Cronaca di una morte annunciata

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar Bestsellers, 17)

4.0
(8659)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8804257601 | Isbn-13: 9788804257608 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Dario Puccini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Santiago Nasar morirà. I fratelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. In paese lo sanno tutti. Ma non Santiago. E la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Una grandiosa allegoria sull'assurdità della vita. Un memorabile capolavoro di Gabriel Garcia Marquez sul tema dell'onore e della fatalità.
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  • 5

    conciso, si legge in un giorno. bello: è svelto ben intrecciato, come d'altronde tutti i libri di garcia Marquez. anche se breve si riesce e entrare nell'atmosfera dell'epoca

    ha scritto il 

  • 4

    Sorprendente

    Una storia senza storia, già spiegata con le prime dieci pagine, eppure Marquez riesce a mantenerci in un permanente stato di tensione. Il grande protagonista di questo racconto non è la trama, ma il ...continua

    Una storia senza storia, già spiegata con le prime dieci pagine, eppure Marquez riesce a mantenerci in un permanente stato di tensione. Il grande protagonista di questo racconto non è la trama, ma il ritmo.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo leí hace mucho tiempo, pero me gustó mucho, y la historia en si, o mas bien dicho su moraleja, es real como la vida misma.
    Que todos veamos como llegan los problemas, pero que nadie actúe por miedo ...continua

    Lo leí hace mucho tiempo, pero me gustó mucho, y la historia en si, o mas bien dicho su moraleja, es real como la vida misma.
    Que todos veamos como llegan los problemas, pero que nadie actúe por miedo, pereza o porque crees que otro lo hará en tu lugar.....
    Pese a ser cortito, me gustó mucho en su momento.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto d'un fiato come tutti i romanzi di Marquez, seppure tragico fino all'inverosimile e a tratti disarmonico sul piano della costruzione. Ma Marquez è anche questo. E la sua imperfezione mi piace p ...continua

    Letto d'un fiato come tutti i romanzi di Marquez, seppure tragico fino all'inverosimile e a tratti disarmonico sul piano della costruzione. Ma Marquez è anche questo. E la sua imperfezione mi piace perchè lo rende imprevedibile e autentico.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi vergogno terribilmente ma io, se dovessi mettere in graduatoria i romanzi di Marquez, a questo darei appena due stelle. Ovviamente non gliele do, due stelline riesco a darle solo alle schifezze, e ...continua

    Mi vergogno terribilmente ma io, se dovessi mettere in graduatoria i romanzi di Marquez, a questo darei appena due stelle. Ovviamente non gliele do, due stelline riesco a darle solo alle schifezze, e Marquez, anche quando fa i scivoloni come romanziere, rimane sempre un grande scrittore. Quello che voglio dire è che questo romanzo è esile (il romanzo, non la storia) e, chiuso il libro, mi sono scoperta a pensare, Gabo, non ti riconosco più.
    Il suo capolavoro resta sempre Cent'anni. L'ho letto negli anni settanta, e poi via via tutti gli altri. Arrivata a "L'amore ai tempi del colera" ho chiuso definitivamente con lui. E' un grande, ma alla fine mi sembrava che non avesse più niente da dire, se non la solita storia ripetuta nel solito modo.
    Ritengo invece che vadano assolutamente letti due tra i suoi primissimi lavori, L'autunno del patriarca e Nessuno scrive al colonnello. Sono eccezionali, a mio parere.
    Provateli, se non amate Marquez.
    Magari cambiate idea.

    ha scritto il 

  • 3

    No, se non è illibata non la prendo

    Un libro molto breve, dove Marquez redige la cronaca di un omicidio, prendendo spunto da una storia accaduta realmente in Colombia.

    Il fatto è abbastanza banale; l'onore della famiglia è stato comprom ...continua

    Un libro molto breve, dove Marquez redige la cronaca di un omicidio, prendendo spunto da una storia accaduta realmente in Colombia.

