Crim de sang

Per

Editor: Editorial Proa

3.4
(32)

Language: Català | Number of Pàgines: 280 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) Italian

Isbn-10: 8475882900 | Isbn-13: 9788475882901 | Data publicació: 

També disponible com: Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
Barcelona, estiu de 1936.
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  • 3

    Intervista col vampiro... pederasta

    Barcellona, 1936. Non fossero sufficienti le atrocità fratricide portate in dote dalla guerra civile, nei meandri della capitale catalana accade qualcosa di inquietante e non facilmente etichettabile: ...continua

    Barcellona, 1936. Non fossero sufficienti le atrocità fratricide portate in dote dalla guerra civile, nei meandri della capitale catalana accade qualcosa di inquietante e non facilmente etichettabile: strane uccisioni che non sembrano l’opera di un essere umano, per quanto nell’accezione bestiale che spesso un conflitto crudele inevitabilmente implica. Ma dato il turbolento contesto sociale e politico, questa è solo una grana in più da sbrogliare in cima al cumulo del commissario Gregori Muñoz, impeccabile poliziotto vecchio stampo con qualche dolorosa ferita nel proprio passato. Il medico legale Humbert Pellicer e il magistrato Miquel Carbonissa, che lo coadiuvano nell’indagine sugli efferati omicidi di un prete e un bambino, vorrebbero spingerlo ad abbracciare la più incredibile delle ipotesi, ovvero che l’autore dei delitti sia un vampiro, ma l’investigatore è troppo schiacciato dalla logica rigorosa, dalla realtà tangibile e da biechi giochi di potere orchestrati alle sue spalle, per poter tradire la propria visione del mondo e accogliere l’inesorabilità mostruosa di una natura umana spinta oltre il limite. Il precipitare degli eventi, la brutalità del comitato anarchico temporaneamente al potere e l’incontro con una creatura artificiale che parrebbe uscita dagli inferi lo costringeranno a cambiare opinione quasi su tutto, ma lo spiazzamento non gli impedirà di svolgere al meglio il proprio lavoro impedendo che il sangue innocente di una novizia poco più che bambina, suor Concezione, vada ad aggiungersi a quello di centinaia di religiosi sterminati senza alcuna pietà tra le quattro mura di un convento, lo stesso teatro in cui il misterioso assassino ha trovato il più confortevole dei ripari e dove già pregusta nuovi orribili misfatti per placare la propria inesausta sete.

    Prende le mosse da vicende storiche reali “Fatto di Sangue”, e si configura come un agile romanzo dalle coloriture gialle e una felice inclinazione al thriller, ma per svoltare tra le pieghe del fantastico e del grottesco non esita a imboccare la prima curva a disposizione: una sorta di ironica cornice-introduzione è affidata infatti proprio al soliloquio del vampiro in persona, la cui voce tornerà di tanto in tanto a farsi viva e a lasciare un calzante commento ai fatti narrati, ma preme sottolineare come con l’Alzamora feroce pessimista di quest’opera ci si trova a anni luce di distanza dai triti cliché di genere, dai tanti Twilight come dal Christopher Lee e dal Bela Lugosi di leggendaria tradizione cinematografica. Qui l’essere maligno ci si presenta quasi nei panni del filosofo, un po’ come il suo omologo nel celeberrimo “Intervista col vampiro”, e offre una prospettiva lucida, disincantata e amarissima sul male insito nell’umana natura, sui mostri che abbiamo dentro e che sfuggono al controllo civile quando ogni regola condivisa, al di fuori, cede di schianto: nulla di particolarmente nuovo sotto al sole – sia chiaro – ma esposto senza cinici grimaldelli e senza ruffianeria nei confronti del lettore. L’inquadramento storico è sufficientemente accurato pur limitandosi all’essenziale, e ha il merito nient’affatto scontato di fuggire le comode tentazioni manichee (gli anarchici al potere non si dimostrano certo migliori dei franchisti). Lo stile è asciutto ma intrigante e trova il suo meglio in una sorta di “montaggio alternato” che, non appena ci si familiarizza, riesce alquanto avvincente e spinge il fruitore a procedere con avidità nella propria missione.

