Confessioni di un artista di merda

Di

Editore: Fanucci

3.8
(511)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8834708628 | Isbn-13: 9788834708620 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Maurizio Nati ; Illustrazione di copertina: Grafica Effe ; Prefazione: Carlo Pagetti ; Postfazione: Sergio Cofferati

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il romanzo è incentrato sulle figure di Fay Hume, una donna aggressiva e materialista che vuole la scalata sociale, di suo marito Charles, un uomo rozzo e incolto che si è fatto da solo fino a possedere una casa da quarantamila dollari l'anno e una proprietà di dieci acri ma è totalmente incapace di rapportarsi con sua moglie, dell'amante di Fay, un giovane intellettuale, e soprattutto del fratello di Fay, Jack. Jack Isidore, l'artista del titolo, è il personaggio più affascinante del libro: Jack raccoglie vecchie riviste di SF, crede in Atlantide, negli UFO, nelle percezioni extrasensoriali, e nella vicina fine del mondo.
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  • 2

    OSTILI CONFESSIONI

    Confessioni di un artista di merda, scritto nel 1959, è un altro tassello mainstream nella bibliografia dickiana che però prende una piega un po' diversa dai precedenti. Qui la realtà “priva di centr ...continua

    Confessioni di un artista di merda, scritto nel 1959, è un altro tassello mainstream nella bibliografia dickiana che però prende una piega un po' diversa dai precedenti. Qui la realtà “priva di centro e di stabilità morale” (Carlo Pagetti nell'introduzione all'edizione Fanucci) che fino a ora si esplicitava tramite vicende e relazioni di ordine quotidiano, quasi banali, viene arricchita da eventi drammatici che sfiorano il thriller.
    Fay è una donna che subisce i maltrattamenti del marito Charley, violento di natura. Quando lui viene ricoverato per un infarto, lei si lascia andare a una relazione con un amico comune, Nat, anch'egli sposato. Intanto il fratello di Fay, Jack, sfaccendato e credulone, vive con lei e le figlie. Charley minaccia di uccidere Fay e, quando esce dall'ospedale, stermina gli animali della fattoria di famiglia e poi si toglie la vita, senza riuscire a punire la moglie. Fay e Nat ufficializzano la loro relazione ed escludono Jack dalla loro vita. [...]
    Leggi tutta la rece: http://beatblog2.blogspot.it/2016/06/philip-k-dick-pt5-ostili-confessioni.html

    ha scritto il 

  • 4

    Lontano dalla fantascienza

    Se il vostro interesse per Dick è unicamente in ambito fantascientifico, lasciate perdere questo romanzo. Se invece avete la curiosità di leggere l'autore altrove, qui troverete comunque l'acume che g ...continua

    Se il vostro interesse per Dick è unicamente in ambito fantascientifico, lasciate perdere questo romanzo. Se invece avete la curiosità di leggere l'autore altrove, qui troverete comunque l'acume che gli appartiene, questa volta al servizio di una vicenda familiare che ruota attorno a 4 personaggi principali ottimamente caratterizzati, caldi, alternando capitoli in prima persona (e a volte in terza) in un semplice quanto affascinante viaggio ai confini del quotidiano. Un viaggio che Jack — uno che a detta di tutti ci sta poco col cervello — vivrà come parte in causa ma con un candido e oggettivo distacco, un po' per intelligenza e un po' per stupidità.

    Voto: 3 ½

    ha scritto il 

  • 4

    " -Quelli che credono di essere pedine nelle mani di esseri superiori. Quando invece non sono altro che pedine nelle mani del loro stesso subconscio, che ha dato di matto . Dovrebbe essere rinchiusa i ...continua

    " -Quelli che credono di essere pedine nelle mani di esseri superiori. Quando invece non sono altro che pedine nelle mani del loro stesso subconscio, che ha dato di matto . Dovrebbe essere rinchiusa in un manicomio- ".

