Cortesie per gli ospiti

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli; 353)

3.6
(1869)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Sloveno

Isbn-10: 8806561502 | Isbn-13: 9788806561505 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 3

    Se sto libro finisce in inc***** faccio un macello!"

    "Non accettare niente dagli sconosciuti
    Non parlare con nessuno
    E fila dritto a casa".
    Quando le raccomandazioni di una vita - quelle di tua madre - cadono nel vuoto.
    Poi dici che non deve incazzarsi ...continua

    "Non accettare niente dagli sconosciuti
    Non parlare con nessuno
    E fila dritto a casa".
    Quando le raccomandazioni di una vita - quelle di tua madre - cadono nel vuoto.
    Poi dici che non deve incazzarsi!

    http://tuttobenenellamiatesta.blogspot.it/2016/07/cortesie-per-gli-ospiti-ian-mcewan.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un’imprecisata città di mare, Colin e Mary sono in vacanza. Stanno insieme da sette anni, senza essere sposati. In albergo dormono in letti separati, vanno soggetti a discussioni litigiose, un tardo p ...continua

    Un’imprecisata città di mare, Colin e Mary sono in vacanza. Stanno insieme da sette anni, senza essere sposati. In albergo dormono in letti separati, vanno soggetti a discussioni litigiose, un tardo pomeriggio, prima di uscire a cena, l’ennesima riconciliazione passa attraverso il sesso. “Non era più una grande passione. Il piacere stava soprattutto nell’amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure, nel sicuro, preciso incastro di membra e corpi, confortevole, come un calco di gesso che torna nella forma”. Viene buio, hanno come una premonizione: “Non erano mai usciti così tardi, e Mary avrebbe poi attribuito molto di quello che successe proprio a questo”.
    Turisti in un paese straniero, finiscono per perdersi nel labirinto di strade e vicoli. Mentre sono così disorientati, appare Robert. Per uno strano senso di sollievo, rivelano allo sconosciuto di non essere sposati e che Mary ha due figli. Poi è Robert che comincia a raccontare la storia della sua vita. Descrive un rapporto molto intimo, quasi morboso, con la madre; si era creato un legame di assoluta complicità, ogni notte lui la chiamava con qualche pretesto, lei gli portava un bicchiere d’acqua e restava con lui finché si riaddormentava. “In certi periodi questo succedeva ogni notte per mesi di seguito, ma lei non mi preparò mai un bicchier d’acqua vicino al letto. Sapeva che avevo bisogno di una scusa per chiamarla in piena notte”.

    McEwan non scrive in quale città ci troviamo, ma molti indizi (“la celeberrima cattedrale”, la laguna e i bar galleggianti, “ovunque i piccioni si affollavano”) fanno pensare a Venezia. In una grande casa deserta, fanno la conoscenza di Caroline, la moglie invalida. Caroline chiede a Mary se è innamorata di Colin: “Per innamorata, intendo che si farebbe qualunque cosa per l’altro… e si permetterebbe all’altro di farci qualunque cosa”.
    L’atmosfera diventa sempre più morbosa. “Se si è innamorati di qualcuno, bisogna essere pronti a lasciarsi uccidere da lui, se necessario” – conclude Caroline. Ha una grave menomazione alla schiena e, come dice lei stessa, a un certo punto è divenuta “virtualmente prigioniera”. In seguito, confiderà a Colin che non può uscire di casa.
    Immersi in questo clima di “cortesia”, con qualche disagio e imbarazzo, quando Mary e Colin capiscono in che gioco sono finiti, fanno già parte del gioco stesso… Alla fine della cena, quando Colin e Mary se ne vanno, sentono un rumore imprecisato, che “avrebbe potuto essere sia un oggetto caduto che una faccia schiaffeggiata”.

    Ho letto The Comfort of Strangers, nella traduzione di Stefania Bertola uscita nell’83, ascoltando Ummagumma.
    Nel ’90, dal romanzo è stato tratto il film omonimo, diretto da Paul Schrader e sceneggiato da Harold Pinter, con un cast strepitoso: Natasha Richardson (Mary), Rupert Everett (Colin), Christopher Walken (Robert) e Helen Mirren (Caroline).

    ha scritto il 

  • 3

    Breve ma intenso

    McEwan nei romanzi brevi non è neanche malaccio. Il libro ha una bella storia, un buon ritmo e una suspence ben tenuta fino all'apoteosi splatter del finale. Questo, assieme a Lettera a Berlino, sono ...continua

    McEwan nei romanzi brevi non è neanche malaccio. Il libro ha una bella storia, un buon ritmo e una suspence ben tenuta fino all'apoteosi splatter del finale. Questo, assieme a Lettera a Berlino, sono i due libri secondo me più riusciti di McEwan che, quando non aveva ancora permesso al successo di dargli alla testa, osava (ed entusiasmava) molto più di quanto non riesca a fare ora.