    Il vero punto di forza di “Fatto di Sangue” risiede tuttavia nelle sue spettacolari caratterizzazioni. Non vi è un unico protagonista in scena. Oltre al già citato commissario Muñoz, un posto di rilievo è riservato al frate marista Darder, che perderà poco per volta i propri freni inibitori di uomo mite per trasformarsi fatalmente in angelo sterminatore; al capetto deforme della FAI Manuel Escorza, un cattivo di altissimo profilo; alla novizia tredicenne, Suor Concezione, finita nelle mire nient’altro che candide del vescovo maniaco, Gabriel Perugorrìa; e poi un manipolo di vermi e traditori di piccolo calibro, dal viscido Fra Plana all’infame poliziotto Sirga al violento esecutore Gil Portela, tutta bassa manovalanza di un male ormai pronto a tracimare e saturare ogni interstizio dell’umana convivenza. Numerose note di merito nella contabilità finale, insomma. Peccato per il cedimento a una fantascienza francamente stucchevole con la vicenda del cavallo Hadaly – un po’ Golem, un po’ Frankenstein da operetta – e soprattutto per un finale iperbolico (e a tinte gore) che spinge un libro di così mirabile equilibrio verso il baratro della baracconata farsesca. Peccato, soprattutto, per l’esplicita sconfessione di quella figura prima solo tratteggiata con superba suggestione romantica, il vampiro che è l’autentico protagonista ombra, e che scopriamo essere nulla più che un pederasta di lega grossolana. Alzamora non ci ha creduto fino in fondo, viene da pensare, e alla fine è riuscito ben più didascalico del necessario. La sua penna, ad ogni modo, merita di essere tenuta d’occhio.

    (6.6/10)

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  • 5

    Non capisco perché abbia un rating così basso. Forse perché, chi lo ha letto, si aspettava un romanzo di vampiri e qui... Fatto di sangue è un romanzo sulla condizione umana, sulla mostruosità della c ...continua

    Non capisco perché abbia un rating così basso. Forse perché, chi lo ha letto, si aspettava un romanzo di vampiri e qui... Fatto di sangue è un romanzo sulla condizione umana, sulla mostruosità della condizione umana in cui è presente la continua tensione tra l'animale e l'essere razionale dotato di compassione. L'ultimo cerca costantemente di impedire al primo di prendere il sopravvento, ma a volte fallisce, si inganna; la bestia si veste di ideologia, si coalizza, e si lancia sugli altri uomini, che non riconosce più come appartenenti alla sua stessa specie, facendoli a brandelli. È un romanzo sulla tragedia dell'uomo, sulla sua infinita solitudine e debolezza; sul suo bisogno viscerale di protezione, di amore e di disperata nostalgia del passato in cui ciascuno di noi era protetto e amato, quando bastava piangere per ritrovarsi stretti dall'abbraccio caldo e consolatorio della propria madre, ed era lei che si faceva carico del nostro dolore, delle nostre tristezze. Bello lo stile, fluida la trama. Mi è piaciuto molto.

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  • 4

    Chi crea i mostri? La guerra, l'uomo e la sua tecnologia, il fanatismo, Dio? I vampiri sono tra noi.
    Romanzo caleodoscopico che tratta degli orrori della guerra civile nel 1936 in Catalogna. ...continua

    Chi crea i mostri? La guerra, l'uomo e la sua tecnologia, il fanatismo, Dio? I vampiri sono tra noi.
    Romanzo caleodoscopico che tratta degli orrori della guerra civile nel 1936 in Catalogna.

