Crónica do passáro de corda

Por

Editor: Casa das Letras

4.1
(4469)

Language: Português | Number of Páginas: 632 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi simplified , Japanese , Spanish , German , French , Italian , Russian , Dutch , Swedish , Catalan , Polish

Isbn-10: 9724616924 | Isbn-13: 9789724616926 | Data de publicação:  | Edition 3

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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  • 0

    Solitamente mi piace molto Murakami, ma ho ricominciato questo libro dopo averlo accantonato qualche anno fa e anche stavolta non l'ho trovato particolarmente scorrevole. Troppo lungo, troppe divagazi ...continuar

    Solitamente mi piace molto Murakami, ma ho ricominciato questo libro dopo averlo accantonato qualche anno fa e anche stavolta non l'ho trovato particolarmente scorrevole. Troppo lungo, troppe divagazioni che fanno perdere completamente il filo della storia principale e che non si capisce dove vadano a parare, troppe cose non chiarite. Parte molto bene, ma poi si perde troppo. Il libro supera le 800 pagine e sono sicura che un paio di centinaia di pagine in meno avrebbero solo giovato.

    dito em 

  • 4

    Tre/quattro stelle.....

    ....ma comunque SUPER!!!
    Sto ancora pensando a cosa mi ha lasciato questa libro....certamente molto ma me ne renderò conto più avanti.
    Lettura molto impegnativa...direi che non si può sbranare ma è da ...continuar

    ....ma comunque SUPER!!!
    Sto ancora pensando a cosa mi ha lasciato questa libro....certamente molto ma me ne renderò conto più avanti.
    Lettura molto impegnativa...direi che non si può sbranare ma è da centellinare e magari strada facendo pensarci sù!!!!
    Certo è che la letteratura giapponese ha quel qualcosa in più.....
    Lettura lenta, impegnativa ma suggestiva e forse il messaggio finale è che la vita è un groviglio di scelte condizionate dalla fatalità.
    Mai il giovane avvocato con una vita scandita da una quotidianità quasi monotona avrebbe pensato di subire uno stravolgimento tale fatto di incontri con personaggi al limite del credibile...di perdite incolmabili......
    Avviso: chi cerca una trama congruente rimarrà deluso.
    Pieno di spunti su cui pensare.....e penserò!!!!

    dito em 

  • 5

    Come 1Q84 anche questo romanzo propone un protagonista un po' naif e decisamente comune al quale accadono cose decisamente strane senza apparente motivo, che si moltiplicano in mille fili e piani narr ...continuar

    Come 1Q84 anche questo romanzo propone un protagonista un po' naif e decisamente comune al quale accadono cose decisamente strane senza apparente motivo, che si moltiplicano in mille fili e piani narrativi, ognuno più interessante dell'altro. Devo ammettere che mi sono rimasti un paio di interrogativi ma è stato emozionante scoprire un personaggio presente anche in 1Q84 (Ukishawa)

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    Il difficile gioco dell'armonia (con sprazzi di memorabiità)

    E' un libro dal doppio volto, per me.
    Fino a poco meno della prima metà, sorprende molto per le tante premesse e promesse impigliate nell'assai complicata trama.
    Però un po' mi sono illusa... e, alla ...continuar

    E' un libro dal doppio volto, per me.
    Fino a poco meno della prima metà, sorprende molto per le tante premesse e promesse impigliate nell'assai complicata trama.
    Però un po' mi sono illusa... e, alla fine, l'ho terminato senza stanchezza, ma senza entusiasmo.
    Murakami si è aggrovigliato oltre misura stavolta, secondo me. Come se avesse cominciato a scrivere senza aver chiaro né il percorso né la sua conclusione, mettendo in tavola troppe carte per un gioco che non sempre si svolgerà in armonia.

    Tuttavia... tuttavia... restano impresse nella memoria alcune pagine grandiose. La magia murakamiana accade quando la storia fa un passo indietro e rievoca alcuni episodi memorabili della guerra in Manciuria, accade con le lettere del tenente e con altre digressioni narrative ambientate in uno zoo e in un lager siberiano.
    Sono, davvero, momenti di scrittura felici. Sarebbero stati perfetti, assolutamente perfetti, come racconti. Inseriti in un romanzo come questo, pèrdono forza - a parer mio - e rischiano di scomparire, sommersi dalla prolificità dell'autore e dal suo vezzo di imbastire quasi sempre romanzi fiume.

    dito em 

  • 3

    Difficile parlare di questo romanzo che, a leggere i commenti è adorato in modo pressoché unanime.
    Io onestamente non l'ho apprezzato totalmente. La parte onirica di Murakami mi lascia abbastanza sbig ...continuar

    Difficile parlare di questo romanzo che, a leggere i commenti è adorato in modo pressoché unanime.
    Io onestamente non l'ho apprezzato totalmente. La parte onirica di Murakami mi lascia abbastanza sbigottita e, a mio avviso, ne perde anche di lucidità e struttura narrativa, tanto che ci ritroviamo dialoghi del tipo: "sa signor Okada, Creta ha avuto un bambino, si chiama Corsica- mi disse Malta dall'alto del tavolo. Corsica? Ripetei. Nessun uomo è un isola, intervenne allora quel cane nero di Ushikawa, sbucato da chissà dove. Il bambino di Creta? A quel punto mi svegliai, madido di sudore".
    Ecco, ci sono almeno duecento pagine di dialoghi surreali di questo genere. Capisco l'idea (si salva la bella metafora del pozzo anche se, reiterata fino alla nausea) ma francamente per me è troppo e il suo presunto onirismo non porta a niente. Ed è un peccato perché la storia per almeno metá romanzo (quindi almeno 500pag buone) è interessante e avvincente, ma poi vuole fare il verso a David Lynch che qui non ci incastra niente e si perde totalmente.

