Creation

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Publisher: Ballantine Books

4.1
(193)

Language: English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0345340205 | Isbn-13: 9780345340207 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Book Description
Once again the incomparable Gore Vidal interprets and animates history -- this time in a panoramic tour of the 5th century B.C. -- and embellishes it with his own ironic humor, brilliant insights, and piercing observations. We meet a vast array of historical figures in a staggering novel of love, war, philosophy, and adventure . . .
"There isn't a page of CREATION that doesn't inform and very few pages that do not delight."
-- John Leonard, The New York Times
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  • 5

    Chi ha amato Giuliano non potrà non ritrovare quella capacità di calarsi nella storia, di rendere attuale un tempo ormai finito, di far rivivere idee e conflitti che si perdono nella notte dei tempi. ...continue

    Chi ha amato Giuliano non potrà non ritrovare quella capacità di calarsi nella storia, di rendere attuale un tempo ormai finito, di far rivivere idee e conflitti che si perdono nella notte dei tempi. Siamo nel 445 a.C., ad Atene. Ciro Spitama è ambasciatore persiano e detta al nipote Democrito le sue memorie. Ha attraversato, nei decenni, quasi tutto il mondo allora conosciuto e, in particolare, l'Est e 'l'Est dell'Est', ovvero l'India e il Catai. Ciò che ha mosso i suoi passi sin dall'infanzia è la fame di conoscere le credenze e le religioni degli antichi, i miti legati alla creazione, le immagini dell'aldilà. Ciro è nipote e seguace di Zoroastro, monoteista in un mondo dominato dal politeismo, e nelle sue peregrinazioni incontrerà il Budda e Confucio. La fervida immaginazione di Vidal, seppure a costo di qualche anacronismo, riesce a rendere vitale la voce di uomini che hanno segnato le origini della spiritualità, contrapponendoli alla filosofia ateniese e al naturalismo greco. Un viaggio affascinante che mostra anche quanto le grandi religioni di oggi affondino le proprie radici in una sapienza (o ignoranza?) antica. Ma sono la forza della narrazione, la verve della scrittura, la sottile costruzione della trama che riescono a trasportarci nella Susa di Serse come nell'Atene di Pericle, nell'India dei mistici e nel Catai selvaggio. Sono le doti di uno scrittore poliedrico e interessato a tutte le sfaccettature dell'umano a rendere questo volume un lungo, intenso, godimento.

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  • 5

    Non sarà proprio rispettoso di una certa etichetta del recensore cominciare una recensione ripercorrendo la storia editoriale di un romanzo, ma in questo caso la dovuta premessa, vi assicurò, avrà il ...continue

    Non sarà proprio rispettoso di una certa etichetta del recensore cominciare una recensione ripercorrendo la storia editoriale di un romanzo, ma in questo caso la dovuta premessa, vi assicurò, avrà il gusto di un piacevole antipasto in attesa della portata principale.

    Tutto inizia dalle esigenze del Gore Vidal lettore, piuttosto che scrittore: il che, almeno a mio avviso, segna già un punto a favore. In un paese, quale l'Italia (ma in larga compagnia), in cui tutti si sentono scrittori senza mai esser stati lettori, l'esperienza d Gore Vidal ha una sua certa valenza. L'autore, che tra i suoi variopinti gusti annovera anche la passione per il mondo antico, confessò di aver sempre voluto leggere un romanzo con Zoroastro, Buddha e Confucio: tre personaggi che tendiamo a credere distanti nel tempo e nello spazio, per non parlare poi del profilo ideologico. Eppure ci dimentichiamo che questi tre personaggi erano stati contemporanei, e avevano vissuto in un'ampia fascia del pianeta che brulicante di civiltà e di contatti interculturali, oltre che commerciali, molto più di quanto tendiamo a immaginare. Poiché, disse Vidal, un simile romanzo sembrava non esistere, dovette scriverlo lui stesso in prima persona. Nacque così Creazione: un romanzo già abbastanza immenso nelle sue prime edizioni, che incastonava nell'arco della vita di un solo uomo, il protagonista Ciro Spatama, tre civiltà, tre filosofie e visioni religiose e tre grandi personaggi. Come accade spesso, il romanzo finito, edito e stampato non coincide con la prima bozza: vent'anni dopo Vidal riuscirà a rieditare il romanzo, ripristinando in lunghezza la bozza originaria, che includeva una lunga sezione preliminare dedicata alla giovinezza di Ciro Spatama. Non dico che il romanzo, senza quella parte, era tutt'altra cosa, ma quasi. Tutta questa storia rende comunque l'idea del grande affresco che l'autore voleva realizzare. Il risultato? Per non sbagliare, mi affido alle ben pesate parole di Anthony Burgess: "un'ispirata reinvenzione del nostro passato remoto".

