste sono le due righe iniziali sulle quali regge l’intero saggio. Proprio così, come non si può obbligare qualcuno ad amare o a sognare, tanto meno si può obbligarlo a leggere! Il "blocco" o "rifiuto" del lettore e del leggere può essere la conseguenza, secondo Pennac, fondamentalmente di due motivi: il trauma di vedere la lettura a scuola come un dovere e non un piacere, quindi una vera e propria imposizione, e l'altro motivo riguarda i genitori, quando smettono di leggere le fiabe ai loro bambini prima di andare a dormire. E Pennac, in questo saggio godibilissimo e coinvolgente, tenterà di risvegliare quell'insaziabile voglia di lettura che è sempre rimasta dentro di noi.

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  • 3

    Tre stelle e mezzo (più di buono e meno di ottimo)

    Il mio profondo amore per Pennac mi impedisce di dare un giudizio troppo severo a questo testo, che pur essendomi piaciuto non mi ha entusiasmata. Condivido la tesi di fondo e la critica al mondo dell ...continua

    Il mio profondo amore per Pennac mi impedisce di dare un giudizio troppo severo a questo testo, che pur essendomi piaciuto non mi ha entusiasmata. Condivido la tesi di fondo e la critica al mondo della scuola, ma sbuffo davanti allo stile forzatamente brillante. Tante espressioni di questo testo sono diventate quasi proverbiali e ormai si trovano anche nei cioccolatini... Probabilmente il fastidio deriva proprio dall'abuso che si è fatto del libro.

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  • 5

    Pennac presenta qui la sua giusta critica alle imposizioni scolastiche, che obbligano i ragazzi a lunghe ed estenuanti letture forzate, il più delle volte controproducenti. Propone quindi una soluzion ...continua

    Pennac presenta qui la sua giusta critica alle imposizioni scolastiche, che obbligano i ragazzi a lunghe ed estenuanti letture forzate, il più delle volte controproducenti. Propone quindi una soluzione alternativa: un invito alla lettura senza pretese, totalmente libera da ogni dogma. Il lettore, insomma, è colui che ha il diritto di leggere, non certo il dovere.

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  • 5

    “L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario , ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra ma che nessun'altra potrebbe sostituire.

    Più che un saggio , che mi sembra un termine troppo pomposo , si tratta di una serie di considerazioni sui libri e sul valore della lettura espresse con lo stile disinvolto , spesso spassoso , secondo ...continua

    Più che un saggio , che mi sembra un termine troppo pomposo , si tratta di una serie di considerazioni sui libri e sul valore della lettura espresse con lo stile disinvolto , spesso spassoso , secondo il consueto costume dell'autore , in cui ogni frase , ma mi verrebbe persino da dire ogni parola , sarebbe da prendere e da meditare con attenzione per il suo significativo valore pedagogico .
    Un libro che , volendo , si potrebbe leggere in poche ore ma che ho voluto centellinare al massimo proprio per assaporarne meglio il contenuto .

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  • 5

    Bello, coinvolgente e spigliato, si legge in poche ore, a patto che:
    "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare... il verbo sognare. [ ...continua

    Bello, coinvolgente e spigliato, si legge in poche ore, a patto che:
    "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare... il verbo sognare. [...]. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. [...]. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere, ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore. [...]. Lettura-regalo, leggere e aspettare."

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  • 3

    leggere a voce alta

    Questo libro parla di libri, ovvero da consigli su come far appassionare alla lettura chi non lo è più, principalmente adolescenti dato che Pennac è un insegnante. Consigli validissimi, sopratutto que ...continua

    Questo libro parla di libri, ovvero da consigli su come far appassionare alla lettura chi non lo è più, principalmente adolescenti dato che Pennac è un insegnante. Consigli validissimi, sopratutto quello di leggere a voce alta per ricordare l'età felice in cui le storie ci venivano raccontati dai nostri genitori. Mi ha fatto venire un'idea per un club di lettori che forse organizzerò!

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  • 5

    stupendo! delicato! mi sono sentita descritta in ogni parola. Ogni lettore dovrebbe leggerlo e chi non legge potrebbe iniziare a farlo leggendo proprio questo libro.

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  • 5

    Tutto d'un fiato

    "I DIECI DIRITTI IMPRESCRITTIBILI DEL LETTORE"

    1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE
    2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE
    3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO
    4. IL DIRITTO DI RILEGGERE
    5. IL DIRITTO DI LEGGERE ...continua

    "I DIECI DIRITTI IMPRESCRITTIBILI DEL LETTORE"

    1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE
    2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE
    3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO
    4. IL DIRITTO DI RILEGGERE
    5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
    6. IL DIRITTO DEL BOVARISMO
    7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE
    8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE
    9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA
    10. IL DIRITTO DI TACERE

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  • 2

    Ligoter

    "In argot francese leggere si dice ligoter, che vuole anche dire "incatenare". Nel linguaggio figurato un grosso libro e' un mattone. Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola."

    Mai p ...continua

    "In argot francese leggere si dice ligoter, che vuole anche dire "incatenare". Nel linguaggio figurato un grosso libro e' un mattone. Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola."

    Mai parole furono più vere!

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