Controcorrente

La Biblioteca di Repubblica. Ottocento, 37

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.7
(1659)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Indiano (Hindi) , Catalano

Isbn-10: 8889145374 | Isbn-13: 9788889145371 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Coccetti ; Prefazione: Agnese Silvestri

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Un misticismo inquieto misto a un simbolismo intriso di sinistre visioni, diede vita a quel “romanzo senza trama” che fu riconosciuto come il manifesto del Decadentismo: nell’eccentrico isolamento del protagonista, disposto a raggiungere e oltrepassare i confini della ragione, vi è, infatti, tutta l’esigenza della fuga dalla realtà che fu propria di un’intera epoca. Con “Controcorrente” il nuovo modo di fare letteratura inaugurato da Baudelaire trovò piena espressione, per affermare una volta per tutte che “l’inverosimile non è sempre, nel mondo, un’eccezione".
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    Penso sia il mio libro preferito: rarefatto nella trama, preciso nel lessico, ricco come tessuti ricamati o come il colore in eccesso sulle tele nelle descrizioni, protagonista diviso fra spleen e dan ...continua

    Penso sia il mio libro preferito: rarefatto nella trama, preciso nel lessico, ricco come tessuti ricamati o come il colore in eccesso sulle tele nelle descrizioni, protagonista diviso fra spleen e dandysmo che D'annunzio lèvate, architetture ed arredamenti plastici ed artificiali, studiati e realizzati unicamente per il piacere estetico e intellettuale di chi li osserva, elenco raffinato della libreria che mi fa crepare d'invidia ad ogni lettura. Sì insomma, il mio libro preferito per qualche motivo!

    ha scritto il 

  • 4

    Una vera enciclopedia del decandentismo, ci sono pagine e pagine fatte di cataloghi di ricercatezze in grado di restituire l'ebbrezza del protagonista, oppure le complesse sfumature di sensazioni da l ...continua

    Una vera enciclopedia del decandentismo, ci sono pagine e pagine fatte di cataloghi di ricercatezze in grado di restituire l'ebbrezza del protagonista, oppure le complesse sfumature di sensazioni da lui ricercate, o ancora la sua lucida follia.
    Letto nell'edizione BUR. La traduzione di Sbarbaro (Garzanti) ho provato a leggerla, ed è elegante, ma ho optato per qualcosa di più scorrevole, e con un titolo (A ritroso) e una copertina (una Wunderkammer) più affascinanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Le radici della Ricerca proustiana sono tutte qui, in questo volumetto che racconta la vita decadente e artificiosa vita di un nobilotto nauseato dalla vanità di tutto. L'unicità di questo romanzo che ...continua

    Le radici della Ricerca proustiana sono tutte qui, in questo volumetto che racconta la vita decadente e artificiosa vita di un nobilotto nauseato dalla vanità di tutto. L'unicità di questo romanzo che si ribella contro i dettami del naturalismo francese non è tanto la trama quanto la preziosità delle descrizioni, simbolo letterario e punto di fuga della decadenza. Splendido, crudele, nauseante, artificioso: un libro da affiancare a Dorian Gray.

    ha scritto il 

  • 0

    Incompreso

    Decadentismo, estetismo, dandysmo. Parole che pronuncia solo chi non ha letto questo libro o chi non lo ha capito! Pochi anche all'epoca in cui fu pubblicato per la prima volta questo libro lo compres ...continua

    Decadentismo, estetismo, dandysmo. Parole che pronuncia solo chi non ha letto questo libro o chi non lo ha capito! Pochi anche all'epoca in cui fu pubblicato per la prima volta questo libro lo compresero a fondo.

    Quando nel 1884 pubblicò à rebours (Controcorrente) lo scrittore Barbey d’Aurevilly riferì a Huysmans quanto aveva detto a Baudelaire a proposito dei suoi Les fleurs du mal: “Dopo Les fleurs du mal non le resta logicamente che la bocca di una pistola o i piedi della croce. Baudelaire ha scelto i piedi della croce”. Li sceglierà anche l’autore di à rebours?” Lo stesso Huysmans ammise che d'Aurevilly fu uno dei pochi ad aver compreso il suo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non avrei potuto scegliere un periodo migliore per iniziare la lettura di questo libro: l'estate.
    Non essendo affatto un amante della stagione, mi sono ritrovato ben presto, fin dai primi segni dell'a ...continua

    Non avrei potuto scegliere un periodo migliore per iniziare la lettura di questo libro: l'estate.
    Non essendo affatto un amante della stagione, mi sono ritrovato ben presto, fin dai primi segni dell'alzarsi delle temperature, a seguire l'esempio di Des Esseintes, rinchiudendomi dentro casa.
    Inutile dire che nonostante il totale disprezzo del protagonista nei confronti di qualsiasi cosa si trovi al di fuori della sua dimora, sia giunto io stesso talvolta a simpatizzare con il suo stato d'animo. Più volte durante la lettura sono giunto ad autodiagnosticarmi una nevrosi.
    Iniziato pensando a momenti di leggere un'opera che avrebbe narrato la vita di un ossessivo interior designer di fine ottocento, mi sono trovato di fronte fin dalla prima pagina ad atmosfere così cupe e ad un personalità di una tale cattiveria e misantropia, come non ne avevo mai trovate nemmeno tra i romanzi più o meno smaccatamente gotici di inizio secolo.
    La lettura, che non credo si possa definire esattamente incalzante, alterna abilmente momenti di stasi, in cui Des Esseintes si dilunga per pagine in monologhi interiori sul giusto accostamento dei colori della tappezzeria in base alla luce diurna o notturna, o ancora, denigrando almeno tre quarti della letteratura latina, a momenti più fluidi che catturano l'attenzione del lettore per mezzo dei ricordi o di brevi squarci di vita ormai appartenenti al passato del protagonista. Come giustamente si confà ad un nevrotico solitario dai gusti estremamente raffinati e specifici, i ragionamenti e le riflessioni sull'arte, sul secolo a lui contemporaneo, sulla società e sulla natura si sprecano. Un romanzo dove quindi non accade nulla di effettivo, se non nella testa di Des Esseintes.
    Eppure nonostante tutti i suoi sforzi nel voler mettere in atto il suo piano satanico di ricreare la natura per mezzo dell'artificio, non è la superiorità del suo intelletto su di essa a regnare sovrana tra le mura di casa, bensì l'inevitabile noia insostenibile che ne consegue. In questo senso il libro di Huysmans è quindi ancora attualissimo nel parlare della difficoltà di varcare la soglia di casa, fuori dalla quale a giudicare da Des Esseintes imperversano solamente il crimine, la furbizia e la stupidità umana, ma nel fare questo funge anche da antidoto, nel momento in cui questo decadente per eccellenza è costretto ad accettare la sconfitta.

    ha scritto il 

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