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2016/09/creazione-gore-vidal.html

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  • 4

    Libro, ahimè, troppo intellettuale per appassionare il lettore medio a temi (chi ha creato il mondo) lontanissimi a noi e ancora agli orientali dei tempi dell'immaginario Ciro Spitama.
    Lettura comu ...continue

    Libro, ahimè, troppo intellettuale per appassionare il lettore medio a temi (chi ha creato il mondo) lontanissimi a noi e ancora agli orientali dei tempi dell'immaginario Ciro Spitama.
    Lettura comunque interessante: tra i popoli della "linea" e quelli del "cerchio" l'eterno dilemma su chi il mondo ha creato...

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  • 3

    Ciro Spitama, nipote di Zoroastro, inviato dal Gran Re Dario e poi da suo figlio Serse in India e in Catai, detta la storia della sua vita a un giovane ateniese che farà strada, di nome Democrito. Ne ...continue

    Ciro Spitama, nipote di Zoroastro, inviato dal Gran Re Dario e poi da suo figlio Serse in India e in Catai, detta la storia della sua vita a un giovane ateniese che farà strada, di nome Democrito. Ne ha viste tante, Ciro Spitama, prima di perdere la vista (ma non l’udito, e così gli tocca ascoltare un sedicente storico, Erodoto, fornire una versione distorta della battaglia di Salamina); ha incontrato la hit-parade intellettuale dell’epoca, Budda e Confucio (il suo preferito), Socrate (che non gli è sembrato granché) e Lao Tzu, e con tutti ha ragionato sulla creazione del mondo, non riuscendo mai a darsi una risposta soddisfacente. Ci proverà, nelle ultime righe, ormai vecchio, Democrito, a proporre una soluzione: c’è solo la materia, che nessuno ha creato ma è sempre esistita, il resto sono vane speculazioni. Sarcastico e straordinariamente erudito, in questo libro Gore Vidal si diverte, e ci diverte, prendendo a schiaffi la visione eurocentrica del mondo. Atene è una piccola città ai margini dell’impero, i greci un popolo diviso e fazioso, guidato da capi sempre pronti a vendersi ai potenti vicini persiani pur di avere qualche vantaggio nelle proprie minuscole beghe locali. I capitoli dedicati alla Grecia e alla corte persiana sono spassosi e intellettualmente stimolanti; dove questo libro fallisce è nel tentativo di raccontare mondi sconosciuti, l’India e soprattutto la Cina. Lì l’immaginazione non soccorre a sufficienza Vidal, che ci offre troppe pagine prive di nerbo e alla fine francamente noiose. Così, ci restano l’ammirazione per la vasta cultura dell’autore, ma anche il senso di una narrazione non sempre all’altezza degli ambiziosissimi propositi.

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  • 3

    Alla fine di 800 pagine a Ciro Spitama ti sei quasi affezionato. E meno male. Perchè se l'idea di narrare il mondo antico in maniera così poco usuale rispetto ai nostri canoni: dalla parte dei Persian ...continue

    Alla fine di 800 pagine a Ciro Spitama ti sei quasi affezionato. E meno male. Perchè se l'idea di narrare il mondo antico in maniera così poco usuale rispetto ai nostri canoni: dalla parte dei Persiani, con un occhio all'Oriente, riducendo la Grecia classica ad un pulviscolo accidentale e dalla parte di un quasi sacerdote, che intreccia il suo cammino con quello dei contemporanei Confucio, Buddha, Lao-Tze, Democrito, se questa idea, dicevo, affascina e promette, la sua resa è rimasta, alle mie orecchie, fredda e deludente, nel complesso.

    Documentatissima la narrazione, buona la scrittura, però, però....

    Il libro non decolla e non atterra. Vola a mezz'aria. Una fatica ricompensata solo a tratti.

