Crónica del pájaro que da cuerda al mundo

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Publisher: Tusquets Editores

4.1
(4521)

Language: Español | Number of Pages: 903 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Japanese , German , French , Italian , Russian , Dutch , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 848383510X | Isbn-13: 9788483835104 | Publish date:  | Edition 8

Also available as: Paperback , Others , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
«Desde una arboleda cercana llegaba el chirrido regular de un pájaro, un ric-ric, como si estuviera dándole cuerda a algún mecanismo. Nosotros hablábamos de él como del pájaro-que-da-cuerda…» Haruki Murakami es uno de los novelistas japoneses contemporáneos con mayor prestigio en su país. Pero hablar aquí de literatura japonesa sugiere siempre un mundo exótico, ajeno por completo al nuestro. Sin embargo, Murakami no sólo está considerado ya en Occidente un autor de culto, sino que su extensa obra narrativa ha roto fronteras y la crítica mundial lo sitúa entre Mishima y Pynchon. Era, pues, imprescindible darle a conocer definitivamente también en nuestra lengua. Tooru Okada, un joven japonés que acaba de dejar voluntariamente su trabajo en un bufete de abogados, recibe un buen día la llamada anónima de una mujer. A partir de ese momento la vida de Tooru, que había transcurrido por los cauces de la más absoluta normalidad, empieza a sufrir una extraña transformación. A su alrededor van apareciendo personajes cada vez más extraños, y la realidad, o lo real, va degradándose hasta convertirse en algo fantasmagórico. La percepción del mundo se vuelve mágica, los sueños son realidad y, poco a poco, Tooru Okada deberá resolver los conflictos que, sin sospecharlo siquiera, ha arrastrado a lo largo de toda su vida. Crónica del pájaro que da cuerda al mundo pinta una galería de personajes tan sorprendentes como profundamente reales. El mundo cotidiano del Japón moderno se nos aparece de pronto como algo extrañamente familiar.
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  • 4

    Finalmente portata a conclusione anche la lettura dell'ultimo grande romanzo di Murakami Haruki che mi mancava, L'uccello che girava le viti del mondo, e il suo surrealismo kafkiano in cui tutto è ins ...continue

    Finalmente portata a conclusione anche la lettura dell'ultimo grande romanzo di Murakami Haruki che mi mancava, L'uccello che girava le viti del mondo, e il suo surrealismo kafkiano in cui tutto è insieme assolutamente improbabile e perfettamente coerente ha sempre il suo fascino.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Di quando abbandonare un libro e riprenderlo dopo diverso tempo fa cambiare completamente il giudizio iniziale

    E' stato già detto che non siamo noi a scegliere i libri, sono loro che ci scelgono. Quindi non stupisce che dopo aver abbandonato il testo di un autore che pure amo, scrivendone una critica anche abb ...continue

    E' stato già detto che non siamo noi a scegliere i libri, sono loro che ci scelgono. Quindi non stupisce che dopo aver abbandonato il testo di un autore che pure amo, scrivendone una critica anche abbastanza dura (per quel che vale), una mattina l'ho visto, ci siamo "guardati", ed è ricominciata l'avventura. Letto stavolta d'un fiato, da un'angolazione diversa e nuova, sarà per l'esperienza soggettiva, sarà che gli occhi e la mente con il tempo cambiano, ma al me stessa di quattro anni dopo è piaciuto tantissimo...il pozzo, quel pozzo che all'epoca non capivo, è una metafora evidente di una condizione umana che ha anche un nome e si chiama "depressione". Non era difficile. E la vita che si svolge in quel buco è "sospesa", ferma, immobile, inevitabile momento di passaggio da uno stato al successivo quando più nulla sembra comprensibile e non possiamo fare altro che metterci in posizione di "riserva energetica". E quella tizia buffa che ogni tanto fa capolino nella nostra esistenza, vola come farfalla o mosca sopra un cuore indifferente ad ogni umore: nella storia sembra essere un personaggio incomprensibile e secondario, ai fini dello svolgersi della vicenda (svolgersi? ma è immobile, direte voi...)...nello svolgersi, dicevo, della trama "immobile" è invece colei che "tirerà" fuori il protagonista dal pozzo, per lo meno lo aiuterà, sarà presente nei momenti chiave senza mai sollecitare risposte che non possono essere date. Detta così è banale. Infatti. Ma Murakami non la dice così. La dice alla Murakami. Prendere o lasciare.

