Come salvarsi la vita

Di

Editore: Bompiani

3.3
(246)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845246760 | Isbn-13: 9788845246760 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Traduttore: M. Caramella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Che cosa è successo a Isadora una volta uscita dalla vasca? Ha imparatofinalmente a volare? Tre anni dopo le vicende di "Paura di volare", l'autriceriprende in questo libro la storia. Con due matrimoni e un romanzo di successoalle spalle, isadora è ora più matura, più saggia e in un certo senso piùinfelice. A uno a uno vengono esplorati e distrutti i miti della famaletteraria, di Hollywood, delle "soluzioni" del lesbismo e dell'amore digruppo, per arrivare infine alla conclusione che è possibile e doverososalvarsi la vita. Isadora scopre come fare e ci risce.
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  • 5

    Quando inizio un libro di Erika Jong, tempo venti pagine e ogni volta penso sempre la stessa cosa: "Finito questo, mi leggo tutti quelli che mi mancano in un fiato".
    La Jong ha sempre una scrittura ch ...continua

    Quando inizio un libro di Erika Jong, tempo venti pagine e ogni volta penso sempre la stessa cosa: "Finito questo, mi leggo tutti quelli che mi mancano in un fiato".
    La Jong ha sempre una scrittura che prende, dalla prima all'ultima pagina.
    "Come salvarsi la vita" quando si è impelagati in un matrimonio retto dalla psicanalisi individuale di moglie e marito e dalle varie scappatelle e storie d'amore collaterali? Perché la Jong giunge presto alla conclusione condivisibile per cui un matrimonio in cui i partner cercano di continuo  soddisfazioni sessuali e non al di fuori della coppia, è un matrimonio fallito, ormai arrivato al capolinea.
    Lei cerca in altri il calore umano che lui non riesce a darle, lui cerca qualcuno con cui parlare, qualcuno che lo capisca veramente e finisce poi per tradurre il tutto in una storia d'amore. Il matrimonio è alla frutta, ma è molto più comodo raccontarsela.

    "...Sarebbero costretti ad affrontare la responsabilità della loro felicità o infelicità. Non potrebbero più dare la colpa alla moglie, al marito, ai bambini, ai genitori, agli strizzacervelli, ai capufficio. Immaginate che disastro! Nessuno a cui dare la colpa! Ecco perché la maggior parte delle persone conducevano una vita che odiavano, con persone che odiavano. Ecco perché ero rimasta con Bennet molto tempo dopo aver capito che il nostro matrimonio era finito. Che meraviglia vivere con la propria nemesi! Si può essere infelici, ma ci si sente sempre a posto. Si può essere contradittori, ma ci si sente assolti da ogni colpa. Prendi la vita nelle tue mani e cosa succede? Una cosa terribile: non c'è più nessuno a cui dare la colpa di tutto."

    "Ero disgustata da tutta quella gente che pensava solo a perfezionare l'arte del compromesso matrimoniale e lo difendeva quasi con zelo religioso. Secondo loro avremmo dovuto continuare quella vita all'infinito, con le nostre infedeltà del pomeriggio, i pompini dalle cinque alle sette negli uffici vuoti, le chiacchiere sul fatto che un giorno avremmo trovato il coraggio di lasciare i rispettivi coniugi. [...] Ciascuno di loro non era poi così scontento del tipo di vita che si era scelto. In questo modo non dovevano impegnarsi a fondo, non dovevano dedicarsi seriamente a niente. [...] oscillavano fra due donne facendole soffrire entrambe... e con quella loro segretezza malata evitavano di prendersi la responsabilità di decidere."

    Della Jong continuano a piacermi schiettezza nei concetti e nei termini usati, il fatto che non ci gira mai intorno, che ti sbatte in faccia le cose così come le vive, così come le sente.

    ha scritto il 

  • 3

    Parte piano... ma poi si riprende!

    È vero, parte un pò in sordina... ma poi ritroviamo la nostra Isadora in tutto il suo splendore (e in tutte le sue crisi). Ammetto non si tratti di un capolavoro... ma il suo stile a me piace molto. L ...continua

    È vero, parte un pò in sordina... ma poi ritroviamo la nostra Isadora in tutto il suo splendore (e in tutte le sue crisi). Ammetto non si tratti di un capolavoro... ma il suo stile a me piace molto. La trovo contorta e insicura, esattamente come tutte le donne; ogni tanto qualche perla di saggezza. Moolto simpatica, come sempre.

    ha scritto il 

  • 2

    Scialba continuazione di "Paura di volare", deludente. La prima metà del libro è odiosa, la protagonista parla come una bambina viziata ed è difficile solidarizzare con lei. Man mano che si prosegue s ...continua

    Scialba continuazione di "Paura di volare", deludente. La prima metà del libro è odiosa, la protagonista parla come una bambina viziata ed è difficile solidarizzare con lei. Man mano che si prosegue si comprendono le ragioni del suo profondo risentimento nei confronti del marito e la storia diventa più piacevole. Molto banale la trovata delle lettere nascoste per gelosia e l'happy end. Nel complesso carino ma assolutamente prescindibile.

    ha scritto il 

  • 2

    Peggio ancora di "Paura di Volare"

    Un piccolo accenno alla trama, giusto per capire il taglio del libro: una scrittrice di modesto successo ha due amanti fissi, una amante donna ed un toy-boy e si dà da fare con tutti. Quando però scop ...continua

    Un piccolo accenno alla trama, giusto per capire il taglio del libro: una scrittrice di modesto successo ha due amanti fissi, una amante donna ed un toy-boy e si dà da fare con tutti. Quando però scopre un vecchio tradimento del marito, inizia a tormentarci per 300 pagine col dubbio amletico "lo lascio o non lo lascio?".
    Libro noioso ed inutile, probabilmente scritto per capitalizzare sull'inspiegabile successo di "Paura di Volare" che aveva qualche sprazzo di decenza.
    Se veramente questo libro (ed il precedente) è uno dei risultati del femminismo degli anni '70, allora non abbiamo perso nulla, almeno dal punto di vista letterario, a non vivere quel periodo.
    Con tanti bei libri che ci sono in giro, è tempo perso leggere questo.

    ha scritto il 

  • 2

    Uno stile graffiante e deciso in contrasto con una storia piuttosto lenta e banale che la scrittrice cerca di condire con il sesso e le varie avventure erotiche della protagonista. Ma in sostanza il l ...continua

    Uno stile graffiante e deciso in contrasto con una storia piuttosto lenta e banale che la scrittrice cerca di condire con il sesso e le varie avventure erotiche della protagonista. Ma in sostanza il libro non ha molto da dire. La Jong si sarebbe dovuta fermare a "Paura di volare".

    ha scritto il 

  • 4

    Come riescano a piacermi tanto i libri di quest'autrice, essendo io quasi sempre allergica alle scene di sesso in letteratura, non riesco bene a spiegarmelo, forse è quella vena di sincerità e di urge ...continua

    Come riescano a piacermi tanto i libri di quest'autrice, essendo io quasi sempre allergica alle scene di sesso in letteratura, non riesco bene a spiegarmelo, forse è quella vena di sincerità e di urgenza che si respira (unita a uno stile di scrittura indubbiamente piacevole).

    ha scritto il 

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