Cujo

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.7
(3426)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Chi tradizionale , Olandese , Sloveno , Greco , Giapponese , Polacco , Ceco , Ungherese , Finlandese , Russo

Isbn-10: 8860615879 | Isbn-13: 9788860615879 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna... finché, una notte, il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede emergere dalle tenebre due occhi infuocati.
Chi è la creatura diabolica che da quel momento comincia a seminare ovunque terrore e desolazione?
E' forse Cujo che, diventato idrofobo, si è trasformato nell'incarnazione stessa del male?
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  • 5

    L'horror di King all'ennesima potenza

    Ho trovato in 'Cujo' la perfetta sintesi dell'horror alla Stephen King.
    Ovvero piccole situazioni quotidiane improbabili, ma possibili, che miscelate con una nota di soprannaturale e portate alle estr ...continua

    Ho trovato in 'Cujo' la perfetta sintesi dell'horror alla Stephen King.
    Ovvero piccole situazioni quotidiane improbabili, ma possibili, che miscelate con una nota di soprannaturale e portate alle estreme conseguenze danno origine ad un vero e proprio incubo ad occhi aperti.
    Ho letto da poco 'It', ma non ho trovato un King così efficace nel creare angoscia e terrore come in 'Cujo'.
    Castle Rock è la classica sonnacchiosa cittadina della provincia americana dove tutti si fanno gli affari degli altri e si vive di pettegolezzi.
    Sullo sfondo della vicenda principale King non si lascia sfuggire la sua caricatura delle piccole e grandi ipocrisie della gente comune, raccontando i pensieri e le miserie di padri-padroni dediti alla bottiglia e alle razioni di botte quotidiane a mogli considerate oggetti di proprietà.
    Per non parlare del classico maschio frustrato incapace di tollerare il rifiuto di una donna senza diventare odioso e violento.
    King entra nella mente dei suoi protagonisti e li espone senza protezione alla lente d'ingrandimento di un'analisi spesso spietata e dettagliata dei loro pensieri più intimi.
    Tanto quelli nobili, quanto e soprattutto quelli più beceri.
    Ed in men che non si dica si superano le 350 pagine.
    Cujo è un cagnolone mansueto e coccolone, che dormicchia presso l'officina del meccanico di Castle Rock, ma un piccolo ed apparentemente insignificante incidente di percorso lo trasforma in una macchina di morte.
    La capacità dell'autore di trasportarci a poco a poco in un incubo di angoscia e terrore è una prova di abilità narrativa di rara efficacia.
    I risvolti psicologici dei personaggi danno corpo al romanzo ed al suo numero di pagine, e a dire il vero non sono sempre così funzionali alla trama, ma 'Cujo' si lascia leggere con piacere sino al termine ed il finale si rivela all'altezza delle aspettative che King riesce a suscitare.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo claustrofobico gestito nel migliore dei modi dal Re.
    Il terrore si abbatte sui protagonisti solo da metà libro lasciando spazio a tutti quei piccoli drammi famigliari che costellano la vita ...continua

    Un romanzo claustrofobico gestito nel migliore dei modi dal Re.
    Il terrore si abbatte sui protagonisti solo da metà libro lasciando spazio a tutti quei piccoli drammi famigliari che costellano la vita di ognuno di noi e che King descrive in maniera perfetta. La prima metà del romanzo mi ha riportato con la mente ad IT (a parer mio indiscusso capolavoro) con il minuzioso rapporto della vita di un piccolo paesino raccontata attraverso le numerose esistenze dei suoi abitanti e di come queste si intreccino fra loro. Originale il punto di vista di Cujo, cane San Bernardo docile e mansueto che, suo malgrado, si trasforma nell'incubo che affligge Castle Rock.
    Insomma voto pieno per un King in grande spolvero.

    ha scritto il 

  • 3

    Traduttore automatico

    Inizio questa recensione con una nota di demerito alla traduzione. Credo sia stata fatta con un traduttore automatico altrimenti non si spiegano alcuni termini tipicamente americani che non andrebbero ...continua