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  • 3

    Un libro che risente un pò della sindrome di Marco Polo...perchè, come quando ho letto "Il milione", la mia attenzione ha cominciato a calare drasticamente quando i viaggi del protagonista lo hanno po ...continue

    Un libro che risente un pò della sindrome di Marco Polo...perchè, come quando ho letto "Il milione", la mia attenzione ha cominciato a calare drasticamente quando i viaggi del protagonista lo hanno portato in Cina...e non per colpa della povera Cina.
    E' stata comunque una lettura interessante perchè, figuriamoci, un romanzo storico in cui si affrontano lunghi viaggi, dal punto di vista persiano, che parla di grandi saggi e correnti di pensiero religioso...non poteva non lasciarmi nulla. Però non mi ha convinto pienamente...troppo lungo, troppo poco coinvolgente a livello emotivo e non poi così approfondito sul livello dell'esplorazione storico-religiosa. Forse sarebbe stato meglio se avesse puntato di più all'una o all'altra cosa.

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  • 5

    Non riuscirei mai a scrivere una recensione equilibrata di questo libro.
    Dentro c'è tutta quella parte di mondo per la quale nutro una fascinazione immensa, nonché un profondissimo rispetto.
    La Persia ...continue

    Non riuscirei mai a scrivere una recensione equilibrata di questo libro.
    Dentro c'è tutta quella parte di mondo per la quale nutro una fascinazione immensa, nonché un profondissimo rispetto.
    La Persia, con la sua magnificenza, la sua corte, i suoi Re.
    L'India, gigantesco calderone dell'umanità, eternamente immutata, vecchia quanto il creato.
    E il Catai, luogo di nascita del maestro K'ung, Confucio, dipinto con sincera devozione da un Ciro Spitama ormai cieco, ospite di un'Atene "fredda e piena di spifferi".
    Il quesito sulla creazione, che il nipote di Zoroastro porta con sé durante tutti i suoi viaggi, trova l'indifferenza dei popoli dell'est, immersi in un ciclo eterno di nascita e morte.
    Nella tradizione letteraria occidentale, è difficile trovare un libro che ammetta come il mondo esistesse anche prima dei greci, in tutta la sua complessità di forme e di pensiero. "Creazione" è un'opera fondamentale per capire che "la saggezza non è nata in Attica, Democrito, ma forse è lì che morirà".

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  • 4

    Un ottimo romanzo storico, pieno di informazioni utili con una prospettiva inusuale per la cultura occidentale.
    La Grecia è solo una piccolo territori, pressochè isignificante nello scacchiere geopoli ...continue

    Un ottimo romanzo storico, pieno di informazioni utili con una prospettiva inusuale per la cultura occidentale.
    La Grecia è solo una piccolo territori, pressochè isignificante nello scacchiere geopolitico dell'epoca...
    geniale per chi pensa che la civiltà sia solo la nostra, interessante per capire come si possano interpretare vicende storiche e umane in modo coerente ma completamente diverso se vissute all'altro capo del mondo..

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  • 5

    I cardini del libro sono la sottolineatura del punto di vista di chi narra i fatti storici, elemento che rende parziale ogni presunta verità storica, e la ricerca di una risposta alla domanda “come è ...continue

    I cardini del libro sono la sottolineatura del punto di vista di chi narra i fatti storici, elemento che rende parziale ogni presunta verità storica, e la ricerca di una risposta alla domanda “come è avvenuta e qual è il senso della Creazione”.

    Vidal non solo assume un punto di vista, quello persiano, diverso da quello al quale siamo abituati a leggere la storia antica, nel quale la famosa battaglia delle Termopili si riassume in una semplice frase… il Gran Re di Persia sulla strada per Atene incontra un re spartano e lo uccide insieme ai suoi uomini, ma all’interno di questo opera un ulteriore approfondimento, presentando di eventi determinanti i differenti punti di vista all’interno della corte persiana… e rendendo evidente che per quegli eventi sarà impossibile conoscere l’effettiva verità storica.
    L’altro argomento non darà al lettore maggiori sicurezze, il protagonista viaggiando verso est incontrerà molti saggi e sacerdoti, tra cui Budda e Confucio, avrà modo di conoscere molte religioni e di dialogare sempre in modo critico, anche perché di fatto nessuno riuscirà a dargli una risposta convincente sulla creazione…

    Pur con qualche forzatura, inevitabile visto che il protagonista viaggia e incontra sempre i maggiori filosofi e saggi dell’antichità (!), lo spirito di questo libro è insieme grandioso ed ironico, sicuramente raggiunge l’obiettivo di far fare al lettore un viaggio con occhi nuovi.

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