    Il fatto è abbastanza banale; l'onore della famiglia è stato compromesso perché un uomo ha infangato la rispettabilità di una ragazza facendole perdere l'illibatezza (che evidentemente non le appartiene). Verdetto: morte per l'uomo.

    Non c'è processo, non ci sono ripensamenti, non ci sono attenuanti, l'uomo deve morire. Tutti lo sanno, tranne il pover'uomo, a cui nessuno lo dice. Tutti lo sanno, ma nessuno muove un dito per tentare di evitare il dramma, forse a causa di una mentalità retrograda che giustifica il "delitto d'onore".

    Marquez scrive sicuramente molto bene. Il fato fa da portante a questo racconto/romanzo. Un ambiente lontano e polveroso, che mi ha ricordato i film di Tarantino o i film western, con pistole e cappellone, duelli nella strada polverosa, dove la legge non esiste.

    Gli uomini sono sempre attraenti e padroni del mondo, liberi di fare quel che vogliono per soddisfare i loro desideri, fuori e dentro ai bordelli

    "Mi strinse tutta la passera. Era quello che faceva sempre quando mi trovava sola negli angoli della casa"

    Le donne sono fataliste, perennemente in attesa e in adorazione di uomini rudi e vanesi, quando non grasse, appassite e circondate di figli.

    “Qualsiasi uomo sarà felice con loro, perché sono state allevate alla sofferenza.“

    Regnano l'ineluttabilità, i sogni, i presagi, i matrimoni di convenienza ("Anche l'amore si impara"), il fatalismo.

    C'è un piacere perverso, da parte dell'autore, a sconcertare e disgustare il lettore, un piacere nel descrivere l'intensità, il disgusto e la violenza dell'evento. Cosa mi rimane di questo romanzo? Ben poco, devo dire.

    Che dire, Marquez proprio non fa per me. Di lui avevo gradito solamente la fine di L'amore ai tempi del colera, veramente meravigliosa e ben scritta. Ma questa cronaca mi ha lasciato proprio pochino.

    ha scritto il 

  • 3

    Sempre grande

    Marquez è Marquez. Riesce a rendere interessante qualsiasi cosa. Quello che sembra essere un semplice racconto, si trasforma nella complessità della condizione umana. L'omicidio preannunciato fin dall ...continua

    Marquez è Marquez. Riesce a rendere interessante qualsiasi cosa. Quello che sembra essere un semplice racconto, si trasforma nella complessità della condizione umana. L'omicidio preannunciato fin dalle prime righe, diventa il centro gravitazionale attorno al quale si muovo protagonisti e personaggi secondari, tutti caratterizzati minuziosamente, tutti codardi o tutti egoisti.

    ha scritto il 

  • 4

    La morte quando arriva, arriva!

    Un romanzo che è una vera e propria tragedia greca in chiave sudamericana. Come in ogni libro di Garcia Marquez, anche in questo, ci senti il sole gli odori i colori e i suoni di quella meravigliosa t ...continua

    Un romanzo che è una vera e propria tragedia greca in chiave sudamericana. Come in ogni libro di Garcia Marquez, anche in questo, ci senti il sole gli odori i colori e i suoni di quella meravigliosa terra.
    Più che scrivere, Garcia Marquez, dipinge.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto d'un fiato!

    Questo è stato il mio secondo approccio a Marquez, dopo "Cent'anni di solitudine", e devo dire che le mie aspettative sono state del tutto ripagate. Non è da molti riuscire a tenere incollato ad un l ...continua

    Questo è stato il mio secondo approccio a Marquez, dopo "Cent'anni di solitudine", e devo dire che le mie aspettative sono state del tutto ripagate. Non è da molti riuscire a tenere incollato ad un libro un lettore che di esso già conosce la fine, già dalle primissime righe! Eppure Marquez ci è magistralmente riuscito, mantenendo altissima la tensione durante tutto il racconto. Quasi si vorrebbe poter entrare nel libro per salvare Santiago Nasar dal suo destino già segnato: deve morire, e Santiago morirà, perchè nessun uomo può sottrarsi all'ineluttabilità del Fato.

    ha scritto il 

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