Cronache di poveri amanti

Di

Editore: Mondadori

4.2
(1621)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 497 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8804098554 | Isbn-13: 9788804098553 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 4

    La Firenze che fù

    Affresco nostalgico della Firenze del primo dopo guerra. Atmosfere quasi campestri, nonostante le vicende si svolgano nel pieno del centro cittadino. Il quartiere è un microcosmo in cui si svolgono le ...continua

    Affresco nostalgico della Firenze del primo dopo guerra. Atmosfere quasi campestri, nonostante le vicende si svolgano nel pieno del centro cittadino. Il quartiere è un microcosmo in cui si svolgono le vicende dei protagonisti che raramente ne varcano i confini. Atmosfere intime e familiari, narrazione lineare di sicuro impatto.

    ha scritto il 

  • 4

    Visto il trasferimento toscano torno a Vasco Pratolini con il suo Cronache di poveri amanti: epica umile e pettegolezzi di quartiere, violenza fascista e lavoro manuale, amore e maturità, povertà e fe ...continua

    Visto il trasferimento toscano torno a Vasco Pratolini con il suo Cronache di poveri amanti: epica umile e pettegolezzi di quartiere, violenza fascista e lavoro manuale, amore e maturità, povertà e festa, gioia e lotta.

    ha scritto il 

  • 5

    "Via del Corno è un po' come Fifth Avenue"

    " è venuta la nuova estate, ma questo freddo dai cuori chi più lo toglierà?"

    Il Salone di bellezza in fondo al vicolo
    è affollatissimo di marinai
    prova a chiedere a uno che ore sono
    e ti risponderà "n
    ...continua

    " è venuta la nuova estate, ma questo freddo dai cuori chi più lo toglierà?"

    Il Salone di bellezza in fondo al vicolo
    è affollatissimo di marinai
    prova a chiedere a uno che ore sono
    e ti risponderà "non l'ho saputo mai".

    Le cartoline dell'impiccagione
    sono in vendita a cento lire l'una
    il commissario cieco dietro la stazione
    per un indizio ti legge la sfortuna

    e le forze dell'ordine irrequiete
    cercano qualcosa che non va
    mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera
    su via della Povertà.

    Cenerentola sembra così facile
    ogni volta che sorride ti cattura
    ricorda proprio Bette Davis
    con le mani appoggiate alla cintura.

    Arriva Romeo trafelato
    e le grida "il mio amore sei tu"
    ma qualcuno gli dice di andar via
    e di non riprovarci più

    e l'unico suono che rimane
    quando l'ambulanza se ne va
    è Cenerentola che spazza la strada
    in via della Povertà.

    Mentre l'alba sta uccidendo la luna
    e le stelle si son quasi nascoste
    la signora che legge la fortuna
    se n'è andata in compagnia dell'oste.

    Ad eccezione di Abele e di Caino
    tutti quanti sono andati a far l'amore
    aspettando che venga la pioggia
    ad annacquare la gioia ed il dolore

    e il Buon Samaritano
    sta affilando la sua pietà
    se ne andrà al Carnevale stasera
    in via della Povertà.

    I tre Re Magi sono disperati
    Gesù Bambino è diventato vecchio
    e Mister Hyde piange sconcertato
    vedendo Jeckyll che ride nello specchio.

    Ofelia è dietro la finestra
    mai nessuno le ha detto che è bella
    a soli ventidue anni
    è già una vecchia zitella

    la sua morte sarà molto romantica
    trasformandosi in oro se ne andrà
    per adesso cammina avanti e indietro
    in via della Povertà.

    Einstein travestito da ubriacone
    ha nascosto i suoi appunti in un baule
    è passato di qui un'ora fa
    diretto verso l'ultima Thule,

    sembrava così timido e impaurito
    quando ha chiesto di fermarsi un po' qui
    ma poi ha cominciato a fumare
    e a recitare l'A B C

    ed a vederlo tu non lo diresti mai
    ma era famoso qualche tempo fa
    per suonare il violino elettrico
    in via della Povertà.