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  • 5

    libro coinvolgente e sublime in classico stile Murakami. Sempre in sospeso fra mondo del reale e mondo dell'onirico. Spesso difficile distinguere dove finisce l'uno e dove comincia l'altro.

    said on 

  • 4

    La scrittura fluida e introspettiva di Murakami ti porta lentamente oltre il reale, in un crescendo nel quale tutti gli elementi della trama si riannodano verso un finale sempre più coinvolgente. Gran ...continue

    La scrittura fluida e introspettiva di Murakami ti porta lentamente oltre il reale, in un crescendo nel quale tutti gli elementi della trama si riannodano verso un finale sempre più coinvolgente. Gran libro.

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  • 0

    Solitamente mi piace molto Murakami, ma ho ricominciato questo libro dopo averlo accantonato qualche anno fa e anche stavolta non l'ho trovato particolarmente scorrevole. Troppo lungo, troppe divagazi ...continue

    Solitamente mi piace molto Murakami, ma ho ricominciato questo libro dopo averlo accantonato qualche anno fa e anche stavolta non l'ho trovato particolarmente scorrevole. Troppo lungo, troppe divagazioni che fanno perdere completamente il filo della storia principale e che non si capisce dove vadano a parare, troppe cose non chiarite. Parte molto bene, ma poi si perde troppo. Il libro supera le 800 pagine e sono sicura che un paio di centinaia di pagine in meno avrebbero solo giovato.

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  • 4

    Tre/quattro stelle.....

    ....ma comunque SUPER!!!
    Sto ancora pensando a cosa mi ha lasciato questa libro....certamente molto ma me ne renderò conto più avanti.
    Lettura molto impegnativa...direi che non si può sbranare ma è da ...continue

    ....ma comunque SUPER!!!
    Sto ancora pensando a cosa mi ha lasciato questa libro....certamente molto ma me ne renderò conto più avanti.
    Lettura molto impegnativa...direi che non si può sbranare ma è da centellinare e magari strada facendo pensarci sù!!!!
    Certo è che la letteratura giapponese ha quel qualcosa in più.....
    Lettura lenta, impegnativa ma suggestiva e forse il messaggio finale è che la vita è un groviglio di scelte condizionate dalla fatalità.
    Mai il giovane avvocato con una vita scandita da una quotidianità quasi monotona avrebbe pensato di subire uno stravolgimento tale fatto di incontri con personaggi al limite del credibile...di perdite incolmabili......
    Avviso: chi cerca una trama congruente rimarrà deluso.
    Pieno di spunti su cui pensare.....e penserò!!!!

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  • 5

    Come 1Q84 anche questo romanzo propone un protagonista un po' naif e decisamente comune al quale accadono cose decisamente strane senza apparente motivo, che si moltiplicano in mille fili e piani narr ...continue

    Come 1Q84 anche questo romanzo propone un protagonista un po' naif e decisamente comune al quale accadono cose decisamente strane senza apparente motivo, che si moltiplicano in mille fili e piani narrativi, ognuno più interessante dell'altro. Devo ammettere che mi sono rimasti un paio di interrogativi ma è stato emozionante scoprire un personaggio presente anche in 1Q84 (Ukishawa)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il difficile gioco dell'armonia (con sprazzi di memorabiità)

    E' un libro dal doppio volto, per me.
    Fino a poco meno della prima metà, sorprende molto per le tante premesse e promesse impigliate nell'assai complicata trama.
    Però un po' mi sono illusa... e, alla ...continue

    E' un libro dal doppio volto, per me.
    Fino a poco meno della prima metà, sorprende molto per le tante premesse e promesse impigliate nell'assai complicata trama.
    Però un po' mi sono illusa... e, alla fine, l'ho terminato senza stanchezza, ma senza entusiasmo.
    Murakami si è aggrovigliato oltre misura stavolta, secondo me. Come se avesse cominciato a scrivere senza aver chiaro né il percorso né la sua conclusione, mettendo in tavola troppe carte per un gioco che non sempre si svolgerà in armonia.

    Tuttavia... tuttavia... restano impresse nella memoria alcune pagine grandiose. La magia murakamiana accade quando la storia fa un passo indietro e rievoca alcuni episodi memorabili della guerra in Manciuria, accade con le lettere del tenente e con altre digressioni narrative ambientate in uno zoo e in un lager siberiano.
    Sono, davvero, momenti di scrittura felici. Sarebbero stati perfetti, assolutamente perfetti, come racconti. Inseriti in un romanzo come questo, pèrdono forza - a parer mio - e rischiano di scomparire, sommersi dalla prolificità dell'autore e dal suo vezzo di imbastire quasi sempre romanzi fiume.

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