Compagno di sbronze

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 978)

3.7
(3425)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8807809788 | Isbn-13: 9788807809781 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Carlo A. Corsi

Disponibile anche come: Altri , eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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    Controverso, sciatto, feroce, irriverente, ciclonico. Chi va incontro alla letteratura senza peli sulla lingua di Charles Bukowski, sa quale rischio corre. Lo scrittore scomparso nel 1994 che era nato ...continua

    Controverso, sciatto, feroce, irriverente, ciclonico. Chi va incontro alla letteratura senza peli sulla lingua di Charles Bukowski, sa quale rischio corre. Lo scrittore scomparso nel 1994 che era nato in Germania e ben presto si trasferì con la famiglia negli Usa, in Maryland, e poi in California, legandosi indissolubilmente con Los Angeles e con gli eccessi di una vita vissuta a 100 all’ora, butta fuori come lava da un vulcano tutto il suo piccante, sarcastico e diretto modo di mettere nero su bianco in Compagno di sbronze, una catena sconnessa di avventure, vicende e tempo buttato in mezzo ad alcool, sesso occasionale, male parole e guai con la giustizia. Bukowski rema contro al conformismo, a 49 anni preferisce 100 dollari al mese per pubblicare tutta la vita piuttosto che un monotono lavoro alle poste (“Dovevo scegliere se restare lì e impazzire o andarmene e morire di fame… scelsi di morire di fame”), e dispensa riflessioni sulla democrazia e la dittatura (“Nella prima si va a votare e si prendono ordini, nella seconda non serve sprecare tempo per andare a votare”). Gli ambienti dentro cui si snoda il libro sono stanzoni di carceri o piccoli e lascivi appartamenti in cui trascorrono ore sporche tra visite di personaggi che altro non sono che di passaggio e birre, whisky e scotch come se piovesse. E poi il linguaggio senza mezzi termini, espliciti riferimenti sessuali, minuziose descrizioni di peni e vagine, addirittura il tentativo costante di auto-procurarsi piacere tentando una improbabile fellatio alla quale mancano “solo due centimetri” perchè riesca.Duecento pagine sbattute in faccia al lettore così come sono, ossia crude e scabrose, ma che sono il succo dell’essere Charles Bukowski “Eravamo in 150 in quella cella, e io ero l’unico senza calzini”, l’istantanea più emblematica. Ma con la consapevolezza, dopo aver osservato, con uno dei suoi “compagni di sbronze” uno spettacolo di acrobazie aeree, che “la vita sarebbe stata una gran cosa”.

    ha scritto il 

  • 3

    Per leggere Bukowski si deve essere un attimo predisposti e vaccinati.
    Altrimenti si corre il rischio di non capirlo, di ritenerlo solo un ubriacone pieno di volgarità.
    In parte è anche questo. Ma non ...continua

    Per leggere Bukowski si deve essere un attimo predisposti e vaccinati.
    Altrimenti si corre il rischio di non capirlo, di ritenerlo solo un ubriacone pieno di volgarità.
    In parte è anche questo. Ma non solo.
    Leggendolo ho sorriso amaramente, proprio per quel suo modo unico di sbatterti in faccia l'aspetto grottesco della vita, della morte, dell'amore, del sesso, dell'amicizia.
    Vorrei avere anche solo per una sera una compagno di sbronze come lui...

    ha scritto il 

  • 1

    Urtante

    Ma davvero c'è bisogno di questo per fare una denuncia sociale che vada a segno? A me sembra anticonformismo fine a se stesso. Credo che il mio status passera' presto da "in lettura" ad "abbandonato" ...continua

    Ma davvero c'è bisogno di questo per fare una denuncia sociale che vada a segno? A me sembra anticonformismo fine a se stesso. Credo che il mio status passera' presto da "in lettura" ad "abbandonato" (contro ogni mia regola).

    ha scritto il 

  • 3

    Anticonformismo puro e semplice

    Da quando ho preso in simpatia Bukowski dopo aver letto il romanzo Panino al prosciutto (autobiografico, dove parla della sua infanzia e adolescenza) non riesco a dare un voto basso a questi racconti ...continua

    Da quando ho preso in simpatia Bukowski dopo aver letto il romanzo Panino al prosciutto (autobiografico, dove parla della sua infanzia e adolescenza) non riesco a dare un voto basso a questi racconti nonostante alcuni non mi siano piaciuti. Ho dato infatti un voto medio perché il racconto Il demonio e quello intitolato L'assassinio di Ramon Vasquez ho fatto fatica a leggerli (ma, riflettendo,non è la realtà, quella cruda, che esiste veramente fuori dalle nostre tranquille mura domestiche, quando e se anche queste ultime sono tranquille?) ma poi ci trovo una vera perla nel racconto intitolato La politica è come cercare di inculare un gatto: " La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c'è bisogno di sprecare il tempo andando a votare" , e ho compensato.

    ha scritto il 

  • 2

    Sprazzi di genialità

    Il libro è composto da una raccolta di racconti, alcuni decisamente geniali altri secondo me un po' sciatti noiosi e a tratti con ridondante volgarità. Il capitolo Il Demonio mi ha scandalizzato e non ...continua

    Il libro è composto da una raccolta di racconti, alcuni decisamente geniali altri secondo me un po' sciatti noiosi e a tratti con ridondante volgarità. Il capitolo Il Demonio mi ha scandalizzato e non lo condivido. Piuttosto che i racconti preferisco la forma letteraria del romanzo che mi intriga di più. Il mio giudizio è per adesso neutro ma sicuramente leggerò qualche altro libro di Bukowski.

    ha scritto il 

  • 1

    Non ce l'ho fatta

    Bukowski o lo si odia o lo si ama. Io un pò lo odio e un pò lo amo: in questo libro l'ho detestato!! Troppo forte, troppo esagerato, troppo disgustoso. Abbandonato a meno della metà e senza ripensamen ...continua

    Bukowski o lo si odia o lo si ama. Io un pò lo odio e un pò lo amo: in questo libro l'ho detestato!! Troppo forte, troppo esagerato, troppo disgustoso. Abbandonato a meno della metà e senza ripensamenti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Abbandonato all'inizio. Dovessi basarmi sull'esito della lettura a questo libro darei una stella. Volendolo analizzare in maniera più obiettiva potrei dire che se l'intenzione è suscitare indignazione ...continua

    Abbandonato all'inizio. Dovessi basarmi sull'esito della lettura a questo libro darei una stella. Volendolo analizzare in maniera più obiettiva potrei dire che se l'intenzione è suscitare indignazione, contatto con la cruda realtà, o cose simili allora si merita il voto massimo. Alla fine della fiera però, non darò voto per il semplice fatto che l'ho ben che piantato a un terzo e non so se mai mi interesserà finirlo. Storie, racconti inanellati uno dietro l'altro dove cambiano gli scenari ma la sostanza no: sesso, alcool, sesso, alcool... Non conosco la cosiddetta beat generation e non ho mai letto Kerouac ma ho visto il film Urlo che parla di Ginsberg. Se il fine ultimo, tra gli altri, è 'rappresentare esplicitamente e crudamente la condizione umana' beh, signori miei ci siamo. Non sono una puritana e non pratico alcuna religione, ma costringere il lettore (me) a leggere una bestemmia già mi ha indisposta. Ho aspettato e avuto la nausea di sesso-alcool-sesso-alcool (vedi sopra), ma giunta al racconto in cui il protagonista di turno violenta una ragazzina di circa 9 anni no, davvero non fa per me. Capisco il realismo, capisco l'intenzione ma per me i giochi finiscono qui.

    ha scritto il 

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