    Ci si prepara per la grande festa
    c'è qualcuno che comincia ad aver sete
    il fantasma dell'opera
    si è vestito in abiti da prete
    sta ingozzando a viva forza Casanova
    per punirlo della sua sensualità
    lo ucciderà parlandogli d'amore
    dopo averlo avvelenato di pietà

    e mentre il fantasma grida
    tre ragazze si son spogliate già
    Casanova sta per essere violentato
    in via della Povertà.

    E bravo Nettuno mattacchione
    il Titanic sta affondando nell'aurora
    nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati
    e il capitano grida "ce ne stanno ancora",

    e Ezra Pound e Thomas Eliot
    fanno a pugni nella torre di comando
    i suonatori di calipso ridono di loro
    mentre il cielo si sta allontanando

    e affacciati alle loro finestre nel mare
    tutti pescano mimose e lillà
    e nessuno deve più preoccuparsi
    di via della Povertà.

    A mezzanotte in punto i poliziotti
    fanno il loro solito lavoro
    metton le manette intorno ai polsi
    a quelli che ne sanno più di loro,

    i prigionieri vengon trascinati
    su un calvario improvvisato lì vicino
    e il caporale Adolfo li ha avvisati
    che passeranno tutti dal camino
    e il vento ride forte
    e nessuno riuscirà a ingannare il suo destino
    in via della Povertà.

    La tua lettera l'ho avuta proprio ieri
    mi racconti tutto quel che fai
    ma non essere ridicola
    non chiedermi "come stai",

    questa gente di cui mi vai parlando
    è gente come tutti noi
    non mi sembra che siano mostri
    non mi sembra che siano eroi
    e non mandarmi ancora tue notizie
    nessuno ti risponderà
    se insisti a spedirmi le tue lettere
    da via della Povertà.

    "Ed egli disse una parola più grande di lui. Disse: "è la vita.""

    ha scritto il 

  • 4

    Una sit-com ante litteram.
    Nonostante mi sia stato assegnato ai tempi del liceo come lettura per le vacanze estive (odio!), l'ho trovato appassionante e molto scorrevole. Unico neo: le prime pagine so ...continua

    Una sit-com ante litteram.
    Nonostante mi sia stato assegnato ai tempi del liceo come lettura per le vacanze estive (odio!), l'ho trovato appassionante e molto scorrevole. Unico neo: le prime pagine sono piuttosto ostiche, con tantissimi personaggi da ricordare. Ma una volta che si entra mentalmente in questa trama ingarbugliata si ha l'impressione che i protagonisti diventino i propri vicini di casa.
    In definitiva, consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Pratolini scriveva davvero bene. Questo romanzo corale con un affresco di personaggi che seguiamo con piacere e facilità mi riconcilia con la narrativa. Mi sembra di vederli i popolani che abitano via ...continua

    Pratolini scriveva davvero bene. Questo romanzo corale con un affresco di personaggi che seguiamo con piacere e facilità mi riconcilia con la narrativa. Mi sembra di vederli i popolani che abitano via del Corno, nel centro di Firenze a metà degli anni Venti. Giovani con i loro amori, anziani con i loro dolori, i fascisti sempre più arroganti e gli antifascisti sempre più tartassati. Uno di quei libri che mi fanno capire cosa vuol dire "il piacere della lettura" (visto che per me la lettura è soprattutto un dovere)..

    ha scritto il 

  • 5

    Vasco Pratolini utilizza una modalità narrativa a mio avviso simile a quella di Verga nei Malavoglia: sotto gli occhi di un narratore esterno ed onnisciente mette un microcosmo sostanzialmente chiuso ...continua