    dito em 

  • 5

    Giorni e giorni di lettura mi hanno fatto sembrare questo romanzo infinito. Nella prima metà continuavo a ripetermi "non è possibile che proprio non mi piaccia". Ma imperterrita ho continuato e contin ...continuar

    Giorni e giorni di lettura mi hanno fatto sembrare questo romanzo infinito. Nella prima metà continuavo a ripetermi "non è possibile che proprio non mi piaccia". Ma imperterrita ho continuato e continuato a centellinarlo. Arrivata alla fine però mi rendo conto che forse ho viaggiato insieme a Okada Toru, un viaggio introspettivo, alla ricerca del proprio posto nel mondo e che per questo forse mi è sembrato così lungo. Riassumerlo sarebbe difficile in poche righe. I personaggi sono tanti come anche le realtà e gli universi in cui si svolgono le vicende. Mi rendo conto che ciò che prima mi sembrava superfluo acquista invece valore al termine della lettura dove ogni tassello sembra trovare il suo posto. Ritrovo la straordinaria capacità dei personaggi di Murakami che riescono a farsi scorrere tutto addosso senza troppe preoccupazioni o esitazioni, qualunque cosa succeda, dal mancato ritorno a casa della propria moglie, alla comparsa improvvisa di una voglia blu sulla guancia.
    E ora che l'ho terminato mi sembra di essermi appena svegliata da uno stranissimo sogno al quale devo ancora dare un'appropriata interpretazione.

    dito em 

  • 5

    Poetico e veggente come pochi altri. Grazie Haruki

    Un libro che mi ha preso, mi ha fatto viaggiare su piani diversi che s'incontravano nel cuore profondo di un autore che nella sua semplicità sa parlare dell'umano .

    dito em 

  • 1

    Murakami mon "non-amour"

    Okay, sono un lettore troppo fermo agli occidentalismi. Okay, ad ogni nuovo capitolo andavo a vedere quando iniziava quello successivo per vedere come e quanto dovevo 'impostare' la mia concentrazione ...continuar

    Okay, sono un lettore troppo fermo agli occidentalismi. Okay, ad ogni nuovo capitolo andavo a vedere quando iniziava quello successivo per vedere come e quanto dovevo 'impostare' la mia concentrazione.
    Okay, è il mio secondo Murakami: il primo è stato 1Q84 (I primi due libri) dove almeno le prime 550 pagine sono state mooolto più coinvolgenti (ma complessivamente nemmeno quel titolo mi ha soddisfatto.)
    Mi conforta che dando una rapida occhiata alla 'rece' sul libro, non c'è questo grosso plebiscito positivo. Normalmente mi faccio qualche scrupolo di fronte ad un libro che a me non ha convinto, ma che comunemente viene apprezzato da molti (trovo sopravvalutato un GRANDE GATSBY e molto di quello che ha scritto FSF). Ma poi non me ne frega niente e faccio sentire la mia voce più o meno fuori dal coro.
    Non conosco molto Murakami, e mi si dice che non era questo il titolo da cui cominciare per approfocndirlo. Meglio A sud del confine a ovest del sole o L'incolore Tsukuru Tazaki e i suoi anni di pellegrinaggio. Ci proverò.
    In questo libro ci sono troppi piani sfasati, troppi sottotesti, troppi simboli poco chiari. Non dico che ci dovesse essere lo spiegone, ma per lo meno ci volesse qualche suggerimento in più.
    Scopro con sorpresa che questo libro è consigliato in quella bella opera che si intitola CURARSI CON I LIBRI alla voce "curare la disoccupazione". E' talmente noioso che un disoccupato accetterebbe qualsiasi mansione pur di smettere di leggere questo mattone.
    Altro che giraviti, questo uccello fa girare qualcos'altro

    dito em 

  • 3

    Non mi ha proprio entusiasmato

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasp ...continuar

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasportare della narrazione, dalla sua magia.
    Di questo romanzo fatico a trovare un nesso e, purtroppo, anche la magia di altre sue opere (Kafka sulla spiaggia per esempio).
    La parte onirica, solitamente avvincente, qui è soprattutto inquietante; la trama è discontinua, come in altri romanzi, ma eccessivamente sfilacciata e dispersiva.
Non c’è stato un personaggio che mi abbia suscitato empatia (però ho ritrovato Ushikawa, la figura forse meglio descritta nella sua negatività, che raggiunge il massimo del realismo nel romanzo 1Q84).
    La parte più interessante, e anche la più forte, è stata la narrazione di alcuni episodi relativi alla guerra sino giapponese ed è per questo che ho messo tre stelle (sarebbero due e mezzo).
    Nel complesso, rispetto ad altre letture di Murakami, questo libro non mi ha proprio entusiasmato e Kafka sulla spiaggia rimane il migliore che abbia letto finora.

    dito em 

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