    Inizio questa recensione con una nota di demerito alla traduzione. Credo sia stata fatta con un traduttore automatico altrimenti non si spiegano alcuni termini tipicamente americani che non andrebbero tradotti e se proprio si vuole che almeno non lo facciano con termini ridicoli: I "CLEVELAND INDIANS" non si può tradurlo con gli "INDIANI DEL CLEVELAND", "WORLD SERIES" non sono i "CAMPIONATI DEL MONDO", non si traduce resta cosi, "FOOTBALLl" non puoi tradurlo con "RUGBY" e sopratutto non si può sentire il termine tipicamente americano "YANKEE" tradotto con "POLENTONE"!!!!.
    Detto ciò, la storia si fa apprezzare per la sua scorrevolezza per la descrizione minuziosa dei fatti e nel suo crescendo ti tensione e pathos. Tutto quello che si chiede in un libro di King e in questo ci riesce bene.

    ha scritto il 

  • 1

    Che succede Stefanino?

    Incredibilmente (per chi è l'autore), un romanzo pieno di momenti e azioni volgari, pause, momenti morti, violenza sparsa come sale e una storia strutturata in blocchi a volte non fondamentali. O per ...continua

    Incredibilmente (per chi è l'autore), un romanzo pieno di momenti e azioni volgari, pause, momenti morti, violenza sparsa come sale e una storia strutturata in blocchi a volte non fondamentali. O per lo meno interessanti. L'unica cosa che si salva è la psiche dei personaggi, come al solito ben costruita.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo Shining, finalmente un altro Horror con la H maiuscola. C'è tutto quello che serve per fare un gran romanzo di paura. Un mostro feroce, una catena di sfortunate coincidenze, l'essere in trappola ...continua

    Dopo Shining, finalmente un altro Horror con la H maiuscola. C'è tutto quello che serve per fare un gran romanzo di paura. Un mostro feroce, una catena di sfortunate coincidenze, l'essere in trappola in uno spazio angusto e dulcis in fundo, un tocco di sovrannaturale.
    Scritto in modo impeccabile, mi ha completamente coinvolto (e sconvolto) con il suo ritmo spedito e incalzante.
    L'unica parte che non ho tanto gradito è quella di Charity che spezza troppo dalla trama principale e che, a conti fatti, poteva essere tranquillamente evitata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Sono stata molto titubante ad iniziare questo libro perché quando ci sono dei cani di mezzo io spesso soffro. In effetti non è stata una passeggiata trovare questo adorabile San Bernardo alle prese co ...continua

    Sono stata molto titubante ad iniziare questo libro perché quando ci sono dei cani di mezzo io spesso soffro. In effetti non è stata una passeggiata trovare questo adorabile San Bernardo alle prese con una malattia, ma questa è una lettura che sono stata felice di aver fatto anche se non mi ha convinta fino in fondo.

    Tra le note positive metto sicuramente il fatto King scrive bene e questo lo sapevo già prima di iniziarlo visto che ho già letto qualche altro suo libro (pochi, è vero, ma la scrittura è sempre quella) e poi la storia è ambientata in luoghi che ho visitato personalmente (non Castle Rock che non so neanche se esiste realmente, ma altri paesi/città menzionati) che mi hanno fatta resa più partecipe del tutto.

    L’inizio mi ha fatta subito spaventare di brutto, con il povero Tad convinto di avere un mostro nell’armadio (ho avuto paura di non riuscire a dormire la notte,poi invece è andata bene)
    ma poi il tutto prende una piega diversa, si iniziano a conoscere piano piano vari abitanti di Castle Rock…ovviamente non tutto è come sembra, ci sono storie dette e non dette ma prima o poi viene a galla tutto. Ho conosciuto Donna e Vic, genitori del piccolo Tad, Charity, suo figlio Brett, suo marito e anche altri personaggi.
    La parte più angosciante è stata quando Donna e Tad sono bloccati in auto a causa della furia di Cujo.
    In quei momenti King ha saputo rendere benissimo il tutto. King è stato anche molto bravo per aver reso così bene la malattia del cane, il fatto di parlare per voce sua e di far partecipi in maniera molto realistica delle sensazioni che prova mano a mano che la malattia si aggrava…
    veramente eccezionale.