    Vasco Pratolini utilizza una modalità narrativa a mio avviso simile a quella di Verga nei Malavoglia: sotto gli occhi di un narratore esterno ed onnisciente mette un microcosmo sostanzialmente chiuso (là Aci Trezza, qui via del Corno, piccola viottola nel pieno della città vecchia di Firenze) inquadrato temporalmente da un preciso momento della storia italiana (là i primi passi del Regno d’Italia, qua quelli del Fascismo) raccontando sotto una lente prospettica multifocale gli effetti delle spallate che la dinamica storica infligge alle vite dei vari personaggi. Solo parziali sono inoltre le differenze insite nella tesi di fondo. Per Verga vi è una nera e cupa ineluttabilità del destino e l’impossibilità di riscatto da parte dell’essere umano; in Pratolini questa visione, pur presente, è temperata da una sorta di coscienza di classe che pervade i personaggi rendendo i “poveri amanti”, se non felici, in qualche forma rassegnati ad una dignitosa resistenza alle avversità della vita, introducendo così quei temi politici che invece mancano in Verga. Gli stessi finali dei due romanzi, la vita del villaggio che scorre davanti agli occhi di N’toni giovane e il dialogo fra Renzo e Musetta nelle ultime pagine delle “Cronache” danno un egual senso di continuità di ampio respiro: qualsiasi cosa accada, la vita oltre i singoli va avanti. Cionondimeno “Cronache di poveri amanti” è un’opera ben meno angosciata rispetto ai Malavoglia, più speculativa nei confronti dell’intimo e dei sentimenti, più popolare a tutto tondo. Un grande arazzo fiorentino cucito su una piccola tela, che precorre per ricchezza di personaggi ed avvenimenti gli odierni serial con una ramificazione deltizia di piccole vicende che sfociano in una corrente narrativa avvincente e coerente.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo romanzo di Pratolini ambientato nella meravigliosa e suggestiva Firenze degli anni '20 sotto il regime fascista. Via del Corno ed i suoi cornacchiai nei sono protagonisti con vicende d'a ...continua

    Un bellissimo romanzo di Pratolini ambientato nella meravigliosa e suggestiva Firenze degli anni '20 sotto il regime fascista. Via del Corno ed i suoi cornacchiai nei sono protagonisti con vicende d'amore, di politica, di amicizia e di denaro. Tante le storie, molti i personaggi, infiniti i bellissimi scorci di Firenze. Un romanzo imperdibile!

    ha scritto il 

  • 0

    ma yes. si può dire...

    livorno è una città perfetta per gli esili: si può fare del jazz senza pretese.
    fosse una terra anarchica avrebbe colori che si frammischiano fra magenta e giallo. no, è fanghiglia che sa dire cose in ...continua

    livorno è una città perfetta per gli esili: si può fare del jazz senza pretese.
    fosse una terra anarchica avrebbe colori che si frammischiano fra magenta e giallo. no, è fanghiglia che sa dire cose in faccia come sputi che non sanno di saliva, ma di odori. dico che il porto di livorno è posto evitato da un booking, finalmente evirato dalle zanzare del futuro. se l'uomo avesse scelto un posto, qualunque esso sia, mi sta bene… non senza aver visto prima il po(r/s)to di livorno. a piero che non abbiamo mai bevuto il calice amaro del vino. sì. ci sono città migliori delle belle donne.

    un pensiero su fi-renzia che pratolini amava da povero amante.

    ha scritto il 

  • 5

    è uno di quei romanzi che può dare il via a diversi commenti proprio perché è chiaro nella sua impostazione ma anche ricco di sfacettature che riguardano non solo il narrare ma anche la storia e la po ...continua

    è uno di quei romanzi che può dare il via a diversi commenti proprio perché è chiaro nella sua impostazione ma anche ricco di sfacettature che riguardano non solo il narrare ma anche la storia e la politica in particolare. Calato perfettamente nel suo periodo storico ha una visione ideologica di ispirazione comunista della società ma non troppo deterministica che si avvicina molto a Pasolini per questo affetto che trasmette ad ogni pagina nei confronti dei suoi personaggi. Personaggi che sono tantissimi, si compongono e scompongono continuamente in coppia ma anche in doppia coppia, con tradimenti e ricongiungimenti continui, affinità e differenze, una descrizione corale con un unico sfondo, via del Corno, che diventa protagonista di questo teatro che ha sapore di realtà ma dove ci sono dei burattinai che ne determinano il destino come la Signora ad esempio oppure l'avvento del fascismo.
    Il romanzo scorre come un film davanti agli occhi, con una scrittura pulita, chiara, accurata, che non fa sfuggire nessun particolare. E' veramente un bel leggere.

    ha scritto il 

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