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  • 4

    Un libro estremante strano e complesso nella sua semplicità e facilità di lettura. Sicuramente conoscendo in modo più approfondito la storia della guerra civile spagnola (di cui io so veramente poco) ...continua

    Un libro estremante strano e complesso nella sua semplicità e facilità di lettura. Sicuramente conoscendo in modo più approfondito la storia della guerra civile spagnola (di cui io so veramente poco) si può apprezzare e capire meglio tutto questo romanzo perché io continuo ad avere la sensazione di non aver compreso una metafora, un messaggio di fondo che si cela tra le righe di questo romanzo spettacolare.
    Alzamora costruisce la storia inserendo un vampiro, un dottore novello dottor Frankenstein, suore e frati perseguitati e un persecutore che sembra uscito da un film dell'orrore, ma nonostante tutte queste stranezze il libro sembra assolutamente normale.
    Insomma, io vi consiglio di leggerlo e poi, magari, passate di qui che cerchiamo di capire insieme quel senso di incomprensione che mi è rimasto addosso...

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  • 0

    L'angelo, non c'è bisogno di dirlo, è un mostro, che si impietosisce di altri mostri. E Dio, l'enorme mostro larvato nelle pieghe dell'universo, osserva compiaciuto le creature che abbandonano la bara ...continua

    L'angelo, non c'è bisogno di dirlo, è un mostro, che si impietosisce di altri mostri. E Dio, l'enorme mostro larvato nelle pieghe dell'universo, osserva compiaciuto le creature che abbandonano la bara e si disperdono tra gli uomini. E sorride.
    Il sorriso di Dio di fronte all'imminenza del'atrocità è fosforescente, e questo strano fulgore è lo stesso che percorre le strade di Barcellona quando tramonta il sole.

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  • 1

    La Barcelona de 1936 está viviendo una época convulsa con la matanza sistemática de religiosos por parte de algunos núcleos anarcosindicalistas. Un día aparecen los cadáveres de un sacerdote (el herma ...continua

    La Barcelona de 1936 está viviendo una época convulsa con la matanza sistemática de religiosos por parte de algunos núcleos anarcosindicalistas. Un día aparecen los cadáveres de un sacerdote (el hermano Pedro Gendrau) y un niño de unos ocho años en la pensión donde vivía escondido el marista. ¡Todo apunta a que han sido asesinados por un vampiro! El comisario Gregorio Muñoz será quien llevará el caso.

    Por un lado, uno de los jefes de la CNT-FAI, Manuel Escorza tiene escondido en el convento de las monjas capuchinas de Sarrià al obispo Perugorría. La madre abadesa es su hermana y él pretende sacar provecho de la situación gracias al obispo y a las monjas más adelante. El obispo escondido, sin embargo, es un hombre perturbado que no para de acosar a una novicia de trece años. Por otro, el juez Miguel Carbonissa y un médico forense han creado un monstruo: un caballo autómata prácticamente perfecto capaz de matar a cualquiera que se le ponga delante. Y el resto de la comunidad marista catalana quiere salir del país a toda costa y creen que Manuel Escorza les puede ayudar ... ¿Cómo acabará todo esto?

    ¡No perdáis el tiempo con esta novela! No tiene ni pies ni cabeza, os lo juro. Es absolutamente plana (de hecho, todavía no sé cuál es la trama principal o cuál es el protagonista) y anodina. La historia no engancha en ningún momento y los personajes (los buenos y los malos) no te llegan al corazón. No he conseguido tener empatía con ninguno de ellos, de verdad. Me ha parecido muy, muy mala y todavía no entiendo cómo le dieron el Premio Sant Jordi en 2011. No sé por qué, pero a menudo las novelas que ganan premios me decepcionan. Supongo que es porque espero mucho de ellas (un premio debería ser una garantía, ¿no?).

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  • 0

    Ho he tornat a intentar amb aquest autor però no puc

    A part del seu gust per les descripcions macabres innecessàries, no suporto tenir la sensació que m'entaforen la documentació amb un embut. Ei, des del meu punt de vista.

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