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo ombre che fluttuano nell'aria, dirette verso il nulla

    Jack Isidore, ingenuo e con qualche problema psichiatrico, ce la mette proprio tutta per non percorrere la vita a fari spenti; è sicuramente l’opposto di Stoner, in quanto a risolutezza e decisionism ...continua

    Jack Isidore, ingenuo e con qualche problema psichiatrico, ce la mette proprio tutta per non percorrere la vita a fari spenti; è sicuramente l’opposto di Stoner, in quanto a risolutezza e decisionismo.
    I risultati che ottiene sono comici e spesso anche disastrosi, ma in compenso elabora pensieri splendidi, che annota in una serie di taccuini come 'relazioni scientifiche di fatti provati.’
    Io sono fatto di acqua. Non ve ne potete accorgere perché faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti di acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma, anche, che dobbiamo guadagnarci da vivere.

    Per qualche mese va ad abitare in casa della sorella, un’egoista persa sposata con Charley, uomo ignorante e volgare che spesso beve troppo e diventa violento. Aiutato in questo, oltre che dai litri di birra, anche dal fatto che lei è una pigrona dotata di grande talento per rendersi decisamente insopportabile.
    Si vergogna a comprarli e così devo farlo io per lei. Mi manda qui a comprarli. E la ucciderò per questo. Che succede se non glieli compro? Continuerà a sanguinare fino a morire? Il Tampax blocca tutto, come un tappo di sughero. O…
    Charley cercò di immaginare. Ma non sapeva da dove venisse il sangue.
    Da una di quelle parti intime… Al diavolo, non credo di doverlo sapere per forza. Sono affari suoi. Quando ne hanno bisogno, ne hanno bisogno. Devono starci attente.
    Poi tornò l'intenzione di ucciderla.
    Andrò a casa di corsa e la riempirò di botte. La picchierò, davvero, lo farò.

    Il romanzo ha un’interessante ma lunga introduzione che all’inizio mi aveva creato un po' di preoccupazione; temevo che il libro fosse troppo complicato e complesso. Invece ho apprezzato molto questa storia strampalata e disordinata, un po’ allegra e un po’ triste, con gli eventi raccontati dai vari personaggi secondo le loro differenti percezioni.
    Sono molto lieta di aver fatto amicizia con Philip K. Dick, penso che gli chiederò di incontrarci ancora. M’ha confidato che Jack Isidore di Seville-California è il suo alter ego, e che ritiene Confessioni di un artista di merda il più bello dei suoi romanzi non fantascientifici, e uno dei suoi libri migliori.
    Per me è il primo quindi non posso giudicare se sia vero, ma so che vale proprio la pena di leggerlo.

    ★★★★ piene

    ha scritto il 

  • 2

    Ingannevole è il titolo...

    Scordatevi l'artista e le confessioni del titolo: non ci sono artisti nel romanzo né si tratta di confessioni, poiché spesso i narratori si alternano (anche nello stesso capitolo) confondendo il letto ...continua

    Scordatevi l'artista e le confessioni del titolo: non ci sono artisti nel romanzo né si tratta di confessioni, poiché spesso i narratori si alternano (anche nello stesso capitolo) confondendo il lettore. Personaggi poco verosimili, narrazione zoppicante e capitoli che spesso girano a vuoto, indecisioni stilistiche... Insomma, se Dick era più apprezzato come scrittore sci-fi un motivo ci sarà...