    Ed ora veniamo a quello che ho apprezzato meno.

    In primis devo dire che non ho capito a cosa sono serviti i sogni di alcuni dei protagonisti dove vedevano loro o altri più avanti nel tempo.
    E la faccenda del presunto mostro nell’armadio? Solo suggestione collettiva?
    Mah?! Capisco che certe cose non debbano per forza essere spiegate ma qui qualcosa di più chiaro l’avrei gradito.

    Da questa mia piccola analisi devo dire che i fatti positivi sono maggiori dei negativi e quindi non posso bocciare il libro, ma non so se lo consiglierei come lettura…probabilmente no anche se io sono stata tutto sommata contenta di averla fatta.

    ha scritto il 

  • 2

    Sufficiente

    Ben scritto, scorrevole ma dalla trama abbastanza banale, nonostante l'idea di base si possa ritenere originale. Non mi sono sentita coinvolta e neanche spaventata. Non so perché i libri di King su di ...continua

    Ben scritto, scorrevole ma dalla trama abbastanza banale, nonostante l'idea di base si possa ritenere originale. Non mi sono sentita coinvolta e neanche spaventata. Non so perché i libri di King su di me non producono l'effetto sperato...

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto, ma meno degli altri libri di King che ho letto.
    Pensavo Cujo fosse piu presente invece in molte parti divaga troppo sulle vite degli altri personaggi,
    che non forniscono un reale contr ...continua

    Mi è piaciuto, ma meno degli altri libri di King che ho letto.
    Pensavo Cujo fosse piu presente invece in molte parti divaga troppo sulle vite degli altri personaggi,
    che non forniscono un reale contributo alla storia.

    ha scritto il 

  • 3

    "Cujo" mi ha fatto ricordare "Misery" per gli aspetti di pathos claustrofobico (la vittima braccata dal carnefice, in questo caso un S. Bernardo rabbioso), ma senza raggiungere gli stessi livelli di p ...continua

    "Cujo" mi ha fatto ricordare "Misery" per gli aspetti di pathos claustrofobico (la vittima braccata dal carnefice, in questo caso un S. Bernardo rabbioso), ma senza raggiungere gli stessi livelli di perfezione... Nonostante qualche lungaggine di troppo, è scritto benissimo, scorre via una bellezza, i personaggi sono ben caratterizzati. Però ecco, mi ha lasciata una sensazione amara e malinconica addosso, perché non sono riuscita a scovare una metafora dietro la morte, così come mi è capitato in altri suoi libri... È un thriller puro, da leggere senza porsi troppi perché, è vero che King mi ha abituata a livelli altissimi ma non posso togliere il merito al libro di essere ben scritto e di tenerti incollato alle pagine. Stavolta zio Stephen è stato più crudele del solito...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ha proprio ragione Stephen King: il vero orrore è nel quotidiano, bisogna solo cercarlo bene.
    In questo romanzo un avvenimento in apparenza banale (un cane che contrae la rabbia in un tranquillo paesi ...continua

    Ha proprio ragione Stephen King: il vero orrore è nel quotidiano, bisogna solo cercarlo bene.
    In questo romanzo un avvenimento in apparenza banale (un cane che contrae la rabbia in un tranquillo paesino del Maine) scatena un terrore ben al di fuori dall'ordinario, rivelando la grande capacità di S.King di giocare con le nostre paure: del resto si sa che le persone sono più vulnerabili quando si sentono al sicuro, e chi si aspetterebbe che una bestia amabile e innocua diventi all'improvviso un'assassina?
    Personaggi caratterizzati molto bene, stile impeccabile e una incredibile fantasia: tutti gli ingredienti per un ottimo romanzo.

    ha scritto il 

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