Con la morte nel cuore

Di

Editore: TEA

3.9
(819)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 443 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850212895 | Isbn-13: 9788850212897 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
C'è grande confusione sotto il cielo di Quarto Oggiaro. I tempi sono propiziper descrivere un altro pannello del polittico, urbano e sociale, che GianniBiondillo ha iniziato a raccontarci con "Per cosa si uccide". E l'autore lo hafatto con un libro generoso, colmo di storie e di personaggi: barboni, exmafiosi, militari, extracomunitari, professori, maestri, pensionate, balordi,motociclisti, criminali, poveracci, e soprattutto lui, l'ispettore Ferraro,impegnato forse in uno dei casi più difficili della sua vita, uno di quelliche si affrontano "con la morte nel cuore". Ferraro indaga, in una Milanofebbrile, avida e cordiale insieme, facendo ogni giorno i conti con i suoimalumori, con la sua caotica vita di divorziato, con i pasti serali sempre piùindigesti, con l'ennesimo tentativo di prendere una laurea, mentre intorno alui, e sulla sua pelle, avvengono linciaggi, sparizioni incomprensibili,strani suicidi, assurdi tiri alla fune, ci sono poliziotti che non partono,altri che non dovrebbero tornare, sparatorie, omicidi multipli, dentierescippate, pestaggi. "Con la morte nel cuore" è il romanzo di una città; unromanzo che trascina, diverte e commuove il lettore, grazie allo sguardopungente e insieme compassionevole di Biondillo, rivolto agli ultimi, aiderelitti, ai dimenticati.
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  • 2

    Avevo apprezzato il primo capitolo dell'ispettore Ferrario e ho attaccato con curiosità questo secondo capitolo.
    Subito la narrazione mi è parsa un po' macchinosa, con l'Autore che si perde in descriz ...continua

    Avevo apprezzato il primo capitolo dell'ispettore Ferrario e ho attaccato con curiosità questo secondo capitolo.
    Subito la narrazione mi è parsa un po' macchinosa, con l'Autore che si perde in descrizioni fiume. D'accordo, conosce Milano, ma non è il caso di romperci la lettura ogni volta con parentesi che rallentano solo il ritmo.
    Peccato, perchè nè la trama nè i personaggi sono male.

    ha scritto il 

  • 3

    Direi che di questi tempi è diffuso il poliziotto - ispettore, commissario, vicequestore che sia - che ha mal digerito una separazione. Sono sempre le donne ad averli lasciati e loro, mentre risolvono ...continua

    Direi che di questi tempi è diffuso il poliziotto - ispettore, commissario, vicequestore che sia - che ha mal digerito una separazione. Sono sempre le donne ad averli lasciati e loro, mentre risolvono casi criminali, rimuginano e sognano di tornare indietro.
    Anche l'ispettore Ferraro ha mal digerito il divorzio e rimugina su quello mentre, a Quarto Oggiaro (Milano), si muove in un caso in cui si intrecciano mafie pugliesi, calabresi e slave.

    Personaggi simpatici, l'ispettore capo Lanza, il barbone Baffo e lui, Ferraro, ironico o piuttosto sarcastico.

    ha scritto il 

  • 3

    In un periodo in cui sto leggendo veramente poco e in maniera discontinua, ho pensato di prendere in mano il secondo capitolo della "saga" del commissario Ferraro perché ne avevo un gran buon ricordo ...continua

    In un periodo in cui sto leggendo veramente poco e in maniera discontinua, ho pensato di prendere in mano il secondo capitolo della "saga" del commissario Ferraro perché ne avevo un gran buon ricordo e volevo un po' sentirmi come quando si torna a casa da un lungo viaggio: al sicuro, in pace con il mondo. Sarà per questa aspettativa (forse eccessiva) che inizialmente mi sono sentita persa tra le righe di una storia di cui non riuscivo ad individuare il capo né la coda, dove mi sembrava di essere "sballottolata" da un personaggio all'altro, da un episodio all'altro, capendoci poco. Leggevo ma senza empatia.
    Poi, dopo qualche pagina, ho per fortuna ritrovato Ferraro, la sua ironia che sfocia qualche volta nel sarcasmo rivolto non solo agli altri ma anche verso se stesso, i suoi colleghi e i vari personaggi che avevano contraddistinto il primo episodio. Ancora una volta, le cose per me interessanti oltre alla storia e al giallo, sono stati i pensieri del commissario, le sue elucubrazioni mentali, il suo rapporto con la ex moglie di cui probabilmente –a modo suo- è ancora innamorato, le sue amicizie o la mancanza di amici, dipende da come si osserva la cosa o meglio, da come Ferraro ti spinge a vederla. E le sue riflessioni, alcune veramente divertenti e così vere da farti quasi dimenticare di star leggendo un libro. E' come parlare con un amico che ti racconta la sua vita, i suoi errori, il tentativo costante di elevarsi dalla massa informe di Quartoggiaro ma rimanendo contemporaneamente legato alla sua infanzia e al suo territorio in maniera inscindibile. Perché Ferraro senza Quartoggiaro non è niente, e questo lui lo sa, per cui la sua è probabilmente una battaglia persa in partenza.
    Biondillo è uno scrittore interessante, ti apre il suo mondo e ti ci fa entrare con grande ospitalità. E' nato a Milano, ma se il cognome non mente deve avere origini meridionali e questo lato è ben presente nella sua Milano, nella sua Quartoggiaro, dove razze, etnie e gruppi si mescolano, non sempre trovando il giusto modo per convivere.
    In definitiva, un bel romanzo, leggero ma non stupido, simpatico e scorrevole: il mio ritorno a casa è stato come lo avevo sperato.

    ha scritto il 

  • 0

    Torna l'ispettore Ferraro del commissariato di polizia di Quarto Oggiaro, investigatore non troppo brillante ma che mette tutto se stesso per risolvere le indagini, questa volta ci rimette anche un gi ...continua

    Torna l'ispettore Ferraro del commissariato di polizia di Quarto Oggiaro, investigatore non troppo brillante ma che mette tutto se stesso per risolvere le indagini, questa volta ci rimette anche un ginocchio.

    Il commissariato è in subbuglio, nel quartiere sembra sia scoppiata una guerra tra diverse fazioni del crimine organizzato ed il suo collega Lanza finisce sotto inchiesta.
    E poi la ripresa degli studi, il nuovo compagno della ex-moglie, capire chi sono i veri amici... insomma la solita incasinata routine di Ferraro.

    Nel secondo capitolo delle avventure dell'ispettore Ferraro, l'attenzione si focalizza più sulla descrizione della vita del commissariato che sulla risoluzione di un caso specifico.
    Questo aumenta quell'atmosfera da “telefilm poliziesco nostrano” presente nel primo libro: gli screzi fra colleghi, le frecciatine davanti alla macchinetta del caffè, il personaggio macchietta apparentemente ottuso e quello cinico, le complicazioni amorose; ma è proprio questo aspetto che rende il romanzo più omogeneo e divertente.
    Quindi poco importa che le svolte nelle indagini siano spesso prevedibili ed a volte stiracchiate, che abbondino i luoghi comuni o che l'improbabile Lanza si riveli, contro ogni logica, un impareggiabile investigatore ed un astuto conoscitore della malavita; chiuso il libro resta la voglia di saperne di più di Ferraro e soci, si aspetta con trepidazione il prossimo capitolo.

    ha scritto il 

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