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo mai letto un romanzo realista di Dick, sapevo che ne aveva scritti, ma che nessun editore li accettava perché da questo autore volevano solo ed esclusivamente "fantascienza".
    Dick ci parla d ...continua

    Non avevo mai letto un romanzo realista di Dick, sapevo che ne aveva scritti, ma che nessun editore li accettava perché da questo autore volevano solo ed esclusivamente "fantascienza".
    Dick ci parla di tutto ciò che di solito ci parla nei suoi romanzi, con la differenza che qui non lo fa con un romanzo di fantascienza, lo fa con un romanzo postmoderno.
    Si, questo romanzo ci mette in chiaro come Dick possa essere ascritto a pieno diritto nella lista degli autori postmoderni.
    La mia recensione completa sul mio blog: http://capitolonero.blogspot.it/2015/02/confessioni-di-un-artista-di-merda.html

    ha scritto il 

  • 0

    c'è una pubblicità di un medicinale adesso
    solo che la voce dice un nome che non è

    quello che si legge sulla scatola del medicinale
    inquadrato lì in primo piano

    che cosa strana ...continua

    c'è una pubblicità di un medicinale adesso
    solo che la voce dice un nome che non è

    quello che si legge sulla scatola del medicinale
    inquadrato lì in primo piano

    che cosa strana

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Teso come un film di Sidney Lumet

    Ogni libro di Philip Dick mi costringe ad un certo punto a restare in apnea, con una tensione nervosa addosso che mi accompagna per tutti i giorni della lettura, fino al liberatorio finale che mi perm ...continua

    Ogni libro di Philip Dick mi costringe ad un certo punto a restare in apnea, con una tensione nervosa addosso che mi accompagna per tutti i giorni della lettura, fino al liberatorio finale che mi permette di rilasciare tutto il magone accumulato. Perché tutto si può dire di Dick, tranne che sappia come sdrammatizzare. In ogni caso nessuno dei libri che ho letto finora mi ha mai deluso, anzi! I suoi personaggi nevrotici e psicopatici sono un marchio di fabbrica, come il suo realismo. Ritroviamo entrambi in questo romanzo, che doveva essere quello del suo sdoganamento da autore di nicchia e del suo ingresso nel salotto buono della letteratura. Così non fu ed il romanzo vide la luce una quindicina di anni dopo essere stato scritto, ma questa è un'altra storia.

    Siamo in California sul finire degli anni '50 e la vicenda vede per protagonisti i componenti della tipica famiglia benestante provinciale, gli Hume, composta dal capofamiglia Charley, sua moglie Fay, le loro figlie piccole Elsie e Bonnie, a cui si aggiunge Jack Isidore, il fratello decisamente fuori di testa di Fay.
    Fin da subito la figura autoritaria e nevrotica di Fay incombe in ogni dove, manco fosse uno spettro, distribuendo frustrazione ovunque posi il suo sguardo, mentre alle sue spalle una rabbia repressa monta e cerca solo il momento di esplodere nella violenza più cieca. Mentre Jack Isidore si trastulla con un gruppo di svitati che crede che il 23 aprile debba arrivare la fine del mondo grazie ad un disegno di entità extraterrestri, il matrimonio tra Charley e Fay va a rotoli. Quando Charley ha un infarto ed è costretto a restare in ospedale per diverso tempo, Fay si trova un amante che farà la stessa fine del marito: verrà manipolato ed usato senza nessun rispetto per la sua persona. Infine l'epilogo tragico, di cui non vi anticipo niente, ma solo che Dick ci dice che alla fine "Morendo comprese tutto".
    Il tutto si svolge in un ambiente culturale di provincia la cui prosaicità ed ipocrisia vengono magistralmente descritti: ogni cosa ha un prezzo ed appartiene a questo o quel coniuge che non fa altro che ricordarlo all'altro. La vittoria nel conflitto è anche questa: il passaggio di cose dall'uno all'altro, per rivendicarne il possesso, che è anche status sociale. Inutile dire che i rapporti col vicinato sono convenzionali e utilitaristici.

    Veramente un bel romanzo, nonostante sia carico di tensione e di emozioni negative, ma che ci restituisce quel grande scrittore a tutto tondo che è stato Philip Dick. Molto interessante anche l'introduzione di Carlo Pagetti, che contiene troppe anticipazioni sulle vicende narrate - siete avvertiti, che fa luce sulle interrelazioni tra il vissuto personale dell'autore e le vicende narrate nel romanzo.

    ha scritto il 

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