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo questo romanzo breve è stato una delusione. McEwan si dilunga in dettagli secondari, descrizioni (anche affascinanti, niente da dire) di Venezia e del rapporto tra Colin e Mary e del loro in ...continua

    Purtroppo questo romanzo breve è stato una delusione. McEwan si dilunga in dettagli secondari, descrizioni (anche affascinanti, niente da dire) di Venezia e del rapporto tra Colin e Mary e del loro incontro con Robert e sua moglie. Tutto per raccontare la storia di un'ossessione amorosa folle. Ma questo non è il problema del libro: il problema è che è per due terzi noia e un terzo assurdità.
    Ma magari sono io che non l'ho capito....

    ha scritto il 

  • 2

    psicologico o psicopatico?

    E' una lettura troppo psicologica - e a tratti psicopatica direi -, una di quelle letture cervellotiche durante le quali sembra che ci sia dell'altro oltre a ciò che è scritto ma non si capisce bene c ...continua

    E' una lettura troppo psicologica - e a tratti psicopatica direi -, una di quelle letture cervellotiche durante le quali sembra che ci sia dell'altro oltre a ciò che è scritto ma non si capisce bene cosa. E' sicuramente poco immediato e la sua brevità non aiuta a capirlo. Inoltre fino a metà libro non accade davvero nulla, poi a metà si riprende ma nel finale torna ad essere di nuovo complicato.
    E' una lettura che non consiglierei.

    ha scritto il 

  • 2

    Sadismo di coppia

    Alla luce di questo romanzo, letto parecchio tempo dopo Espiazione e Chesil Beach, mi sento di affermare che se c'è un aggettivo che meglio e più degli altri definisce McEwan, questo è eclettico.
    Infa ...continua

    Alla luce di questo romanzo, letto parecchio tempo dopo Espiazione e Chesil Beach, mi sento di affermare che se c'è un aggettivo che meglio e più degli altri definisce McEwan, questo è eclettico.
    Infatti, se in Espiazione McEwan cantava l'amore sfortunato e in Chesil Beach quello incompreso, in Cortesie per gli ospiti veniamo catapultati in una dimensione completamente diversa. Siamo in una località di villeggiatura (che dai commenti degli altri lettori ho scoperto essere Venezia), in un periodo storico imprecisato in compagnia di Colin e Mary, due amanti parecchio annoiati e poco appassionati (almeno all'inizio) che si trovano lì in vacanza. Purtroppo per loro, i due entrano nelle mire di un'altra coppia, quella di Robert e Caroline, da cui sarebbe imperativo tenersi alla larga. Ecco, se già i primi due non erano particolarmente simpatici, questi ultimi sono addirittura dei sadici pericolosi, come si scopre purtroppo nell'epilogo del romanzo.
    Quello di Cortesie per gli ospiti non è sicuramente il mio McEwan, tuttavia bisogna riconoscere che è bravo anche in questa prova, di cui francamente, da lettrice, non sentivo l'esigenza. Infatti, per quanto il tema sia disturbante, il ritmo della storia da lento e sonnolento, si fa via via più incalzante e coinvolgente, spingendoti a guardare senza riuscire a distogliere lo sguardo, quasi non fossimo lettori, ma dei voyeurs.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo gli ultimi due capitoli mi è venuta in mente quella "pubblicità progresso" con il morto che parla che gira in questo periodo in TV , tutto bene , tutto bello , però ecco ripensandoci .... no ...continua

    Leggendo gli ultimi due capitoli mi è venuta in mente quella "pubblicità progresso" con il morto che parla che gira in questo periodo in TV , tutto bene , tutto bello , però ecco ripensandoci .... non avrei rifatto quella cosa, col senno di poi .... Colin : anno nascita - anno morte :-)
    A parte gli scherzi , interessante indagine sui meccanismi relazionali morbosi e non ..... adesso so perché all'inizio chiamavano McEwan : "Ian macabre" :-)

    ha scritto il 

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